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Un Paese che non ama la giustizia…

Pomeriggio, in un momento di pausa, scorrendo i titoli di Repubblica mi sono imbattuta in qualcosa cui non volevo credere… “Condannati a otto anni per stupro, parenti devastano il tribunale: 20 arresti”. Poco fa ho visto le immagini di quanto successo in quel tribunale nei titoli del TG: porte divelte, vetrate infrante, muri spaccati, sembrava fossero passati i barbari.

E poi ci chiediamo perché quei tre ragazzi sono degli stupratori? L’esempio che hanno avuto è quello che parenti e amici hanno dato a tutta Italia, gente che non riconosce la giustizia e non riconosce i propri limiti e quelli dei propri cari. Animali, non uomini, che pur di proteggere i membri del proprio branco sono pronti a tutto… E tra loro anche donne, come noi, che difendevano tre stupratori, tre ragazzi che hanno segnato la vita di una ragazza, che qualcuno di loro magari ha avuto anche il barbaro coraggio di chiamare puttana e di dipingere agli occhi dei conoscenti come una “ragazza facile”.

Sono indignata, sono sconvolta… Quanto successo oggi nel tribunale di Velletri è l’emblema di quanto in basso stia scadendo il nostro Paese, la nostra cultura, il nostro modo di essere uomini, sempre più vicino a quello descritto da Hobbes. Persino davanti alla giustizia, persino davanti ad una ragazzina brutalmente violentata, che porterà i segni di quanto successo nella propria psiche per sempre, non c’è la capacità di comprendere gli errori e si guarda solo “al proprio orticello”. Se i loro figli, i loro nipoti, i loro amici hanno avuto otto anni di carcere, tutti loro dovrebbero averne almeno il doppio, perché sono soltanto dei famelici animali inadatti a vivere in una società.

Sono soltanto delle belve, che con la loro “legge” fatta di violenza e soprusi hanno reso tre ragazzi dei cinici stupratori, senza alcun rispetto per gli altri e ancor meno per una ragazzina indifesa, che forse avrà avuto come unico difetto l’essere carina ed ingenua. Donne, mamme… non ditemi che avreste difeso i vostri figli davanti all’evidenza dei fatti, non ditemi che anche voi avreste fatto qualcosa di simile giustificando i vostri figli, solo perché figli.

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