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Cannes 66: al giro di boa arrivano Sorrentino e Soderbergh

Arrivato al giro di boa, il Festival di Cannes può considerarsi soddisfatto dell’andamento di quest’anno: accanto a film che purtroppo non hanno ricevuto l’accoglienza sperata ce ne sono invece altri che hanno sollevato il morale del pubblico e degli addetti ai lavori presenti alla kermesse e oggi, dopo una acclamazione a quanto si dice faraonica da parte della stampa, è pronto a salire la montees des marches Paolo Sorrentino.

La proiezione serale riservata alla stampa di ieri sera de La Grande Bellezza si è conclusa con tre ondate di applausi sui titoli di coda, e questo potrebbe far ben sperare per il regista partenopeo che, alla sua prima esperienza cannense potrebbe già lasciare un bel segno sulla croisette.

Spetterà comunque alla giuria valutare le opere, ma sembra che per Sorrentino, e per il suo attore feticcio Toni Servillo, quello di Cannes sarà un bagno di folla e di applausi. Bene quindi festival di cannes 2013per il nostro cinema, che dopo l’accoglienza freddina riservata al film di Valeria Bruni Tedeschi, in Concorso ieri, si risolleva con un potente film che, a detto di molti, sembra riecheggiare le atmosfere della Dolce Vita felliniana.

Ancora oggi presente a Cannes ci sarà Steven Soderberg con Behind the Candelabras, con protagonisti Matt Damon e Michael Douglas. Il film non mancherà di creare polemiche, ma dopotutto, cos’è una kermesse così nota e prestigiosa senza un po’ di discussioni amichevoli?

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This must be the place, un film da non perdere

Al botteghino sta riscuotendo molto successo, anche se il pubblico si è diviso sul giudizio di quest’ultimo film di Paolo Sorrentino. Non siamo certamente davanti ad una pellicola troppo leggera, anche se a tratti fa sorridere, soprattutto per le risatine del protagonista e per alcune sue citazioni: Cheyenne (Sean Penn), rocker degli anni ’80 in declino.

This Must Be PlaceL’interpretazione dell’attore protagonista è ottima, nonostante si tratti di un personaggio difficile in cui immedesimarsi. Eppure Sean Penn, come sempre, non delude. Il viaggio di Cheyenne offre tantissimi spunti di riflessione, senza appesantirsi o annoiare.

Inoltre il doppiaggio e la fotografia sono molto curati e di tutto rispetto. In questo film Sorrentino è riuscito a parlare di Olocausto e rapporti familiari senza ricorrere a scene truci o sentimentalismi, il chè non è certo facile.

Infine, la colonna sonora di David Byrne dà ulteriore valore a tutto il film. E voi? Che ne pensate? Lo avete visto?