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Violenza sulle donne: dopo 98 femminicidi è ora di dire basta!

Sono davvero sconvolgenti i dati che arrivano da Telefono Rosa: 98 sono le donne vittime di omicidio dall’inizio del 2012, per una media, quindi, di una vittima ogni due giorni. Se poi, aggiungiamo che la maggior parte degli omicidi avvengono tra le mura domestiche, queste cifre terrorizzano ancora di più.

A quanto pare, non stanno servendo a niente le varie campagne di sensibilizzazione attivate in Italia; solo quattro mesi fa, a maggio, le donne sono scese in piazza Montecitorio per manifestare contro il continuo aumento di violenza sulle donne, ma il fenomeno da allora non si è arrestato, infatti, altre 43 sono le vittime che si sono aggiunte alla lista che già ne contava 55.

Mariti troppo gelosi, padri troppo possessivi, ex fidanzati che non accettano la fine di una relazione… insomma, uomini che vogliono dominare totalmente l’altro sesso, qualunque sia il loro ruolo.

Questo è, purtroppo, il segno di una società che al posto di fare passi in avanti sta regredendo. Anni di lotte per l’emancipazione femminile, per prenderci i nostri spazi e i nostri meritati ruoli in ambito politico, lavorativo, ma anche domestico, stanno sfociando in una frustrazione maschile e in una non accettazione della nostra indipendenza, che continua a manifestarsi in una crescente violenza.

Nella maggior parte dei casi l’omicidio è solo il tragico epilogo di una vicenda tormentata, raramente ci si trova di fronte ad un “fulmine a ciel sereno”, ma troppa è la paura da parte delle donne di tutelarsi e denunciare; questo perché la legge sembra non garantire abbastanza sicurezza e tutela. Viste anche le tante vittime che hanno denunciato e sono state poi nuovamente “attaccate” e spesso uccise da stalker ossessionati dalle loro ex-donne.

Troppi sono stati i casi di denuncie che sono servite solo ad alimentare l’aggressività dell’uomo, cosa che trasforma il tutto in un’arma a doppio taglio, se si considera il fatto che gli aggressori, anche se ritenuti colpevoli, tornano liberi in tempi brevissimi.

“Servono condanne esemplari” è quello che afferma l’On. Mussolini “Le leggi ci sono, ma se questi casi non solo non diminuiscono ma addirittura sono in costante aumento vuol dire che va fatto di più, significa che il sistema non funziona”

La deputata del Pdl dichiara che la soluzione sarebbe una norma per eliminare patteggiamenti e attenuanti per i reati commessi su donne e bambini, in quanto l’approccio a tale fenomeno è decisamente troppo superficiale; “questi assassini spesso si ritrovano ai domiciliari dopo appena qualche mese”.

Concordiamo sull’eccessiva superficialità che circonda la questione, per questo, per aumentare la sensibilità sul tema, abbiamo deciso di inserire un banner laterale in cui man mano ricorderemo le vittime di femminicidio. Con la speranza che il macabro conteggio si fermi alle 98 vite spezzate fino ad oggi…

Invitiamo, inoltre, voi tutte a condividere con noi le vostre esperienze. Se anche voi siete state coinvolte in vicende di violenza maschile raccontatecelo inviando la vostra storia a redazione@pinkdna.it. Diamoci forza l’un l’altre e raccontiamo le nostre storie per dare a tante altre donne il coraggio di denunciare e reagire.

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