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Mangiare salmone una volta a settimana dimezza il rischio d’artrite reumatoide

Uno studio ha scoperto che i pesci grassi, come il salmone o lo sgombro, hanno un effetto salutare più marcato, rispetto ad altri pesci, riducendo il rischio di artrite, del 52 per cento. Si gode dello stesso beneficio, se si mangiano quattro porzioni a settimana di pesce magro, come merluzzo o platessa. La differenza è nel consumo di acidi grassi omega-3, che sono presenti, maggiormente, nei pesci grassi.

Anche mangiare solo una porzione di qualsiasi tipo di pesce, ogni settimana, per 10 anni porta ad una riduzione del 29 per cento del rischio di artrite, rispetto a chi mangia poco pesce.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica, salmoneche provoca dolore e gonfiore delle articolazioni. Si pensa che gli acidi grassi omega-3 bloccano l’infiammazione.

Il pesce azzurro contiene i più alti livelli di acidi grassi omega-3, che sono considerati essenziali per l’organismo. La fonte principale di omega-3 è il pesce, come sgombri, aringhe, salmone, sardine o trota.

 

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Inquinamento e tabacco: è allarme per i gravi rischi di salute!

È come se un aereo si schiantasse al suolo ogni mattina! A dare l’allarme è uno studio condotto dal Dottore Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia. La ricerca pubblicata su Lancet, sottolinea il grave rischio e il forte legame tra l’inquinamento atmosferico e il rischio di contrarre un tumore.

Lo studio ha avuto sotto controllo, per più di dieci anni, trecento persone provenienti da diverse parti del mondo, tra le quali erano presenti fumatori e non fumatori. Che il fumo fosse la più grande causa di morte è ormai risaputo ma dalle ricerche effettuate nel corso degli anni, ciò che è risultato e che ha lasciato di stucco, è stato il forte legame tra la presenza di polveri sottili altamente tossiche nell’aria delle città, determinate quindi dall’eccessivo smog, e il rischio di tumore polmonare.

Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con un fattore strettamente legato alla nostra volontà: sono più di sei milioni all’anno le persone che muoiono a causa del tabacco e più di seicentomila le vittime legate al fumo passivo. Dati allarmanti che vedono un incremento dato dai molteplici rischi legati anche allo smog e smettere di fumarealla presenza di particelle tossiche presenti nell’aria che respiriamo. Respiriamo per vivere ma è proprio nell’aria che ci mantiene in vita che si cela il nostro più grande nemico.

Miete più vittime l’inquinamento o il tabacco? Stando agli ultimi studi i dati parlano chiaro; evitare “l’evitabile” potrebbe già essere un buon passo avanti!

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Raggi finti: aumenta il rischio del melanoma cutaneo!

Gli amanti della pelle scura e dell’abbronzatura a tutti costi, decidono di sottoporsi d’inverno a massicce sedute presso i centri estetici, per mantenere “l’effetto estate”, intatto durante tutto l’anno. Una tendenza partita dall’America, che ha preso piede anche in Italia, soprattutto negli ultimi anni, a seguito dei modelli televisivi che di sovente si sottopongono a tale trattamento.

Molti sono consci degli effetti riscontrabili a casa di un frequente utilizzo di lampade, altri invece ne sono totalmente all’oscuro e non osano rinunciare all’esposizione ai “raggi finti”. rischio del melanoma cutaneoL’Organizzazione Mondiale della Sanità si è pronunciata a riguardo, sostenendo la nocività dei lettini abbronzanti ad uso estetico, e il rischio, per chi vi si sottopone, di sviluppare un tumore cutaneo da adulto.

La possibilità di contrarre un melanoma cutaneo a seguito dei trattamenti abbronzanti e della somministrazione a raggi UV artificiali è quindi molto alto. In Italia sono più di 700 mila i “lettino dipendenti” anche se per fortuna i solarium sono vietati, salvo qualche eccezione, alle donne in gravidanza e ai ragazzi.

Prestate attenzione dunque ed evitate lampade e docce solari, in quanto, oltre a garantirvi un colorito da far invidia a tutti, non avrete nient’altro da guadagnare, anzi!

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Allarme influenza: 379 mila persone a letto con febbre. Chi corre più rischi?

Munirsi di termometro e fazzoletti, da oggi il picco dell’influenza metterà  “ko”  milioni di italiani. Nella scorsa settimana di questo mese di gennaio, ad essere colpiti dal virus influenzale sono state circa 379 mila persone: un dato che porta il bilancio complessivo degli influenzati su quota 1.649.000 casi.

Marche, Valle d’Aosta, Piemonte, Molise, Campania e Sardegna sono le regioni che fanno registrare il maggior numero di diagnosi.

Adulti e bambini le fasce più colpite, mentre gli ultra sessantacinquenni riscontrano il virus in netta minoranza. Secondo quanto sostenuto dal presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) Claudio Cricelli, anche quest’anno la copertura profilattica, dovuta all’iniezione del vaccino, ha ottenuto ottimi risultati sui soggetti  over 65.

La stagione invernale ha portato con se patologie non influenzali che hanno attaccato anche gli individui vaccinati. I segnali d’allarme che porteranno a riconoscere l’influenza saranno legati a raffreddore, tosse, mal di gola seguiti da febbre alta (con temperatura superiore ai 38° C), dolori muscolari, alle articolazioni e brividi di freddo.

In caso di contrazione del virus, da parte di bambini, i pediatri consigliano di non somministrare antibiotici e antivirali a meno che non ci si trovi dinnanzi a casi di particolari patologie.

Un buon riposo in ambiente caldo e influenza italia allarme febbre metodi curaconfortevole non potrà che permettere al sistema immunitario di lavorare in libertà e guarire il corpo più velocemente dall’influenzale.

A volte, però, “non tutti i mali vengono per nuocere”: per molti potrà anche essere un modo per accoccolarsi e rifugiarsi nel calduccio delle coperte staccando un po’ dallo stress della routine quotidiana, soprattutto quando ci si troverà in via di guarigione.

 

Maria Francesca Baratta

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Protesi mammarie Pip: un ritocco cancerogeno

Da quando le Vip hanno cominciato a sostituire alcune parti del corpo con pezzi di ricambio plastificati, la moda si è diffusa anche tra le comuni mortali. Così oggi, accanto alle donne Vip che sono al sicuro nella maggior parte dei casi, ci sono le donne Pip che ultimamente non se la passano bene. Pip è un acronimo che sta per Poly Implants Prothesis, ossia un tipo di protesi mammaria utilizzata in numerosi Paesi europei che, in questi giorni, sta facendo parlare di sé perché si sospetta sia cancerogena.

seno con protesiIn barba a quello che dagli organi competenti continua a essere definito un “sospetto”, l’allarme Pip è scoppiato in Francia a ridosso delle festività natalizie, mentre in Italia a scoppiare sono state circa 24 protesi mammarie dal 2005 a oggi.

La pericolosità delle protesi Pip sta nel fatto che: l’involucro di cui sono rivestite è di materiale scadente e non linea con le norme vigenti in merito, perciò tende a lacerarsi facendo fuoriuscire il silicone; inoltre, gli elementi di cui la protesi è composta sarebbero cancerogeni.

Presunta o reale che sia, l’ipotesi del rischio cancerogeno delle protesi Pip ha ovviamente richiesto un intervento deciso del Ministero della salute, in Francia come in Italia. La Francia ha invitato le donne che hanno le protesi incriminate – circa 30.000 – a tornare dal chirurgo plastico per l’espianto. Per non creare allarmismi che potrebbero risultare vani, l’Italia invece ha caldamente consigliato alle donne con protesi Pip di sottoporsi a dei controlli medici, aggiungendo che, in alcuni casi particolari, il reimpianto sarà a carico del servizio sanitario nazionale.

Ricordiamo, inoltre, che la mastoplastica additiva protesi mammarie cancerogenenon è solo un intervento che soddisfa una richiesta estetica, ma anche una soluzione necessaria in caso di motivazioni legate a problemi di salute. Alle donne che rientrano in quest’ultimo caso, è data priorità di controllo e intervento.

La prudenza non è mai troppa e la prevenzione è sempre necessaria, quindi donne Pip: effettuate tutti i controlli del caso ricordando che purtroppo, contrariamente a quanto cantavano gli Aqua in Barbie girl, life in plastic non è sempre fantastic