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Lavoro e aziende: quando l’intelligenza emotiva vale più del QI

Nell’ambiente lavorativo si fa strada, sempre più, la convinzione che l’intelligenza emotiva conta più del QI per determinare chi eccelle sul lavoro.

Sempre più aziende ritengono che l’incoraggiamento delle abilità che appartengono all’area dell’intelligenza emotiva sia una componente vitale nella gestione di una qualsiasi organizzazione. Così come ogni persona ha dei punti di forza e di debolezza nelle diverse competenze, allo stesso modo può averle un’organizzazione.

Di seguito l’elenco delle 11 competenze che rendono efficiente il funzionamento di un’azienda, uno spunto che offre la possibilità di diagnosticare eventuali carenze nella propria.

Autoconsapevolezza emotiva: intelligenza quoziente intellettivointerpretare l’impatto che il clima emotivo esercita sulla prestazione;

Realizzazione: analizzare l’ambiente per rilevare elementi essenziali ed eventuali possibilità di iniziativa;

Adattabilità: essere flessibili di fronte alle difficoltà;

Autocontrollo: dare prestazioni efficaci evitando reazioni dettate dal panico o dalla collera;

Integrità: dimostrare affidabilità che porta un aumento della fiducia;

Ottimismo: essere elastici di fronte agli insuccessi;

Empatia: comprendere i sentimenti ed i punti di vista degli altri (colleghi o clienti);

Sfruttamento della diversità: utilizzare le differenze come opportunità;

Consapevolezza politica: comprendere le tendenze economiche, politiche e sociali salienti;

Influenza: servirsi abilmente delle strategie di persuasione;

Costruzione di legami: stringere forti legami personali fra persone e componenti distanti di un’organizzazione.

Fare attenzione a queste prassi non solo migliora le prestazioni lavorative, quanto rende l’organizzazione un luogo soddisfacente nel quale sia desiderabile lavorare!

 

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