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Alle donne l’uomo piace sudato

Basta uomini troppo profumati, curati ed ordinati; alle donne piacciono di più quelli con l’aspetto un po’ primordiale

f9f5fee3cbddd70337c594e759d33d584fe1a3d5584adA dirlo è uno studio portato a termine dall’Università di Praga secondo cui le donne sono attratte, come una calamita, dal sudore degli uomini. Secondo diverse ricerche svolte in ambito sociologico sembra proprio che l’odore poco gradevole dell’altro sesso riesca a scatenare la libido della donna.

Lo stesso studio, tra l’altro, ha dimostrato che le donne sono più propense a tradite durante il periodo di fertilità e che, proprio in quei giorni, si sentono attratti dagli uomini un po’ più virili o, se vogliamo, un po’ più puzzolenti. Per la ricerca sono state prese in considerazione 65 donne che hanno annusato le ascelle di 45 uomini.

Chi, durante il test, era in un periodo di fertilità ha preferito gli uomini con un odore dominante e la maggior parte di queste donne con l’ormone ballerino era già legata ad un altro uomo con il quale aveva già costruito una serie di progetti.

“Le donne sono infatti portate ad avere relazioni stabili con uomini dediti alla famiglia, ma amano piccole scappatelle con maschi più forti.” Ad affermarlo è Jan Haylicek, coordinatore dello studio.

 

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Bellezza & Salute

La percezione del dolore è un fatto genetico, anche nei gemelli

Per quanto due gemelli omozigoti possano essere identici, non lo saranno mai fino in fondo. Le impronte digitali e la retina saranno sempre differenti da individuo ad individuo. Ma c’è anche un altro elemento che differirà sempre…

dolore-percezioneSi tratta della sensibilità al dolore. La percezione dello stimolo doloroso è associata al modo in cui i geni chiave del dolore sono chimicamente modificati, processo diverso in ogni individuo.

Lo studio è stato pubblicato su ‘Nature Communications’ ed p stato portato avanti dai ricercatori del King’s College di Londra. Questi approfondimenti sulla percezione del dolore da parte del corpo sono utili alla comprensione del dolore stesso, componente imprescindibile, purtroppo, dell’essere umano. Lo studio è stato realizzato da un team di ricercatori capitanato da Tim Spector; tale ricerca si basa su un database genetico relativo a gemelli identici chiamato TwinsUK.

Lo studio ha messo quindi in connessione le reazioni al dolore delle coppie di gemelli “testate” con le variazioni genetiche che gli stessi presentano, arrivando a concludere che dalle variazioni dipendono le percezioni di sensazioni dolorose. Tale studio ha particolare valenza se associato alle coppie di gemelli perché sottolinea che anche la minima variazione genetica è fondamentale per sentenziare l’unicità dell’essere umano, parlando, ovviamente, solo da un punto di vista prettamente medico /fisico.

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Curiosità

Le nuove esperienze possono alterare i ricordi

Secondo uno studio recente, l’area cerebrale posta dietro i bulbi oculari può sia confermare che distorcere la realtà in base ad esperienze significative

memoriaUn nuovo studio afferma che i ricordi possono essere alterati dalle esperienze nuove e che la sede anatomica in cui ciò avviene è l’area cerebrale retrostante ai bulbi oculari.

Donna J. Bridge, una studentessa di post-dottorato presso la Scuola di Medicina dell’Università di Freinberg, ha testato la memoria di 17 soggetti assegnando loro un “compito apparentemente semplice” per misurare se la loro memoria veniva “consolidata o alterata”, ha riportato il Times.

Ai soggetti veniva fornita la posizione di dozzine di oggetti sul monitor di un computer e veniva in seguito chiesto loro di ricordare, però con uno sfondo differente, dove era stato originariamente mostrato un determinato oggetto. Dei 17 soggetti, 16 non hanno ricordato la posizione corretta.

Durante i test, l’attività cerebrale dei soggetti mostrava che il luogo corrispondente nel cervello dietro ai bulbi oculari era estremamente attivo. Stava conservando il ricordo “corretto” e confermando al contempo un nuovo ricordo “falso”.

“L’idea è che, qualunque cosa sia più importante per l’individuo in un determinato momento, l’ippocampo è responsabile del mantenimento di una rappresentazione stabile o del suo cambiamento.” ha dichiarato la Bridge.

“Sembra che una funzione fondamentale della memoria consista nel fatto che essa è strutturata per modificarsi. È strutturata per adattarsi a ciò che al momento è importante per noi.”

La Bridge ha aggiunto che lo studio risponde alla domanda del perché troviamo difficile ricordare com’era in passato qualcuno che ci è familiare.

“Penso che semplicemente non ci accorgiamo di fare sempre questo. È una pratica sottile. Quando ci imbattiamo in situazioni nuove, ambienti nuovi, usiamo il nostro passato per improntare il nostro futuro. A volte ciò significa aggiornare il nostro passato.”

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Curiosità

Le emozioni alla base del comportamento umano

Secondo una ricerca dell’Università di Glasgow l’intero comportamento umano può essere ricondotto a quattro emozioni fondamentali

emotion.jpg-100051Lo studio ha messo alla prova la convinzione comune secondo la quale esistono sei emozioni fondamentali: felicità, tristezza, paura, rabbia, sorpresa e disgusto. I ricercatori hanno utilizzato una nuova tecnica e un nuovo software per analizzare le espressioni facciali. Sono state infatti usate delle videocamere che catturavano l’immagine tridimensionale di persone allenate per essere in grado di attivare tutti i 42 muscoli facciali in maniera indipendente. Un computer ha poi generato espressioni facciali specifiche o casuali su un modello 3D basato sull’attivazione di muscoli differenti o gruppi di unità.
Chiedendo ai volontari di osservare il modello realistico mentre assumeva diverse espressioni e dire quale emozione veniva espressa, i ricercatori sono stati in grado di vedere quali specifici muscoli facciali venivano associati ad emozioni particolari da parte degli osservatori.
È stato attraverso questo metodo che i ricercatori hanno scoperto che i segnali di paura e di sorpresa venivano confusi nei primi stadi di trasmissione del segnale e diventavano più chiari quando venivano attivati altri muscoli.
Il capo dei ricercatori, la dott.ssa Rachael Jack, ha dichiarato: “La nostra ricerca dimostra che, invece delle sei categorie che definiscono tradizionalmente la comunicazione umana, esistono quattro espressioni basilari delle emozioni. I segnali base dell’espressione facciale vengono frammentati percettivamente nel tempo e seguono una gerarchia progressiva di segnali, da quelli basilari, radicati dal punto di vista biologico, a quelli più complessi e specifici dal punto di vista sociale.”
La dott.ssa Jack ha infine aggiunto: “Nel corso del tempo, e mentre gli esseri umani migravano da una parte all’altra del globo terrestre, la diversità sociale, probabilmente, ha differenziato ulteriormente le espressioni facciali che in precedenza erano comuni, alterando il numero, la varietà e la forma dei segnali tra le culture.”

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Curiosità

Dimostri meno dei tuoi anni? Vivrai più a lungo

Quante volte vi è capitato di dire la vostra età e di vedere le persone intorno incredule perchè vi consideravano molto più giovani? Credo che capiti a molti e spesso e volentieri ci sentiamo sconcertati da queste affermazioni

cameron diaz bellezza giovaneBene smettetela di piagnucolare sempre e iniziate a ritenervi fortunate, non solo dimostrate qualche anno in meno ma vivvrete anche più a lungo rispetto a chi, invece, i suoi anni li dimsotra tutti. A dirlo è proprio la scienza quindi smettetela di frignare quando vi danno della ragazzina perchè il tempo è dalla vostra parte.

Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori danesi ed è stato svolto su un campione di 1800 gemelli dai 70 anni in su. Ogni coppia è stata diligentemente fotografata e poi, ogni singola fotografia, è stata mostrata ad un gruppo di esaminatori che, per ogni coppia, ha dovuto attribuire l’età senza avere nessun tipo di riferimento se non la propria percezione.

I gemelli sono stati poi monitorati per circa sette anni e, pian piano, i ricercatori si sono resi conto che coloro che erano stati considerati più giovani dagli osservatori hanno sempre avuto una vita più lunga. Quando dunque vi dicono che dimostrate qualche anno in meno rideteci sopra e pensate che siete delle persone longeve con una lunga vita davanti al naso.

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Giappone, scoperto metodo per riprogrammare le cellule del corpo

Gli scienziati di un istituto di ricerca della città di Kobe, nel Giappone occidentale, hanno scoperto un nuovo metodo per produrre cellule staminali pluripotenti

42-29587678--330x185Il metodo è in grado di ottenere cellule pluripotenti semplicemente esponendo le cellule somatiche, vale a dire corporee, a liquidi acidi, e le cellule così ottenute possono essere riprogrammate per svilupparsi in qualunque tipo di tessuto maturo.

Secondo le notizie riportate da diversi media locali, compresa quella della Kyodo News Agency del Giappone, un gruppo di scienziati del Centro Riken per la biologia dello sviluppo di Kobe ha lasciato a bagno i globuli bianchi prelevati da topi di 7 giorni di età all’interno di liquidi leggermente acidi per un lasso di tempo di circa 30 minuti e ha prodotto una coltura degli stessi globuli bianchi. Tale coltura è stata quindi trasferita nei topi, dove i globuli bianchi si sono sviluppati in tessuti nervosi e muscolari.

La notizia riferisce che il gruppo di ricerca, guidato dal trentenne Haruko Obokata, ha chiamato la sua scoperta “acquisizione di pluripotenza innescata dallo stimolo” (stimulus-triggered acquisition of pluripotency, STAP). La notizia evidenzia inoltre il fatto che sebbene le cellule STAP presentino qualità simili alle cellule staminali pluripotenti (iPS) indotte, che sono ottenute inserendo geni all’interno delle cellule, esse possono essere prodotte in un periodo di tempo più breve rispetto alle cellule iPS, che impiegano diverse settimane per la loro produzione.

Poiché la riuscita produzione di cellule STAP è stata possibile soltanto nei topi, le notizie aggiungono che Obokata e il suo gruppo di ricerca studieranno ulteriormente se le cellule STAP possono essere ottenute anche con cellule umane affinché esse possano essere utilizzate per nuove procedure di medicina rigenerativa.

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Bellezza & Salute

Alzheimer, conoscere più lingue aiuta a ritardarlo

L’Alzheimer, dopo il cancro, è sicuramente una delle malattie più temute; anch’essa viene definita la malattia del nostro secolo e molti ricercatori sono continuamente a lavoro per capire le cause prime che scatenano questo processo di eliminazione della memoria

Alzheimer Gli studi, tra l’altro, sono volti a capire come prevenire, o almeno rallentare, la comparsa di questa malattia. Secondo un’ultimo studio pare proprio che conoscere altre lingue, oltre quella che “mastichiamo” quotidianamente, possa ritardare l’arrivo della malattia. Ad affermarlo è Manfred Back, scienziato tedesco, secondo cui conoscere più lingue garantisce una maggiore elasticità mentale e, di conseguenza, un modo per ritardare la conparsa della malattia stessa.

Secondo lo studioso, infatti, allenare la mente imparando altre e nuove lingue può ritardare l’Alzheimer di 5 anni, lo studio vero e proprio, poi, permette di ritardare la malattia anche di 15 anni. Lo stesso scienziato Manfred Back ha affermato: “L’alzheimer colpisce le persone anziane a partire dai 65 anni. Ma le persone più aperte alle lingue straniere hanno dimostrato come i primi effetti siano arrivati non prima dei 70, alcuni anche verso gli 80.”

Lo studio mantiene dunque attivo e sano il nostro magnifico e complesso cervello, cerchiamo dunque di non perdere delle abitudini curative per l’animo e per il corpo.

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Curiosità

L’uomo per i gatti? E’ solo un micio più grande

I gatti vedono l’uomo come un micio più grande. Tranquilli non è un’altra stranezza senza fondamenta ma è il risultato di una vera e propria ricerca

Gatto Justin BieberA dirlo è il biologo John Bradshaw che ha scritto il libro “Cat sense” in cui espone i risultati della sua particolare ricerca e spiega cosa accade nella mente dei gatti quando interagiscono con gli esseri umani.

Lo studio, lungo 30 anni, parte dalla considerazione che i gatti, a differenza dei cani, sono animali selvatici e mai ammaestrati e dunque interagiscono con le persone facendo perno sui comportamenti sociali che fanno parte della propria natura. Ecco che con gli uomini i gatti si comportano come se entrassero in relazione con un felino più grosso che fa da sostituto alla madre, questo spiega la motivazione per cui i gatti fanno le fusa e si strofinano amorevolmente alle gambe del padrone.

Il tenere poi la coda alzata diventa simbolo del saluto ma soprattutto dell’affetto che i gatti provano verso i propri simili, l’alzare la coda all’uomo è il palese esempio che nel cervello dei gatti i “bipedi implume” sono considerati come dei felini più grandi che desiderano proteggerli come una madre.

Il consiglio che dà il biologo è che i rapporti con il micio dura più a lungo se è il gatto ad avvicinarsi per primo: “La cosa migliore è aspettare che metta la coda in su prima di interagire con lui”.

 

 

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Arte e Cultura

Il Museo di Trento ospita il Kiics: concorso che unisce moda e scienza

Secondo Michele Lanzinger, direttore del Muse, il Museo delle scienze di Trento, quello tra scienza e moda è un connubio geniale, “una novità assoluta per i musei di scienza in Italia”.

Il museo diretto da Lanzinger infatti è protagonista del progetto europeo “Knowledge Incubation in Innovation and Creation for Science”. A sostenendo il progetto, Lanzinger ha dichiarato che l’innovazione scientifica ha sempre avuto una base di creatività e così, la scienza, senza spirito d’iniziativa e senza la creatività è “ cieca”.

Knowledge Incubation in Innovation and Creation for Science  è il titolo del progetto in questione, un concorso nato nel 2010 e rivolto ai giovani stilisti e aspiranti fashion designer. I partecipanti appartengono a dieci nazioni europee diverse e le condizioni per partecipare sono costituite dall’elaborazione di idee innovative e da ipotesi in merito alla moda del 2020.

Cosa indosseremo tra sette oppure otto anni? Come kiics trento museocambierà la moda? I giovani concorrenti sono invitati a partecipare inviando i loro modelli e i loro progetti al sito ‘trentokiics’.

Proprio il primo ottobre, il Muse aveva fatto registrare il visitatore numero 100 mila, un risultato notevole per un museo aperto da circa due mesi. In quella occasione Lanzinger ha affermato:

A due mesi esatti dall’apertura, un risultato di grande rilevanza in termini numerici che ci riempie di soddisfazione e ci fa ben sperare per i prossimi mesi, durante i quali punteremo a coinvolgere maggiormente i visitatori locali e al contempo a ‘sfruttare” il traino turistico della stagione invernale in Trentino”.

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Arte e Cultura

Le invenzioni di Archimede in mostra ai Musei Capitolini

Saranno i musei Capitolini a ospitare, a partire dal 17 gennaio prossimo, la mostra “Archimede – Arte e scienza dell’invenzione”, completamente dedicata al genio del matematico e inventore siracusano.

A lui sono infatti attribuite tutte le invenzioni belliche che ritardarono la caduta della città di Siracusa tenuta sotto assedio dai Romani. Inoltre a lui si devono i congegni meccanici più antichi della storia della tecnologia umana, dall’orologio ad acqua, al planetario meccanico, passando per la vite idraulica.

La mostra è stata presentata ieri nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini da Umberto Broccoli, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, che ha riservato parole evocative per raccontare ai presenti la mostra che anche grazie al suo contributo di è costruita.specchi-ustori-di-Archimede “Siamo un po’ tutti figli di Archimede dal punto di vista dell’immaginario”, e infondo la moderna meccanica deve tantissimo alle primissime invenzioni che l’illustre cittadino mise a punto nella sua carriera di inventore. Precursore di tutti i grandissimi scienziati dell’età moderna, Archimede riceve, con questa mostra, un giusto e sempre tardivo tributo al suo genio, che per vie traverse ha condizionato il nostro intero modo di vivere.

Un esempio della presenza costante del lavoro e delle teorizzazioni di Archimede nella nostra quotidianità? Pensate solo agli apri-bottiglie e al principio delle leve che sfruttano!

La mostra è strutturata in otto filoni principali, i primi due sono dedicati rispettivamente alle macchine di Archimede (modellini funzionanti) e ai trattati e manoscritti, le altre ospitano reperti e documentazione che ricostruiscono l’ambiente all’interno del quale l’inventore viveva e operava: Siracusa, la città di Archimede; Siracusa e il Mediterraneo; Archimede a Roma, Archimede e l’Islam; la riscoperta di Archimede in Occidente: Leonardo e Archimede; Galileo e Archimede e La geometria di Archimede.