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Katie Holmes invita alla prevenzione per battere il cancro al seno

L’abbiamo conosciuta come la retta e un po’ antipatica Joey Potter, e poi dopo un breve periodo come attrice che cercava di farsi spazio a Hollywood, è diventata la Signora Cruise. Katie Holmes sembra aver però abbandonato decisamente la via del cinema per dedicarsi di più al teatro, e soprattutto dopo il divorzio molto fruttifero da Tom Cruise, l’attrice americana sembra essere rinata, e aver trovato una nuova vocazione: le tavole del palcoscenico, dove  si esibisce ballando e cantando.

Tom Cruise Katie HolmesPer Katie, che vive a New York con la piccola Suri Cruise, avuta dal matrimonio con Tom, questo è un momento di particolare consapevolezza e di volontà di vivere, e di rifarsi una vita dopo il periodo post divorzio non proprio facile e felice. La sua priorità però sembra essere sempre Suri, una delle bambine più viziate tra le baby star, per la felice inconsapevolezza dei genitori. L’ex signorina Potter ha infatti dichiarato che le donne, per costituzione, tendono a mettere se stesse e la propria salute in secondo piano, dedicandosi a tempo pieno a curarsi degli altri. Questo vale anche quando si tratta di far fronte a problemi e malattie serie. Katie infatti è testimonial dell’evento Kohl’s Pink Elephant Campaign a favore della prevenzione e della ricerca per la diagnosi precoce del cancro al seno. Questo modo di fare, che le apparteneva, è completamente cambiato con la maternità e con l’arrivo della pargoletta. Infatti Katie ha poi continuato sulle pagine di People Magazine: “Diventare un genitore mi ha fatto diventare molto più attenta alla mia salute. Voglio restare qui per molto tempo, per essere accanto a mia figlia”, proseguendo spiegando che è giusto che tutte le donne facciano controlli e mettano al sicuro la loro salute soprattutto con la diagnosi precoce.

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Cioccolata e vino rosso: rimedi contro il diabete?

Ecco una bella notizia per gli amanti del cioccolato! Pare proprio che cioccolata, vino rosso e fragole siano molto più che un semplice peccato di gola. Potrebbero aiutare nella prevenzione del diabete.

chocolate-and-wineUno studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha rivelato, per la prima volta, che l’elevato contenuto di flavonoidi nella frutta a bacca può regolare i livelli di glucosio nel sangue e scongiurare il diabete di tipo 2. I flavonoidi sono composti antiossidanti presenti nelle piante, così come nel tè, nel vino rosso e nel cioccolato e possono proteggere contro una vasta gamma di disturbi, come le malattie cardiache, l’ipertensione, alcuni tipi di tumore e la demenza.

Inoltre, lo studio ha scoperto che il principale effetto protettivo si ottiene da elevate assunzioni di antociani, che sono presenti nelle fragole, ribes, more e mirtilli.

I ricercatori della University of East Anglia e del King’s College di Londra rivelano che un’elevata assunzione di questi ingredienti regola la quantità di glucosio nel sangue e abbassa l’infiammazione, anche se cronica, che può portare a malattie.

L’équipe ha studiato quasi 2.000 volontanie sane, che hanno completato un questionario alimentare, progettato per stimare la totale assunzione di flavonoidi nella dieta. I campioni di sangue sono stati analizzati per valutare la regolazione del glucosio e dell’infiammazione e la resistenza all’insulina, una caratteristica del diabete di tipo 2.

La professoressa Aedin Cassidy della Norwich Medical School, che ha condotto la ricerca, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che coloro che consumano una quantità elevata di antociani e flavonoidi, avevano una minore insulino-resistenza. Un’elevata resistenza all’insulina è associata al diabete di tipo 2, perciò quello che stiamo osservando è che le persone che mangiano cibi ricchi di questi due composti – come bacche, erbe, uva rossa, vino – hanno meno probabilità di contrarre la malattia. Abbiamo anche rilevato che coloro che assumono il maggior numero di antociani, avevano meno probabilità di soffrire di infiammazione cronica, associata a molti problemi di salute, tra cui il diabete, l’obesità, malattie cardiovascolari e cancro.

E coloro che consumano la maggior parte dei composti di flavonoidi hanno migliorato i livelli di una proteina (adiponectina), che aiuta a regolare una serie di processi metabolici tra cui i livelli di glucosio . Quello che non sappiamo ancora esattamente è quanti di questi composti sono necessari per ridurre potenzialmente il rischio di diabete di tipo 2”.

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Mezz’ora di attività fisica al giorno previene la depressione in età avanzata

Noi tutti sappiamo che praticare una regolare attività fisica può ridurre lo stress giornaliero e ravvivare il proprio stato d’animo. Tuttavia, un nuovo studio ha dimostrato che una passeggiata o una corsa, non solo tratta la depressione, ma la previene! I ricercatori hanno scoperto che i giovani, che praticano attività fisica, hanno meno probabilità di cadere in depressione in età avanzata.

Il progetto di ricerca, che ha analizzato i dati provenienti da 30 studi precedenti, ha rivelato un legame tra la mancanza di attività fisica e la diagnosi di depressione in età avanzata. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, suggerisce circa 20-30 minuti di una leggera attività fisica, come una passeggiata o il giardinaggio, tutti i giorni.

George Mammen, ricercatore presso l’Università di Toronto e co-autore dello studio, ha dichiarato su NBC News: “se non siete attivi fisicamente, dovreste cominciare ad esserlo. Solitamente esercizio fisicosi pensa all’esercizio fisico in termini di peso e di forma fisica, ma è anche un modo per mantenere la salute mentale nel futuro”.

Secondo il British Medical Journal, coloro che soffrono di depressione, hanno più probabilità di avere diverse e gravi patologie, quali la demenza, il morbo di Parkinson, dolore cronico e disabilità, e addirittura ictus.

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Prevenzione del cancro al seno: nasce Twitting bra (Video)

Ottobre è il periodo della prevenzione, della sensibilizzazione, è il periodo rosa in cui si ricorda l’importanza dei controlli per poter scacciare la minaccia del cancro al seno.

Per tale occasione l’azienda OgilvyOne Atene, per la campagna pubblicitaria “Neslè Fitness”, ha ideato un reggiseno tecnologico con lo scopo di rendere le donne consapevoli e ricordare loro l’importanza della prevenzione, fondamentale per tenere lontano il cancro, la bestia nera della nostra società.

Twitting bra, è questo il nome con cui è stato battezzato il reggiseno, è dotato di un dispositivo Bluethoot posto sotto il gancio realizzato a forma di Larry, l’uccellino blu di Twitter.

Ogni volta che il reggiseno viene slacciato il dispositivo invia un tweet dall’account del possessore del reggiseno. Il messaggio, che al momento vengono pubblicati in greco, possono essere letti e visualizzati sull’account @twittingbra.

La creazione di questo sistema non ha nulla a che the-tweeting-bravedere con il divertimento ma è legato soprattutto alla prevenzione che le donne devono sostenere quotidianamente; il messaggio inviato dal dispositivo, infatti, ricorda alle donne di controllare il proprio seno attraverso l’autopalpazione.

L’azienda OgilvyOne Atene ha dunque trovato un modo creativo ed ingegnoso per ricordare quanto un minuto di tempo speso per sé stesse e per la propria salute possa salvare una vita intera.

 

 

httpv://youtu.be/N1hSNg37K38

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Camminare per prevenire il cancro

Siamo nel pieno del mese della prevenzione del cancro al seno con una serie di eventi organizzati e sostenuti dalla LILT, ed è proprio nel “periodo rosa” che arrivano nuove importanti notizie da studiosi e ricercatori.

Una ricerca dell’American Cancer Society, pubblicata sul British Medical Journal e coordinata da Alpa Patel, dimostra che camminare per un’ora al giorno riduce del 14% il rischio di sviluppare il cancro alla mammella. Se poi l’esercizio fisico è ancora più impegnativo si può anche ridurre il rischio del 25%.

Chi svolge una vita attiva ha in mano la possibilità di combattere l’insorgere del cancro al seno mentre le donne più sedentarie corrono il rischio di diventarne vittime.

Ancora una volta, ancora un’ennesima ricerca dà camminare contro cancrola prova di quanto l’attività fisica sia importante per lo spirito, per il corpo e indispensabile per contrastare l’insorgere di diverse patologie.

Patel, in merito allo studio realizzato dall’American Cancer Society, afferma:

“camminare un’ora al giorno potrebbe essere una strategia efficace per aumentare l’attività fisica tra le donne in post-menopausa”, ha chiarito la scienziata aggiungendo “che dai dati rilevati risulta una riduzione del rischio di cancro al seno anche “senza alcuna altra attività ricreativa, solo l’andare a piedi una media di un’ora al giorno”.

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Tumore al seno: anche Frecciarosa a favore della prevenzione

Ottobre è il mese della prevenzione, è il mese che ogni anno si tinge di rosa, è il mese delle donne, del tumore al seno, della sensibilizzazione, della solidarietà. Per la campagna di prevenzione, su tutto il territorio nazionale, sono stati programmati eventi che si svolgeranno in diversi momenti e con differenti modalità.

Al cerchio di solidarietà, quest’anno, si aggregano anche le Ferrovie dello Stato con il supporto del Ministero della Salute e delle associazioni come FrecciarosaIncontradonna. In questo mese ripartiranno i treni Frecciarossa ribattezzati, per l’occasione, “Frecciarosa dal lunedì al venerdì” che percorreranno la tratta Milano-Roma e Roma-Milano con a bordo medici specialisti.

Il viaggio sarà dunque momento di ritrovo e di confronto; durante il percorso tutte le donne interessate potranno richiedere consulenze e, se desiderano, sopporsi a visite accurate e gratuite. Si è pensato ad una sorta di prevenzione “mobile” per rendere tutti partecipi e collaborativi; il cancro è il male del secolo e la lotta deve essere partecipata e condivisa.

Il cancro al seno e le varie conseguenze che ne seguono colpiscono le donne ma ricordate che non si tratta solo di affari di donne ma di affari di tutti, dell’uomo, del bambino, dell’intera comunità.

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Effetto Angelina Jolie, troppe mastectomie preventive: intervengono i medici

Si è parlato tanto dell’intervento a cui si è sottoposta l’attrice Angelina Jolie, una mastectomia preventiva a causa della presenza nel suo corpo di una mutazione genetica ereditaria a causa della quale avrebbe avuto l’85% di probabilità di contrarre un tumore.

L’episodio, pubblicizzato forse anche in maniera inappropriata, ha dato origine ad una vera e propria psicosi che anche nel nostro Paese si è trasformata in una corsa allo screening. Solo all’Unità di diagnosi e terapia di senologia del Sant’Andrea di Roma, le richieste del test per rilevare l’eventuale mutazione genetica sono aumentate del 80%. Un allarmismo che la responsabile del reparto, Adriana Bonifacino, si spiega con la cattiva informazione da parte delle donne italiane.

campagnacontroilcancroalsenoIl test ha senso solo nella propria famiglia ci sono precedenti e oltretutto, una volta che la mutazione è stata rilevata, la mastectomia non è l’unica via. Si può procedere con una cura medica in fase sperimentale, o anche diventando una “sorvegliata speciale” ovvero entrando in un programma di profilassi che prevede prevedono una risonanza magnetica all’anno a partire dai 25 anni, un’ecografia ogni 6 mesi e una mammografia annuale a partire dai 30 anni.

A chiarire ulteriormente le idee alle allarmiste decise a fare il test è la dichiarazione, un po’ cruda, ma realistica del genetista Bruno Dallapiccola: l’asportazione della ghiandola mammaria riduce il rischio di tumore nelle donne con “la mutazione” dell’85%, ma rimane comunque un 5% di probabilità che il cancro si manifesti alle ovaie, altro punto dolente per quanto riguarda la formazione del suddetto.

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Medicina: sarà possibile prevenire il melanoma con un’aspirina?

Un nuovo studio condotto dall’Università di Stanford afferma: le donne che assumono regolarmente aspirine potrebbero trarre l’importante beneficio di ridurre il rischio di melanoma.

Pensiamo che i nostri risultati siano importanti perché protrebbero essere prova che l’aspirina abbia proprietà anti-tumorali”, afferma il co-autore della ricerca, Jean Tag, ricercatore di dermatologia all’Università di Stanford.

Tang e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di 59,806 donne, provenienti dal Caucaso, che hanno partecipato allo studio Women’s Health Initiative. Le donne, tra i 50 e i 79 anni, sono state seguite per circa dodici anni. I ricercatori hanno deciso di concentrarsi sulle donne del Caucaso, perché nel luogo il melanoma è molto più comune. All’inizio dello studio, alle donne è stato chiesto quali medicinali assumevano, le abitudini alimentari e le attività che svolgevano.

Complessivamente, le donne che assumevano aspirine due volte a settimana hanno ridotto del 21% il rischio di melanoma rispetto a chi si asteneva dal medicinale. Inoltre, i risultati dimostrano che le donne che hanno assunto l’aspirina per meno di 4 anni hanno ridotto dell’11% il rischio tumorale, mentre per chi ha preso il medicinale per 5 o più anni è apparsa una riduzione del 30%. Nei loro calcoli, i ricercatori hanno considerato numerosi fattori del melanoma, incluse le differenze di pigmentazione, le pratiche dell’abbronzatura e l’uso della crema solare.

I ricercatori non sanno come l’aspirina melanoma aspirina curaabbassi il rischio di melanoma, ma hanno qualche teoria in merito. “L’aspirina riduce l’infiammazione”, Tang afferma, “quando c’è un’infiammazione in corso, le cellule del cancro si moltiplicano di più e sono più aggressive”. Tuttavia, questa risposta risulta poco attendibile perché i ricercatori non hanno trovato lo stesso beneficio nelle proprietà di altri antinfiammatori.

Il Dottor Jenny Kim, un professore associato di dermatologia alla scuola di medicina David Geffen all’università di California, Los Angeles, afferma: “Penso che sia troppo presto per ritenere l’aspirina un importante medicinale di prevenzione del melanoma, salvo che essa venga usata per benefici cardiovascolari. Prima di raccomandare ai nostri pazienti di assumere regolarmente questo tipo di medicinale, abbiamo bisogno di sperimentazioni terapeutiche controllate e randomizzate”.

 

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STOP all’AIDS! L’importanza del test HIV durante la gravidanza

La trasmissione verticale dell’AIDS in Italia è in continuo aumento. Ogni anno, infatti, cresce il numero delle madri sieropositive che trasmettono la sindrome al feto durante la gravidanza, il parto o mediante l’allattamento al seno. Sono 4 mila i casi d’infezione riscontrati in Italia ogni anno, e l’80 per cento di essi è dovuto a rapporti non protetti.

L’aumento dei casi di trasmissione dell’AIDS durante la gravidanza, in particolare, è causato dal fatto che nella maggior parte dei casi, le donne sono inconsapevoli del loro stato d’infezione.

Pensate che in Italia, negli ultimi due anni, si sono infettati 30 bambini al momento della nascita. Ciò vuol dire che in assenza di precauzioni la possibilità di trasmissione verticale del virus aumenta considerevolmente, colpendo un bambino su tre generato da madre sieropositiva.

stopAidsOggi, fortunatamente, la medicina possiede molti trattamenti per rallentare il corso della malattia, ma la prevenzione è indubbiamente il modo migliore per controllare la diffusione dell’AIDS.  Da qui la proposta di diffondere maggiormente il test durante la gravidanza, oltre ad informare dell’importanza di effettuare il test con regolarità, soprattutto per chi ha una vita sessualmente attiva.

Ecco perché si sta cercando di inserire il test HIV, fra gli esami di routine da effettuare durante la gravidanza. Il test infatti, non viene fatto, nonostante sia gratuito dal 1996.  I modi per rallentare la trasmissione dell’AIDS esistono, il problema è che il tema HIV non viene trattato abbastanza. Informazione ed educazione sono le chiavi verso una popolazione più responsabile, verso se stessi e i propri partner sessuali. Sarebbe opportuno che lo Stato investisse su una campagna costante e corretta per la prevenzione all’AIDS.

Per maggiori informazione sull’argomento potete visitare il sito www.stopaids.it

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Licopene: prevenire l’ictus a tavola

Chi avrebbe detto che ridurre il rischio di ictus potesse essere così semplice? Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Neurology, basterebbe consumare grandi quantità di pomodori, ma anche ortaggi in generale, meloni e pepe.

Tutti questi alimenti sono infatti ricchi di licopene, una sostanza antiossidante che previene e riduce del 55% il rischio ictus. Lo studio è stato portato avanti in circa dodici anni di ricerca, durante i quali è stato monitorato un gruppo composto da 1031 uomini. Questo gruppo è stato diviso in due sottogruppi in base alla quantità di licopene contenuta nei loro corpi in questo modo: 258 uomini con licopene basso e 259 con licopene alto.

Polvere di Licopene

Nel corso degli anni nel gruppo con il licopene basso si sono registrati 25 casi di ictus, mentre in quelli con il licopene alto solo 11. Gli autori della ricerca, portata avanti all’Università di Kuopio, Finlandia, sostengono le loro ragioni sottolineando le capacità antiossidanti del licopene, e soprattutto il fatto che riduce le infiammazioni.

Il risultato conferma le raccomandazioni sul mangiare almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, che ridurrebbe fortemente il numero di casi di ictus nel mondo.