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Gossip

Lady Gaga a Berlino: sono come Andy Warhol

Vi avevamo raccontato dei baffi alla Dalì e dell’intimo in pelle nera a vista che Lady Gaga ha sfoggiato per presentare Gypsy a Berlino. Quello che viene fuori oggi sono invece alcune dichiarazioni che la cantante ha rilasciato durante un’intervista proprio nella capitale tedesca.

È vero sono teatrale, ma quando poi torno a casa e mi levo il costume, la verità è che lì sotto rimango la stessa fottuta persona di prima, solo un po’ più complicata”.

Una dichiarazione che quasi non sembra da lei, schietta, sincera e assolutamente priva di tutto quel trucco e quegli orpelli che caratterizzano la sua vita pubblica. “Siete voi la mia vera e unica casa, sono i vostri cuori quelli che mi fanno dubitare di quando mi definisco una zingara. La verità è che dove siete voi, lì sono io”, una dichiarazione d’amore ai suoi fan, ai suoi little monsters che saranno sicuramente deliziati dalle sue parole, anche se un po’ spaesati.

Alla domanda sulla sua influenza e il suo potere e sull’eventuale senso di responsabilità che sente in quanto personaggio pubblico, Lady Gaga risponde in maniera negativa: “nella mia vita ho superato tanti problemi: depressione, dipendenze e disordini alimentari. E ogni volta che mi sono trovata in queste situazioni ho visto lady gaga artpopDio, non quello canonico, ma inteso come un’idea generale di affetto intorno a me pronto a sostenermi. E così se c’è una cosa che posso dire a chi mi segue è di essere buoni gli uni con gli altri e basta. Non voglio distruggere il mondo, lo voglio cambiare e la vita è troppo corta per fare e farsi del male”.

Insomma una sorta di figura profetica che non ha paura di dire di sentirsi uguale e contraria ad Andy Warhol “Quello che lui aveva fatto con le immagini, io volevo farlo con i suoni, prendere i suoni e la musica dell’epoca in cui vivo e interpretarli in maniera originale”, e chissà che con un altro po’ di lavoro, la cara Gaga non riesca davvero a realizzare questa rivoluzione pop!

 

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Arte e Cultura

Palazzo Reale: fino al 9 marzo è di scena Andy Warhol

E’ considerato da tutti il papà della Pop Art, forse non lo è nel senso anagrafico del termine, ma sicuramente Andy Warhol è l’artista più noto in questo stile artistico. Adesso 160 tra le sue opere più famose verranno esposte a Palazzo Reale dal 24 ottobre 2013 al 9 marzo 2014, dalle celebri collezioni di Peter Brant, Marilyn e Mao, alle bottiglie di Coca Cola, fino alla riproduzione dell’Ultima Cena di Leonardo.

Peter Brant, tra coloro che hanno contribuito all’allestimento della mostra e amico, cultore e collezionista di Warhol, ha dichiarato al gallerista Tony Shafrazi: “I grandi artisti sono un po’ come i campioni di baseball agli occhi di un tredicenne: tutto quello che fanno è giusto. Quando si entra in rapporti di amicizia con loro, li si giudica per qualità diverse da quelle professionali”.

La mostra è la seconda tranche dell’Autunno Americano, e come detto presenterà 160 opere del grande artista newyorkese di adozione. A curare la mostra ci sono lo stesso Brant e Francesco Bonami, che con l’esposizione ci raccontano come Andrew Warhola Jr sia diventado Andy Warhol, l’artista che più di ogni altro ha influenzato la vita e la comunicazione del Novecento attraverso la rivoluzione artistica trans-mediale da lui messa in atto.

La mostra sarà abbastanza “ovvia”: le Marilyn, i barattolini di zuppa Campbell’s, i Mao e i Basquiat, le lattine di Coca Cola, gli autoritratti, tutti i lavori più famosi nell’arco del suo trentennio mostra warholmaggiormente produttivo. Ma non solo. Non tutti sanno che in occasione del suo soggiorno milanese nel 1987, poco prima di morire, Warhol realizzò una specie di remake dell’Ultima cena di Leonardo, un’opera immensa che desta parecchie emozioni.

Ma è su una nota intima e personale che Brant vuole condurre la mostra dedicata all’amico: “Andy era una persona straordinaria, era capace di condizionare chiuque lo incontrasse, insegnava molte cose. Era molto religioso, serio, silenzioso, un uomo normale, lontano dall’immagine del genio drogato della Pop Art che è passata alla storia”.

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Arte e Cultura

Lost then Found: mostra fotografica dedicata ad Andy Warhol

Andy Warhol, l’eclettica figura, predominante nel movimento della Pop Art, sarà protagonista di una mostra meravigliosa. Non si tratta di un’esposizione dei suoi popolari quadri, bensì di una mostra fotografica che si propone di far presente ai milioni di ammiratori e di amanti del genere, attimi e scorci di momenti del quotidiano, vissuti da Warhol e immortalati da Steve Woods.

Scatti risalienti al 1981, tenuti nascosti per più di trent’anni e che verrano mostrati al grande pubblico in assoluta anteprima, presso il Munich Urban and Contemporary Art di Monaco. La mostra intitolata “Lost then Found”, inaugurata lo scorso 4 luglio, sarà fruibile fino al 15 settembre, concedendo la visione di scatti inediti, i quali hanno come sfondo un resort marittimo di Deauville.

Una mostra imperdibile e affascinante che sceglie gli mostra warholspazi del m | u | c | a di Monaco, dopo aver esordito a New York. Ritratti, primi piani e mezzi busto che mettono in luce i lati nascosti di uno degli artisti più in auge del XX secolo.

Tra gli scatti, compaiono alcune immagini in cui Warhol tiene in mano un girasole, mentre sulle spalle porta uno zainetto nero. Scorci di un quotidiano e di un animo eclettico, che dopo molti anni divengono fruibili a tutti gli appassionati di arte.