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Cinema

Anticipazioni Centovetrine puntata 6 novembre: passione fra Ettore e Maddalena

La puntata di Centovetrine di oggi riparte dall’isola dei naufraghi, impegnati a salvare le proprie vite contro le intemperie e le difficoltà che la situazione li porta ad affrontare.

Nel particolare Viola si ritrova con una brutta febbre, febbre che la fa stare ancora peggio di quanto la situazione già non la facesse di per sé. Ma non tutti i mali vengon per nuocere. Grazie a questa malattia che colpisce Viola, Damiano sembra tornare in sé e comincia a vedere con un’altra ottica la sua vita.

L’istinto di sopravvivenza lascia spazio ad altre emozioni più nobili, come l’amore e la speranza. Questo rinsavire di Damiano rende Viola più felice e la porta ad avvicinarsi nuovamente all’amico. I due si ripromettono di fare ogni cosa per tornare a casa e siamo certi che ce la faranno (ndr).

Dall’altro lato del mondo di Centovetrine, intanto, Diana e suo padre hanno una piccola discussione: la ragazza, stanca delle domande incalzanti sulla sua situazione amorosa con Jacopo, chiede al genitore di smetterla con le continue pressioni sulla verità che c’è dietro la rottura. Discussione che fa scappare in lacrime Diana.

Subito dopo la scena si sposta su centovetrine 6 novembre passione maddalena ettoreEttore e Maddalena, che cominciano a parlare del passato di lei e del suo passato matrimonio. Una storia che mette un po’ di tristezza negli occhi di Maddalena, che accenna al ritorno a casa.

Ettore, capendo di provare realmente qualcosa per lei, decide di non lasciarla andare via e di giocarsi le sue carte baciandola con passione. Da li le cose prendono una piega felice, che però termina non appena i due si avvicinano al sesso: in camera da letto. Infatti, Maddalena ha un ripensamento e scappa lasciando solo Ettore.

E fra Margot e Francesco? Nella redazione qualcosa continua a non andare come dovrebbe e i litigi si fanno incalzanti, nonostante il successo della rivista.

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Cinema

Downton Abbey: una serie al femminile in un mondo al maschile

Il palinsesto di Rete 4 per questo dicembre è stato decisamente bizzarro. Nell’Italia di donne-veline, raccomandate in politica, donne-oggetto, la decisione di mandare in onda tutte le domeniche sera in prima serata Downton Abbey è apparsa decisamente un raggio di sole in una giornata uggiosa. Un segno di speranza che qualcosa, anche sulla televisione italiana (da sempre la più restia ad affidare meriti a donne che non siano la Simonona nazionale o la De Filippi) stia cambiando.

Downton AbbeyDietro alla facciata prettamente tradizionalista di questa miniserie inglese che tende da un lato a glorificare le divisioni di classe dell’età edoardiana e a dipingere con tratti delicati l’aristocrazia del periodo, la serie è una vera e propria apologia non tanto del rigido passato dell’Inghilterra di inizio Novecento, quanto piuttosto dell’evoluzione in termini di consapevolezza, diritti e ambizioni della figura femminile.

La storia si consuma tutta all’interno della dimora signorile del conte e della contessa di Grantham nell’immaginaria Downton Abbey, che, non avendo avuto figli maschi, hanno come unico erede un cugino lontano, Matthew. Al di là degli intrighi di corte, delle relazioni affettive e lavorative che si instaurano tra le camere della villa e nel sottoscala tra la servitù, la serie racconta un’Inghilterra piena di cambiamenti. Non lasciatevi confondere dai due ruoli maschili, quello di Robert Crawley, Conte di Grantham e Matthew Crawley, le vere protagoniste di questa fiction sono le donne.

Chi più restia chi meno, tutte pronte a Downton Abbey gruppoprendere in mano la propria vita: c’è Lady Sybil (la figlia minore) attratta dalla politica e dal movimento delle suffragette, che da fine Ottocento aleggia nell’atmosfera inglese. Lady Mary, la maggiore, che subisce il fascino di un ambasciatore turco e cede alla tentazione, in contrasto con le rigide regole morali imposte alle donne di allora. Allo stesso modo la complottista Lady Edith, che dovrà aspettare la seconda stagione prima di capire di voler essere qualcuno e non una bambola di corte, da vestire e addobbare per le feste. Anche nei volti più maturi, quello di Maggie Smith (l’ex Professoressa Minerva McGranitt nella fortunata saga di Harry Potter, che interpreta qui Violet, la Contessa Madre di Grantham) e Elizabeth McGovern (ovvero Cora, la Contessa di Grantham) la convinzione che il ruolo della donna sia diverso rispetto a quello fino a quei tempi ritenuto normale prende piede.

Sullo sfondo l’Inghilterra vive le sue tragedie, dall’affondamento del Titanic allo scoppio della prima guerra mondiale. E proprio quest’ultima a cambiare definitivamente l’idea del gentil sesso vigente: un’idea, che ogni tanto, faremo bene a ricordare, anche nell’Italia del 21esimo secolo, quella in cui le donne avranno anche la possibilità di scegliere, ma non sempre quella scelta è poi davvero libera.

Oltre a una sceneggiatura degna di nota, a una ricostruzione degli ambienti elegante, raffinata e fedele a quella di un tempo, Downton Abbey (la cui ultima puntata della prima stagione andrà in onda domenica 1 gennaio) è anche tutto questo: una serie al femminile in un mondo a quei tempi ancora fortemente maschile. Quale miglior auspicio per il 2012?

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Arte e Cultura

Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa: un viaggio nell’adolescenza femminile

È da poco sugli scaffali delle migliori librerie, ma è già un best sellers. Alessandro D’Avenia, scrittore palermitano, racconta la storia di una teenager spaesata dopo l’allontanamento del padre, suo punto di riferimento fino ad allora. Un viaggio nelle difficoltà dell’adolescenza con dolori e amori raccontati nello stile di Omero che accompagna “l’odissea” della protagonista alla ricerca del padre.

Cose che nessuno sa Alessandro D'AveniaI miei giovani lettori si troveranno spiazzati: è un libro dallo stile molto diverso dal precedente, più meditativo, cambia la voce narrante”. Ecco le parole dell’autore che aveva in cantiere un libro sugli avventurieri del ‘500, ma la passione per i suoi alunni e per le tematiche che affronta nel suo ruolo di insegnante lo hanno spinto verso la stesura di questo romanzo.

Come il primo libro dedicato ai ragazzi, anche l’ultimo sfida ad una lettura impegnativa e crede nella possibilità del riscatto dei giovani facilmente dimenticati dalla società. La Mondadori che ha dato subito fiducia a “Cose che nessuno sa”, visto il successo di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, ha attirato una fascia d’età che raramente si avvicina alla carta stampata e alle librerie. E allora è proprio vero ciò che dice l’autore: “I ragazzi vogliono sapere per cosa giocarsi la vita. Non ne possono più di qualunquismo, di cinismo. Se non trovano nessuno che additi mete alte, se non trovano maestri come quelli che ho incontrato sul mio cammino, si accontentano di cellulari, videogiochi, Facebook e poco di più!”.

Sarebbe bello per tutti gli alunni avere un professore come D’Avenia, che si mette in gioco divertendosi a far interpretare la lettura di Omero assegnando le parti come in teatro: “i ragazzi all’inizio vorrebbero lanciarsi dalla finestra, alla fine dell’anno ringraziano”.