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Bellezza & Salute

Cromoterapia: come eliminare lo stress con i colori

Il colore della tua maglietta o delle pareti della tua stanza può influenzare il tuo stato d’animo, sia in maniera positiva che negativa. Non ti è mai capitato di sentirti a disagio indossando alcuni colori o osservando una stanza dalle pareti di un colore particolare? I colori che spesso indossiamo e scegliamo di indossare, riflettono il nostro umore.

Scopri come alleviare lo stress e raggiungere il benessere psico-fisico, attraverso la cromoterapia:

Circondati di rosa: è il colore della calma e della tranquillità. Aggiungere piccoli spruzzi di rosa nella tua casa, per creare un’atmosfera di pace. È possibile utilizzare il colore rosa in bagno, in camera da letto o in altre zone. Indossare un maglietta rosa, un bikini rosa o altri accessori di questo colore, per equilibrare le proprie energie e sostenere la propria pace interiore;

Aggiungi il giallo nella tua vita, se ti senti giù: il giallo è un eccellente colore, utile per sollevare il proprio stato d’animo e contrastare la depressione;

Scegli il blu, per un ambiente tranquillo e per un sonno ristoratore della buona notte: il blu è un colore molto rilassante, emana tranquillità, sostenendo la guarigione. Se siete affetti da insonnia, la giusta soluzione è mettersi a dormire, magari, abbracciando un bel cuscino, dai toni del blu e scegliendo delle belle lenzuola azzurre. Il blu è anche un bel colore da indossare, quando si parla in pubblico, in quanto favorisce una buona comunicazione;

Aggiungi un tocco di verde, nel tuo ambiente: cromoterapia colori relax saluteil verde è un colore molto rilassante, che assicura armonia e allevia l’ansia. Abbellire la vostra casa, con accessori di colore verde, come piante d’appartamento;

Aggiungi un po’ di viola nella tua vita: il viola è il colore della saggezza, pace e forza; se si indossa, dona pace interiore. Usalo in casa, per ottenere un ambiente tranquillo;

Scegli il bianco classico, per un look pulito e arieggiato: il bianco è sinonimo di pulizia e purificazione. Se viene utilizzato nella decorazione domestica, il bianco conferisce un look pulito e fresco e fa apparire una stanza piccola, ancora più grande. Il bianco deve essere, anche, un punto fermo, nel tuo guardaroba. Vestirsi di bianco aiuta a purificare la mente e lo spirito e poi, uno dei grandi pregi di questo colore è che si abbina con tutto.

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Casa

Casa e Feng Shui: 5 modi per creare un ambiente domestico tranquillo

Trasforma la tua casa “frenetica” in uno spazio rilassante, seguendo questi semplici consigli di Janice Sugita, autrice di The Feng Shui Equation. Come Sugita suggerisce: “elimina tutto ciò che causa stress”. Bisogna avere piccoli oggetti ed elementi, che fanno sorridere, come foto di famiglia o souvenirs.

Alcune sfumature emanano tranquillità e relax: il blu attira la creatività e la prosperità, mentre il verde dona una sensazione di primavera e nuova vita.

Un altro suggerimento è lo spazio “da abbracciare”: una stanza piena di mobili può incrementare tensioni; bisogna lasciare lo spazio necessario tra i mobili, per poter camminare e non avere quella sensazione di disordine e oppressione.

Importante è anche “ospitare” piante negli interni; casa arredamento fang shuiaprire le tende per permettere alla luce naturale di penetrare negli ambienti. Sugita suggerisce: “le piante donano nuova vita, attraverso la loro crescita, e ossigeno”. Compensare i mobili solidi con quelli imbottiti: “amate il vostro tavolino di vetro?

Accoppialo con qualcosa di piacevole”, come un morbido divano o un pouf per salotti. Gli elementi morbidi offrono conforto, mentre quelli solidi forniscono stabilità.

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Da DNA a donna

Come fai a mangiare un elefante intero? Un pezzetto alla volta!

Ogni giorno dovremmo essere sensibili a qualcosa di nuovo, dedicare almeno un angolino della nostra mente ad un concetto diverso: riesaminare l’ABC dell’universo, partendo dalle sue basi. Un’idea utile, considerando che se non viene guidata da qualcuno o qualcosa la nostra attenzione proprio non riesce a stare ferma e a concentrarsi. Non solo sui dettagli ma anche sui macro-concetti.  Anzi, forse l’esistenza di idee astratte è proprio più difficile da rispolverare.

giornata mondiale lentezza 2012Questo perché siamo una specie adattabile. E la duttilità se ci ha salvato dall’estinzione immediata, evitandoci di trovarci chiusi in bacheca di vetro, accanto alla ricostruzione del Tirannosauro, temo che invece ci abbia fornito un favoloso lasciapassare per un futuro di evoluzione verso il peggio. Dunque che tutto l’universo benedica le iniziative come la Giornata Mondiale della Lentezza. E la rete di pensiero che sta creando intorno al mondo.

Arrivo in ritardo a parlarne, mi adeguo alla tempistica. Lenta ma inesorabile peraltro. Malgrado impegni, scadenze e inciampi. La Giornata infatti festeggiava il 26 marzo, nientemeno che la sua sesta edizione. E non è inutile ricordarlo ugualmente. Per alcuni motivi. Il primo appunto è che in questi casi credo sia meglio gettare un seme che nessuno. Il secondo, forse più istituzionale, nasce dal fatto che per fortuna, come ogni Lunedì che si rispetti, anche questo 26 marzo introduce un’intera settimana di azioni slow. Un vero lusso. Rivoluzionario. Eversivo.

Un progetto “open source” e in progress, ideato e portato avanti dall’associazione “Vivere con lentezza”, di Pavia, che si raggruppa intorno alla community del sito omonimo dal 2006.

Non si tratta semplicemente di fare resistenza, addirittura attrito, rispetto agli obblighi stressanti e impellenti che ognuno sente su di sé. Anzi. Dovrebbe essere una  “riflessione collettiva sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a folle velocità, in un momento difficile di grandi trasformazioni, confusione e incertezza”.

Oggi come oggi non sono più solo i Governi a dirci a cosa dobbiamo pensare. Anzi. Ho in mente un’azione collettiva come Occupy: partita da New York e Wall Street e diffusasi da sola, per l’iniziativa dei singoli (e delle associazioni), in giro per il mondo.

Ma questo è un caso completamente diverso. lumaca lentezzaNon si tratta di protestare, diritto sacrosanto e ora come ora necessario come l’acqua. Si tratta di percepire. Il tempo che passa, veloce o lento, come scegliamo noi. Che ci lascia crescere, come dovrebbe essere inscritto nel DNA di ognuno, o ci fa invecchiare. L’incubo di tutti, la fine della corsa. Oggi la lentezza è un non-valore. È un deficit. Non sei “smart”? Non sei produttivo al 100% secondo gli standard imposti dal rotolare delle cose? E allora sei un perdente. O perlomeno uno di quelli che appunto arriverà ultimo.

Una logica agonistica da pista di atletica che non tiene conto dei fattori primari. La gara, i criteri, le finalità, almeno nei principi di base, le dovremmo decidere noi. E secondo le nostre possibilità. Da superare. Ma non da infrangere come la barriera del suono. Che fine ha fatto la saggezza di mia nonna e il caro vecchio “Chi va piano, va sano e va lontano?”. O come si direbbe in Africa appunto “Come fai a mangiare un elefante intero? Un pezzetto alla volta”.

Non si tratta di rinunciare all’etica multitasking, che intrappola soprattutto noi donne, perse tra una lavatrice, il lavoro, la famiglia (di qualunque natura sia) e magari uno shampoo ogni tanto. Bensì di imporsi a se stessi come padroni delle cose. E pure del “tempo inutile”, il tempo non produttivo. L’ozio, oserei dire, se non temessi la discesa di un fulmine sulla mia testa.

Ma tornando invece al progetto promosso dall’ Associazione ” Vivere con Lentezza”, sul sito è possibile trovare una lista delle iniziative messe in atto in tutta Italia, ma anche a Londra e New York, tra le metropoli frenetiche per eccellenza, come si può leggere anche sulla pagina gemella in inglese, www.goslowbehappy.com. Oltre che sugli immancabili social network Facebook, Youtube e Twitter. Che a dire il vero rappresentano vagamente gli Apostoli tecnologici della fretta, considerandone l’uso. Ma non voglio essere troppo petulante.

relax casa lentezza tranquillitàE sarà proprio la Londra dell’aplomb reale a ricevere quest’anno il premio per l’impegno concreto nel migliorare la vita dei cittadini. Non Londra in sé, intendo. Ma gli abitanti del sobborgo cittadino di Hackney, perché appunto come si diceva è dal microscopico, dal piccolo che partono le rivoluzioni vere. Il merito è quello di essersi dedicati a molte attività tempo-compatibili per gli abitanti. Il premio? Un “P(e)ace Rider”, un contachilometri inverso per biciclette ideato dall’italiano Francesco Argenti, un attrezzino dedicato a segnalare il superamento del limite di velocità dei 14 km orari (9 miglia).

I miei propositi per la serata? Una cena preparata con cura, lenta e concentrata sui sapori dell’immediato anziché sulle cose da fare dopo. Scrivere qualunque cosa io debba scrivere senza usare orribili abbreviazioni adolescenziali. Non fare tre cose in una volta, ma solo una, e cominciarne un’altra solo quando ho finito la prima. Per consigli e suggerimenti, rimando però agli “Slowmandaments” del sito ufficiale.