Il braccio bionico sensoriale è realtà

C’è un Italia che funziona, nonostante la crisi, e che crea innovazione anche in settori normalmente “difficili” quali la robotica

Project_LifehandQuesta scienza relativamente recente viene sempre più frequentemente impiegata per migliorare la vita delle persone che hanno subito traumi importanti quali la perdita di un arto o di parte di esso. Per loro è nato Project Lifehand 2, un progetto che vede la partecipazione di sei importanti istituti europei: l’IMTEK – Universität Freiburg, il Polo Universitario Svizzero EPFL e gli italianissimi IRCSS San Raffaele, l’Università Bio-Medico, il Policlinico Gemelli e la Scuola Superiore Sant’Anna.

Lo scopo di questo progetto è quello di creare un braccio robotico in grado di offrire a colui che lo indossa non solo la possibilità di afferrare oggetti, ma anche la possibilità di “sentire” nuovamente il tatto, quindi avvertire nuovamente la consistenza degli oggetti, oltre che la loro forma, anche senza guardarli, una cosa impossibile con le attuali protesi.

La sensazione tattile viene riprodotta grazie alla presenza di sensori, tendini robotici e di un chip che gestisce un software specifico grado di raccogliere le informazioni provenienti da questi sensori, elaborarli e trasformarli in impulsi nervosi che possono essere recepiti dai tendini della persona che indossa l’arto robotico come se provenissero da una mano vera. Il braccio bionico è già in avanzata fase di progettazione, ed una sua prima versione è stata installata su Dennis Aabo Sørensen, un paziente danese di 36 anni che qualche tempo fa ha perso metà del braccio a causa di un incidente con dei fuochi d’artificio.

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