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M5S: dopo l’anatema, Beppe Grillo perdona i senatori che hanno votato Grasso?

Sarà che ogni vicenda interna al Movimento 5 Stelle è amplificata all’inverosimile dai media, ma di certo un partito che ha raccolto il 25% dei consensi elettorali, non può aspettarsi che ogni passaggio non sia messo sotto la lente d’ingrandimento e al centro della discussione. Certo è che lo stesso Beppe Grillo, sapientemente, non fa nulla per placare la discussione, anzi puntualmente la anima con spunti non sempre costruttivi e capaci di incarnare lo spirito di democrazia e cambiamento che anima la quasi totalità della base del M5S.

Perdono_Senatori_M5sCosì ieri è stata giornata di bagarre online tra le diverse posizioni degli iscritti al Movimento, che condividevano o meno il voto espresso da alcuni senatori grillini per Piero Grasso, per evitare che Schifani fosse rieletto Presidente del Senato. Il post di Beppe Grillo che condannava i “traditori” è stato inondato di commenti, molti dei quali fatti sparire segnala qualche utente su Facebook e Twitter, a difesa della democrazia e della scelta dei senatori. Così stamattina è lo stesso Beppe Grillo che sembra costretto a ritrattare, cercando con un nuovo post sul suo blog di “centrare” meglio la situazione e la relativa discussione.

Infatti, il comico genovese, spiega che il problema non è il voto a Grasso, in sé, ma il fatto che i senatori hanno disatteso il contratto firmato prima di essere inseriti in lista (i senatori a contratto!?). Il regolamento sottoscritto, spiega sempre il leader del Movimento 5 Stelle, prevede che le decisioni vengono sempre prese a maggioranza e che tutti si devono attenere a questa scelta. E sottolinea, che l’errore è stato cadere nella trappola tesa da PDL e PD meno L. Ma sembra comunque aver capito la buona fede, di coloro che non hanno voluto rischiare che Piero Grasso venisse battuto.

Intanto, alcuni senatori hanno palesato il voto espresso sabato e hanno annunciato che si rimetteranno alle decisioni dell’Assemblea dei loro colleghi cittadini, che si terranno domani a Roma. Vedremo allora se la linea dall’alto sarà quella dell’intransigenza, oppure, se il caso resterà solo mediatico e senza altri strascichi. Anche se, il rischio reale è che i senatori dissidenti, vengano utilizzati per affermare il vecchio detto “punirne uno, per educarne cento”.

 

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