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Vuoi salutare un alieno? Il SETI lancia il progetto Earth speaks

Il tuo desiderio più grande è salutare un ET? Gli scienziati del SETI sono pronti ad aiutarti. I cittadini di Seattle e di altre parti del Nord-ovest, recentemente, hanno cercato di valutare gli argomenti possibili, da dire ad una probabile creatura intelligente di un altro pianeta.

All’Istituto del SETI in California, casa della ricerca per Extraterrestrial Intelligence, un programma in corso, chiamato “Terra parla” (“Earth speaks”), sta collezionando i messaggi dei cittadini della terra, grandi e piccoli. Stanno cercando opinioni pubbliche, sul miglior modo di salutare un extraterrestre.

Ecco alcuni messaggi:

  • “se vuoi venire a visitarci sulla Terra, sei il benvenuto..ma sii consapevole di dover assistere a un grande disordine. Mi dispiace”.
  • “Saluti dalle persone della Terra, il mondo che noi chiamiamo casa. Proveniamo da tanti tipi di governi, gruppi e credenze, epppure apparteniamo tutti allo stesso mondo. Molti di noi credono che siamo soli nell’universo, ma altri pensano che facciamo parte di una vasta famiglia interstellare, e se tu stai leggendo questo, speriamo che se facciamo parte della famiglia, diventeremo una famiglia felice insieme”

Per mezzo secolo, SETI ha scrutato i cieli con radiotelescopi, cercando una qualsiasi forma di intelligenza, non terrestre, che potesse provare che non siamo soli nell’universo.

“Earth Speaks” rappresenta un progetto di ricerca per il SETI, al fine di aiutare gli scienziati a capire il giusto modo di rapportarsi all’altro.

Douglas Vakoch, direttore SETI del Interstellar Message Composition e psicologo clinico del

California Institute of Integral Studies, è l’unico seti alieni eatrh speakscienziato sociale, impiegato dal SETI. Egli ha dichiarato: “è un progetto che si rivolge, non più solo agli scienziati, ma al mondo intero. Fino ad ora, abbiamo ricevuto messaggi da oltre 70 Paesi. La seconda cosa che facciamo è analizzare quelle risposte, che le persone ci mandano e cercare i temi più diffusi, da dire su di noi sulla Terra”.

Vakoch puntualizza su alcune somiglianze di argomenti, da dire potenzialmente agli extraterrestri: “abbiamo ascoperto che il tema principale è: “Siamo gli umani del pianeta Terra”. Quello che colpisce, è che noi ci identifichiamo in questi messaggi agli ET. Sottolineamo la nostra connettività e la collettività. Le persone non dicono, infatti, “vengo dall’Australia” o “sono buddista” o “sono cattolico”.

Inoltre, Vakoch ha notato un’altro messaggio interessante, che accomuna uomini, donne e bambini: “è davvero semplice: Per favore aiutateci”.  Secondo lo scienziato, le persone chiedono aiuto, perché hanno un cosmico complesso d’inferiorità.

Vakoch ha aggiunto: “potrei ben immaginare che, tra tutte le civiltà nella nostra galassia, siamo gli unici che abbiamo il giusto equilibrio di gioia e dolore. Penso che sia importante comunicare e riflettere su noi stessi, sia che ci sia o no qualcun altro nel cosmo”.

E voi cosa direste agli extraterrestri?

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