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Curiosità

Alle donne l’uomo piace sudato

Basta uomini troppo profumati, curati ed ordinati; alle donne piacciono di più quelli con l’aspetto un po’ primordiale

f9f5fee3cbddd70337c594e759d33d584fe1a3d5584adA dirlo è uno studio portato a termine dall’Università di Praga secondo cui le donne sono attratte, come una calamita, dal sudore degli uomini. Secondo diverse ricerche svolte in ambito sociologico sembra proprio che l’odore poco gradevole dell’altro sesso riesca a scatenare la libido della donna.

Lo stesso studio, tra l’altro, ha dimostrato che le donne sono più propense a tradite durante il periodo di fertilità e che, proprio in quei giorni, si sentono attratti dagli uomini un po’ più virili o, se vogliamo, un po’ più puzzolenti. Per la ricerca sono state prese in considerazione 65 donne che hanno annusato le ascelle di 45 uomini.

Chi, durante il test, era in un periodo di fertilità ha preferito gli uomini con un odore dominante e la maggior parte di queste donne con l’ormone ballerino era già legata ad un altro uomo con il quale aveva già costruito una serie di progetti.

“Le donne sono infatti portate ad avere relazioni stabili con uomini dediti alla famiglia, ma amano piccole scappatelle con maschi più forti.” Ad affermarlo è Jan Haylicek, coordinatore dello studio.

 

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Costume & Società

Smartphone vs sesso. Le donne non hanno dubbi…

Gli smartphone sono diventati quasi una seconda pelle, un prolungamento del nostro corpo, un accessorio di cui abbiamo continuamente bisogno per non sentirci fuori dal mondo. E secondo le statistiche, siamo proprio noi donne le più coinvolte in questo processo.

donne_smartphone_Cloud_In_TouchSecondo un recente studio, infatti, risulta che le donne sono pronte a rinunciare ad un mese di sesso pur di non privarsi del proprio smartphone. A dimostrarlo è una ricerca condotta dalla società Msl Group in collaborazione con Randi Zuckerberg, sorella del Ceo di Facebook, Mark.

I dati risultano allarmanti e dimostrano quanto la virtualità abbia preso il sopravvento sull’affettività, sul contatto, sulla fisicità, sulla passione e anche sul sesso. Dalla ricerca emerge che il 45% delle donne cinesi, seguite a ruota dalle americane (39%) e dalle europee (38%), si dicono pronte a rinunciare ad un mese di sesso piuttosto che abbandonare il proprio smartphone. Solo le brasiliane continuano a mantenere uno spirito caliente ed affermano di preferire ancora l’amore alle applicazioni.

A questo dato poi, continuano a sostenere i ricercatori, si aggiunge una smisurata crescita del “cybersex” che tocca picchi dell’8%.

La domanda sorge dunque spontanea: cosa ci manca nei rapporti reali che ci spinge verso tutto ciò che è virtuale?

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Sport

Barbara Berlusconi ha un piano per rilanciare il Milan, senza Galliani…

Ci sarà anche Barbara Berlusconi questa sera a Barcellona per vedere il suo Milan nella partita di Champions League contro il fenomeno del calcio mondiale Leo Messi. E se il Milan non dovesse vincere la giovane manager ha già un piano per la rifondazione!

Barbara_Berlusconi_MilanAnche se la giovane Barbara Berlusconi, dopo le polemiche scatenate dalle sue osservazioni sul fatto che il Milan quest’anno non abbia una formazione all’altezza delle altre big del campionato, ha fatto sapere che: “Non ho mai chiesto il cambiamento dell’ad Adriano Galliani. Nei numerosi colloqui telefonici con mio padre dopo la sconfitta con la Fiorentina ho chiesto semplicemente un cambio di filosofia aziendale per il Milan“. Il suo arrivo quest’oggi a Barcellona per la partita del Milan sa di blitz per “controllare” da vicino cosa accade nell’ambiente rossonero.

La giovanissima terzogenita di Silvio Berlusconi ha in mente di riportare la squadra ai fasti di un tempo, cambiando strategia e filosofia. E ciò può avvenire solo cambiando alcuni uomini nei ruoli chiave o ridimensionandone il potere d’influenza nelle decisioni, così ecco che l’indiziato numero 1 è Adriano Galliani, che però dice di non sentire pressione e di essere abituato a queste cose. E, soprattutto, la bella Barbara vorrebbe riportare a Milano due uomini simbolo: Paolo Maldini come responsabili tecnico e direttore sportivo e Demetrio Albertini come dirigente.

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Da DNA a donna

L’università al giorno d’oggi forma o “distrugge” le coscienze?

La mia riflessione parte dall’ennesimo caso di suicidio. E’ all’ordine del giorno ormai accendere la radio o la tv, navigare sul web, aprire un giornale, ed apprendere la notizia di un altro suicidio dettato dalla disperazione in cui la società ormai ci ha catapultato.

Questa volta il caso è quello di una ragazza di 28 anni, Lucia giovane crotonese,  che lo scorso 4 aprile è morta gettandosi dal balcone della sua abitazione. Madre di una bambina di 2 anni, laureatasi con 110/110 in ingegneria gestionale all’Università della Calabria, costretta a doversi accontentare di un lavoro non suo e mal pagato e che “aveva solo il difetto di portare un cognome anonimo”.

Dopo giorni di silenzio (a causa del dolore giustamente) la madre della ragazza ha deciso di far sentire la sua voce tramite una lettera inviata al Quotidiano della Calabria in cui sfoga tutta la sua rabbia nei confronti di una società non meritocratica che non sa più offrire niente ai giovani (soprattutto a quelli del Sud) e che è ritenuta colpevole della morte della figlia, la quale ha pagato a caro prezzo il voler rimanere in Calabria (“E’ una colpa da pagare a così caro prezzo? Se è così, giovani, andate via, andate via e abbandonate questa Terra noi non vi vogliamo!” scrive la donna). Scrive la madre “E’ il gesto che ogni giovane potrebbe fare, soprattutto se giovane del Sud”. Essendo io una giovane laureata del Sud, non posso rimanere indifferente leggendo questa frase.

Un gesto del genere è sicuramente un gesto estremo. Proprio questa mattina parlando di ciò con una persona, che ha avuto la fortuna (ormai dobbiamo chiamarla così perché non basta più solo il merito) di realizzare molte delle proprie ambizioni lavorative, mi son sentita dire “io non capisco”, e questo è anche plausibile; ma io, che sono una neolaureata,  credo di potermi avvicinare a comprendere le motivazioni che possono portare una persona, magari già caratterialmente fragile di suo e con altri problemi, a cadere in depressione a causa di qualcosa che gli spetterebbe ma che viene negato.

In teoria ogni matricola intraprende la carriera universitaria considerandola un investimento per il futuro … Si investe denaro, tempo, ci si sacrifica per il raggiungimento di obbiettivi magari puntando anche al massimo, e logicamente ci si aspetta una “ricompensa”, un qualcosa che valga tutti i sacrifici fatti, ma questo qualcosa raramente arriva.

L’Università è una “istituzione di alta cultura” (art.33 Costituzione) ed è una “istituzione finalizzata alla ricerca scientifica, alla formazione culturale, e al processo civile della società” (Si legge sullo Statuto dell’Università della Calabria); dovrebbe formare la persona al fine di darle la possibilità di ottenere un futuro migliore, ma sembra che stia solo creando false aspettative che con il tempo arrivano a “distruggere” psicologicamente i neolaureati.

Siamo in una società che non ci mette nelle condizioni di ambire ad un’occupazione adeguata al nostro titolo di studi, ed è bene che ogni giovane che oggi fa una scelta ne abbia consapevolezza, onde evitare un impatto troppo duro con una realtà che purtroppo sta dimostrando di non essere all’altezza delle nostre aspettative.