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Gossip

Amber Heard su Johnny Depp: le relazioni sono difficili quando si vive con la valigia

È invidiata da milioni di donne in tutto il mondo, per essere la compagna di Johnny Depp. Ma Amber Heard ha rivelato che avere una relazione, con uno degli uomini più sexy del pianeta, non è sufficiente, per constrastare i rischi di una crisi e, persino, di una rottura.

In una nuova intervista con la rivista “Company”, Amber Heard rivela qualcosa sulla sua vita sentimentale, ammettendo, comunque, che frequentare un uomo, che lavori nel suo stesso settore, può essere utile, perché c’è molta più comprensione.

Ha dichiarato: “è davvero difficile quando si passa la propria vita con la valigia sempre da fare. Rovina le coppie superficiali – se qualcuno sta ancora con voi, dopo il secondo film, probabilmente è quello giusto! In generale mi piace fidarmi delle persone – in me c’è la ragazza del sud”.

Amber Heard è diventata famosa, recitando in film, come “Zombieland” e “The Rum Diary”, dove ha incontrato, per la prima volta, Johnny Depp. Tuttavia, la giovane attrice ha dichiarato che è difficile trovare ad Hollywood ruoli decenti per una donna.

Ha spiegato: “ci sono film, in cui la parte di una donna ambernon è più piccola di quella di un uomo e sono delle eccezioni – non è la norma.
Credo che in Europa le cose vadano meglio ma, negli States, abbiamo ancora personaggi che sono definiti dall’attrazione fisica. Provo a cercare ruoli in cui il personaggio non dipende dal suo aspetto, ma è difficile…ho dovuto assumere ruoli che erano superficiali, ruoli da ragazza, ma ho cercato di aggiungere un po’ di forza e potere in essi. Non penso che il talento e la bellezza si escludano a vicenda
”.

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Amore

Rapporto di coppia in crisi? Ecco le 5 regole per relazioni durature

Fare il modo che la nostra relazione d’amore sia stabile e duratura nel tempo, è certamente una delle cose che ci prefiggiamo di realizzare ogni volta che iniziamo un rapporto con un nuovo partner.

Ogni volta ci sembra sia quella giusta e ci ripetiamo “chissà, forse con lui andrà meglio”. Beh, da oggi non è più necessario arrovellarsi il cervello per individuare le tattiche migliori per far andare a gonfie vele un rapporto.

È uno studio scientifico a darci la soluzione, con cinque regole per l’amore eterno. Quali sono le regole? È presto detto, eccole sintetizzate in cinque semplici punti:

– l’apertura

– la positività

– la sicurezza

– la divisione dei compiti

– la condivisione delle reti sociali

A proporre questa soluzione è l’Università dell’Illinois, che in uno studio condotto da Brian Ogolsky e dal titolo “A meta-analytic review of relationship maintenance and its correlates” spiega le cinque regole dell’amore eterno.

Lo studio di Brian Ogolsky ha avuto amore 5 regole rapporto coppia duraturotanta risonanza  da essere pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships e per realizzarlo Ogolsky si è basato su una meta-analisi di trentacinque studi e 12273 report scientifici sui rapporti di coppia.

Ma cosa significano le cinque regole sopra riportate? Andiamo per gradi ed analizziamole una per una.

Con apertura si intende l’ascolto delle ragioni e delle varie sensazioni del partner, con un attento studio su se stessi per evitare di parlare spesso ed esclusivamente delle proprie ragioni/emozioni.

Per la positività, invece, il discorso si snocciola sull’interazione e, più in particolare, l’impulso di creare un’interazione con il nostro partner che sia orientata al divertimento, ovviamente con ironia e ottimismo… insomma positività!

La sicurezza è un altro aspetto da non sottovalutare ed è da intendersi, semplicemente, come la capacità di rassicurare il nostro compagno sulla nostra voglia di impegnarci a lungo termine; questo si traduce proprio come sicurezza.

Sulla divisione dei compiti è lo stesso Ogolsky a darci una pillola di saggezza, spiegando che “per fare in modo che un rapporto duri è importante anche dividere le faccende domestiche e gli oneri della convivenza, la nostra quarta regola”.

E infine, ma non per importanza, la condivisione. Questa è da intendersi come condivisione degli amici e dei contatti sociali, così da non escludere l’amore dalla nostra vita sociale. Quante volte ci è capitato di farlo? Bene, riflettiamoci allora.

Questi sono i “5 comandamenti” dello studio firmato da Ogolsky, ma voi… voi che pensate? Credete siano una buona idea? Diteci la vostra!

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Da DNA a donna

E tu che amica sei? L’autostima nei rapporti di amicizia

E’ nota da sempre l’importanza che i legami sociali rivestono per ciascuno di noi; tutti abbiamo bisogno di entrare con gli altri in relazioni intime, cioè relazioni strette, durature, implicanti vicinanza emotiva, capaci di garantire rispetto, sostegno e comprensione.

L’essere umano per sua natura è un animale sociale, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione con altre persone. Tuttavia, benché sia assodato che tutti sentiamo questo bisogno e lo ricerchiamo, nella società attuale è sempre più difficile instaurare relazioni; spesso si assiste ad un’ambivalenza tra il desiderio ed il timore di questa esperienza.

Alcune delle ragioni per cui le persone talvolta rifuggono dalle relazioni intime sono da attribuire al timore di fidarsi, di essere abbandonati, di perdere la propria individualità. Se pensiamo alla nostra storia personale ci possiamo facilmente rendere conto del fatto che siamo nati in un mondo di  relazioni significative, siamo cresciuti confrontandoci con chi ci stava vicino, abbiamo imparato dal riflesso che le nostre azioni avevano sugli altri, ci siamo definiti riconoscendoci in alcuni aspetti uguali ed in altri diversi dalle persone.

La bassa autostima genera alcune difficoltà nei rapporti amicali: alcune volte timidezza, altre volte aggressività verbale o fisica, altre volte isolamento; in questi casi la paura è non piacere o essere rifiutati per come siamo. Spesso si cerca l’approvazione degli altri attraverso il compiacimento, si nascondono i veri sentimenti, i pensieri, così che le relazioni tendono a basarsi sulla finzione piuttosto che sulla sincerità. Le persone che tendono a sminuirsi ed a presentarsi con un’ immagine negativa di sé, o quelle che hanno un’autostima ipertrofica al punto da mostrarsi come superiori, sono anche quelle che generalmente risultano meno simpatiche agli occhi degli altri; in genere, invece, coloro che vengono maggiormente apprezzati sono quelli che mostrano di avere una buona immagine di sé e che allo stesso tempo sanno riconoscere e sdrammatizzare alcuni loro difetti. Non dimentichiamo, inoltre, che la amichedesiderabilità che suscitiamo nell’altro dipende anche dalla nostra capacità di comprenderlo: se siamo in grado di comprendere i pensieri, i sentimenti e le intenzioni degli altri, ci poniamo anche nelle condizioni di avere un feedback positivo di cui si può nutrire la nostra autostima.

A volte in alcuni rapporti ci si sente tesi, insoddisfatti, poco liberi e spesso si tratta di rapporti poco funzionali, basati su stili relazionali caratterizzati da narcisismo ferito, aggressività, passività, scarsa comunicazione, etc. Le relazioni disfunzionali possono essere così classificate:

Relazioni manipolatorie: uno dei due cerca di fare all’altro cose che soddisfano i suoi bisogni senza dichiararli, ci si aspetta che l’altro sia a disposizione per rispondere alla sua necessità (“Mi aspetto che l’altro lo faccia ed è cattivo se non lo fa”);

Relazioni di invasione dell’altro: esiste una sorta di simbiosi tra le due per cui l’identità di una si confonde con quella dell’altra e ci si aspetta che l’altro si comporti, pensi e senta come se stessi (“E’ proprio come me siamo uguali”);

Relazioni di controllo: uno dei due condiziona, controlla e cerca di gestire la vita dell’altro (“Non mi fido”, “Devi fare come dico io”);

Relazioni di tipo patriarcale: uno dei due assume un ruolo patriarcale, ha un potere che cerca di schiacciare l’altro e non lascia spazio alla creatività (“Sono io che comando e tu devi ubbidire”).

Le frasi riportate tra parentesi generalmente sono messaggi che non vengono verbalizzati, ma il destinatario li percepisce chiaramente attraverso le azioni e gli atteggiamenti dell’altro. La persona con buona autostima ha una maggiore possibilità di avere relazioni soddisfacenti in quanto riesce a far valere i propri e gli altrui diritti, ha fiducia in se stesso e nell’altro, riesce a soddisfare i propri bisogni ed a raggiungere i propri obiettivi anche nel rispetto dell’altra persona.

…. Tu che amica sei?

 

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Amore

Quando meno te l’aspetti… ecco l’amour!

Sei sempre così presa dalla tua vita e dal tuo quotidiano, che le giornate, i mesi e gli anni scorrono via ed è raro riuscire a fermarti a pensare, o a volte anche a cercare qualcosa che ti faccia vivere serenamente.

donna amoreLo studio, il lavoro, la famiglia, i figli, la precarietà. Cose che ti rubano le giornate senza che tu possa farci nulla, perché il tempo non si può fermare e la tua crescita nemmeno.

E poi magari arriva lui, quando meno te l’aspetti e quando meno lo vorresti, a sconvolgerti la quotidianità; e subito ti senti destabilizzata, perché “non era una cosa prevista”. All’inizio è anche difficile ammetterlo, perché spesso quando qualcosa è davvero sconvolgente opponi resistenza, anche se inconsciamente già sai di essere in balìa di lui.

Ma lui ti fa stare bene, tanto bene da non riuscire a farne a meno e da cercarlo quando non ti cerca. E ti fa sorridere, ti sorprende, ti sconvolge, ti attrae e distrae dagli obblighi verso gli altri, verso TUTTI, e ti martella piacevolmente il cervello, senza uscirne mai, neanche di notte.

E quando ti arrendi a lui, sorridi davvero e tanto… e tutto il mondo diventa più bello. I problemi magari restano, ma li affronti conscia di avere una nuova forza propulsiva, perché c’è lui.

Lui è l’Amore.