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Tokio: protagoniste della passerella sono le nonne!

Da Tokyo arriva una bizzarra news! Protagoniste delle passerelle non sono più le solite modelle longilinee e altissime, nè le curvy; a calcare le passerelle della capitale orientale della moda, sono le nonne.

A promuovere l’iniziativa è il brand Tamaki che, in occasione dell’evento Et Momonakia Fashion Show, ha voluto puntare l’attenzione su modelle alquanto insolite, tralasciando quelli che sono i canoni standard comunemente richiesti per un evento fashion del genere.

tokyo fashion

Il nuovo progetto è frutto di ampie discussioni e mira a sensibilizzare la società giapponese circa i rapporti interpersonali tra nonne e nipoti.

Lo Smile Project vedrà sfilare giovani e anziane insieme, stabilendo un mood comune tra le due generazioni.

Un ottima trovata vede così un confronto generazionale senza precedenti; mai, prima di ora, si era avuto un confronto del genere nell’ambito della moda.

Inizialmente potremmo pensare ad un evidente imbarazzo suscitato in persone anziane catapultate in un mondo di lustrini e paillettes e agghindate come ragazzine ma, stando ai primi scatti, i volti appaiono rilassati e le nonne a proprio agio nel backstage!

 

 

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Vimini couture: capi d’abbigliamento e accessori intrecciati.

Fino ad oggi avevamo sentito parlare di cestini realizzate in vimini, sedie dalle particolari decorazioni e, al massimo, avevamo notato in giro particolari borsette da abbinare ad outfit easy.

La moda è davvero sorprendente in questi casi, poiché riesce a combinare vari materiali e a reinventarsi, creando vere e proprie opere d’arte. Si parla di Vimini Couture! Outfit in cui il materiale predominante è il vimini; rami intrecciaci che danno vita a capi d’abbigliamento davvero particolari e fuori dal comune.

Vimini coutureDolce e Gabbana è il marchio che trae ispirazione principalmente dalla Sicilia e, nelle scorse sfilate, ha portato in passerella, vere e proprie sculture che richiamano le ceste intrecciate. Corpetti in vimini che cingono la vita impreziosendola, accessori in rafia e calzature in bambù.

Un tocco trasgressivo, ripreso da molti altri stilisti quali Charlotte Olympia, ideatrice dei sandali con maxiplateau, Marni che propone una clutch con definizioni in pelle e Tory Burch che ha dato vita a collier intrecciati dal mood etnico, per impreziosire i décolleté di ogni fashion victim. Un richiamo ai tempi passati, all’estate e alla natura. Pezzi esclusivi e originali; dettagli stravaganti e ricercati.

Potrete puntare su un look alternativo acquistando qualche accessorio in bambù e completare il vostro outfit con una pochette thonet o con un sandalo in vimini comodo e leggero.

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Il luxury system e i metodi per risparmiare contro la crisi!

Il 2011 per il mondo della moda italiana si è concluso benissimo. Nonostante il paese stia attraversando il periodo nero, il lusso del Made in Italy vive il suo momento di splendore. Il fatturato dell’anno passato si è chiuso a 63.508 milioni di euro con un export di 41.840 milioni di euro. Cifre da capogiro che non riescono comunque ad aiutare I’Italia nella lotta alla salvezza economica.

Sarà perché gli imprenditori pur essendo italiani, producono all’estero e rivendono maggiormente all’estero. La Cina è tra i Paesi più interessati all’etichetta italiana soprattutto per il settore delle scarpe e della pelletteria. Proprio per la continua crescita di esportazioni, nel fashion system si adottano nuovi termini americani e inglesi coniati per la necessità di definire i nuovi clienti e la nuova piramide di mercato.

I prodotti comunemente conosciuti come di massa, perchè accessibili ad un’ampia gamma di consumatori e quindi facilmente reperibili, ormai sono definiti MASSTIGE dal connubio di MASSA E PRESTIGE. Di questa fetta di mercato fa parte l’ASPIRATIONAL CUSTOMER, colui che aspira al lusso ma può permetterselo raramente e, quindi, si accontenta dei masstige.

Tra il masstige e il lusso accessibile, si trova un altro tipo di fruitore detto MIX AND MATCH che mixa beni di lusso a prodotti di massa per puro gusto estetico.

La fascia di mercato del lusso accessibile punta sul rapporto qualità prezzo ed è sostenuto da forti campagne di marketing. Solitamente associati a questa fascia sono i consumatori chiamati CONNOISSEURSHIP, coloro che puntano alla qualità del prodotto essendo ottimi conoscitori del settore.  Non è detto però, che il CONNOISSEURSHIP oltre la qualità guardi anche il prezzo. Questi tipi di clienti possono rientrare in due parti diverse della piramide di mercato: lusso accessibile ed extralusso.

Il lusso lifestyle si trova al secondo gradino partendo dall’alto ed è rappresentativo per le produzioni in serie limitata che puntano sulla qualità, sullo stile e sulla marca come tradizione (marchio Heritage). Interessati a questi marchi sono i clienti che acquistano per sentirsi parte di un gruppo (come spiega il BANDWAGON EFFECT) o quelli che utilizzano un accessorio come perno del look (fenomeno dell’ACCESSORISATION) lasciando al resto dell’abbigliamento un ruolo di contorno.

La vetta della piramide è occupata dall’extra lusso, dove troviamo pezzi unici, materiali preziosi e artigianato, fissazione del consumatore SNOB: colui che compra solo se un prodotto è unico e prezioso. In questa fascia di mercato possiamo trovare anche i ROCKETING: utenti che spendono in lusso oltre le possibilità, facendo economia su tutto il resto.

Al di fuori della piramide si pone l’EARLY ADOPTER: apripista che per primo adotta una marca o un prodotto, in seguito imitato dal resto della società. Questa figura può essere un testimonial, uno scout o un consumatore comune e può collocarsi in qualsiasi fascia di mercato, in base al prodotto che indossa per la prima volta.

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Milano Fashion Week: Alberta Ferretti, Elena Mirò e Kristina T

Settimana della moda milanese: 73 sfilate in calendario ufficiale, molte altre fuori dal calendario ufficiale, 62 presentazioni, per un totale di 144 collezioni. E poi eventi e party a margine delle sfilate, che inondano (più del solito) il capoluogo meneghino di modelle, celebrities e fermento.

Alberta Ferretti presenta una collezione con capi più “veri”. La sua sfilata è pensata per la cliente finale, non è esagerata ed è fatta dagli stessi abiti che si troveranno poi in negozio. L’eleganza è l’elemento dominante: i dettagli abbondano, ricami fatti a mano, perline e chiffon accentuano la raffinatezza generale che emerge da questi outfit.

Elena Mirò lascia che le sue donne, piacevolmente burrose, mostrino le forme. Gli abiti si ispirano al mondo spagnolo, l’atmosfera evoca la Catalunia. Le curve non si nascondono più, anzi, i tubini aderenti e con colori accesi quali rosso e viola le mettono in evidenza.

La collezione di Kristina T conferma il suo stile romantico, e fa sfilare abiti con pizzi, sete trasparenti  e taffetas. Le fantasie spaziano dai fiori alle righe, le ruches decorano i mini abiti. Per le acconciature l’ispirazione viene tutta da Sonia Rykiel. Zero accessori, a parte gli zatteroni, altissimi.

Insomma, anche la moda cerca di adattarsi al periodo di crisi con delle creazioni molto più  accessibili (e, si spera, anche un po’ più economiche..).

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Karl Lagerfeld e Hogan, intesa vincente!

E’ la seconda collaborazione tra Karl Lagerfeld (stilista di Chanel) e la più “comoda” maison di calzature Hogan. Dopo la collezione primavera/estate 2011, il designer tedesco ha presentato a Parigi alcuni capi della limited edition fatta di piumini trapuntati, scarpe da donna e sneakers molto chic per l’uomo.

Pelle e materiali hi-tech fanno da padroni in questa collezione autunno/inverno che cura al meglio i dettagli. Hogan, rinuncia alla sua vistosa H solo sulla sneakers bianca e nera in versione alta o bassa e sugli stivali in pelle con cuciture inglesi e tacco in gomma.

Lo stilista dell’underwear di Fendi, gioca con le asimmetrie sulla trapuntatura di bomber e piumini, usa molto l’argento sulle zip, sui giubbini di pelle nera in stile street art e sulle borse a righe.

Diversamente da com’era successo in primavera, dove il video “La lettre” aveva riassunto la collezione, per la presentazione di “capsule” è stato organizzato un party e una mostra fotografica. Elettra Rossellini (testimonial Hogan), Elisa Sednaoui, Kiera Chaplin, Baptiste Giabiconi, Jake Davies, Bianca Balti, Friquette Thevenet, Afef Tronchetti, Leigh Lezark, Du Juan e Shu e Lou Dillon erano state precedentemente ritratte con abbigliamento Hogan in alcuni scatti voluti dallo stilista.
L’intervento di Karl Lagerfeld, afferma Della Valle, servirà ad affacciarsi al mercato asiatico, in modo particolare alla Cina.

Chissà come i Cinesi accoglieranno queste new entry in termini di tessuti, viste le loro produzioni low cost.

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Moda autunno-inverno 2012: ci aspetta una stagione bollente?!

Moda autunno-inverno 2011. Ormai le stagioni si confondono, il vero caldo è scoppiato a settembre e chissà cosa ci aspetterà per ottobre.

Vediamo allora, come reagiscono a tutto questo le case di moda e cosa ci propongono per quest’autunno che stenta ad arrivare…

Blumarine propone un tubino in panno viola spaventando le amanti della moda classica che sono piuttosto stanche di questo colore in voga da circa 4 anni. Ma quest’anno non sarà così! L’abito di Blumarine è inserito in un contesto di colori fluo e iridescenti come quelli che abbiamo avuto per l’estate. Finalmente i colori scalderanno il nostro inverno a dispetto del solito bianco e nero. Torneranno poi, di moda le paillettes, il tweed e il western, questa volta rivisitato in stile college.
La bellissima notizia è che la donna autunnale sarà sexy e trasparente, ma non volgare, come l’abito di Stella Mc Cartney che lascia intravedere i fianchi e le spalle grazie ad un tulle a pois e, copre con un gioco di forme, il resto del corpo. Non mancherà chiaramente il pizzo scelto da Lanvin e Dolce&Gabbana per l’effetto vedo-non vedo. Meno sexy sarà la donna in velluto di Givenchy: capelli raccolti, felpa extralarge e gonna alle ginocchia, una scelta davvero insolita o, probabilmente rivolta a donne mature. Esattamente il contrario vale per Salvatore Ferragamo che sfrutta il velluto con stile decontestualizzandolo dalla banalità e modellandolo su una donna dandy.
Il classico blu si farà più eccentrico e sarà abbinato con bianco e nero da Balenciaga, con il fucsia da Dior. Torneranno gli anni ‘40 per sfoderare quell’appeal borghese che un po’ si era perso ed insieme ad esso, il golfino della nonna proposto da Paul Smith come alternativa alla giacca da portare sopra il gilet. Fuori da ogni equilibrio ottico sono, invece, gli stivali pitonati verdi e neri di Prada abbinati ad un abito tartan dai colori caldi. Esagera anche Fendi con abbinamenti forti: completo blu scuro con calze marrone e scarpe blu elettrico.
Si conclude con l’hippy dai colori forti, il cappotto, il montgomery, il chiodo, la pelliccia dalle strane forme, l’etnico folk molto elegante e le ormai straviste fantasie fiorate.
A conti fatti, gli stilisti non hanno tenuto conto di un piccolo particolare: per vendere, un buon commerciante, dovrebbe avere la linea primaverile e autunnale tutto l’anno. E’ sempre più diffusa, infatti, la ricerca della manica corta nel periodo invernale. Spesso gli uffici, i centri commerciali e i locali hanno il riscaldamento molto forte ed è così indispensabile vestirsi a strati per non soffrire il caldo.