Saranno i musei Capitolini a ospitare, a partire dal 17 gennaio prossimo, la mostra “Archimede – Arte e scienza dell’invenzione”, completamente dedicata al genio del matematico e inventore siracusano.

A lui sono infatti attribuite tutte le invenzioni belliche che ritardarono la caduta della città di Siracusa tenuta sotto assedio dai Romani. Inoltre a lui si devono i congegni meccanici più antichi della storia della tecnologia umana, dall’orologio ad acqua, al planetario meccanico, passando per la vite idraulica.

La mostra è stata presentata ieri nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini da Umberto Broccoli, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, che ha riservato parole evocative per raccontare ai presenti la mostra che anche grazie al suo contributo di è costruita.specchi-ustori-di-Archimede “Siamo un po’ tutti figli di Archimede dal punto di vista dell’immaginario”, e infondo la moderna meccanica deve tantissimo alle primissime invenzioni che l’illustre cittadino mise a punto nella sua carriera di inventore. Precursore di tutti i grandissimi scienziati dell’età moderna, Archimede riceve, con questa mostra, un giusto e sempre tardivo tributo al suo genio, che per vie traverse ha condizionato il nostro intero modo di vivere.

Un esempio della presenza costante del lavoro e delle teorizzazioni di Archimede nella nostra quotidianità? Pensate solo agli apri-bottiglie e al principio delle leve che sfruttano!

La mostra è strutturata in otto filoni principali, i primi due sono dedicati rispettivamente alle macchine di Archimede (modellini funzionanti) e ai trattati e manoscritti, le altre ospitano reperti e documentazione che ricostruiscono l’ambiente all’interno del quale l’inventore viveva e operava: Siracusa, la città di Archimede; Siracusa e il Mediterraneo; Archimede a Roma, Archimede e l’Islam; la riscoperta di Archimede in Occidente: Leonardo e Archimede; Galileo e Archimede e La geometria di Archimede.