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Alle donne l’uomo piace sudato

Basta uomini troppo profumati, curati ed ordinati; alle donne piacciono di più quelli con l’aspetto un po’ primordiale

f9f5fee3cbddd70337c594e759d33d584fe1a3d5584adA dirlo è uno studio portato a termine dall’Università di Praga secondo cui le donne sono attratte, come una calamita, dal sudore degli uomini. Secondo diverse ricerche svolte in ambito sociologico sembra proprio che l’odore poco gradevole dell’altro sesso riesca a scatenare la libido della donna.

Lo stesso studio, tra l’altro, ha dimostrato che le donne sono più propense a tradite durante il periodo di fertilità e che, proprio in quei giorni, si sentono attratti dagli uomini un po’ più virili o, se vogliamo, un po’ più puzzolenti. Per la ricerca sono state prese in considerazione 65 donne che hanno annusato le ascelle di 45 uomini.

Chi, durante il test, era in un periodo di fertilità ha preferito gli uomini con un odore dominante e la maggior parte di queste donne con l’ormone ballerino era già legata ad un altro uomo con il quale aveva già costruito una serie di progetti.

“Le donne sono infatti portate ad avere relazioni stabili con uomini dediti alla famiglia, ma amano piccole scappatelle con maschi più forti.” Ad affermarlo è Jan Haylicek, coordinatore dello studio.

 

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Curiosità

I fumatori sono più pigri e demotivati

Non solo chi fuma ha un alito cattivo e può incorrere in problemi respiratori, infarti, ictus e vari disturbi, ma è anche più pigro

fumatore-sigarettaRicercatori brasiliani hanno scoperto che i fumatori sono meno attivi fisicamente e mancano di motivazione, rispetto a chi non fuma. Hanno anche dimostrato che le persone, che hanno tale dipendenza, hanno più probabilità di soffrire di ansia e depressione.

Gli scienziati presso l’Università di Londrina, Brasile, dichiarano che la loro ricerca sia la prima a confermare la reale pigrizia dei fumatori. Hanno studiato 60 fumatori e 50 non fumatori, chiedendo loro di munirsi di un contapassi, per un minimo di 12 ore al giorno, per sei giorni. I risultati hanno rivelato che i fumatori camminavano di meno quotidianamente e la loro funzione polmonore era ridotta – ossia avevano difficoltà nel praticare esercizi fisici. Quando ai volontari è stato chiesto di valutare la qualità del loro stile di vita, i fumatori hanno riferito di sentirsi spesso stanchi e di essere demotivati nel cambiare le loro abitudini.

La dottoressa Karina Furlanetto ha dichiarato: “per quanto ci risulta, questo è il primo studio, che dimostra una riduzione del livello obiettivo di attività fisica nella vita quotidiana degli adulti fumatori rispetto ai non fumatori. Oltre a presentare la funzione polmore, la capacità nell’allenarsi, la qualità della vita più ridotta e sintomi di ansia e depressione, i fumatori camminano di meno rispetto ai non fumatori”.

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La percezione del dolore è un fatto genetico, anche nei gemelli

Per quanto due gemelli omozigoti possano essere identici, non lo saranno mai fino in fondo. Le impronte digitali e la retina saranno sempre differenti da individuo ad individuo. Ma c’è anche un altro elemento che differirà sempre…

dolore-percezioneSi tratta della sensibilità al dolore. La percezione dello stimolo doloroso è associata al modo in cui i geni chiave del dolore sono chimicamente modificati, processo diverso in ogni individuo.

Lo studio è stato pubblicato su ‘Nature Communications’ ed p stato portato avanti dai ricercatori del King’s College di Londra. Questi approfondimenti sulla percezione del dolore da parte del corpo sono utili alla comprensione del dolore stesso, componente imprescindibile, purtroppo, dell’essere umano. Lo studio è stato realizzato da un team di ricercatori capitanato da Tim Spector; tale ricerca si basa su un database genetico relativo a gemelli identici chiamato TwinsUK.

Lo studio ha messo quindi in connessione le reazioni al dolore delle coppie di gemelli “testate” con le variazioni genetiche che gli stessi presentano, arrivando a concludere che dalle variazioni dipendono le percezioni di sensazioni dolorose. Tale studio ha particolare valenza se associato alle coppie di gemelli perché sottolinea che anche la minima variazione genetica è fondamentale per sentenziare l’unicità dell’essere umano, parlando, ovviamente, solo da un punto di vista prettamente medico /fisico.

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Bellezza & Salute

La dieta mediterranea fa bene al cuore

Lo stile alimentare mediterraneo è legato ad un minor rischio di patologie cardiache

dieta-mediterraneaUna nuova ricerca ha rivelato che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata ad un rischio inferiore di patologie cardiovascolari. Lo studio, condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health (HSPH) e della Cambridge Health Alliance (CHA), è il primo a valutare gli effetti della dieta mediterranea in un gruppo di giovani lavoratori adulti americani.

“Il nostro studio aggiunge ulteriori prove che dimostrano i benefici per la salute della dieta mediterranea, persino dopo modifiche apportate all’esercizio fisico e al peso corporeo”, ha dichiarato Stefanos Kales, professore associato del dipartimento di salute ambientale presso la HSPH e direttore di medicina ambientale presso la CHA.

I pompieri americani sono noti per avere un’elevata diffusione di obesità e fattori di rischio per le patologie cardiovascolari. La dieta mediterranea, ricca di pesce, noci, frutta e verdura, aveva dimostrato in studi precedenti di ridurre i fattori di rischio per tali patologie.

La ricerca ha analizzato i dati medici e quelli relativi allo stile di vita, compresi le abitudini alimentari, di un gruppo di 780 pompieri di sesso maschile nel Midwest. Il gruppo di pompieri che osservava maggiormente lo stile alimentare mediterraneo ha mostrato una riduzione del 35% del rischio di sindrome metabolica, una condizione che comprende fattori di rischio quali: punto vita abbondante, alti livelli di trigliceridi, bassi livelli di colesterolo HDL (‘buono’), pressione sanguigna elevata e alti tassi di glicemia nel sangue.

Inoltre lo stesso gruppo presentava un rischio di aumento ponderale del 43% inferiore rispetto al gruppo che non seguiva il modello alimentare mediterraneo.

 

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Le nuove esperienze possono alterare i ricordi

Secondo uno studio recente, l’area cerebrale posta dietro i bulbi oculari può sia confermare che distorcere la realtà in base ad esperienze significative

memoriaUn nuovo studio afferma che i ricordi possono essere alterati dalle esperienze nuove e che la sede anatomica in cui ciò avviene è l’area cerebrale retrostante ai bulbi oculari.

Donna J. Bridge, una studentessa di post-dottorato presso la Scuola di Medicina dell’Università di Freinberg, ha testato la memoria di 17 soggetti assegnando loro un “compito apparentemente semplice” per misurare se la loro memoria veniva “consolidata o alterata”, ha riportato il Times.

Ai soggetti veniva fornita la posizione di dozzine di oggetti sul monitor di un computer e veniva in seguito chiesto loro di ricordare, però con uno sfondo differente, dove era stato originariamente mostrato un determinato oggetto. Dei 17 soggetti, 16 non hanno ricordato la posizione corretta.

Durante i test, l’attività cerebrale dei soggetti mostrava che il luogo corrispondente nel cervello dietro ai bulbi oculari era estremamente attivo. Stava conservando il ricordo “corretto” e confermando al contempo un nuovo ricordo “falso”.

“L’idea è che, qualunque cosa sia più importante per l’individuo in un determinato momento, l’ippocampo è responsabile del mantenimento di una rappresentazione stabile o del suo cambiamento.” ha dichiarato la Bridge.

“Sembra che una funzione fondamentale della memoria consista nel fatto che essa è strutturata per modificarsi. È strutturata per adattarsi a ciò che al momento è importante per noi.”

La Bridge ha aggiunto che lo studio risponde alla domanda del perché troviamo difficile ricordare com’era in passato qualcuno che ci è familiare.

“Penso che semplicemente non ci accorgiamo di fare sempre questo. È una pratica sottile. Quando ci imbattiamo in situazioni nuove, ambienti nuovi, usiamo il nostro passato per improntare il nostro futuro. A volte ciò significa aggiornare il nostro passato.”

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Le bollete salate fanno ingrassare?

Secondo un recente studio anche le bollette, specie quelle salate, e lo stress che ne comporta il pagamento avrebbero effetti sull’umore delle donne, spingendole ad ingrassare

enel bolletta 65800 euroA dirlo ricercatori del dipartimento americano di economia del Lafayette College che, guidati da Julie Smith, affermano che le varie bollette tendono a fare ingrassare soprattutto se si ha la preoccupazione di non avere abbastanza soldi per pagarle rispettando le date di scadenza.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Economics & Human Biology, ha preso in analisi un campione di persone, sia uomini che donne, con difficoltà economiche  che sono stati divisi in due gruppi in base al genere e alle problematiche che dovevano affrontare, alcuni avevano dei debiti sulla carta di credito altri, invece, avevano difficoltà a pagare le proprie bollette.

La conclusione? I problemi economici non solo incidono sulla salute ma, in alcuni casi, anche sul peso. Le donne, infatti, ingrassano per lo stress che la scadenza delle bollette e l’impossibilità di pagarle in tempo generano sul loro corpo.

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Le emozioni alla base del comportamento umano

Secondo una ricerca dell’Università di Glasgow l’intero comportamento umano può essere ricondotto a quattro emozioni fondamentali

emotion.jpg-100051Lo studio ha messo alla prova la convinzione comune secondo la quale esistono sei emozioni fondamentali: felicità, tristezza, paura, rabbia, sorpresa e disgusto. I ricercatori hanno utilizzato una nuova tecnica e un nuovo software per analizzare le espressioni facciali. Sono state infatti usate delle videocamere che catturavano l’immagine tridimensionale di persone allenate per essere in grado di attivare tutti i 42 muscoli facciali in maniera indipendente. Un computer ha poi generato espressioni facciali specifiche o casuali su un modello 3D basato sull’attivazione di muscoli differenti o gruppi di unità.
Chiedendo ai volontari di osservare il modello realistico mentre assumeva diverse espressioni e dire quale emozione veniva espressa, i ricercatori sono stati in grado di vedere quali specifici muscoli facciali venivano associati ad emozioni particolari da parte degli osservatori.
È stato attraverso questo metodo che i ricercatori hanno scoperto che i segnali di paura e di sorpresa venivano confusi nei primi stadi di trasmissione del segnale e diventavano più chiari quando venivano attivati altri muscoli.
Il capo dei ricercatori, la dott.ssa Rachael Jack, ha dichiarato: “La nostra ricerca dimostra che, invece delle sei categorie che definiscono tradizionalmente la comunicazione umana, esistono quattro espressioni basilari delle emozioni. I segnali base dell’espressione facciale vengono frammentati percettivamente nel tempo e seguono una gerarchia progressiva di segnali, da quelli basilari, radicati dal punto di vista biologico, a quelli più complessi e specifici dal punto di vista sociale.”
La dott.ssa Jack ha infine aggiunto: “Nel corso del tempo, e mentre gli esseri umani migravano da una parte all’altra del globo terrestre, la diversità sociale, probabilmente, ha differenziato ulteriormente le espressioni facciali che in precedenza erano comuni, alterando il numero, la varietà e la forma dei segnali tra le culture.”

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Le persone estroverse tradiscono di più?

Possono animare le feste, avere tanti amici e successo nel lavoro, ma le persone estroverse potrebbero essere più propense a tradire in amore

Party-640x320Lo dichiarano i ricercatori della Georgia Southern University. I risultati della nuova ricerca dimostrano che le persone socievoli e disinvolte tendono a tradire in amore, senza sentirsi in colpa. Il dottor Holtzman, che ha condotto lo studio, ha dichiarato: “La maggior parte delle persone, in cerca di relazioni a lungo termine, pensa che gli estroversi possano essere i migliori partner – perché suscitano emozioni positive e sono divertenti in ogni situazione. Ma il nostro studio mostra che le persone socievoli tendono ad avere relazioni fugaci, ad essere narcisisti e più psicopatici”.

Secondo quanto affermano i ricercatori, il miglior partner della vita sarebbe una persona coscienziosa, che tende ad essere onesta, umile e, perciò, meno propensa al tradimento. Il professor Holtzman ha intervistato quasi 1.000 persone, di entrambi i sessi, in America e in India, sottoponendo, ad alcune domande, anche i loro partner, i loro ex ed amici, per capire il loro comportamento. Ha scoperto un’associazione tra le persone estroverse e la tendenza al tradimento. I risultati, pubblicati sulla rivista “Evolutionary Psychology” hanno evidenziato: “l’estroversione può predisporre una persona ad una relazione fugace e, nel contempo, ad una relazione duratura, basata sull’infedeltà e sul tradimento”. Sarà davvero così?

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Dimostri meno dei tuoi anni? Vivrai più a lungo

Quante volte vi è capitato di dire la vostra età e di vedere le persone intorno incredule perchè vi consideravano molto più giovani? Credo che capiti a molti e spesso e volentieri ci sentiamo sconcertati da queste affermazioni

cameron diaz bellezza giovaneBene smettetela di piagnucolare sempre e iniziate a ritenervi fortunate, non solo dimostrate qualche anno in meno ma vivvrete anche più a lungo rispetto a chi, invece, i suoi anni li dimsotra tutti. A dirlo è proprio la scienza quindi smettetela di frignare quando vi danno della ragazzina perchè il tempo è dalla vostra parte.

Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori danesi ed è stato svolto su un campione di 1800 gemelli dai 70 anni in su. Ogni coppia è stata diligentemente fotografata e poi, ogni singola fotografia, è stata mostrata ad un gruppo di esaminatori che, per ogni coppia, ha dovuto attribuire l’età senza avere nessun tipo di riferimento se non la propria percezione.

I gemelli sono stati poi monitorati per circa sette anni e, pian piano, i ricercatori si sono resi conto che coloro che erano stati considerati più giovani dagli osservatori hanno sempre avuto una vita più lunga. Quando dunque vi dicono che dimostrate qualche anno in meno rideteci sopra e pensate che siete delle persone longeve con una lunga vita davanti al naso.

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Due tazzine di caffè migliorano la memoria a lungo termine

Per molti il caffè è un compagno di vita, dalla mattina appena svegli fino alla sera ci accompagna per recuperare energie e soprattutto per mantenere l’attenzione

pausa caffè breackLa pausa caffè è sicuramente il momento più amato della giornata e nessuno vi rinuncia. Una nuova ricerca sostiene che il caffè ha fantastici effetti sulla nostra memoria a lungo termine. Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori della Johns Hopkins University a Baltimora ed è stato poi pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience. La squadra di studiosi, coordinati da Michael Yassa, ha affermato che due tazzine di caffè espresso migliorano la nostra memoria a lungo termine e questo processo avviene circa 24 ore dopo l’assunzione della bevanda.

Lo studio è stato effettuato su cento soggetti, questi ultimi hanno osservato delle immagini e dopo alcuni hanno assunto un placebo altri una pillola contenente dosi di caffeina pari a due espressi. Ventiquattro ore dopo l’assunzione i soggetti sono stati richiamati per riconoscere le immagini viste il giorno prima. Il risultato? Chi aveva assunto la pillola contenente caffeina ha mostrato capacità mnemoniche maggiori rispetto a chi, invece, aveva assunto una semplice placebo.

Lo stesso Yassa afferma “quasi tutti gli studi precedenti somministravano la caffeina prima della sessione di studio e così non era chiaro se il miglioramento eventuale fosse legato agli effetti della sostanza su attenzione, vigilanza, messa a fuoco o altri fattori. Con la somministrazione dopo l’esperimento escludiamo tutti questi effetti: il miglioramento è legato alla memoria e a nient’altro”.