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Gossip

Richard Gere e Carey Lowell si separano dopo 11 anni di matrimonio?

Richard Gere e Carey Lowell vivono separati e hanno intenzione di divorziare. Secondo il New York Post le due celebrità, sposati da 11 anni e con un figlio di 13 anni, stanno “passando un po’ di tempo lontano l’uno dall’altra”. Si pensa che i due abbiano preso la decisione del divorzio, a causa dei loro differenti stili di vita: l’attore rubacuori ama la vita tranquilla, mentre l’ex Bond girl preferisce la vita sociale.

Una fonte ha dichiarato sulla rivista: “hanno preso una casa a Bedford [NY], che a lui piace, perché è un posto tranquillo e lui preferisce la solitudine. A lei piace stare a North Haven sotto i riflettori. Vivono accanto a Jimmy Buffett e alla sua famiglia, e sono buoni amici”.

La coppia, che si è sposata a novembre del 2002, è stata Richard Gerefotografata insieme, l’ultima volta, ai Golden Globes a gennaio. I due si sono conosciuti, per la prima volta, nel 1995, dopo il divorzio di Richard Gere dalla top model Cindy Crawford.

Se la relazione con Richard Gere fosse davvero finita, per Carey Lowell sarebbe il quarto divorzio. Bisognerà attendere, per avere sicure conferme dalla coppia.

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Cinema

Roma 2011: il Festival Internazionale del Film si tinge di vintage

Ieri al Festival Internazionale del film di Roma è stato di scena Richard Gere. La star hollywoodiana ha ricevuto il MarcAurelio d’Oro alla carriera e ha presentato in versione rimasterizzata il capolavoro di Terrence Malick, I giorni del cielo, che lo vede protagonista. Il film risale al 1978, a quando cioè il nostro non era ancora diventato l’american gigolò amato da tutti. L’evento, tenutosi in serata alle 19.30 presso la sala Sinopoli dell’Auditorium, è stato sicuramente uno dei più attesi di tutta l’edizione 2011 e questo la dice lunga su come sono andate le cose quest’anno.

Richard GereI film più attesi erano infatti: Viaggio nella Luna del 1902, proiettato in occasione della presentazione al pubblico di 15 minuti di Hugo Cabret, ultimo film di Martin Scorsese; Il Re Leone del 1994 rimasterizzato in 3D e presentato al Festival prima dell’uscita in sala; I giorni del cielo; la proiezione di Colazione da Tiffany del 1961 in occasione della serata finale durante la quale verranno proclamati i vincitori.

Non c’è che dire, quest’anno la Fondazione Cinema per Roma e la Direzione Artistica del Festival hanno decisamente puntato sul passato. Forse perché le opere del presente non sono più all’altezza di un Festival? Oppure perché questo Festival di Roma è davvero alla frutta e non riesce a mettere insieme un programma dignitoso di nuovi e interessanti prodotti? Guardiamo il lato positivo, almeno in questo modo, se si vuole andare a guardare un bel film, si va sul sicuro.

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Cinema

Pupi Avati, Marylin Monroe e quei biglietti fantasma…

È agli sgoccioli il Festival di Roma, ormai si aspetta solo il grande evento che vedrà al centro della scena Richard Gere (Premio Marc’Aurelio d’Oro alla Carriera) e la proclamazione dei vincitori. Dopo di che arrivederci al prossimo anno.

festival cinema roma 2011Intanto ieri è stata la giornata di Pupi Avati, che ha presentato al Festival Il Cuore Grande delle Ragazze: storie a metà tra il racconto familiare e la storia fantastica, che ripercorre le avventure giovanili del nonno di Avati, interpretato da Cesare Cremonini. Il vecchio Pupi, dopo lo spavento di qualche giorno fa che l’ha visto ricoverato all’Umberto I per un malore, è riuscito a raccogliere i suoi applausi sul red carpet ieri sera insieme al suo inedito protagonista ed a Micaela Ramazzotti, come al solito a metà tra il sonno e la veglia. Ieri è stato anche il giorno di My Week With Marilyn, film recuperato in corner dal Festival e che vede Michelle Williams nei panni della divina. Glamour e trucco non sono mai stati così ben usati per ricostruire il corpo e le movenze di Marilyn da una straordinaria e giovane attrice di oggi.

Quello che però affascina di questo Festival è l’alone di mistero che aleggia intorno alle biglietterie. Personaggi oscuri travestiti da sorridenti ragazzi sbucano da dietro le vetrate sorridendo e rispondendo con cortesia che “i biglietti sono finiti”, quando le sale sono incredibilmente vuote. Sarà un problema di organizzazione, o forse non proprio tutte le sale sono vuote, o forse ancora ci sarà qualche maniaco che in preda ad un raptus ha paura di lasciarsi sfuggire il film di turno e prende tutti i biglietti possibili con fare convulso. Eppure per gli accreditati, che hanno a disposizione un tot di biglietti prepagati, è impossibile trovare un posticino in piccionaia della sala Santa Cecilia, anche se, come molti fanno fino all’ultimo giorno, si arriva sul posto di fronte alle famigerate biglietterie alle 8.45 circa.

È uno sforzo ammirevole considerando che la sera si va a dormire in media all’una passata, eppure pochi dei temerari vengono premiati, ed intorno a quel biglietto da accreditato nasce un culto pagano di adorazione ed offerta di cibo e sacrifici di piccoli animali. A quanto sembra, pensare che i 25 euro sarebbero stati un deterrente per gli avventori dell’Auditorium festivaliero è stato un errore. Quindi si può solo sperare che gli incassi di quest’anno servano a finanziare la settimana edizione del Festival in maniera adeguata…