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Diabete, basta punture arrivano le pillole

Il diabete è una delle tante malattie che colpisce molti individui, è diventata una patologia dilagante e tutti, in un modo o nell’altro, sono costretti a fare largo uso dell’insulina iniettandola con piccole punture

insulina a capsuleIl più delle volte, come consigliato dai medici, è meglio farle sulla pancia così da permettere alla medicina di avere un effetto immediato e diretto. Si tratta di una vera e propria sofferenza ma forse per i diabetici c’è una vera e propria ancora di salvezza, grazie a degli studi israeliani si potrebbe dire addio alle fastidiose iniezioni e ben arrivata alla nuova pillola che, fino ad ora, ha dato i risultati sperati. La capsula, a base di insulina, è frutto della ricerca della Oramed Pharmaceuticals Inc ed ha superato anche la seconda fase della sperimentazione condotta su pazienti con diabete di tipo 2.

La capusla di insulina orale, attualmente battezzata con il nome di Omd-0801, è stata testata su 30 pazienti per una settimana ed i risultati, che saranno presentati alle case farmaceutiche nella prossima settimana, fanno ben sperare.
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Colazione scarsa? Aumenta il rischio di diabete e obesità

Secondo un nuovo report, gli adolescenti, che saltano la colazione o mangiano qualcosa al volo al mattino, rischiano di danneggiare la propria salute

obesità-infantileI ricercatori svedesi hanno scoperto che le persone, che facevano una colazione misera, durante l’età adolescenziale, hanno maggiori possibilità di sviluppare la sindrome metabolica 27 anni più tardi, rispetto a coloro che consumavano una colazione più sostanziosa. La sindrome metabolica è un termine medico, che indica il connubio tra diabete, ipertensione ed obesità, e può causare un aumento del rischio di malattie cardiache ed ictus.

Nel 1981, i ricercatori dell’Università di Umea in Svezia hanno chiesto agli studenti, presso le scuole della città di Lulea, di rispondere ad un questionario relativo alla loro colazione. Agli intervistati, è stato poi chiesto di sottoporsi ad un controllo medico, a 27 anni di distanza. I ricercatori si sono concentrati sui segni di sindrome metabolica e di patologie associate. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Public Health Nutrition”, ha scoperto che i giovani, che saltavano la colazione o mangiavano poco al mattino, hanno il 68% in più di probabilità di soffrire di sindrome metabolica da adulti, rispetto a coloro che avevano l’abitudine di avere una colazione sostanziosa da giovani.

Maria Wennberg, principale autrice dello studio, ha dichiarato: “sono necessari ulteriori studi per comprendere i meccanismi coinvolti nel legame colazione scarsa – sindrome metabolica. Ma i nostri risultati e quelli di numerosi studi precedenti suggeriscono che una misera colazione può avere un effetto negativo sulla regolazione dello zucchero nel sangue”.

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Cioccolata e vino rosso: rimedi contro il diabete?

Ecco una bella notizia per gli amanti del cioccolato! Pare proprio che cioccolata, vino rosso e fragole siano molto più che un semplice peccato di gola. Potrebbero aiutare nella prevenzione del diabete.

chocolate-and-wineUno studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha rivelato, per la prima volta, che l’elevato contenuto di flavonoidi nella frutta a bacca può regolare i livelli di glucosio nel sangue e scongiurare il diabete di tipo 2. I flavonoidi sono composti antiossidanti presenti nelle piante, così come nel tè, nel vino rosso e nel cioccolato e possono proteggere contro una vasta gamma di disturbi, come le malattie cardiache, l’ipertensione, alcuni tipi di tumore e la demenza.

Inoltre, lo studio ha scoperto che il principale effetto protettivo si ottiene da elevate assunzioni di antociani, che sono presenti nelle fragole, ribes, more e mirtilli.

I ricercatori della University of East Anglia e del King’s College di Londra rivelano che un’elevata assunzione di questi ingredienti regola la quantità di glucosio nel sangue e abbassa l’infiammazione, anche se cronica, che può portare a malattie.

L’équipe ha studiato quasi 2.000 volontanie sane, che hanno completato un questionario alimentare, progettato per stimare la totale assunzione di flavonoidi nella dieta. I campioni di sangue sono stati analizzati per valutare la regolazione del glucosio e dell’infiammazione e la resistenza all’insulina, una caratteristica del diabete di tipo 2.

La professoressa Aedin Cassidy della Norwich Medical School, che ha condotto la ricerca, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che coloro che consumano una quantità elevata di antociani e flavonoidi, avevano una minore insulino-resistenza. Un’elevata resistenza all’insulina è associata al diabete di tipo 2, perciò quello che stiamo osservando è che le persone che mangiano cibi ricchi di questi due composti – come bacche, erbe, uva rossa, vino – hanno meno probabilità di contrarre la malattia. Abbiamo anche rilevato che coloro che assumono il maggior numero di antociani, avevano meno probabilità di soffrire di infiammazione cronica, associata a molti problemi di salute, tra cui il diabete, l’obesità, malattie cardiovascolari e cancro.

E coloro che consumano la maggior parte dei composti di flavonoidi hanno migliorato i livelli di una proteina (adiponectina), che aiuta a regolare una serie di processi metabolici tra cui i livelli di glucosio . Quello che non sappiamo ancora esattamente è quanti di questi composti sono necessari per ridurre potenzialmente il rischio di diabete di tipo 2”.

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Google studia le lenti a contatto rileva-glucosio

Evoluzione delle lenti a contatto: da semplici alternative agli occhiali e stratagemma per cambiare il colore degli occhi, diventano strumento utile alla salute. Google lavora alle lenti che monitorano i livelli di glucosio presenti nelle lacrime.

È questa la nuova frontiera della scienza che, grazie a Google, si mette al servizio della salute. Le nuove lenti a contatto servono per aiutare chi soffre di diabete ed ha, dunque, continua necessità di tenere sotto controllo il glucosio e i suoi livelli che cambiano vertiginosamente e repentinamente. Questa sostanza, infatti, varia mentre si mangia, si fa attività fisica o, più semplicemente, quando si suda.

I picchi per chi soffre di diabete sono eccessivamente pericolosi ed è per questo che ci si deve sottoporre continuamente ad accertamenti che a volte sono lenti_a_contatto_google-H140117152018eccessivamente pericolosi ed invasivi per la salute dello stesso paziente. Le nuove lenti, in corso di progettazione, sono invece più comode e semplici da usare, grazie ad un chip wireless e ad un sensore in miniatura, le nuove lenti a contatto di Google permettono di leggere i livelli di glucosio ogni secondo.

Gli scienziati vorrebbero anche perfezionarle corredandole di microscopiche luci a led in grado di accendersi quando i livelli di glucosio superano la soglia di sicurezza. Sul blog ufficiale di Google i due ricercatori a capo della ricerca, Brian Otis e Babak Parviz, scrivono: «E’ ancora presto per questa tecnologia, ma abbiamo completato diverse ricerche cliniche e gli studi stanno contribuendo a rifinire il nostro prototipo. Speriamo un giorno che quest’ultimo possa offrire alle persone affette da diabete un nuovo modo di gestire la malattia».

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Curiosità

Chirurgia e perdita di peso: meno rischi di diabete, malattie cardiache e cancro?

Una nuova ricerca suggerisce che la chirurgia, per la perdita di peso, può invertire gli effetti dell’invecchiamento. Dopo l’intervento, i telomeri ( biomarcatori genetici che svolgono un ruolo nella maturazione delle cellule) di alcuni pazienti si sono allungati, suggerendo un’inversione del processo di invecchiamento. Solitamente, i telomeri si accorciano, quando una persona invecchia.

Il dottor John Morton, direttore di Chirurgia Bariatrica presso il Stanford University Medical Centre, ha dichiarato: “l’obesità ha un effetto negativo sulla salute, provoca l’invecchiamento precoce e riduce l’aspettativa di vita. Questo è il primo studio a dimostrare che la perdita chirurgica di peso può essere in grado di invertire gli effetti…se i telomeri si allungano, è probabile che s’invertono gli effetti dell’invecchiamento e si ha un minor rischio di sviluppare una vasta gamma di malattie, legate all’età come il diabete di tipo 2, malattie cardiache e respiratorie, e alcuni tipi di cancro”.

I ricercatori della Stanford University hanno studiato i dati genetici di 51 pazienti, prima e dopo l’intervento chirurgico di bypass gastrico. I tre quarti dei pazienti erano donne e la loro età media era di 49 anni. In media, dopo l’intervento chirurgico, i pazienti hanno perso il 71 per cento del loro peso in eccesso e hanno cancro chemioterapia tumore ricerca dcavisto, nel loro corpo, il livello di infiammazione diminuire di oltre il 60 per cento. I ricercatori hanno anche notato un calo della loro insulina a digiuno – un indicatore del rischio di diabete di tipo 2 – entro 12 mesi dalla chirurgia.

Misurando la lunghezza dei telomeri di ogni paziente prima e dopo la loro perdita di peso, i ricercatori hanno scoperto che, dopo il bypass gastrico, alcuni dei telomeri dei pazienti sono diventati più lunghi. I benefici sono stati più pronunciati nei pazienti, che avevano alti livelli di “colesterolo cattivo” e di infiammazione, prima del loro intervento chirurgico .

I ricercatori affermano che ulteriori studi sono necessari, per confermare gli effetti diretti della lunghezza dei telomeri sulla salute.

La ricerca è stata presentata in occasione della ObesityWeek 2013, un evento ospitato dalla American Society for Metabolic and Bariatric Surgery e The Obesity Society.

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Diabete di tipo 2: scoperte cellule due per limitarlo e sconfiggerlo

Il diabete di tipo 2, o diabete dell’adulto, è ormai una patologia diffusissima che colpisce il 5% delle persone in Italia e molti milioni nei Paesi industrializzati. Limitarlo e combatterlo è un obiettivo della ricerca farmaceutica e sembra che grazie ad alcune cellule trasformiste sia possibile limitarlo.

Diabete-3c-san-raffaele-milano-ricercaLa scoperta è arrivata al Policlinico Gemelli di Roma in collaborazione conil Joslin Diabetes Center dell’Università di Harvard (Boston), grazie a diversi studi è stato evidenziato che alcune persone non presentavano diabete di tipo 2, pur avendo tutti i fattori di rischio. Così, andando a fondo le equipe mediche hanno scoperto che alcune cellule del pancreas, in questi pazienti, si trasformano in cellule capaci di generare insulina, ed in questo modo era possibile limitare l’effetto del diabete.

Adesso queste cellule potrebbero essere “replicate” per consentire ai pazienti affetti da diabete di contrastare la malattia, con delle cellule scudo.

 

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Curiosità

Mangiare troppa carne aumenta il rischio di diabete?

Gli amanti della carne potrebbero avere un maggiore rischio nel contrarre il diabete – anche se consumano una quantità elevata di frutta e verdura. Uno studio, a lungo termine, che ha coinvolto 60.000 donne, ha scoperto un legame tra l’alto consumo di carne, formaggio ed altri prodotti di “un’alimentazione acida” e il diabete di tipo 2.

Le donne, che hanno mangiato i cibi più acidificanti, hanno riscontrato di avere il 56 % in più di probabilità di sviluppare la malattia, rispetto a chi ne consumava di meno.

Come mostrano i risultati pubblicati sulla rivista “ Diabetologica”, frutta e verdura non hanno, completamente, compensato l’effetto negativo degli alimenti acidi sull’organismo delle donne, anche se di magra costituzione.

Solitamente, il diabete è legato all’obesità e agli alimenti pieni di zucchero, ma questo nuovo studio accusa la carne e altri alimenti, che producono acido, dopo essere stati digeriti. Si pensa che l’acido aumenti il rischio di diabete, rendendo difficile la trasformazione dello zucchero, che ingeriamo, in energia.

Lo studio francese ha coinvolto 66.485 donne, che sono carne rossa e diabetestate seguite per 14 anni; 1.372 donne hanno sviluppato il diabete, entro la fine dello studio, e le diagnosi erano comuni nelle pazienti, che avevano seguito un’alimentazione acida. I cibi acidi comprendono: carne, formaggio, pesce, pane e bevande analcoliche, mentre i cibi meno acidificanti includono il caffè, frutta e verdura.

I ricercatori, dell’Istituto INSERM di Parigi, hanno affermato che, mentre le arance e i limoni sono acidi, in uno stadio iniziale, dopo la digestione, in realtà riducono la quantità di acido nel corpo. Inoltre, hanno aggiunto che, anche se si sono concentrati sulla salute delle donne, la dieta acida può essere altrettanto dannosa per gli uomini.

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Diabete, ipertensione, obesità: si possono prevenire col vino metabolico?

Diabete mellito, ipertensione e obesità? Niente paura, ora tali disturbi si possono combattere anche a tavola grazie al vino salutare e metabolico ideato dall’enologo Mattia Vezzola.

Si tratta di un vino rosso realizzato con quattro rare uve ossia Sangiovese, Barbera, Groppello e Marzemino, uve autoctone provenienti dalle terre del nord.

Nasce così un vino vino metabolicoprezioso che riesce a far collimare le qualità vinicole, necessarie per dar vita ad un prodotto raffinato e sublime al palato, e i principi nutritivi utili a prevenire malattie come ipertensione, diabete e obesità.

Durante la presentazione del suo salutare vino Mattia Vezzola ha affermato «Questo vino, che abbiamo chiamato Valtenesi Campostarne, entra a pieno titolo nel pensiero equilibrato della buona tavola. Dalla rarità di quattro uve autoctone del Lago di Garda: Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera nasce un prodotto raro e prezioso».

Il Valtenesi Campostarne è dunque il risultato di una doppia ricerca mirata, quella di garantire un equilibrio tra gusto e olfatto e quella di dare valenza positiva al cardiochirurgo Christiaan Barnard che, da sempre, afferma quanto due bicchieri di vino rosso al giorno possano giovare alla salute del cuore conferendo maggiore fluidità al nostro sangue.

Con queste premesse il vino dell’enologo Mattia Vezzola sarà sicuramente il più gettonato e degustato della stagione.

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Cinema

Tom Hanks e il diabete: prendere e perdere peso può aver contribuito

Dopo la diagnosi del diabete, Tom Hanks rinuncia ai ruoli, che richiedono repentini e drastici cambiamenti di peso. L’attore americano ha, spesso, interpretato ruoli, manipolando e “giocando” con il proprio corpo, come in “Castaway” e “ Ragazze vincenti”. Ma, ora, Tom Hanks rinuncierà a questi ruoli, per tenere sotto controllo la sua malattia.

Ieri al London Film Festival, in occasione della conferenza stampa per promuovere il nuovo film “Captain Philips”, l’attore ha dichiarato:

prendere e perdere peso può aver contribuito al disturbo, perché si mangia così tanto cibo cattivo e non si pratica attività fisica quando si è pesanti. Ho parlato con diversi attori, che sono ingrassati per alcuni ruoli…nessuno vuole rifarlo. Penso che sia un gioco per giovani uomini”.

Tuttavia, l’attore ha precisato che il diabete sia un tom hanks diabeteproblema piuttosto genetico e non è assolutamente preoccupato:

“basta solo seguire una dieta corretta, fare esercizio e prendere le giuste medicine per sentirsi meglio. Fa parte della vita e mi sento bene”.

Tom Hanks è in lista per un possibile terzo Oscar per il nuovo film “Captain Philips”, in cui veste i panni del capitano Richard Philips, preso in ostaggio con i suoi compagni, dai pirati somali nel 2009.

 

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Studio americano rivela la connessione tra diabete e Alzheimer

Alcuni studi condotti da Università americane hanno rafforzato l’ipotesi, poco più che una credenza fino ad ora, che i livelli di glicemia nel sangue siano strettamente connessi al rischio di incorrere nel morbo di Alzheimer. In particolare uno studio della Georgetown University Medical Center di Washington avrebbe confermato che lo stato pre – diabetico e il diabete di tipo 2 possono facilitare l’insorgere del morbo di Alzheimer.

Lo studio è stato condotto dal dottor R. Scott Turner che si è avvalso della collaborazione di circa 128 pazienti.

I risultati della ricerca sono stati presentati durante l’annuale Alzheimer Association International Conference e sottolineano la pericolosa relazione che è stata scoperta tra il diabete e il rischio dell’insorgenza del morbo degenerativo, e viceversa.

Da questa relazione però si potrebbe anche ipotizzare la progettazione di una cura che possa limitare l’insorgere dell’ Alzheimer, agendo proprio sul diabete che potrebbe essere, in alcuni casi, diabete ormone insulinaun ponte verso la malattia.

Secondo il professor Turner, si potrebbe partire dal livello di tolleranza al glucosio per mettere a punto una cura che arrivi addirittura ad essere una forma di prevenzione nei confronti della malattia.