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Tagesmutter. Mamme al servizio delle mamme

Curiosando sul Web, mi sono imbattuta in un termine dietro il quale si cela un fenomeno che, ammetto, non conoscevo: tagesmutter, letteralmente “mamma di giorno”.
A mia discolpa dico che, sebbene sia un lavoro nato nel Nord Europa negli anni ’60, è arrivato in Italia da poco e sta velocemente incontrando il favore di numerose regioni e circoscrizioni territoriali.

Tagesmutter e mammeInizio con il dire che è un mestiere meramente femminile – almeno finora – e nasce dalla necessità di molte donne di conciliare lavoro e famiglia. Inutile dilungarci sulla questione, è indubbio che non ci accontentiamo di essere solo mamme o solo lavoratrici, vogliamo rivestire entrambi i ruoli con il massimo del successo. La tagesmutter nasce per assolvere questo desiderio e liberare molte donne dal senso di colpa generato dalla necessità di lasciare i propri figli con tate sconosciute, non potendo contare sui nonni.

Al contrario di baby sitter e simili, quello della tagesmutter è tutt’altro che un mestiere improvvisato. Chi vuole cimentarsi in questa attività non può esimersi dal seguire un corso della durata che varia a seconda della regione e istituzione di riferimento, e durante il quale verranno studiate materie come pedagogia, regole educative e, non meno importanti, norme di sicurezza e igienico-sanitarie. E già, perché il tratto saliente di questa professione che, solo ultimamente sta prendendo piede anche al Sud Italia, è la disponibilità dell’aspirante tagesmutter di trasformare la sua casa in una specie di asilo privato, in questo contesto chiamato nido di famiglia.

Rispetto a un tradizionale asilo nido i vantaggi sono davvero molteplici:

–       ci si affida a una professionista, a una mamma preparata e consapevole, e non a una persona che si improvvisa educatrice;

–       per i genitori che vogliono usufruire di questo servizio non ci sono problemi di orario: la tagesmutter lavora a casa sua, con orari flessibili che vanno incontro alle esigenze delle mamme e dei papà;

–       vi è la sicurezza di lasciare i piccini in uno spazio protetto, in un ambiente familiare in cui i bambini hanno tutti da 0 a 3 anni e sono seguiti allo stesso modo;

–       la tagesmutter, per legge, può seguire al massimo cinque o sei bambini, compresi i suoi figli, il che significa serenità per i genitori;

–       rispetto a un tradizionale asilo, è più semplice e diretto il rapporto tra i genitori e la figura che accudisce i bambini.

Riassumendo: la tagesmutter risponde alle esigenza della donna e, direi, della famiglia moderna, di lasciare i bambini in un posto sicuro e con una persona fidata e preparata. Ma, d’altra parte, non trascurerei un altro punto di vista. La donna che sceglie di intraprendere il lavoro di tagesmutter, a sua volta, fonde in sé i due aspetti di mamma e lavoratrice. Un compromesso più che comodo e felice per non rinunciare a nulla. Come piace a noi donne moderne, of course!

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