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Bellezza & Salute

Cellulite: a Roma il convegno sugli Ages e l’accumulo di grasso

Si è tenuto a Roma il 34esimo congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica, durante il quale la protagonista principale è stata lei, la nemica giurata di qualsiasi donna, vecchia o giovane, magra o grassa, la cellulite.

Gli imputati principali che favoriscono l’accomularsi del fastidioso inestetismo cutaneo sono i cosiddetti così detti Ages (Advanced glycation end product), sostanze che si formano nei cibi durante la cottura e quindi non sono contenute propriamente in essi ma si generano in base a come questi vengono cotti.

Pier Luigi Rossi, docente di Scienza dell’Alimentazione e Medicina Preventiva all’Università di Bologna, ha spiegato che si tratta di composti molecolari stimolati da cotture in padella e persino al forno. La cellulite è comunque un nemico difficile da sconfiggere ma che si può tenere a bada con una dieta sana ages grasso cellulite ricercae con cotture limitate ed esclusivamente al vapore.

L’alimentazione dovrebbe poi essere a basso contenuto di zuccheri, limitando quindi il consumo di pastasciutta, della crosta del pane bianco, di carne arrosto, latte Uht e dolci cotti al forno. Gli effetti di un accumulo eccessivo nel corpo di Ages si cominciano a vedere solo dopo i 35 anni, è per questo che secondo il professor Rossi, prevenire è meglio che curare.

 

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Gossip

Di Sara Tommasi, banche e donnine nude…

Sara Tommasi torna a far parlare di sé, prima per un intervento a dir poco “chiarificatore” sulle banche e il signoraggio… Dopo il quale ha sottolineato che lei ha tutte le competenze per poter parlare di questi temi, visto che è una “bocconiana doc”. Crediamo che a queste parole l’ex “preside” della Bocconi, attuale presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti abbia avuto più di un malore di stomaco.

Sara TommasiInvitata dall’ormai indomabile Scilipoti, che la porta al guinzaglio come “volto nuovo” della politica italiana, ma non certamente dei salotti politici intimi organizzati dal buon vecchio, e indimenticabile, “papi”. Sara Tommasi si presenta con una misé da vera professionista e a guardarla bene anche “prosciugata”, sia il viso che il corpo mostrano i segni di un dimagrimento, che oseremmo definire da stress… sarà dovuto allo studio preparatorio per il suo illuminante intervento (di cui sotto trovate il video).

Ma il momento clou è arrivato dopo, quando ha replicato il blitz “nuda contro le banche” accompagnata dall’ormai suo “mentore” Alfonso Luigi Marra, che la stessa Tommasi ha definito il suo uomo ideale, capace di farla sentire una vera donna. Così con nonchalance aperto il giaccone in pelliccia nera ecco che Sara sotto i collant non ha gli slip, così da alimentare un altro tormentone stile “farfalla di Belen“. Avrà avuto un paio di slip color carne molto sottili? Sembra proprio di sì a guardare le foto.

Comunque, non vogliamo parlare di slip o non slip… Ma vorremmo si aprisse un dibattito sul pudore e il senso di essere donna oggi. Perché almeno io sono stanca di veder passare in TV tette e culi, come chiaro messaggio che per far carriera bisogna puntare tutto sul proprio corpo, sulla totale mancanza di senso del pudore, oltre che di rispetto per se stesse e per gli altri che ci stanno intorno. Insomma, siamo donne “rilevanti” solo quando c’è da chiedersi se ci sono gli slip o meno in questo Paese?

httpv://www.youtube.com/watch?v=eYPKjV5dvIU

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Arte e Cultura

XXI secolo: il secolo delle donne!

Sarà dedicata alla donna l’edizione 2011 delle Giornate Internazionali di Studio organizzate dal Centro Pio Manzù di Rimini, che si terranno presso il Teatro Novelli dal 21 al 23 ottobre.

Titolo dell’evento: XXI femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposte di genere al futuro dell’umanità. Ricco il programma delle giornate. Si tratterà di salute, educazione ed empowerment femminile, di violenza sulle donne. E ancora di diritto e di dovere della leadership femminile. Ma si parlerà soprattutto del contributo che le donne possono offrire alla pace e allo sviluppo nel pianeta attraverso un loro maggiore coinvolgimento nella sfera politica: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkol Karman, le tre donne africane che quest’anno hanno ricevuto il Nobel per la pace, rappresentano un esempio concreto in questo senso.

emancipazione femminileIl XXI secolo, il secolo delle donne? Sì, perché dopo le basi gettate nel corso del Novecento per l’emancipazione delle donne, che le ha portate verso una maggior partecipazione alla vita pubblica, dove hanno dimostrato di possedere idee nuove, non si può più prescindere dalla presenza dell’“altra metà del cielo” nei luoghi decisionali.

L’altra metà del cielo […] ambisce alla governance dei processi economici, politici e sociali, conquista potere diffuso, impone nuove sensibilità, […]. Imprenditrici, professioniste, intellettuali, politiche, scienziate, manager, madri e figlie fanno opinione e decisione”, si sostiene nella pagina web dedicata all’incontro.

La XLII  edizione delle Giornate di Studio vedrà la partecipazione di numerosi esperti di tematiche di genere e uomini e donne che occupano posti di potere. Obiettivo delle giornate sarà fornire nuovi spunti di riflessione sul femminile e sul maschile di oggi, incentivando una cultura di genere non improntata sull’accentuazione delle differenze ma sulla valorizzazione delle stesse in un’ottica di scambio e arricchimento reciproco. Mi vengono in mente a proposito le parole di Simone De Beauvoir: “Per essere un individuo completo bisogna che la donna possa accedere al mondo maschile, come l’uomo al mondo femminile”.

Sono passati tanti anni da quando la mente illuminata di questa grande donna francese le ha espresse, tuttavia si tende ancora, per abitudine, comodità o paura, a tenere separate le sfere del maschile e del femminile, a fissare pesi e misure della Donna e dell’Uomo. Si fatica a riconoscere che uomini e donne condividono, chi più chi meno, spazi dell’anima simili, spostandosi continuamente ed in modo impercettibile lungo l’asse delle differenze di genere.

Tutti, in certi momenti, siamo un po’ più donne o un po’ più uomini. Non sarebbe ora di abbattere le etichette in nome della persona nella sua interezza, con le sue mille affascinanti sfaccettature senza dover per forza ridurla a maschio e femmina, con tutti gli attributi e fantasie che queste due parole portano con sé? Attributi e fantasie che sono serviti a giustificare le discriminazioni di solo una metà del cielo.

Mi auguro che queste giornate di studio riescano a far risuonare la loro goccia di pensiero anche fuori dalla sala in cui si svolgono. Che non sia insomma l’ennesimo incontro di e per pochi, che possiedono sì una nuova consapevolezza dei generi ma senza riuscire a comunicarla ai più.