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Scene da un parlamento per bene: le deputate PdL e i quotidiani, come ti soffoco il senso critico in una nuvola di lacca

Alla fine di un finesettimana di svolta. Di respiro mondiale. Di indignazione prima di tutto. Eppure ci sono cose che non sfuggono, pur nella loro infinita insignificanza, ad un occhio critico come il mio, abituato ai granelli di polvere sulle mensole. E una di queste cosette mi rimbalza fastidiosa in testa da un po’. Finalmente, davanti ad una puntata di CSI, mi si accende una lampadina in testa. È uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo, lascio i massimi sistemi ad altri e mi concentro sul minimale. Perché c’è qualcosa che non mi torna.

Flashback: sabato 15 ottobre, giornata di sole e giornale. Davanti a me la seconda pagina di Repubblica e una foto. Chissà perché continuo a fissarla. È pure la stessa foto che venerdì sera campeggiava tra le immagini che raccontavano le vicende del voto al Parlamento in Italia. Recita la didascalia: “L’ESULTANZA: Scene di giubilo da parte delle deputate del PdL dopo il sì alla fiducia al governo”.

Foto: www.corriere.it

Il soggetto fotografato comprende: Banchi del Parlamento – Fila Superiore: tre uomini, quello a sinistra sorride con una certa mestizia, il Centrale (oh, non è un fotoritocco?) sogghigna ridens e pare che dall’autocompiacimento gli si debba strappare la faccia, quello a destra  osserva composto e obliquo. Ma cosa stanno guardando? Ebbene  dalla fila sottostante un’orda di Femmine Festose saltella felice, agitando la messimpiega brillante e riflessata, disordinandola con brio. Una di loro solleva addirittura le mani, alzando al soffitto, in mancanza di una volta celeste, la V di VITTORIA, mentre le altre applaudono in una nuvola di lacca e deodorante. Ovviamente si rivolgono tutte all’uomo Centrale, l’unico vestito impeccabilmente in NERO, mentre i suoi vicini laterali a dire il vero sono piuttosto Grigi.

Chi possiede ancora un po’ di senso critico non può non porsi una domanda: la vicenda parlamentare è stata complessa, articolata, strategizzata, e di personaggi ne ha visti passare, anzi sfilare, molti. Perché La Repubblica  (e il Corsera on line che le ha addirittura dedicato una INTERA GALLERIA) ha scelto di mettere l’accento su QUESTA foto? Per la stessa facile “pruderie moralista” in cui ho rischiato di inciampare anche io, soggiogata come facile preda mediatica dal richiamo invidioso per quelle chiome lisce, io che in testa ho un groviglio di code di topo?

Per non parlare della spudoratezza di queste signorine felici, esultanti come se segnassero il trionfo della Escort sulla Donna comune, secondo certe logiche da sgabuzzino. “Come osano queste ‘meretrici di Babilonia’ – insorgerebbe il mio ego bigotto e rattrappito per un’eccessiva esposizione a programmi televisivi di dubbia reputazione – sedute su quei seggi come le favorite del Re, correre a scodinzolare mentre il mondo si indigna?” Esatto. Oggi il MONDO si riempie di “indignati” e io qui a questionare per una cosetta da bar. Quindi, un momento di silenzio nella mia testa affollata. Un attimo. Fermi tutti. Che sto facendo? Non è che per caso questi pensieri facili e scandalizzati sono quelli che qualcuno, un direttore,  un editore, un ufficio stampa, un qualcuno, vorrebbe che io avessi?

Cioè, mi spiego: io passo pomeriggi interi a cercare il taglio ideale per i miei capelli e le sfumature più “à la page”, lo ammetto, ma chi se ne importa di questo “close up” degno di un mensile da parrucchiere sulle deputate? Si vede che ci saranno state prima della seduta in Parlamento. Mi pare il minimo. Bisogna essere sempre a posto perché non si sa mai che ti investono e devi andare in ospedale, diceva mia nonna. E cosa me ne viene a me se si complimentano con Mr. B. come tante piccole foche monache davanti a chi gli sta allungando una sardina sotto sale? Mi sbaglierò, ma non è che sia proprio il punto fondamentale, anzi. E si fa strada attraverso le chincaglierie impolverate del Soggiorno Critico del mio cervello una semplice idea. Sicuramente paranoica.

Ma non è che queste signorine – non che siano angioletti – in questo momento, e solo in questo dico, sono diventate uno strumento, anche inconscio, la butto lì, per assecondare quest’insurrezione morale tutta italiana, che sinceramente, se facesse scendere in piazza anche gli immobilisti e le loro qualunquiste ragnatele a me starebbe pure bene, ma non contribuisce di sicuro ad ampliare il nostro orizzonte? Si parla di mondo in questi giorni, si parla di finanze e finanzieri. “Divide et impera” è la massima al neon che mi si accende in testa. Dividi gli uomini, le donne, i buoni, i cattivi, crea confusione, alza un gran polverone, penne e piume, e distrai.

L’obiettivo doveva essere sicuramente puntato su Mr. B. in quel momento. Ma delle coreografie eventuali e supposte delle veline politiche a me non interessa granché. Avrei preferito vedere altre facce. E altre reazioni. Ma come sempre e in senso lato è più stimolante la pagliuzza nell’occhio del vicino che la trave nel proprio, la regola primaria della comunicazione.

LA SIGNORINA SILVANI

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    Charlotte
    18 ottobre 2011 Reply

    Su questa frase mi sono posta alcune domande: "E cosa me ne viene a me se si complimentano con Mr. B. come tante piccole foche monache davanti a chi gli sta allungando una sardina sotto sale?" ...nel senso che... è sempre questo il modello di "donna vincente" che alla fine fa presa sulle più giovani e non quello di quelle donne, forti e belle, che scendono in piazza a protestare..?...

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    christabella
    18 ottobre 2011 Reply

    è un po' questo il punto credo, o ci siamo molto vicini... penso che il modello che è dichiarato vincente faccia sempre presa, è che si dovrebbero cambiare i parametri di quella che viene definita in modo facilmente commestibile VITTORIA... è un po' il principio per cui gli uomini di sinistra sarebbero sempre sciatti un po' grigi (vedi l'intervista di Terry De Nicolò), mentre quelli di destra affascinanti... mi piacerebbe che il linguaggio della sinistra, fosse capace di essere anche "bello", in senso ampio. Ma si può essere "belli", piacevoli, senza dover scendere a patti con "il regime"? è che è più facile seguire le leggi del più popolare. Ci proclamiamo sostenitori dell'individualismo poi siamo i primi ad preferire di essere mescolati alla massa.E penso sia valido sia per maschi che per femmine questo.

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