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Cinema

Gillian Anderson infuriata: “non ho mai rifiutato Downton Abbey e Il Trono di Spade”

La Rete è piena di insidie e come spesso accade alcune notizie, pur riportate da riviste di spessore, risultano essere false. E’ capitato anche a noi di Pink DNA che qualche giorno fa vi avevamo raccontato di come Gillian Anderson avesse rifiutato un ruolo in Downton Abbey e in Il Trono di Spade.  E’ la stessa attrice a smentire sul suo blog la notizia falsa diffusa praticamente da tutti i giornali di settore del Pianeta.

I Have Never in my life said ‘I turned down a role in Downton Abbey and Game Of Thrones“, comincia così l’intervento dell’attrice: non ho mai detto in tutta la mia vita “ho rifiutato un ruolo….ecc”. I toni della Anderson sono all’inizio dell’intervento pacati, e poi pian piano si scaldano, evidentemente perché la notizia è stata più volte riportata, mettendo l’attrice anche un po’ in difficoltà nei confronti di colleghi che effettivamente recitano in quegli stessi show presi di mira dalla falsa notizia.

Gillian ha spiegato che sia per il caso di Downton Gillian Anderson infuriataAbbey che per quello de Il Trono di Spade, si è trattato di cattive interpretazioni da parte dei giornalisti presenti alle round table di Great Expectations e di The Fall dove è stato chiesto all’attrice se guardasse o meno i prodotti in questione.

La conclusione dell’intervento della Anderson sul suo blog non lascia però spezio a repliche o dubbi: “Se sei un giornalista che mi chiede di nuovo qualcosa in merito a questa faccenda, giuro che starò lì zitta e ferma a sorridere fino a che non cambierai argomento, e dopo l’intervista il mio publicist farà in modo che io non venga mai più intervistata dal tuo giornale“.

Noi di Pink Dna, e la sottoscritta in particolare, ci scusiamo pubblicamente con Gillian Anderson per aver diffuso la notizia.

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Programmi TV

Gillian Anderson ha rifiutato Downton Abbey e Il Trono di Spade per la famiglia

Pochi attori hanno avuto la possibilità di interpretare ruoli davvero iconici nella storia della tv. Tra questi c’è Gillian Anderson, indimenticata agente Scully nella serie X-Files, che sta continuando a prestare il suo talento alla tv. Protagonista della serie NBC Hannibal e vista di recente in Great Expetation della BBC, la Anderson ha confessato di aver rifiutato dei ruoli per le serie tv del momento: Downton Abbey e Il Trono di Spade.

Così l’attrice ha detto alla rivista Stylist: “che si tratti de Il Trono di Spade o Downton Abbey, mia figlia di 18 anni non riesce a credere al fatto che abbia rifiutato due serie che ama. Ma con altri due di 4 e 6 anni, non posso permettermi di trascorrere tutto quel tempo lontano da casa – a meno che non debba lavorare con Martin Scorsese”.

Da donna saggia e madre premurosa, la bella Gillian gillian andreson rifiuta serie tv famiglianon rimpiange di aver detto di no ad un ruolo importante, purchè continui a lavorare altrimenti e possa allo stesso tempo restare vicina ai propri figli, una scelte che la figlia 18enne sembra non riuscire a perdonargli!

Tuttavia alla Anderson non mancano le proposte, infatti oltre ad aver partecipato di recente alla serie britannica The Fall, un crime drama, adesso sarà nella nuova serie NBC Crisis. Chissà se uno qualsiasi di questi altri progetti riesca a darle di nuovo il successo che le ha dato X-Files!

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Cinema

Downton Abbey: una serie al femminile in un mondo al maschile

Il palinsesto di Rete 4 per questo dicembre è stato decisamente bizzarro. Nell’Italia di donne-veline, raccomandate in politica, donne-oggetto, la decisione di mandare in onda tutte le domeniche sera in prima serata Downton Abbey è apparsa decisamente un raggio di sole in una giornata uggiosa. Un segno di speranza che qualcosa, anche sulla televisione italiana (da sempre la più restia ad affidare meriti a donne che non siano la Simonona nazionale o la De Filippi) stia cambiando.

Downton AbbeyDietro alla facciata prettamente tradizionalista di questa miniserie inglese che tende da un lato a glorificare le divisioni di classe dell’età edoardiana e a dipingere con tratti delicati l’aristocrazia del periodo, la serie è una vera e propria apologia non tanto del rigido passato dell’Inghilterra di inizio Novecento, quanto piuttosto dell’evoluzione in termini di consapevolezza, diritti e ambizioni della figura femminile.

La storia si consuma tutta all’interno della dimora signorile del conte e della contessa di Grantham nell’immaginaria Downton Abbey, che, non avendo avuto figli maschi, hanno come unico erede un cugino lontano, Matthew. Al di là degli intrighi di corte, delle relazioni affettive e lavorative che si instaurano tra le camere della villa e nel sottoscala tra la servitù, la serie racconta un’Inghilterra piena di cambiamenti. Non lasciatevi confondere dai due ruoli maschili, quello di Robert Crawley, Conte di Grantham e Matthew Crawley, le vere protagoniste di questa fiction sono le donne.

Chi più restia chi meno, tutte pronte a Downton Abbey gruppoprendere in mano la propria vita: c’è Lady Sybil (la figlia minore) attratta dalla politica e dal movimento delle suffragette, che da fine Ottocento aleggia nell’atmosfera inglese. Lady Mary, la maggiore, che subisce il fascino di un ambasciatore turco e cede alla tentazione, in contrasto con le rigide regole morali imposte alle donne di allora. Allo stesso modo la complottista Lady Edith, che dovrà aspettare la seconda stagione prima di capire di voler essere qualcuno e non una bambola di corte, da vestire e addobbare per le feste. Anche nei volti più maturi, quello di Maggie Smith (l’ex Professoressa Minerva McGranitt nella fortunata saga di Harry Potter, che interpreta qui Violet, la Contessa Madre di Grantham) e Elizabeth McGovern (ovvero Cora, la Contessa di Grantham) la convinzione che il ruolo della donna sia diverso rispetto a quello fino a quei tempi ritenuto normale prende piede.

Sullo sfondo l’Inghilterra vive le sue tragedie, dall’affondamento del Titanic allo scoppio della prima guerra mondiale. E proprio quest’ultima a cambiare definitivamente l’idea del gentil sesso vigente: un’idea, che ogni tanto, faremo bene a ricordare, anche nell’Italia del 21esimo secolo, quella in cui le donne avranno anche la possibilità di scegliere, ma non sempre quella scelta è poi davvero libera.

Oltre a una sceneggiatura degna di nota, a una ricostruzione degli ambienti elegante, raffinata e fedele a quella di un tempo, Downton Abbey (la cui ultima puntata della prima stagione andrà in onda domenica 1 gennaio) è anche tutto questo: una serie al femminile in un mondo a quei tempi ancora fortemente maschile. Quale miglior auspicio per il 2012?