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Taranto: tumori a +100% nelle donne, rispetto la media nazionale

Il ministro della Salute Balduzzi, in collaborazione con l’Oms, ha appena presentato nei locali della Prefettura di Taranto l’aggiornamento del Progetto “Sentieri”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità sui siti inquinati. Tali studi hanno rivelato dei risultati scioccanti per quanto riguarda il nesso tra la mortalità e l’inquinamento.

Lo studio è stato svolto nella città di Taranto e più precisamente nell’area in cui sorge l’Ilva, in un arco di tempo che va dal 2003 al 2009. Secondo l’ultimo dossier di “Sentieri”, il tasso di mortalità dovuto a tumori è addirittura quadruplicato in questi ultimi anni, passando nelle donne da un aumento del 24% al 100%, ed è in continuo aumento. Come se non bastasse, ad aggravare il tutto si aggiunge il fatto più sconvolgente, ovvero che i dati purtroppo riguardano anche i bambini, la cui mortalità è aumentata del 20% in più rispetto al resto della Puglia.

Le donne sono le più soggette a tumori all’utero e alle vie respiratorie, ma agli uomini non va di certo meglio; i numeri parlano chiaro: rispetto al resto della provincia, c’è un aumento del bimbo tumore30%, con picchi del +100%, di casi di tumore maligno ai polmoni, ai reni e alle altre vie urinarie.

“La situazione è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità pubblica, per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate. La sensazione è che si debba fare qualcosa di più, e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per ciò che sta dentro l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) per l’Ilva così come per il piano di prevenzione. Non ho elementi per pensare che l’azienda non voglia accettare le prescrizioni dell’Aia.”

Queste sono state le parole con cui Balduzzi ha cercato di spiegare la situazione alle famiglie del quartiere Tamburi e alle associazioni ambientaliste presenti all’assemblea di quartiere.
Lo scenario è sconvolgente, e sia il Ministro della salute che il Ministro dell’Ambiente Clini condannano senza mezzi termini l’Ilva.

“Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati al benzopirene”.

Sarebbe proprio questa sostanza, il benzopirene, ad essere la causa delle malattie, basti pensare che la sua composizione è classificata come certamente cancerogena, e il quartiere Tamburi registra il più alto tasso di concentrazione di tale sostanza nelle sue aree urbane.
Sorge spontaneo chiedersi come mai sia consentito il rilascio di una sostanza così nociva e, salute ilvasoprattutto, perché mai le istituzioni hanno tardato tanto per interessarsi alla situazione dell’Ilva e dei cittadini di Taranto in particolar modo.

Se lo sono chiesto anche le diverse associazioni che non si sono presentate all’Assemblea di quartiere per manifestare il proprio dissenso verso l’operato del Ministro Balduzzi e contro lo Stato che ha aspettato che le cifre raggiungessero questi livelli “estremi”, che non possono essere più ignorati.

Se lo è chiesto anche la coordinatrice del comitato “Donne per Taranto”, Rossella Balestra che si è sentita tradita e offesa dalla “venuta tardiva del ministro” affermando che “è un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza e soprattutto ai malati. A Taranto viviamo una situazionesanitaria gravissima. Nessuno mai ha preso a cuore questa situazione”.

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