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Gossip

Avril Lavigne e Chad Kroeger: ecco le regole del loro matrimonio

I loro diversi impegni, nel campo musicale, costringono Avril Lavigne e Chad Kroeger a trascorrere dei periodi lontano l’uno dall’altra, nonostante siano sposati da solo tre mesi. Ma i neo-sposini hanno trovato un modo unico, per affrontare le sfide della lontananza forzata.

Sulla rivista People, la cantante 29enne ha dichiarato: “non passano più di due settimane senza vederci”, mentre Chad Kroeger ha rivelato:

e non beviamo quando siamo lontani. Non facciamo nulla, che possa arrecare guai. (il nostro amore) è qualcosa che vogliamo curare e proteggere”.

La coppia canadese si è sposata, sontuosamente, sulla Riviera francese a luglio, dopo un fidanzamento di 11 mesi. Secondo quanto riporta la rivista, Chad Kroeger non ha perso tempo con la sua bella Avril: dopo solo un mese di frequentazione, è scattata la proposta di matrimonio. E ora progettano di ingrandire la famiglia; Chad Kroeger ha dichiarato: “vogliamo entrambi (dei figli). Abbiamo solo bisogno di trovare il momento giusto”.

Per il momento, quando i due hanno un po’ di tempo Avril Lavigne Chad Kroegerlibero da dedicare a loro stessi, Avril Lavigne si diletta a preparare dei gustosi pasti; il marito ha rivelato: “le sue ricette sono degne da ristorante. Questa ragazza sa cucinare!”.

È il primo matrimonio per il cantante e chitarrista dei Nickelback, mentre Avril Lavigne si è separata, a novembre del 2010, dal suo primo marito – il chitarrista dei Sum 41, Deryk Whibley.

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Bellezza & Salute

Sette regole per vivere più a lungo: dall’alimentazione allo stile di vita

La rivista Daily Express offre sette semplici regole, per combattere le probabilità di rischio di contrarre il cancro, ma anche per contrastare una serie di diverse malattie fatali. Tutto ciò che bisogna fare è cambiare l’alimentazione e lo stile di vita, come dimostra uno studio condotto da scienziati dell’ Imperial College London.

Chi segue le norme, che regolano il consumo di alcol e l’esercizio fisico, non avrà il rischio di morire di malattie respiratorie o circolatorie, come l’ictus o l’angina pectoris. Le regole sono state redatte sei anni fa dal World Cancer Research Fund e l’Istituto Americano di ricerca sul Cancro.

Ora, dopo aver esaminato pazienti di nove Paesi Europei differenti, gli scienziati inglesi hanno dimostrato come aiutare le persone a vivere più a lungo, riducendo il rischio di morte da cause, come il cancro.

Le sette regole sono:

  1. Mantenersi sempre in forma, evitando di essere sottopeso;
  2. Fare esercizio fisico – almeno 30 minuti al giorno;
  3. limitare il consumo di alimenti ricchi di grasso e zucchero ed evitare bibite zuccherate;
  4. mangiare una varietà di verdure, frutta, cereali integrali, legumi come i piselli. Almeno cinque porzioni di frutta e verdure al giorno, e accompagnare ogni pasto con cereali integrali;
  5. limitare il consumo di carne rossa, come la carne bovina, maiale e agnello a 500gr. a settimana ed evitare la carne trattata, come prosciutto, salame e pancetta;
  6. limitare le bevande alcoliche: per gli uomini due bibite al giorno, per le donne una bibita al giorno;
  7. per le mamme è meglio allattare fino ad un periodo di sei mesi.

Le regole, che hanno avuto maggior impatto sulla salute, sono state la numero uno, sul mantenimento del peso e la numero quattro, sul consumo di frutta e verdure. I ricercatori hanno concluso: “i risultati di questo studio suggeriscono che seguire le raccomandazioni potrebbe significativamente incrementare la longevità”.

La ricercatrice Dr. Teresa Norat ha dichiarato:

questo ampio studio europeo è il primo che consigli stile di vita vivere bene malattie cancromostra la forte associazione tra il seguire delle specifiche norme e un ridotto rischio di morire di cancro, di malattie circolatorie e respiratorie. Bisogna eseguire ulteriori ricerche in altre popolazioni, per confermare questi risultati”.

Lo studio, pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition, è il primo ad esaminare l’allattamento, come possibile fattore dello stile di vita, che può ridurre il rischio di cancro. È stato dimostrato che le donne, che hanno allattato per almeno sei mesi, hanno ridotto il rischio di cancro del 10 % e delle malattie circolatorie del 17%.

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Bellezza & Salute

Palestra e piscina fra germi e batteri: ecco le regole per viverle in sicurezza

Si va in palestra o in piscina per scaricare i nervi dopo una giornata di stress lavorativo e, dopo qualche giorno, ci si ritrova una fastidiosa quanto antiestetica verruca sulla pianta del piede!

Si, perché negli impianti sportivi, essendo ambienti caldo-umidi, contrarre infezioni è molto più semplice e frequente di quanto si pensi. Perciò, prevenire è meglio che curare, bisogna solo usare alcune accortezze.

Non dimenticare di portare in palestra un asciugamano da stendere sul tappetino. In questo modo,  si evita di mettere la pelle a contatto con superfici eventualmente contagiate da altre persone. O, magari, di contagiare altri. Nelle varie sale, almeno nelle palestre migliori, sono a disposizione dei rotoloni di carta. Si possono usare per pulire le impugnature di manubri, bilancieri e attrezzi vari,  prima e dopo il loro utilizzo.

In sala attrezzi bisogna accedere con scarpe idonee e pulite. Possibilmente devono essere calzature che si usano solo per quell’ambiente e non per camminare in strada. sicurezza piscina palestra infezioni dermatitiAlcune strutture rendono disponibili delle bustine per i clienti che avessero dimenticato  le scarpe da palestra.

In piscina, poiché l’acqua è il posto privilegiato per la proliferazione di microrganismi, il rischio di contrarre infezioni è altissimo. Le regole sono semplici, ma obbligatorie: fare la doccia prima di entrare in acqua, indossare una cuffia per i capelli e usare le ciabatte a bordo piscina.

Insomma, piccole regole da seguire per vivere la pratica di uno sport in sicurezza e serenità.

 

 

Maria Francesca Baratta

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Da DNA a donna

La felicità esiste! E’ scientificamente provato in 10 regole

In questi tempi difficili, di crisi sociale ed economica, di scarse emozioni e ridotta “moralità”, le persone, da una parte assuefatte dal momento particolare dall’altra immobilizzate per l’attrito che incontrano quando provano a reagire, cercano una cosa, più di qualsiasi altra: la serenità, la tranquillità d’animo, il sorriso… in un unico sostantivo, la felicità.

Se ci guardiamo intorno vediamo che la gente si dà molto da fare per conseguire un obiettivo piuttosto che un altro, che ritengono possa dar loro la felicità.

Il professor P. Krishna, Rettore della Krishnamurti Foundation di Rajghat, Varanasi, India, in una conferenza avente come oggetto “La ricerca della Felicità” ha espresso così il suo pensiero: “…Psicologicamente ci sentiamo inappagati con quello che c’è da questa parte della linea di confine, quel che si ha e impegnati a spostare più in là questa linea di confine per avere di più. E ci diamo da fare per spostare questa linea sempre più in là e, quando siamo riusciti a spostarla, una parte delle cose che prima erano al di là, cose a cui prima non avevamo accesso, ora sono passate da questa parte della linea, ce le abbiamo!

Temporaneamente questo ci dà un senso di appagamento, di soddisfazione, perché abbiamo conseguito qualcosa di nuovo. Però c’è sempre qualcosa d’altro che è al di fuori della nuova linea di confine. Per cui si finisce con l’annoiarsi con quello che si ha in questo nuovo stato, così come ci si era annoiati con quello che si aveva prima. Sorge quindi un nuovo desiderio per qualcosa che non abbiamo adesso; questo desiderio crea insoddisfazione e ci spinge a muoverci di nuovo per ottenere altre cose che non abbiamo ancora. E la vita si svolge così, in questo circolo vizioso…

Oscar Wilde non si discostava di molto in quanto aveva definito questa condizione umana così: “Ci sono due tragedie nella vita, due drammi che noi viviamo: uno, quello di non avere ciò che desideriamo; l’altro, di aver soddisfatto il nostro desiderio!

Citazioni a parte, cercare, ma soprattutto trovare, la felicità non è roba da poco, non è dietro l’angolo, non è nascosta sotto il tappeto o nella cesta del bucato. La felicità, tanto bramata da tutti, ha dei percorsi psico-fisici chiari e ben dettagliati; sembra difficile arrivarci, ma forse lo è meno di quanto pensiate.

Il movimento Action for Happiness, presente al
Festival delle Scienze che si tiene all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 17 al 20 gennaio, ha questo scopo; la ricerca della felicità per la costituzione di una realtà sociale fondamentalmente diversa da quella attuale in cui le persone mettono i propri interessi davanti al bene comune e, quindi, alla felicità degli altri.

Per percorrere il “giusto sentiero” di vita, questo movimento, propone uno studio psicologico racchiuso in 10 punti, 10 parole chiave che, se prese come pietre miliari nella quotidianità, tenderebbero ad avere un impatto positivo sul proprio benessere  e su quello degli altri. Se prese le iniziali dei 10 punti (foto) leggiamo Great Dream, non male come inizio…

I primi 5 (GREAT), Giving (dare), Relating (relazionarsi), Exercising (esercitarsi), Appreciating (apprezzare) e Trying out (provare), riguardano il modo di approcciare col mondo esterno nelle nostre azioni quotidiane; quindi gioverebbe al nostro benessere fare qualcosa per gli altri e relazionarci con le altre persone, fare attività fisica prendendoci cura del nostro corpo, apprezzare ciò che ci circonda avendo cura di osservare il mondo con occhi curiosi e con la voglia di imparare sempre cose nuove.

Gli atri 5 punti (DREAM), Direction (obiettivo), Resilience (resilienza), Emotion (emozione), Acceptance (accettarsi), Meaning (dare significato), sono già dentro di noi, trascendono da quello che siamo e rappresentano il nostro modo di reagire agli stimoli esterni; è fondamentale porsi degli obiettivi in un ottica di crescita e sviluppo propri, trovare un modo di sopravvivere alle avversità, avere un approccio positivo verso la vita, accettarsi e stare a proprio agio con se stessi e, infine, dare senso alla propria esistenza prendendo parte al cambiamento quotidiano e appartenendo a qualcosa di più grande (un lavoro, una fede religiosa, avere dei figli…).

Soltanto in questo modo si acquisisce un maggiore controllo della propria vita, si ottengono risultati positivi e, soprattutto, si trovano le risposte alle proprie domande (o almeno la maggior parte di esse) riducendo lo stress, l’ansia e la depressione.

La felicità non è qualcosa di già pronto. Proviene dalle vostre azioni” – Dalai Lama

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Amore

Rapporto di coppia: il decalogo per far funzionare la relazione

Secondo un noto psicologo statunitense, Carl Rogers, sono quattro le condizioni essenziali sulle quali si fonda una buona relazione amorosa.

Prima fra tutte la comunicazione, intesa come la condivisione dei propri pensieri, sentimenti, emozioni e l’accettazione di quelli dell’altro.

Seguono l’impegno, inteso come partecipazione attiva alla risoluzione dei conflitti e la dissoluzione dei ruoli, intesa come essere diversi liberamente, nella propria verità e nella propria essenza, a prescindere dalle aspettative altrui.

In ultimo, ma non per questo di minore importanza, è necessario diventare due sé distinti, cioè aiutarsi reciprocamente nella realizzazione autentica di sé stessi.

Ma esistono anche regole di buon senso per far sì che un rapporto di coppia funzioni, quali sono?

1)     Comunicare in  regole rapporto coppia amore maniera aperta e leale:
il conflitto rappresenta un momento naturale all’interno della vita di coppia e diventa fondamentale in questi casi rispettare le ragioni ed i punti di vista dell’altro. Un conflitto ben gestito rappresenta un momento di confronto, di conoscenza dell’altro e quindi crescita per la coppia: è importante ricordarsi che la vittoria di uno dei partner corrisponde alla sconfitta di entrambi.

2)      Riconoscere i propri errori: ammettere i propri sbagli ed impegnarsi a non ripetere l’errore commesso.

3)      Rinunciare alla perfezione: bisogna imparare ad accettare i propri limiti e quelli dell’altro, ricordandosi che nessuno è perfetto.

4)      Sviluppare il senso del “noi”: condividere tutto ciò che porta alla creazione ed al rafforzamento del legame affettivo, senza far prevalere forme di egoismo.

5)      Alimentare la passione: non dar mai nulla per scontato! Al contrario è fondamentale desiderare e sentirsi fisicamente, sessualmente ed emotivamente attratti, rendendosi sempre desiderabili agli occhi del partner.

6)      Creare intimità di coppia: più una coppia sarà intima più sarà unita, la fiducia reciproca e la spontaneità nel mostrarsi così come si è rappresenta un forte collante della coppia.

7)      Essere coerenti: evitare che ci siano contraddizioni tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto.

8)      Dare spazio all’amore: dare spazio alla comunicazione dei sentimenti quotidianamente e lo si può fare utilizzando la comunicazione verbale o anche attraverso un pensiero gentile;

9)      Imparare a perdonare: amare è anche perdonare; far prevalere l’orgoglio può voler dire sentire il dolore per non aver l’altro vicino.

10)    Impegnarsi verso l’altro: impegno inteso come assunzione di responsabilità nei confronti del partner; vuol dire fedeltà, fiducia e disponibilità; vuol dire aiuto nel suo percorso di crescita personale e presenza emotiva nei momenti difficili della vita.

 

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Da DNA a donna

Bambini felici? Merito di un buon matrimonio. Ecco alcune regole da seguire

C’è chi si sposa e c’è chi si lascia! Potrebbe essere la frase più rappresentativa della situazione mondiale riguardo le relazioni affettive, ma siccome noi donne siamo delle romanticone, facciamo finta di nulla e continuiamo a credere che l’amore, quello vero, duri per sempre.

educare figli regole genitori famigliaProprio da questo spirito di unione e positività bisogna partire quando si cresce un figlio. Si sa, con l’arrivo di un bambino, l’organizzazione familiare viene stravolta, a tal punto, che i genitori dimenticano la loro intimità.

Non c’è errore più grande di mettere un figlio davanti al rapporto di coppia. Entrambi sono importanti ma in modo diverso. Un figlio va accudito e cresciuto nell’amore, se i genitori non si amano non imparerà ad amare. Il buon esempio è la prima carta che il genitore deve giocare se vuole infondere al figlio buoni valori.

A parole sembra tutto facile ma nel quotidiano occorrono delle regole:

  • Tracciare delle linee di confine per l’intimità dei genitori, ad esempio evitare che il bambino dorma con voi nel lettone. Il piccolo già in tenera età dovrà capire qual è il suo ruolo all’interno della famiglia.
  • Non essere in disaccordo davanti ai propri figli, ma cercare di dividersi i compiti: se il papà sarà più ferrato su tv e giochi, darà lui le regole; così la mamma potrà darle sull’alimentazione e sullo studio. Ciò non significa incaricare l’altro di qualcosa che non si vuol fare, semplicemente far capire al figlio che se papà dice “NO”anche la mamma sarà d’accordo. Per eventuali divergenze tra i coniugi è suggeribile chiarirsi in assenza del figlio. Sì invece a discussioni costruttive che si compiano in armonia davanti al bambino.
  • Importante, per il buon funzionamento dell’organizzazione familiare è la suddivisione delle faccende di casa per mostrare al bambino che la collaborazione premia e rende tutto più semplice.
  • Può capitare che il ragazzo vedendo maggiore severità da parte di un genitore si rifugi dall’altro, lamentandosi… La bravura dell’adulto sta nello spiegare le ragioni di tale comportamento e non creare situazioni di favoreggiamento.
  • Cercare di evitare la creazione di una famiglia “bambino-centrica”, dove l’amore tra i coniugi vien messo da parte per non far ingelosire il bambino.

Questi sono solo alcuni dei comportamenti consigliati affinché la famiglia funzioni, ma è chiaro: tutto deve esser fatto con naturalezza e non come se fosse un peso o un obbligo da rispettare, altrimenti si rischia di far affondare la barca con tutti i marinai.

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Da DNA a donna

Facebook e minori: alcune regole per proteggere la privacy

Non è nuovo il tema Facebook e minori, affrontato nel tentativo di conoscere meglio questo strumento e i pericoli che si nascondono al suo interno. In questo articolo, però, vorrei non solo consigliare praticamente alcune opzioni del programma che mantengono la privacy, ma analizzare la necessità dei piccoli di iscriversi a questo social network.

bambini facebook e protezionePotremmo iniziare col dire che le insidie, si nascondono su Internet, per strada, a scuola… un po’ dappertutto; la capacità dei genitori sta nel proteggere i figli senza essere ossessivi e fissati.

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo sui videogiochi e i minori, è un dovere del genitore educare il figlio alla conoscenza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato usando il buon senso. Altro aspetto importante è improntare la crescita del piccolo ai rapporti sociali diretti piuttosto che virtuali: ad esempio la telefonata al compagno per chiedere i compiti di scuola non va sostituita assolutamente dalla chat.

La navigazione su Web del bambino deve essere fatta necessariamente davanti al genitore, il che non significa che la mamma debba intromettersi nei fatti del figlio, semplicemente sapere quali siti sceglie e quanto tempo rimane davanti al PC. È consigliato, comunque, un lasso di tempo di massimo un’ora al giorno, specialmente se si tratta di bambini sotto i dieci anni.

Le necessità che i giovanissimi hanno di facebook bimboaffacciarsi alla Rete possono scaturire da diversi input: il compagno che vuole coinvolgere vostro figlio a chattare o giocare su Facebook; un’eventuale timidezza o isolamento che si traduce nella creazione di un mondo parallelo su Web; l’iperattività o la predisposizione verso i computer e, infine, la curiosità. Sono tutti aspetti di natura psicologica diversa che non vanno presi sottogamba e, per evitarli, conviene dare sempre ai propri figli un’altra scelta di gioco e svago al pari della navigazione sui social network.

In campo pratico consiglio:

  • Un profilo Facebook creato dal genitore per il figlio e aperto dall’adulto senza far conoscere la password, in modo che il piccolo non vi acceda quando non siete con lui.
  • Dalla sezione “Impostazioni sulla privacy” del menu “Account” selezionate “Amici” per rivolgere i vostri pensieri in bacheca e mostrare il vostro profilo solo alla cerchia ristretta di persone che conoscete.
  • Sempre nella sezione “Impostazioni sulla privacy” scegliete la voce “Connessione da parte tua” e attivate i filtri necessari.

Al fine di evitare tutti i siti osceni presenti in Rete è possibile conoscere programmi e  protezioni dal portale del Centro Elis di Roma www.ilfiltro.it, il quale bandisce tra i social network: YouTube e MySpace, poiché sono pieni di contenuti indecenti e facilmente accessibili a tutti.

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Da DNA a donna

Videogiochi e minori: ecco le insidie che si nascondono!

Da tempo conosciamo il termine di “stanza dei bambini”, quel posto segreto che i piccoli tendono a costruire per proteggersi dal mondo esterno o semplicemente per viverne uno fiabesco. Quando osserviamo i nostri figli fare il gioco della casetta con le coperte, ci sembra tutto molto tenero e normale, ma “l’artificio della realtà protetta o simulata può generare una finzione più violenta della realtà stessa” (ndr. L’identità consumata-F. Bitetto). Da questo ne scaturisce una riflessione: salvezza e pericolo vanno di pari passo, poiché dal momento in cui ci si nasconde per proteggersi da qualcosa, sorge la “violenza” che il bambino fa contro se stesso rimanendo escluso dalla società, con conseguenze notevoli.

Come sempre il comportamento dei figli parte dall’insegnamento dei genitori: difficilmente un genitore rinuncia ai propri spazi decisionali e questo viene interpretato dal piccolo come un’esclusione dal mondo degli adulti. È importante per un bambino stare con gli adulti ed essere ascoltato da loro, il che non significa crescere come un uomo di 25-30 anni.

La “stanza dei bambini” che citavo prima è molto spesso identificata nel videogioco: realtà virtuale che rappresenta quello spazio non concesso dalla nostra società. Quotidianamente sentiamo mamme e papà che si rivolgono al proprio figlio dicendo: “Ora stai zitto perché devo fare una cosa importante”. Il fatto di non spiegare cosa la mamma è impegnata a fare, porta il bambino a pensare: “Mia madre non mi vuole bene”. Fino ai dieci-tredici anni è complesso capire la priorità delle situazioni se i genitori non sono abituati a chiarirle.

A questo punto se nostro figlio passa ore ed ore davanti ai videogiochi, non occorre chiamare uno psicoterapeuta, bastano poche regole:

  1. Quando si acquista una consolle giochi si deve essere consapevoli delle conseguenze, se il bimbo è timido è sconsigliato questo tipo di regalo;
  2. Dare dei tempi massimi di gioco è alla base dell’utilizzo di tutti i videogiochi o computer, per far intendere che l’uso ripetitivo elimina gli scopi educativi del gioco stesso;
  3. Giocare insieme ai propri piccoli, può essere un modo carino per controllarli e passare un’ora di tempo insieme.

Per il resto, ci vuole buon senso e capacità educative che si possono sviluppare anche leggendo libri sull’argomento provando poi, a metterli in pratica. A fine di ogni giornata sarete orgogliosi di voi stessi e sicuri che il vostro ometto o donnina saprà difendersi da realtà virtuale e d effettiva.