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Da DNA a donna

Laura Maggi: la sexy barista “strabica” in copertina di Playboy!

Continua a far parlare di sé la sexy barista di Bagnolo Mella, Laura Maggi, che ormai sembra aver monopolizzato l’attenzione dei media. Noi, invece, vorremmo sfruttare questa occasione per fare un po’ di considerazioni in libertà. Già, perché pochi giorni fa si sono celebrati i 50 anni delle protesi per il seno e visto che nel caso della sexy barista, dei reality e di molte starlette, alla fine sempre e solo di tette si parla, perché non parlarne apertamente da donna a donna?

Laura Maggi Playboy CopertinaLaura Maggi torna a calcare i palcoscenici perché, come preannunciato qualche settimana fa, si è aggiudicata la copertina di Playboy Italia, già, ma non quella principale dedicata interamente a Cristina Del Basso (la super maggiorata cui pesano “le tette”), ma solo quella di una versione “espressa” interamente dedicata alla barista “più desiderata del mondo”. Ma a guardarla bene, siamo certe che sia così?

Già, perché in questi 50 anni di tette rifatte ne abbiamo viste sin troppe, alcune graziose, altre invidiabili e moltissime inguardabili. Beh, quelle della barista che fa impazzire l’Italia andrebbero annoverate in queste ultime. C’è una quarantenne di Jesolo che ha fatto causa al chirurgo perché aveva i seni “leggermente strabici”, mentre Laura Maggi viene osannata per questo strabismo di venere che l’ha colpita più in basso. E non c’è nessuna vena di sarcasmo o di invidia, solo la constatazione che quei seni proprio no, non sono da far girare la testa. Al massimo il suo sedere può essere interessante.

Non vi postiamo le foto di Playboy, o quelle che girano online ormai da settimane, ma basta guardarle per vedere due seni piazzati lì, dove prima c’era la pianura più brulla, che guardano in direzione opposta. Un investimento non tanto riuscito, ma a vedere il successo si potrebbe dire solo il contrario. Infatti, è ormai più famosa lei di Guendalina Tavassi che sull’Isola dei Famosi ha mostrato il seno ad ogni piè sospinto, di Cristina Del Basso e della sproporzionata Jordan Carver, che dei suoi seni ha fatto uno strumento di lavoro. Tant’è che i fotoset di Playboy si sprecano ad immortalarla in pose quanto meno paragonabili a “fare la ruota in quei giorni”, come mostrava un noto spot TV tempo fa.

Jordan CarverAlmeno dobbiamo riconoscere alla Carver di aver fatto le cose in grande; e come potremmo dire il contrario, di fronte ad una 15esima della scala Richter, in grado di intimidire sia Buffon che il più acclamato dei cestisti NBA?

Una cosa è certa: oggi il seno rifatto, o meglio come dicono molti uomini le tette d’acciaio che sfidano ogni legge della fisica, vanno di moda e sono gradite quanto meno alla vista. Perché a sentire i commenti degli uomini, una volta arrivati a letto, non è poi così fantastico avere a che fare con due pezzi di marmo, a volte troppo scomodi da gestire in situazioni “delicate”. Di certo sono un buon viatico verso il successo, già…

Se l’unica cosa che è possibile investire sono 4-5.000 euro, anziché mostrare realmente di saper fare qualcosa e di valere per quello che si è, non resta che scommettere tutto su  quello che ci si porta dietro… anzi ben in vista sul davanti.

E c’è persino chi le ha dedicato un video con remix delle sue parole durante l’intervista esclusiva a le Iene.

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Bellezza & Salute

Sarà istituito il registro delle protesi al seno

Dopo il caso che ha scosso il mondo in lungo e in largo, delle protesi PIP che contenevano sostanze cancerogene e mettevano a rischio migliaia di donne, si è capito quanto sia difficile “rintracciare” donne che hanno subito interventi di mastoplastica additiva al seno, cioè hanno deciso di ampliare il proprio décolleté con delle protesi al silicone.

Così è notizia di qualche giorno fa che la Commissione Salute del Senato ha deciso di istituire un vero e proprio registro delle donne che si sottoporranno a questo tipo di intervento, così da evitare in futuro paura generalizzata e da poter rintracciare in breve tempo, in caso di problemi a specifici tipi di protesi, le donne che le hanno impiantate. Su questa scelta ha mostrato grande entusiasmo Eugenio Gandolfi, segretario di Aicpe, Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica.

Il Dott. Gandolfi ha dichiarato, in seguito a tale decisione che: “Siamo soddisfatti del via libera della Commissione Sanità del Senato all’istituzione di un registro dei dati relativi all’impianto di protesi mammarie. Erano anni che aspettavamo una disposizione in materia, finalmente siamo a una svolta e speriamo che si vada fino in fondo. Di registro protesi si discute almeno dal ministero Veronesi. Chiarezza, ordine e leggi chiare sono per noi chirurghi plastici soci di Aicpe un presupposto imprescindibile per esercitare la nostra professione.”

Insomma, speriamo che questa decisione diventi presto operativa per al sicurezza di tutte noi! La situazione davanti la quale ci siamo trovate, in seguito alla scoperta che le protesi PIP potevano essere messe in relazione a casi di tumore (in molti casi dovuti a perdite del liquido interno alle protesi), non è certo degna di una società dell’informazione com’è la nostra attualmente. Certo la privacy deve avere il suo peso, ma la salute e la sicurezza di noi donne viene prima di tutto!

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Bellezza & Salute

Protesi Pip: i rischi ci sono anche per gli uomini

Dopo l’allarme per le protesi mammarie Pip, che ha messo all’erta numerose donne, è scattata ora la preoccupazione per i gli uomini Pip. Pare infatti che testicoli, glutei e addominali destinate agli uomini, anche questa volta, siano stati realizzati con le già incriminate protesi Pip.

protesi pip maschiliMentre l’azienda francese è ormai in procinto del fallimento – o è già fallita -, impazzano le indagini e gli studi per capire quale sia la reale portata di questo nuovo allarme.

Uomini Pip: non abbiate paura di sottoporvi a un controllo medico e a tutti gli accertamenti del caso. Al momento sono solo ipotesi, ma due dipendenti dell’azienda produttrice delle protesi Pip hanno denunciato irregolarità nella realizzazione delle protesi e la mancanza dei dovuti controlli prima della distribuzione. I macchinari che realizzano le protesi erano stati acquistati in origine per produrre altri beni, e non protesi.

Purtroppo, però, la sete di denaro e potere non ha limiti e, pur di allargare il mercato, l’azienda del Pip ha voluto scommettere in un settore di successo, come quello della chirurgia plastica ed estetica, senza tener conto dei rischi dovuti alla mancata osservanza delle regole sanitarie.

Uomini, se avete subito interventi che hanno richiesto l’inserimento di protesi ai testicoli, ai glutei o agli addominali, mi spiace dirlo ma forse dovreste cominciare a preoccuparvi.