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Musica & Spettacolo

Beyoncé si definisce una “femminista moderna”

Beyoncé è cantante, attrice, madre, moglie: insomma una superdonna. Ma la star, 31, ha deciso di assumere un nuovo ruolo, quello di “femminista moderna”.

In un’intervista con British Vogue, Beyoncé ha tentato di presentare se stessa, ma le sue parole sono risultate piuttosto bizarre. Ha dichiarato: “mi sento come la signora Carter, ma più sfrontata e meno impavida, di come lo ero prima”. Effettivamente, da quando la star è sposata con il cantante Jay-Z, il cui nome reale è Shawn Carter, lei ha assunto il suo cognome.

Come la cantante dichiara, la maternità l’ha trasformata in un’altra persona e finalmente si sente soddisfatta; lei ha un altro rapporto con il suo corpo: “il mio corpo è diventato un altro. Il modo in cui lo vedo e guardo tutto. C’è sensualità e audacia che voglio condividere. Non mi sento a disagio. Non sono riservata. E penso che è importante per le donne non perdere coscienza della propria sensualità”.

Inoltre, nell’intervista, Beyoncé cerca di spiegare beyoncé femminsita modernacome si sente riguardo il suo status da sex symbol:“perché si deve scegliere che tipo di donna essere? Perché bisogna avere un’etichetta? Io sono solo una donna e amo esserlo. Se si è attraenti, non si può essere sexy e non si può essere intelligenti? Io suppongo di essere una femminista moderna”.

Intanto, lei ha tante speranze per la figlia, che ha solo un anno, e non vede l’ora che la piccola Blue Ivy diventi grande. Lei ha dichiarato: “qualsiasi cosa che la rende felice, io sono lì. Voglio che mia figlia abbia obiettivi, motivazione e passione – bisogna avere padronanza di sé”.

 

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Bellezza & Salute

Mal di testa? Dal sesso ai capelli sciolti, ecco i consigli per sconfiggerlo

Un nuovo studio afferma che prendere regolarmente pillole per il mal di testa può peggiorare ulteriormente la situazione.

Di seguito i consigli per sconfiggere quei fastidiosi mal di testa, senza spendere un soldo:

 

1. Fare sesso spesso.

I neurologi dell’Università di Münster affermano che il sesso dona un sollievo parziale o totale al dolore causato da emicranie. Essi hanno scoperto che più della metà dei pazienti, che hanno avuto rapporti sessuali, ha avuto un miglioramento nei sintomi dell’emicrania. Il sesso, infatti, provoca il rilascio di endorfina, un antidolorifico naturale del corpo, che può ridurre o perfino eliminare il mal di testa.

2. Non comprare antidolorifici dispensiosi.

La farmacista Angela Chalmers afferma di evitare gli antidolorifici, sulle cui confezioni appare la scritta “plus” o “extra”: “la gente sceglie questi perché credono che i loro effetti siano più veloci, ma essi contengono semplicemente ingredienti come caffeina o codeina che potrebbero non giovare all’organismo”.

3. Stare seduti correttamente.

La fisioterapista Sammy Margo afferma che accasciarsi sulla sedia è la peggior cosa che si possa fare se la testa è dolente: “quando ci accasciamo, pieghiamo la testa, distendiamo il collo e contraiamo i nervi. Tutto questo può causare mal di testa”.

4. Evitare i panini con il prosciutto.mal di testa

Il prosciutto contiene tiramina (una sostanza naturale nei cibi conservati) e nitrati, che incrementano il flusso di sangue al cervello, causando il dolore. La tiramina è presente anche in cibi in salamoia, affumicati, marinati o fermentati. Formaggio e cioccolato, e alcuni frutti come ananas e banane, hanno alto contenuto di tiramina o additivi alimentari.
 

5. Fare uno spuntino di noccioline.

Essi hanno un alto contenuto di magnesio, che agisce come un antispasmodico. I ricercatori del Headache Center di New York hanno scoperto che più del 50% di pazienti con emicrania ha un basso livello di magnesio. Altre fonti di magnesio sono vegetali, passato di pomodoro, chicchi di cereali integrali, fagioli, patate e avena.

6. Dimentica i deodoranti per ambienti.

Profumi, dopobarba, deodoranti per ambiente e depuratori contengono elementi chimici che attivano le cellule nervose olfattive, che mandano segnali al cervello e causano mal di testa.

7. Non stare a letto fino a tardi.

Dormire fino a tardi può causare mal di testa, specialmente per chi è caffeinomane. Poiché la caffeina influisce direttamente sui vasi sanguigni del cervello, l’astinenza o la riduzione di essa può causare dolore, spiega la professoressa Anne MacGregor, specialista nel mal di testa e salute delle donne. Se si è un bevitore regolare di caffé, provare ad assumere la caffeina ogni giorno sempre alla stessa ora.

8. Portare i capelli sciolti.

Il 50 % su 93 donne ha avuto sintomi di mal di testa, perché portava la classica coda di cavallo, secondo una ricerca al National Migraine Centre di Londra. Trecce, chignon, cappelli e fasce possono causare mal di testa, perché sforzano il tessuto connettivo del cuoio capelluto.

9. Bere molta acqua.

“Bere semplicemente un bel bicchiere pieno di acqua o sfregare le tempie e il collo per 5 minuti per alleviare ogni tensione sono sufficienti per scacciare il mal di testa”, afferma Angela Chalmers.

In uno studio pubblicato nel Periodico Europeo di Neurologia, ai pazienti con mal di testa è stato detto di bere più di 1.5 litro di acqua al giorno per 12 settimane.

 

 

 

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Da DNA a donna

8 Marzo, festa della donna. Svegliatevi bambine!

Passato il blizzard e sciolta la neve, il disgelo ci riscalda e la primavera è nell’aria. E proprio mentre siamo vulnerabili e distratte dal cinguettio degli uccellini, mentre cominciamo ad alleggerire il guardaroba con la mente rivolta a pensieri  più frivoli, basta un attimo e in men che non si dica ecco che per le strade cominciano a fiorire mimose in ogni angolo.

Dai fiorai, sui banconi dei bar, sui manifesti, nelle vetrine dei negozi e pure dal parrucchiere. Vita dura davvero quella della mimosa: doveva proprio arrivare qui dalla Tasmania perché il suo destino fosse compiuto. Strappata alla vita selvaggia e alle cure dei koala per venire coltivata in batteria ad uso e consumo dei promoter della Festa della Donna.

festa della donna 2012Ebbene sì, perché c’è la Festa del Gatto (N.d.R. il 17 febbraio), la Festa e la Sagra del Tartufo, ma ogni 8 marzo arriva anche la cosiddetta Festa della Donna. Senza contare la Festa della Mamma e del Papà (e ringraziamo le profumerie e le maestre elementari che ce le ricordano ogni anno), e pure la Festa della Repubblica e del Lavoro, elementi portanti del nostro senso civico.

Festa della Donna. “Le parole sono importanti”, mi vedo brontolare Nanni Moretti in Palombella Rossa. Ci penso su: ma non troppo. Così, a naso “festeggiare” significherebbe più o meno “ringraziare o dimostrare felicità perché qualcosa c’è, esiste”. Questo significa che io devo essere contenta perché ci sono? Mi devono regalare dei fiori gialli per ricordarmi che posso uscire con le amiche e andare in un locale ad infilare eventualmente una banconota nel perizoma di un California Dream Man locale? Ma per carità, sono solo opinioni le mie. Opinioni di una a cui forse hanno regalato poche mimose dirà qualcuno. Anche se posso vantare qualche diligente collega che ogni anno faceva la felicità del suo pusher di mimose di fiducia, portandoci in ufficio una ventina di mini sparuti mazzetti, uno per ognuna di noi. Donne felici e gongolanti, annusatrici di profumo un po’ pelosetto.

Ma in effetti sono pignola e controllo meglio, Nanni mimoseMoretti mi protegge: e infatti l’8 marzo diventa la data definita dalla conferenza di Mosca del 1921 per ricordare la Giornata Internazionale della Donna. Una giornata di riflessione più che di festeggiamento. Una giornata che dovrebbe riportare alla memoria quello che noi donne abbiamo alle spalle e non quello che ci mettono sotto al naso i venditori ambulanti o i produttori di cioccolatini. E dire che comunque fiori e cioccolatini mi piacciono. E pure così tanto che non c’è verso che riesca a mantenere il fioretto di evitare la cioccolata fino a Pasqua. Mi piacciono, sì, ma magari sono meno sospetti in un contesto diverso, che possa essere a buon diritto seduttivo, compiacente.

Mentre per l’8 marzo non ci sarebbe assolutamente nulla di cui compiacersi. Anche senza bisogno di correggere la tradizione comune che vorrebbe che l’inizio di tutto coincidesse con la morte di molte operaie in un tragico rogo di una fabbrica di New York nel 1908. Questo mi hanno insegnato a scuola: una festa che ricorda delle vittime. Già un controsenso che mi tornava poco. E oggi scopro di no, che non è così. Che è un enorme falso secondo gli studi che vengono riportati in questo articolo di Repubblica di diversi anni fa.

La Giornata Internazionale della Donna nasce dunque per segnare una tappa nel progresso dei diritti femminili elementari, quello al voto primo tra tutti. E lasciamo da parte le storie politiche che potrebbero urtare gli animi più suscettibili, in particolare di questi tempi, quando parlare di sinistra, destra e partiti sembra solo un pretesto per suscitare confusione. Conserviamo qualcosa che stia al di sopra delle parti e unisca.

festa della donnaProprio oggi che viene introdotta nel vocabolario comune una parola quasi nuova, di moda. Femminicidio. Un orgoglio potersene riempire la bocca, rubando un termine alla cronaca giudiziaria messicana: la parola “Femminicidio”, che già se la scandisci ti suona di torture e colpi di coltello, racchiude in sé il senso di distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale. Una parola coniata nel 2009 quando la Corte Interamericana dei diritti umani condannò il Messico per le 500 donne violentate e uccise dal 1993 nello Stato di Chihuahua. Chihuahua. Lo ripeto perché fa veramente poca allegria in questo contesto.

Così si parte dalle battaglie sociali condotte dalle femministe americane e russe per arrivare a questo punto. Un punto in cui Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, dice che questa “è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni”. Femminicidio. Violenza che dal 70 all’80% dei casi si consuma all’interno della famiglia. Femminicidio. Un fenomeno che secondo la Casa delle Donne per non Subire Violenza di Bologna sta diventando “inarrestabile”.

Ora, fermatevi, non voglio fare la bacchettona e la guastafeste. Non voglio ridurre tutti vestiti a lutto, con i musi lunghi. Ma che ci posso fare se mi si blocca la gola mentre guardo il video prodotto da Telefono Rosa per “non festeggiare” questa Giornata? E poco importa che sia introdotto – sul sito di Repubblica – dal modello supremo del profumo di turno, mi pare solo un gesto di cattivo gusto in più. Forse voi dal link ve lo risparmierete, magari per un momento migliore. E non per introdurre un filmato che dà un nome e un volto alle 31 donne uccise dall’inizio dell’anno, 67 giorni ad oggi. Giuro che mi passa tutta la voglia di festeggiare. A meno che non voglia dimostrare di essere felice perché non è capitato a me.

La signorina Silvani di giallo vestita

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Cucina

Intervista a Monica Casadei: la cuoca creatrice di Art culinaire

Oggi abbiamo il piacere di ospitare qui sulle pagine di PinkDNA Monica Casadei: un’abile e creativa appassionata di cucina, ai più nota come la creatrice di Art culinaire.

La storia di Monica Casadei si articola fra differenti esperienze nel mondo della cucina, ma non solo dietro i fornelli; bensì anche come creatrice di ricette per grandi esperti e manifestazioni di grande calibro.

Insomma una vera esperta del panorama culinario dolce e salato.

Monica Casadei e la cucina, è stato un colpo di fulmine?

Non è stato un colpo di fulmine, ma una passione coltivata fin da quando ero piccola, trasmessa dai miei genitori.

Art Culinaire è la tua creatura, il tuo scrigno… E’ un progetto studiato a tavolino oppure è una naturale evoluzione della tua passione?
Art Culinaire è la creatura di tutti, è un progetto nato per aiutare tutti coloro che ogni giorno hanno bisogno di ricette, consigli, idee, per qualsiasi evento, oltre ad aver preso forma sostanzialmente per la mia innata passione in questo campo.

La tua ricetta migliore…
La ricetta più buona in assoluto sono i cannoli di pasta frolla ripieni di ricotta, ricoperti di cioccolata e frutta secca, una vera goduria.

Quanto contano la creatività, la fantasia e la tecnica in ciò che fai?
La tecnica deve rientrare inevitabilmente nelle nostre competenze e se ad essa aggiungiamo un pizzico di creatività e fantasia di certo non guasta, per me è fondamentale avere fantasia infatti è una parte di me molto apprezzata dai miei fans.

I grandi artisti ammettono di avere una musa. Chi o cosa ispira il tuo lavoro?
Io credo che in ognuno di noi esista uno spirito divino che funge da fonte di ispirazione e in me opera moltissimo durante la notte, quando tutto tace e siamo più concentrati.

In questo periodo è scoppiata la corsa ai fornelli, una vera e propria moda! Le reti televisive, siano esse pubbliche o private, nazionali o estere, sono letteralmente invase da programmi di cucina e da chef famosi e/o aspiranti chef. Come giudichi tutto questo?
Siamo troppi, la maggior parte non lo fanno per passione, ma semplicemente per fare qualcosa e questo non mi piace.

E, visto che in TV molto spesso Monica casadei ricette cucinaprevale la sfacciataggine piuttosto che la bravura, quanto vale oggi il talento in questo campo, per avere successo?
La sfrontatezza ti permette solo di entrare a fare parte di qualcosa o di qualcuno, ma è solo la bravura che prolunga il tuo tempo in qualsiasi progetto.

Da “esperta”, c’è oggi un cuoco in Italia con un grande futuro?
Il cuoco c’è e non faccio nomi.

Un consiglio per chi volesse avvicinarsi alla cucina in modo più professionale? Serve una scuola o un buon maestro?
Se è un buon maestro, può bastare.

Art Culinaire ed i Social Network: quanto conta per te la “piazza virtuale”, vista anche la tua presenza massiva sul web?
La mia rete virtuale conta tantissimo è l’unico punto di incontro per tutta la community amanti del cibo.

E parlando di Monica Casadei donna, a cosa non rinunceresti nella tua vita e nel tuo essere donna?
Non rinuncerei mai all’Amore, l’Amore romantico, per gli amici, verso i parenti, per se stessi, caritatevole ma soprattutto verso Dio.

Infine, secondo te, qual è la prima arma per conquistare un uomo?
L’unica e vera arma per conquistare un uomo è essere semplicemente se stessi.

 

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Moda

Tendenze primavera/estate 2013: il grande ritorno della camicia di jeans

Tornata alla ribalta già da qualche anno, la camicia di jeans è uno dei capi immancabili nel guardaroba sia maschile sia femminile, indossata nella vita di tutti i giorni, rimane un must-have anche per questa primavera-estate 2013.  Un grande classico che viene riproposto sulle passerelle nel corso degli anni, alternando momenti in cui viene celebrata a momenti in cui viene dimenticata, subendo una continua ciclicità; tuttavia le icone fashion non l’hanno mai persa di vista apprezzando la grande versatilità e portabilità.

Ciò che in questa stagione la rende davvero unica e originale rispetto agli anni passati è sicuramente il motivo, arricchito talvolta da stampe animalier, tropicali, optical, con borchie e floreali creando un effetto piacevolmente confusionario, d’altronde nel mondo della moda il denim è un tessuto molto usato proprio perché abbinabile a tutti i tipi di look e anche se casual, ricongiunge la comodità allo stile.

camicia jeansLa camicia di jeans può variare nei toni dal blu scuro all’azzurro  rigorosamente sbiadita, con o senza sfumature, dal classico indaco al celeste chambray, dallo slavato al vintage. Ma come si abbina una camicia di jeans? Da evitare sicuramente l’abbinamento camicia di jeans e denim dello stesso colore! Per il resto la scelta varia in base al look che si vuole realizzare: pratico e sexy, rock e trionfante, glamour e informale, cittadino e grintoso.

Scelta vincente certamente è l’abbinamento a pantaloni skinny e jeggings magari nella variante  fantasia oppure colorati e per un very street style l’ideale è portarla aperta con una t-shirt a tinta unita o con stampe con maxicollier colorato. Per le più romantiche camicie di jeans da portare sopra vestiti lunghi e gonne soprattutto se bianche. Da non dimenticare anche l’abbinamento con short, magari annodandola per renderla veramente sexy, oppure fissando una cinta in vita decorata da una grande fibbia con bijoux dorati per uno stile leggero ma irresistibile.

Insomma infiniti modi per adattare un unico indumento a molti outfit!

Il denim e in particolare la camicia di jeans rischiano di diventare l’indumento più cool del secolo, una vera a propria tendenza dell’ultima ora… Un consiglio? Non buttarla mai via! Alla fine tornerà senza dubbio di moda!

Idapaola Moscaritolo

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Sanremo 2013

Sanremo 2013: la classifica finale ragionata di PinkDNA

Lo ammettiamo il Festival di Sanremo che si è appena concluso è stato sorprendente per molti versi, capace di calamitare l’attenzione degli italiani senza polemiche, fatta esclusione per quella su Maurizio Crozza la prima sera. Tanta buona musica, molta educazione, un Sanremo sereno forse in parte imposto dal periodo elettorale e difficile che stiamo attraversando, ma gestito al meglio dal pacato e sempre presente Fabio Fazio e dalla vulcanica Luciana Littizzetto che ha fatto la premiere dame senza strafare o esagerare, qualche punturina qui e là, ma nulla di più.

Pvincitore mengonioi tanto merito va agli artisti selezionati, tutti molto bravi, eccetto alcuni che sono spariti con il passare delle serate, la musica è stata di buona qualità, piacevole, tipicamente italiana per molti versi. Onore al merito di Marco Mengoni che è riuscito a battere i Modà e gli Elii che con la Canzone mononota hanno letteralmente sconvolto ogni previsione. Il vincitore di X Factor, ormai qualche anno fa, è stato il cantante sul palco dell’Ariston che è cresciuto maggiormente, tirando fuori gli attributi quando necessario e sfondando nel cuore della giuria di qualità, oltre che in quello della gente, che inneggia a Mengoni sui social network e canticchia la sua canzone per strada, in autobus e in ogni dove… e in tutti i cieli e tutti i mari.

Così, visti i tanti spunti di riflessioni, le cose interessanti e quelle da bocciare, ecco una pagellona sanremese tutta da gustare, tra il serio e il faceto, cercando di dire qualche piccola verità.

 

Cantanti

Marco Mengoni: 10
Sanremo lo ha vinto venerdì sera, con quella magistrale e commossa interpretazione di Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco, lì ha dato il colpo del KO a tutti i rivali, infrangendo le barriere di chi lo vedeva come “animale da talent” ancora incapace di convincere e sfondando ogni resistenza nel cuore della gente comune. Questa sua esibizione resterà nella storia di Sanremo, ne siamo certe. Ci ha messo l’anima oltre al talento e questo ha fatto la differenza, se continuerà a crescere così i big della canzone dovranno davvero stare attendi. Per non parlare dell’aria stralunata al momento della premiazione, quando Luciana Littizzetto ha dovuto sorreggerlo perché stava per svenire. Si parla tanto di giovani… eccone uno che merita, non perché sia un prodotto televisivo, ma perché semplicemente bravo e innamorato di ciò che fa. Perfetto.

Elio e le storie tese: 9 monotono
Bravi! Che gli vuoi dire di più? Hanno l’unico difetto di far emozionare con il sorriso e di essere dei mattacchioni, motivo per cui perdono di fronte a canzoni più romantiche che vanno dritte al cuore della gente. Stupende le coreografie, idee geniali, come la Canzone Mononota, un’opera impensabile per qualsiasi artista terreno. Illuminati ed Alieni, contavano sul quarto posto, gli tocca il secondo, che brucia parecchio. Ma portano a casa due premi anche loro, e poi, gli Elii sono gli Elii non c’è bisogno di vincere Sanremo per essere considerati dei fenomeni. Stranieri alla terra.

Daniele Silvestri: 8
Difficile vederlo sbagliare, quando poi si presenta sul palco vestito anche bene, capisci che questa volta è lì per vincere, peccato sulla sua strada abbia trovato Mengoni e gli Elii. Altrimenti, almeno un premio della critica lo avrebbe portato a casa. La sua canzone è bella, con tanto di emozionante interprete LIS alle spalle. Lascia tutti a Bocca Chiusa e siamo certe che il nuovo album sarà un successo. Finalmente sembra essere maturato, un grande artista che adesso sa quali sono le sue potenzialità e le sfrutta appieno. Serio.

Malika Ayane: 7,5
Ok, chiariamo subito che solo per la tinta dei capelli (inguardabile) meriterebbe 2. Come si fa a presentarsi a Sanremo in quelle condizioni? Va bene essere estrosi, ma senza sfidare troppo il buon gusto. Per il resto, la sua voce è una certezza, potente, versatile… ma poco “sfruttata” da questa canzone. Peccato. Inceppata.

Raphael Gualazzi: 7,5
Se porti il blues/jazz a Sanremo sai che stai correndo un grosso rischio, ma Gualazzi non si scompone, non è lì per vincere, ma per fare meritoria opera di promozione; poiché in Italia oltre al pop c’è anche di più. Spesso cerca più la perfezione stilistica che l’emozione e questo non lo fa arrivare a tutti, ma la canzone è bella e lui ha un’ottima voce. Dinamitardo

Simona Molinari: 7 (10 per lo stile sensuale)
Sì parliamo di lei, solo di lei, che più della Balti e della Refaeli ha portato una bella voce, una bella presenza e tanto buon gusto nella scelta dei vestiti sul palco dell’Ariston. Se a questo aggiungiamo che ha anche un bella voce, con cui però sembra soltanto saper cantare, è impossibile mettere in dubbio che dopo Luciana Littizzetto è stata la presenza femminile più gradevole sul palco dell’Ariston. Gnocca.

Antonio Maggio: 7
Chi avrebbe scommesso un euro su di lui? Forse nessuno, con il Cile in gara, i Blastema già seguitissimi da fan assatanate e Rubino, nessuno pensava all’esule degli Aram Quartet, ed invece, te lo ritrovi in finale contro la Porceddu e lì capisci che ha la vittoria in tasca, con quell’aria un po’ così, quel sorrisetto un po’ così… Fortunello.

Il Cile: 7
Quando si dice che non sempre i migliori vincono. Grande voce e bella canzone, ma viene segato subito. Siamo certe che saprà rifarsi, perché tanto lui ha già un presente e saprà crescere in futuro. Lo rivedremo all’Ariston? Dopo questa esperienza sanremese non si sa. Sfortunello

Modà: 6
Kekko è Kekko, ma questa volta non vincono (per fortuna), la musica è esattamente la loro, la voce quella di sempre. Hanno fatto tutto alla perfezione, ma non sono cresciuti di una virgola, mai un’emozione partita per sbaglio. Perfetti anche loro, ma monotoni. Dovrebbero andare a lezione da Elio per arricchire il repertorio. Sottotono in mononota

Annalisa Scarrone: 6
Ci aspettavamo tanto da lei, ma chissà per che, chissà per come la voce non è uscita fuori, così come la sua espressività. Rimandata.

Maria Nazionale: 6 (10 per la quinta)
Signora della musica neomelodica, sale sul palco con le sue doti in bella vista, tanto da suscitare l’invidia della Littizzetto ogni sera che la presenta è uno sguardo “oltre la siepe”. Lei canta bene composta, sorridente, mediteerranea. Tanto donna da far impallidire la già anemica Bianca Balti nella serata finale. Femmena

Max Gazzé: 6
Passi per lo smalto nero, ma presentarsi con la lentina azzura a simulare l’occhio di vetro, dimostrano che Max ultimamente non è che stia proprio bene bene. Anche perché anziché pensare ad innovare il look, dovrebbe innovare un po’ il suo repertorio. Bella voce, bella canzone, ma una sorpresa ogni tanto… Desueto

Simone Cristicchi: 5
E’ stupendo, lo diciamo seriamente, che ci siano artisti che facciano testi tanto impegnati. Solo che parlare di morte, in un periodo come questo (di cataclismi, crisi e meteoriti) non è proprio una trovata geniale. A Sanremo caro Simone porta qualcosa di più gioioso, con la tua parte impegnata hai già vinto, replicare sarebbe stato troppo. Grigio

Chiara Galiazzo: 4
Qualcuno si è accorto della sua presenza a Sanremo? Eccetto che per quell’orribile vestito di venerdì che la faceva sembrare una statua di sale tozza e goffa!? Noi, di Chiara non ce ne siamo accorte. L’emozione l’ha bloccata, impallata. La sua splendida voce non è mai venuta fuori netta, decisa, vincente; evidentemente anche la canzone scelta dal pubblico la prima sera non ha aiutato… Un vero peccato perché non sbaglia mai una nota, ma se non tira fuori gli attributi. Impreparata.

Almamegretta: SV
Ricordavano un po’ i Marlene Kuntz dello scorso anno, ma si sono saputi ambientare meglio. Venerdì, poi, quando si sono presentati sul palco con Marcello Coleman Clementino, chiudendo la canzone con un inequivocabile “lasciate crescere l’erba”, sembrava di essere in Piazza San Giovanni, più che a Sanremo. Insoliti.

Sergio Rubino: Menzione speciale 9
Il ragazzo ci sa fare, canta bene e porta sul palco dell’Aristo una canzone coraggiosa, apprezzatissima dalla comunità gay e lesbica, ma che evidentemente non è stata amatissima dai cattolici. Così, per non creare un caso si è preferito lasciarlo cadere in purgatorio, ma ha stoffa e farà strada. Temerario

 

quarto vestito littizzetto

Comici, intrattenitori e altre presenze sanremesi…

Luciana Littizzetto: 10
Incredibile, il giorno di San Valentino ce lo ricorderemo per il suo monologo, per il suo balletto, per quella sana voglia che ci mette nel ridare dignità alle donne in un Paese dove troppo spesso sono sottovalutate. Tutto il resto è solo ordinaria amministrazione. Grandiosa.

Fabio Fazio: 9

Che dire? Ci ha stupito con un Festival pulito ma capace di attrarre. Onore a lui che ha lavorato in silenzio ed ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. Ormai è un uomo di televisione navigato, sa quali sono le mosse giuste per non scontentare il pubblico e le mette in atto. Sarà un paragone ardito, ma sembra che sia lo Steve Jobs della televisione italiana. Lui sa quello che gente vuole. Visionario.

Asaf Avidan: 9
L’artista israeliano arriva sul palco dell’Aristo in punta di piedi, poi tira fuori una versione unplugged del suo successo Reckoning Song (One Day) che parla al cuore e fa tremare i polsi. Una voce eccezionale capace di tirare chiunque all’interno di un vortice di emozioni. Asfissiante.

Stefano Bollani: 9
Un genio gli dici il nome di una canzone e lui la trasforma in melodia, mixa, vola, veleggia sui tasti del pianoforte e porta una nuova dimensione musicale a Sanremo. Accanto alla definizione di talento musicale ci dovrebbe essere la sua foto; ed è anche simpatico. Merlino.

Maurizio Crozza, Neri Marcoré e Claudio Bisio: 8
Il voto ai comici lo diamo assieme e lo diamo alto, poiché Neri e Bisio alla fine hanno giovato delle proteste a Crozza. Ci hanno giocato su regalando qualche minuto di risate e tante riflessioni. Non condividiamo le critiche a Crozza, o meglio le contestazioni; poi che abbia fatto “spezzoni” già sentiti è un altro paio di maniche. Ma su 15 milioni di telespettatori, solo un paio di milioni se ne saranno accorti. Squadra.

Bar Refaeli: 7
Bella, elegante, raffinata… a tratti anche simpatica quando Fazio le si scioglie ai piedi. Ma nulla di più. Il pezzo alla batteria dite? Mio nipote di 5 anni avrebbe fatto di meglio, per molto meno… Eterea.

Roberto Baggio: 7
Ti chiedi che ci faccia lui sul palco dell’Ariston e poi ti tira fuori un monologo appassionato dedicato ai giovani. Hai capito il Divin Codino? Belle parole a tratti accorate, pronunciate da una persona vera come difficilmente capita. Maestro.

Beppe Fiorello: 7
Vederlo cantare con la giacca di Domenico Modugno ha messo la pelle d’oca, lui si cala nel personaggio, ci crede e ci mette tutto quello che ha. Un grande attore, certo da fiction, ma comunque apprezzabile. Poliedrico.

Andrea Bocelli: 6
Quando sale sul palco ti aspetteresti sempre quel qualcosa in più, invece canta nella norma, come sa fare bene, fa “entrare in società” il figlio (bel ragazzuolo) e vola via, senza lasciare quel consueto strascico di emozioni che la sua voce sa dare. Appannato.

Toto Cutugno e l’Armata Rossa: 5
Il voto è per la simpatia e per Ogbonna che lo chiama Totò! Ormai sta più in Russia che in Italia e quando riempie il palco del coro dell’Armata Rossa, pensano tutti che ci sia qualcosa che non va. Sarà pure l’italiano vero, ma ha fatto il suo tempo. Arrugginito.

Albano: 4
Come le flessioni che fa sul palco dell’Ariston. Ha ancora una gran voce, duetta con Luciana Littizzetto e Laura Chiatti (6, perché sta al gioco e canticchia senza stonare), ma ogni tanto bisogna dare il buon esempio e lasciar spazio ai giovani anche su un palco. Inamovibile.

I figli di… : 3
Se stavano recitando sono geniali, se invece sono davvero così, non vorremmo essere nei panni dei rispettivi badanti. Una delle poche cose brutta, ma davvero brutte viste al Festival di Sanremo quest’anno. Impresentabili.

Bianca Balti: 2 (Dirigenti RAI -500.000)
Arrivata da star, con cachet da star, Bianca Balti è una presenza impalpabile sul palco dell’Ariston, se non quando Luciana la punzecchia e la prende in giro. Poi lei “spocchiosa” la sfida a sfilare ed inciampa come una novellina. Passare da una pubblicità all’Ariston non è roba da tutti, e nemmeno roba sua. Una scelta insensata, poiché non ha aggiunto nulla al Festival. Anzi, ha fatto arrabbiare tanti per il compenso “mega” e i maschietti per la mancanza di curve, sensualità e charme. Invisibile.

Antony: pauuuraaaa
Come direbbe Maurizio Crozza davanti allo sguardo del pianista e alla musicalità della canzone. Antony and the Johnsons ha portato un’aria plumbea a Sanremo, che ha soffocato tutta la serata. Sadness.

 

 

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Sanremo 2013

La canzone che ha vinto Sanremo 2013 è L’essenziale di Marco Mengoni

E’ L’essenziale di Marco Mengoni a vincere la 63esima edizione del Festival di Sanremo. Le scelta fatta dal pubblico a casa tramite il televoto, più il valore aggiunto della giuria di qualità, ha decretato il vincitore della manifestazione canora di quest’anno. A convincere tutti è stato quasi certamente la passione che il giovane cantante mette in ogni sua esibizione.

vintoLa canzone potremmo dire è di quelle tipicamente sanremesi, una buona musicalità e una grande voce si aggiudicano il Sanremo meno spettacolare, ma forse con le migliori canzoni degli ultimi anni. Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno concluso alla grande un Festival per certi versi sorprendente, che però ha incoronato con merito uno dei papabili sin dall’inizio.

A trionfare c’è da dire che è anche X Factor perché sia Marco Mengoni, che Maggio vincitore della categoria giovani provengono da quel programma, come gli stessi Elio e le storie tese, visto che Elio è uno dei giudici storici della trasmissione, tra l’altro guida dello stesso Antonio Maggio all’epoca.

Marco Mengoni rappresenterà anche l’Italia all’Eurovision Song Contest il prossimo maggio 2013, un bell’incarico di responsabilità che lo scorso anno è toccato all’eclettica Nina Zilli.

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Sanremo 2013

Sanremo 2013 giovani: vince Antonio Maggio con Mi servirebbe sapere

Terminata la parentesi Sanremo Story, fra big e grandi ospiti, è il turno delle esibizioni dei giovani.

Si, perchè non dobbiamo scordare che oggi, venerdì 15 febbraio, è il giorno della proclamazione del vincitore di Sanremo 2013 per la categoria giovani.

Si esibisce per primo Antonio Maggio, poi a seguire è il turno della bella ed elegante PorcedduChiudono il ciclo dei giovani i Blastema e Renzo Rubino.

Finite le esibizioni è il turno della pubblicità e, al ritorno nel teatro dell’Ariston, ecco arrivare lo stop al televoto firmato Fazio. Ma prima di passare alla proclamazione del giovane vincitore è il turno di un ultimo ospite: il grande Caetano Veloso, cantautore e chitarrista brasiliano.

Ci siamo, è il momento di proclamare il vincitore. dddDopo il premio speciale a Il Cile, chi verrà incoronato vincitore della categoria giovani di Sanremo?

Fazio apre la busta del Premio della critica Mia Martini: vince Renzo Rubino con Amami Uomo!

E’ il momento del vincitore del festival di Sanremo sezione giovani: attimi di nervosismo e silenzio fra i giovani. Fabio Fazio apre la busta, guarda i ragazzi davanti a sé e proclama vincitore Antonio Maggio!

Grande commozione per il giovane artista, che con voce spezzata ringrazia il presidente della giuria di qualità e Fazio Fazio.

Una commozione vera quella di Antonio Maggio che ringrazia ancora tutti e quasi non crede a quanto accaduto. La sua vittoria, comunque, va a confermare le voci di questi giorni che lo vedevano favorito insieme a Renzo Rubino, anche lui a suo modo vincitore con il Premio della critica Mia Martini.

Il Festival termina con il bis di Antonio Maggio e della sua Mi servirebbe sapere.

Non resta che darci appuntamento a domani, con la serata dedicata ai Big e alla proclamazione di un nuovo vincitore.

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Festival di Sanremo 2013: chi sarà il vincitore dei Big?

Il Festival di Sanremo si avvicina sempre di più e dopo la conferenza stampa di ieri, ecco partire il totoscommesse sul possibile vincitore del 63-esimo festival della canzone italiana.

Come ricorderete, gli artisti in gara (in questo articolo ci riferiamo solamente ai big) sono 14 e ciascuno di loro porterà, nella prima serata, due brani. Fra questi due verrà poi selezionata la canzone che effettivamente parteciperà alla kermesse e partirà la vera sfida.

Per chi non ricordasse il nome dei cantanti big in gara, di seguito vi riportiamo l’elenco completo e, a seguire sotto il nome, i due brani con cui l’artista (o il gruppo) parteciperà al Festival di Sanremo 2013.

Ecco i nomi dei Big:

Almamegretta
Mamma non lo sa
Onda che vai

Annalisa Scarrone
Non so ballare
Scintille

Chiara Galiazzo
L’esperienza dell’amore
Il futuro che sarà

Daniele Silvestri
A bocca chiusa
Il bisogno di te (ricatto d’onor)

Elio e le Storie Tese
Dannati forever
La canzone mononota

Malika Ayane
Niente
E se poi

Marco Mengoni
Bellissimo
L’essenziale

Maria Nazionale
Quando non parlo
E’ colpa mia

Marta sui tubi
Dispari
Vorrei

Max Gazzè
Sotto casa
I tuoi maledettisimi impegni

Modà
Come l’acqua dentro il mare
Se si potesse non morire

Raphael Gualazzi
Sai (ci basta un sogno)
Senza ritegno

Simona Molinari con Peter Cincotti
Dr. Jekyll and Mr. Hide
La felicità

Simone Cristicchi
Mi manchi
La prima volta

Bene e ora la fatidica domanda: chi festival sanremo 2013 big vincitorevincerà il Festival di Sanremo 2013? Quale artista sarà dichiarato vincitore della 63-esima edizione? Certo, è ancora presto per dirlo… Tuttavia già ci sono alcuni preferiti fra il pubblico.

E voi? C’è già qualcuno per cui fate il tifo?

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Sanremo 2013: tanti gli ospiti del Festival ma non ci saranno i Muse

Sta per aprire il sipario la sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo, in onda martedì 12 febbraio su Rai Uno. Al timone due personaggi di grande carisma e professionalità: Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

Stamane, durante la conferenza stampa tenutasi presso il Casinò di Sanremo, il direttore della rete Giancarlo Leone ha annunciato: “l’obiettivo è quello di fare una piccola grande rivoluzione, RaiUno ha bisogno di una scossa, di un cambiamento, di innesti e quale modo migliore per farlo se non sul programma simbolo di RaiUno, il festival di Sanremo”.

Quattordici artisti in gara nella categoria Campioni, otto in quella dei Giovani e fra le novità dell’evento anche personaggi del mondo dello spettacolo, sport e cultura che proclameranno i diversi vincitori.

Fra questi Marco Alemanno, Flavia Pennetta, Benedetta e Cristina Parodi, Carlo Verdone, Eleonora Abbagnato, Serena Dandini e molti altri. Lunga anche la lista degli ospiti che parteciperanno alle varie serate quali Carla Bruni, il ballerino Lutz Forster, Roberto Baggio e Beppe Fiorello.

Manifestazione che verrà resa sanremo 2013 ospiti festival museunica dall’eccezionale ironia, simpatia e semplicità della conduttrice la quale, per la prima volta, sfaterà i canoni della tradizionale “presenza statuaria”, immancabile ogni anno sul palco dell’Ariston.

La Littizzetto non scenderà la scalinata e non indosserà abiti sfarzosi, ma regalerà a tutti serate ricche di allegria accompagnate dall’ascolto dell’eccezionale musica italiana. Non resta che attendere il “fischio d’inizio”.

Maria Francesca Baratta