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Arte e Cultura

Ron English a Roma per riqualificare Quadraro: la street art nella Capitale

Ron English è arrivato a Roma, e con la sua tavolozza essenziale porta “ un po’ d’America e un po’ di sé” nel quartiere Quadraro. Verde smeraldo, blu, giallo e bianco campeggeranno adesso nel quartiere romano, rientrato nel programma di riqualificazione dell’area.

Lo street artist è stato coinvolto nel progetto Roma per riqualificare alcune aree della città, e così adesso l’opera di English, riveste di colori un grande muro bianco in Via dei Pisoni. Si tratta del “Progetto Muro”, ideato da David Vecchiato, che spiega: “E’ un’idea nata nel 2010 proprio qui, al Quadraro, con l’obiettivo di creare una mappa di murales, un museo all’aperto. Anche con scopi turistici quindi, per dare una nuova identità a questo quartiere”.

Il disegno rappresenta un bambino con un grande corpo verde, e un Mickey Mouse con una maschera antigas. Che vuol dire? Ce lo spiega English stesso: “Topolino è il simbolo della cultura pop americana, che si diffonde in tutto il mondo ma ha una maschera sul volto, il che gli permette di contaminare tutte le altre culture riuscendo Ron English a Roma per riqualificare Quadraroperò a non essere contaminato a sua volta”. Ma il vero scopo dell’artista e rendere partecipi tutti i passanti, fare in modo che chiunque lo guardi possa trovarci un significato o anche solo colori vivaci belli da vedere.

L’artista, considerato da alcuni l’erede di Andy Wahrol, sembra credere molto nell’iniziativa, è particolarmente dedito alla sua arte e viene da un paese, gli USA, dove la Street Art ha davvero una legittimazione. Chissà quanto, il suo impegno, verrà premiato qui da noi, dove l’arte è pensata ancora solo per i musei, e chi scrive sui muri è considerato semplicemente un vandalo?

 

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Musica & Spettacolo

Dublino: foto di Rihanna in topless coperta. Censura o street art?

L’immagine di Rihanna è un po’ troppo volgare per gli irlandesi? La cantante ha scioccato il Paese, quando si è spogliata in un campo dell’Irlanda settentrionale, per girare il suo video “We found Love” nel 2011, e sembra che il popolo d’Irlanda non abbia ancora digerito le riprese volgari di Rihanna.

Le foto della cantante in topless sono state intonacate sui cartelloni pubblicitari per tutta la città irlandese, per promuovere la sua tappa del tour mondiale “Diamonds” ad Aviva Stadium, il 21 Giugno. Le immagini della star sono state coperte con capi di abbigliamento, che nascondono il seno della cantante.

rihanna copertaMolti dei cartelloni pubblicitari sono stati coperti con abiti, spillati sulla carta, che nascondono il petto di Rihanna e rimediano alla “volgarità” della foto in topless, per promuovere il suo album “Unapologetic” e il tour “Diamonds”.

Un utente di Twitter, Charlene Lydon, ha postato la foto del cartellone e ha scritto: “North King Street, Dublino dice un sonoro no alle tette di Rihanna”. Tuttavia un altro utente ha affermato che non è stato un atto di censura, ma una semplice forma di “street art”.

Che sia censura o street art, l’immagine originale della cantante non espone completamente la parte intima: la parola “unapologetic” nasconde un seno e il gomito sinistro cela l’altro.

Cosa c’è da nascondere più?

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Arte e Cultura

SMoA: un museo a cielo aperto per le strade di New York

Immaginate la vostra città trasformata in un museo a cielo aperto.

Non stiamo parlando di un’area adibita per ospitare opere d’arte, ma di ogni singolo vicolo, muro, panchina, luci di un dinner cafe, la cassetta della posta che si trasformano in arte!

Succede a New York e più precisamente nel quartiere/museo di Brookling, appositamente rinominato SMoA (Street Museum ofArt).

Anche se il nome richiama il più famoso MoMA, le differenza  sono tante. Infatti, lo Street Museum è nato dall’idea di valorizzare quelle opere d’arte che non verrebbero mai esposte in un museo “convenzionale”, sia per questioni logistiche che per il semplice fatto di essere “illegali”. I protagonisti indiscussi sono gli street artist e i loro graffiti!

Ma com’è possibile riconoscere tali forme d’arte in una città grande come New York? A tale proposito, gli ideatori del Street Museum of Art hanno lanciato un appello a tutti i cittadini della grande mela, invitandoli a contribuire alla creazione del museo.

Sul sito www.streatmuseumofart.org è possibile compilare dei fogli adesivi con una descrizione personale dell’opera e il luogo in cui si trova. “The Street Museum of Art desidera regalare al pubblico nuovi punti di vista, proponendo un’esperienza visiva non convenzionale”.

I cartellini, che verranno attaccati alle opere in giro per la città, serviranno per avvicinare il pubblico alla nuova concezione di museo.

È possibile, inoltre, inviare delle foto di opere trovate in giro per la città in modo tale da aggiungerle alla collezione SMoA, documentando lo sviluppo del progetto.

L’invito lanciato dallo SMoA è chiaro: “Entrate in una galleria senza lasciare la strada”. L’iniziativa, quindi, propone “un museo libero dai confini delle pareti bianche, dal costo dei biglietti e dalle imponenti facciate dei musei; ma interamente immerso nelle strade e quindi, nella società”.

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Arte e Cultura

Guinness World Record per il dipinto in 3D più grande del mondo

Quando si parla d’arte mai mettere dei limiti alla fantasia!

Gli artisti inglesi Joe Hill e Max Lowry hanno realizzato il più grande dipinto in 3D al mondo. Strumento principale per completarlo, non una tela, ma il pavimento che corre lungo il Canary Wharf del distretto londinese Tower Hamlets. Un’installazione di 1.160 metri quadrati che ha rubato il primato di “più grande opera di strada in 3D” al cinese Qi Xinghua fermatosi agli 892.15 metri quadrati.

reebok street art 3dLa tecnica utilizzata per realizzare il dipinto gigante si chiama “street art anamorfica” e  dà vita ad un’illusione ottica utilizzando gli elementi caratteristici  di una proiezione distorta dell’immagine sul piano, in questo caso il pavimento (da cui il nome street art). Per essere più chiari, l’effetto che ne deriva è il classico 3D come quello cinematografico. In passato, la tecnica dell’anamorfismo era stata già impiegata da Leonardo Da Vinci nel ritratto “Gli ambasciatori di Hans Holbein il Giovane”. Attualmente gli esperti di questa “pittura” sono: Julian Beever, noto come “Pavement Picasso” poichè adora rappresentare paesaggi e fontane in cui sembra di cadere; Kurt Wenner che mette insieme personaggi dell’antichità e la fantasia del XX secolo; Felice Varini che si indirizza più alla geometria e al razionalismo.

I bravissimi Joe e Max erano, già conosciuti nel mondo dell’arte per aver eseguito pavimentazioni su commissione per Google, BBC e Save the Children, stavolta hanno proprio superato se stessi, in quanto oltre il primato per il dipinto si sono aggiudicati quello per la palestra più grande al mondo. Ad aiutarli in questa impresa i loro sponsor e partner dell’impresa: Reebok e Crossfit.

Reebok come brand leader del settore fitness aveva già annunciato la nuova partnership con il programma d’allenamento Crossfit, poi successivamente è nata l’idea della maxi palestra all’aria aperta.

L’idea è quella di dare una diversa percezione del movimento in alternativa alle classiche schede di esercizi da eseguire in palestra.  Tutti quelli che vorranno provare il brivido di cadere nel vuoto, potranno allenarsi sugli attrezzi posti sul dipinto come se fossero allo spigolo di un precipizio.

L’attività fisica si trasforma così in qualcosa di divertente e stimolante, in modo che anche chi la fa controvoglia possa apprezzarne i vantaggi fisici e perché no mentali, dato l’inganno visivo del dipinto.

Di seguito il commento dell’artista Joe Hill durante la lunga preparazione dell’opera.