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Curiosità

Le nuove esperienze possono alterare i ricordi

Secondo uno studio recente, l’area cerebrale posta dietro i bulbi oculari può sia confermare che distorcere la realtà in base ad esperienze significative

memoriaUn nuovo studio afferma che i ricordi possono essere alterati dalle esperienze nuove e che la sede anatomica in cui ciò avviene è l’area cerebrale retrostante ai bulbi oculari.

Donna J. Bridge, una studentessa di post-dottorato presso la Scuola di Medicina dell’Università di Freinberg, ha testato la memoria di 17 soggetti assegnando loro un “compito apparentemente semplice” per misurare se la loro memoria veniva “consolidata o alterata”, ha riportato il Times.

Ai soggetti veniva fornita la posizione di dozzine di oggetti sul monitor di un computer e veniva in seguito chiesto loro di ricordare, però con uno sfondo differente, dove era stato originariamente mostrato un determinato oggetto. Dei 17 soggetti, 16 non hanno ricordato la posizione corretta.

Durante i test, l’attività cerebrale dei soggetti mostrava che il luogo corrispondente nel cervello dietro ai bulbi oculari era estremamente attivo. Stava conservando il ricordo “corretto” e confermando al contempo un nuovo ricordo “falso”.

“L’idea è che, qualunque cosa sia più importante per l’individuo in un determinato momento, l’ippocampo è responsabile del mantenimento di una rappresentazione stabile o del suo cambiamento.” ha dichiarato la Bridge.

“Sembra che una funzione fondamentale della memoria consista nel fatto che essa è strutturata per modificarsi. È strutturata per adattarsi a ciò che al momento è importante per noi.”

La Bridge ha aggiunto che lo studio risponde alla domanda del perché troviamo difficile ricordare com’era in passato qualcuno che ci è familiare.

“Penso che semplicemente non ci accorgiamo di fare sempre questo. È una pratica sottile. Quando ci imbattiamo in situazioni nuove, ambienti nuovi, usiamo il nostro passato per improntare il nostro futuro. A volte ciò significa aggiornare il nostro passato.”

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Curiosità

Due tazzine di caffè migliorano la memoria a lungo termine

Per molti il caffè è un compagno di vita, dalla mattina appena svegli fino alla sera ci accompagna per recuperare energie e soprattutto per mantenere l’attenzione

pausa caffè breackLa pausa caffè è sicuramente il momento più amato della giornata e nessuno vi rinuncia. Una nuova ricerca sostiene che il caffè ha fantastici effetti sulla nostra memoria a lungo termine. Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori della Johns Hopkins University a Baltimora ed è stato poi pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience. La squadra di studiosi, coordinati da Michael Yassa, ha affermato che due tazzine di caffè espresso migliorano la nostra memoria a lungo termine e questo processo avviene circa 24 ore dopo l’assunzione della bevanda.

Lo studio è stato effettuato su cento soggetti, questi ultimi hanno osservato delle immagini e dopo alcuni hanno assunto un placebo altri una pillola contenente dosi di caffeina pari a due espressi. Ventiquattro ore dopo l’assunzione i soggetti sono stati richiamati per riconoscere le immagini viste il giorno prima. Il risultato? Chi aveva assunto la pillola contenente caffeina ha mostrato capacità mnemoniche maggiori rispetto a chi, invece, aveva assunto una semplice placebo.

Lo stesso Yassa afferma “quasi tutti gli studi precedenti somministravano la caffeina prima della sessione di studio e così non era chiaro se il miglioramento eventuale fosse legato agli effetti della sostanza su attenzione, vigilanza, messa a fuoco o altri fattori. Con la somministrazione dopo l’esperimento escludiamo tutti questi effetti: il miglioramento è legato alla memoria e a nient’altro”.

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Bellezza & Salute

Alzheimer, conoscere più lingue aiuta a ritardarlo

L’Alzheimer, dopo il cancro, è sicuramente una delle malattie più temute; anch’essa viene definita la malattia del nostro secolo e molti ricercatori sono continuamente a lavoro per capire le cause prime che scatenano questo processo di eliminazione della memoria

Alzheimer Gli studi, tra l’altro, sono volti a capire come prevenire, o almeno rallentare, la comparsa di questa malattia. Secondo un’ultimo studio pare proprio che conoscere altre lingue, oltre quella che “mastichiamo” quotidianamente, possa ritardare l’arrivo della malattia. Ad affermarlo è Manfred Back, scienziato tedesco, secondo cui conoscere più lingue garantisce una maggiore elasticità mentale e, di conseguenza, un modo per ritardare la conparsa della malattia stessa.

Secondo lo studioso, infatti, allenare la mente imparando altre e nuove lingue può ritardare l’Alzheimer di 5 anni, lo studio vero e proprio, poi, permette di ritardare la malattia anche di 15 anni. Lo stesso scienziato Manfred Back ha affermato: “L’alzheimer colpisce le persone anziane a partire dai 65 anni. Ma le persone più aperte alle lingue straniere hanno dimostrato come i primi effetti siano arrivati non prima dei 70, alcuni anche verso gli 80.”

Lo studio mantiene dunque attivo e sano il nostro magnifico e complesso cervello, cerchiamo dunque di non perdere delle abitudini curative per l’animo e per il corpo.

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Costume & Società

Giornata della Memoria blindata: teste di maiale spedite alla Sinagoga di Roma

Giornata della Memoria dalle tinte horror quella di quest’anno. Tutto il Ghetto romano è blindato, e come il ghetto anche la zona della Sinagoga e in tutti i luoghi in cui si terranno oggi commemorazioni per le vittime della Shoah. La polizia e le forze dell’ordine quest’anno stanno facendo gli straordinari per sorvegliare questi eventi, che sono sempre monitorati dalla pubblica sicurezza ma che quest’anno hanno tristemente attirato l’attenzione a causa dei pacchi “regalo” che nei giorni scorsi sono stati recapitati nei centri della comunità ebraica.

Si tratta purtroppo dell’ennesimo gesto di ignoranza e razzismo, avvenuto nei confronti degli ebrei romani. Venerdì alla Sinagoga e al Museo Roma in Trastevere in piazza Sant’Egidio (dove è in corso una mostra sulla cultura ebraica) sinagoga-romasono stati recapitati due pacchi contenenti delle teste di maiale sottovuoto, pacchi corredati da lunghe lettere di minaccia contro la comunità ebraica.

L’evento riprovevole e disgustoso si poteva replicare all’Ambasciata d’Israele ai Parioli, se non fosse stato per l’intervento degli investigatori che hanno intercettato un terzo pacco nel deposito della Tnt in via Salone.

Già nella mattinata di oggi la Digos ha fornito un primo resoconto delle investigazioni: l’idea generale è che non si tratti di folli sprovveduti, ma di gruppi organizzati, magari da intercettare nelle frange romane di estrema destra e neonazisti, che si sono già fatti notare in rete.

L’analisi dei testi di minaccia e le intercettazioni di pagamenti ai corrieri tramite bonifici e conti bancari potrebbe far risalire in tempi brevi gli investigatori ai responsabili.

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Curiosità

Memoria: vincono le donne

Se vostro marito è distratto, dimentica facilmente l’anniversario di matrimonio o il nome del nuovo vicino di casa, non c’è nulla per cui preoccuparsi: non siete le sole a lamentarvi

donne-contro-uominiUna nuova ricerca dimostra che, a prescindere dal fatto che siano trentenni o sessantenni, gli uomini sono più smemorati delle donne. Il professor Jostein Holmen, presso l’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia, ha dichiarato: “è stato sorprendente scoprire che gli uomini dimenticano più delle donne. Non era mai stato documentato in precedenza. È stato anche sorprendente notare che gli uomini sono smemorati, indipendentemente dal fatto che abbiano 30 o 60 anni. I risultati sono stati inequivocabili”.

Il professor Holmen e il suo team hanno condotto la ricerca, come parte di un più ampio studio sulla salute. Lo studio, denominato HUNT3, è uno dei più grandi mai effettuati per la salute, condotto su oltre 48.000 persone. Ai partecipanti è stato chiesto quanto spesso avevano problemi nel ricordare le cose, se avevano difficoltà con i nomi o le date, se ricordavano ciò che avevano fatto un anno fa, o se erano in grado di ricordare i dettagli di una conversazione.

Gli uomini hanno riportato il maggior numero di difficoltà su otto domande su nove. Il professor Holmen ha dichiarato: “abbiamo speculato molto sul perché gli uomini hanno più problemi nel ricordare rispetto alle donne, ma non siamo stati in grado di trovare una spiegazione. È ancora un mistero irrisolto”.

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Bellezza & Salute

Perché mangiare noci e arachidi? Allungano la vita e migliorano la memoria

Dimenticate i costosi integratori multivitaminici e le bevande salutari poco gustose – il segreto per una lunga vita sana potrebbe trovarsi in un’umile dose di noci. Una nuova ricerca ha dimostrato che le persone, che, regolarmente, fanno uno spuntino a base di arachidi, noci e pistacchi vivono più a lungo rispetto a coloro che non lo fanno.

Non si tratta di uno studio effettuato sui topi di laboratorio, ma è stata una ricerca, durata 20 anni, condotta sugli stili di vita di oltre 119.000 persone.

I ricercatori hanno dimostrato che chi ha mangiato frutta secca, sette volte a settimana, aveva un quinto in meno di possibilità di decedere, durante il periodo dello studio. Per le persone, che consumavano frutta secca, solo una volta alla settimana, è stato dimostrato un calo del 7% del tasso di mortalità.noci-arachidi

La frutta secca è ricca di antiossidanti anticancro, minerali essenziali, quali il rame, lo zinco, il ferro e magnesio, che aiutano nella memoria, e manganese: ingredienti che, nel complesso, sono necessari per un corretto funzionamento degli organi. Inoltre, la frutta secca è un’ottima fonte di vitamine E e B e acidi grassi omega 3, che controllano i livelli di ormoni dello stress, come l’adrenalina.

Sioned Quirke, della British Dietetic Association, raccomanda di consumare una regolare porzione di frutta secca mista, per avere i massici benefici per la salute. E c’è di più: è consigliabile mangiare anche la sottile buccia delle mandorle, perchè è densa di sostanze nutritive.

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Arte e Cultura

Umberto Eco presenta la sua EncycloMedia e tuona: stiamo perdendo la memoria

Umberto Eco è adesso in edicola con il suo ultimo libro, Storia delle terre e dei luoghi leggendari, edito da Bompiani, e, di scena a New York, dove è arrivato per presenziare ad una lectio magistralis intitolata “Against the loss of memory” (contro la perdita della memoria) e per presentare EncycloMedia, la nuova enciclopedia digitale realizzata in collaborazione con la EM Publishers di Corrado Passera e con Danco Singer.

Il celebre scrittore tuona contro il suo, e il nostro, Paese: “Stiamo usando male le nostre risorse”, e poi, in riferimento alla famosa e infelice frase dell’ex Ministro Tremonti: “Qualcuno è andato a dire che con la cultura non si mangia, quando ci sono Paesi come la Francia che invece ci mangiano tantissimo”.

Eco si dimostra seriamente preoccupato per la situazione della memoria e della cultura italiane: se una persona non conosce la data di nascita di Nixon non è certo grave, ma diventa grave non sapere se Nixon viene prima o dopo Kennedy. Insomma, quella di cui parla Eco è la perdita di una memoria in generale, e anche la perdita di una memoria di qualità, a causa dell’abbondanza di informazioni presenti nella rete; con battute argute e affossanti, Eco spiega perché umberto ecoè importante conoscere, ad esempio, la storia: “se Hitler avesse letto Guerra e pace, avrebbe capito che invadere la Russia non era una buona idea. Se Bush avesse letto i libri di storia sulle invasioni occidentali dell’Afghanistan, avrebbe fatto scelte diverse”.

E così entra in gioco la sua EncycloMedia, una enciclopedia multimediale che permette collegamenti ipertestuali garantiti, una sorta di Wikipedia dalle fonti garantite e dai percorsi tematici approfonditi. Insomma un prodotto certificato che possa aiutare i poveri (di spirito) ad orientarsi in un sistema, quello di internet, che permette solo ai ricchi (di spirito) di potersi muovere filtrando e accedendo solo alle informazioni utili e necessarie.

 

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Gossip

Jack Nicholson: non ho problemi di memoria, ho il cervello di un matematico

Il grande attore Jack Nicholson ha smentito le diverse voci, su un probabile ritiro dalle scene, causa demenza senile e scarsa memoria, dichiarando: “ho il cervello di un matematico”. Era stato riferito dal giornale americano, Radar Online, che l’attore aveva deciso di ritirarsi, perché non riusciva più a memorizzare i copioni.

Tuttavia, Nicholson ha rivelato la falsità delle speculazioni, affermando che l’unico motivo per cui non apparirà più sul grande schermo è perché non ha più il desiderio di recitare.

Ha dichiarato sul The Sun: “Ho il cervello di un matematico … Non ho intenzione di lavorare fino al giorno della mia morte.. si invecchia, si cambia”.

Il 76enne, che ha iniziato la sua carriera nel 1950, teme anche che il pubblico non ammiri più il tipo di film che vuole fare:

Il mondo del cinema è il più grande business, ma io voglio Jack Nicholsonsolo fare film che commuovano le persone, film sulle emozioni e sulla gente…forse le persone dai 20 ai 30 anni non vogliono più commuoversi. Vogliono solo vedere più bombe, più esplosioni, perché ciò è dove sono cresciuti. Non farò mai quel genere di film”.

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Bellezza & Salute

Alimentazione: i cibi che “uccidono” l’intelligenza

Quando si parla di nutrizione, bisogna ricordare che ci sono tanti tipi di alimenti: alcuni sono i vostri più grandi alleati, contro i chili di troppo, mentre altri stimolano la funzione cognitiva e aiutano a migliorare la memoria.

cibo sano stare bene cucina benessereD’altra parte, alcuni alimenti sono noti per avere un effetto devastante sul corretto funzionamento del cervello, e molti nutrizionisti consigliano di consumarli, moderatamente, al fine di limitare il loro impatto negativo. Detto questo, ecco i primi 10 alimenti, che “uccidono” la vostra intelligenza, lentamente, ma inesorabilmente:

1. prodotti dolci: zucchero e prodotti dolci sono un male, non solo per il vostro girovita, ma anche per la funzione del cervello. Un grande e costante consumo di zucchero può causare problemi neurologici, e persino influenzare, negativamente, la capacità di imparare e memorizzare. Per questo motivo, si sconsiglia di evitare lo zucchero, sciroppo di mais e prodotti, con alto contenuto di fruttosio;

2. alcol: è noto per i suoi effetti dannosi al fegato, ma causa anche, ciò che è noto come “annebbiamento del cervello”. Il nome suggerisce una sensazione di confusione mentale, che porta a non pensare con chiarezza e a non ricordare. Fortunatamente, questi sintomi sono reversibili, a condizione che si cessi il consumo di alcol o si limiti l’assunzione di uno o due drink, a settimana;

3. cibi spazzatura: un recente studio, che è stato eseguito presso l’università di Montreal, ha rivelato che il cibo spazzatura può modificare le sostanze chimiche nel cervello determinando, in tal modo, i sintomi associati alla depressione e all’ansia. Inoltre, gli alimenti che sono ricchi di grassi, possono anche innescare alcuni sintomi, che sono simili a quelli di astinenza, quando si smette di consumarli. Questi cibi influenzano la produzione di dopamina, una sostanza chimica importante che dona una sensazione generale di benessere. Inoltre, la dopamina supporta anche la funzione cognitiva, la capacità di apprendimento, l’attenzione, la motivazione e la memoria. Questo è il motivo per cui è importante evitare tutti gli alimenti, che contengono grassi eccessivi;

4. cibi fritti: quasi tutti gli alimenti trasformati contengono sostanze chimiche, coloranti, additivi, aromi artificiali, conservanti e questi possono influenzare il comportamento e il funzionamento cognitivo, dovuto alla sostanza chimica che provoca iperattività, sia nei bambini che negli adulti. I cibi fritti o trasformati distruggono, lentamente, le cellule nervose situate nel cervello. Tuttavia, alcuni oli sono più pericolosi di altri – l’olio di semi di girasole è considerato tra i più tossici;

5. alimenti trasformati o precotti: proprio come i cibi fritti, gli alimenti trasformati o precotti hanno anche un impatto sul sistema nervoso centrale, aumentando il rischio di sviluppare una malattia degenerativa del cervello più avanti (come il morbo di Alzheimer);

6. cibi molto salati: tutti sanno che i cibi salati influenzano la pressione sanguigna e fanno maleal cuore. Tuttavia, come suggerisce la ricerca, gli alimenti che contengono elevate quantità di sale (sodio) possono influenzare la funzione cognitiva e compromettere la capacità di riflettereIl consumo di cibi salati e nicotina ha dimostrato di avere gli stessi effetti delle droghe, creando astinenze;

7. cereali: tutti i tipi di cereali hanno un impatto sul funzionamento del cervello e sulla salute generale, fatta eccezione dei cereali integrali, che sono ricchidi fibre e prevengono l’invecchiamento delle arterie. Se si consumano cereali normali, il corpo rischia di invecchiare più velocemente di quanto si crede e si può anche sperimentare la perdita di memoria. Detto questo, tutto quello che dovete fare è optare per il pane integrale!

8. proteine trasformate: le proteine sono i “mattoni” dei muscoli e sono molto importanti, per il corretto funzionamento dell’organismo. La carne è la più ricca fonte di proteine di alta qualità, ma bisogna evitare il consumo di proteine eccessivamente elaborate, come hot dog, salumi, salsicce e simili;

9. dolcificanti artificiali: solitamente, quando le persone cercano di perdere peso, sostituiscono lo zucchero con dolcificanti artificiali. È vero che i dolcificanti artificiali contengono meno calorie, ma, effettivamente, fanno più male che bene! Se consumati, per un lungo periodo di tempo, i dolcificanti artificiali possono causare danni al cervello e interferiresulle capacità cognitive;

10. nicotina:non provoca solo l’invecchiamento precoce, l’alito cattivo e un aumentato rischio di cancro ai polmoni, ma influisce anche sulla produzione e funzione dei neurotrasmettitori, serrando i capillari, che sono vasi sanguigni molto piccoli, che giocano un ruolo fondamentale, quando si tratta della funzione del cervello.

 

 

 

 

 

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Bellezza & Salute

Menopausa: può influire negativamente sulla memoria

Le donne che manifestano vampate di calore durante la menopausa, dimostrano anche di avere problemi di memoria, secondo una nuova ricerca. Lo studio, pubblicato sulla rivista Menopause, ha dimostrato che esiste un legame tra le vampate di calore e i problemi mnemonici. I ricercatori dell’università di Illinois e dell’università di Chicago hanno esaminato i livelli di attenzione e di capacità mnemoniche di 68 donne.

Le partecipanti avevano un’età, compresa tra i 44 e i 62 anni, e soffrivano di eccessive vampate di calore. Le donne sono state anche invitate a compilare un questionario, sui loro sintomi della menopausa, e gli effetti sull’umore e sulla memoria.

I risultati hanno rivelato che le donne, che soffrivano maggiormente delle vampate di calore, hanno avuto risultati peggiori sul test della memoria – e più erano i casi di vampate di calore e più lungo era il periodo di perdita della memoria.

Un altro precedente studio ha rivelato che le donne in menopausasovrappeso, o che bevono pesantemente, o che sono fumatrici, hanno maggiori probabilità di soffrire particolarmente, durante il periodo della menopausa. I ricercartori dell’università di Queensland hanno scoperto che le donne, con stili di vita non salutari, soffrono maggiormente di sudorazione notturna.

Sintomi caratteristici della menopausa comprendono vampate di calore, sudorazioni notturne, secchezza vaginale e periodi irregolari.

Ma ci sono molti sintomi che dipendono dagli ormoni e che si presentano nei primi due o tre anni, che precedono la menopausa (il “perimenopausa”), come afferma il professor John Studd, un ginecologo consulente al PMS and Menopause Clinic di Londra.

Tra gli altri problemi segnalati sono mal di testa, formicolio sulla pelle, diradamento dei capelli e della pelle, così come i problemi di memoria, confusione, depressione e incapacità di concentrazione.

Non tutte le donne presentano questi sintomi, durante la menopausa – dipende da come una donna è sensibile all’ estrogeno e al progesterone.