Categorie
Bellezza & Salute

Pressione alta? L’ipertensione dipende da una proteina: l’uromodulina

Una scoperta scientifica fondamentale per combattere l’ipertensione e i danni ai reni, che questa patologia provoca in età avanzata. Tutta colpa di una proteina già nota, ma mai collegata ai problemi di pressione alta: l’uromodulona.

SanRaffaele_MilanoA fare la scoperta il gruppo di Luca Rampoldi, dell’Istituto Telethon Dulbecco che ha sede all’Istituto San Raffaele di Milano, in collaborazione con Olivier Devuyst, dell’università di Zurigo, Paolo Manunta, dell’Università San Raffaele, e Maria Pia Rastaldi del Policlinico di Milano. Questa proteina è la causa di ipertensione in molte persone e da studi effettuati è responsabile delle patologie renali cui si va incontro quando si soffre di pressione alta.

La soluzione al problema potrebbe risiere nella semplice somministrazione di un diuretico, che eliminerebbe l’assorbimento della proteina cattiva, aumentando gli effetti dei farmaci che combattono l’ipertensione arteriosa.

 

Categorie
Bellezza & Salute

Scoperta la proteina che fa invecchiare il tumore

Per quanto se ne dica male a tutti i livelli, l’Italia conserva un primato mondiale molto importante: quello relativo alla ricerca contro il cancro.

proteina tumoreQuesto ramo della medicina sembra trovare molta sensibilità sia nei laboratori di ricerca che nelle persone comuni, sempre pronte a fare donazioni, anche simboliche, per questa nobile causa.

I risultati della ricerca spesso sono rilevanti e significativi, tanto che il tumore ormai non è più così mortale come un tempo, e questo grazie proprio ai ricercatori, anche italiani, che si impegnano ogni giorno per debellare questo male.

Arriva proprio in queste ore una notizia che aumenta ancora di più l’autorevolezza dei laboratori italiani sulla questione della lotta ai tumori. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha infatti scoperto una proteina che potrebbe aiutare le cellule tumorali ad invecchiare più in fretta e così morire prima di rigenerarsi, bloccando l’avanzata del male.

Le cellule neoplastiche si mantengono giovani grazie alla SIRT1, una proteina; i ricercatori hanno individuato ora una proteina complementare alla SIRT1, ovvero la DBC1, che al contrario favorisce l’invecchiamento delle cellule, inducendole alla morte. Lo studio, tutto italiano, è stato pubblicato sul Journal of Molecular Cell Biology, e oltre alle importanti applicazioni in cui può sfociare nel campo dei tumori, può avere usi proficui anche per le malattie metaboliche come l’obesità e il diabete.

Categorie
Bellezza & Salute

Isolata una proteina che potrebbe rappresentare la svolta contro la lotta all’HIV

La lotta contro l’HIV potrebbe essere arrivata ad un punto decisivo. Alcuni ricercatori statunitensi hanno infatti isolato una proteina in grado di proteggere le cellule dall’avanzare dell’infezione. Questa scoperta potrebbe quindi dare il ‘la’ a una nuova ricerca farmacologica per inibire o rallentare la progressione della malattia.

La proteina in questione è chiamata SAMHD1 e gli studi recenti hanno dimostrato che le cellule immunitarie contenute in questa proteina si sono dimostrate resistenti all’infezione. Un approfondimento ha infatti stabilito che questa proteina ‘affama’ il virus, poiché una volta che quest’ultimo è entrato nella cellula, non riesce a riprodursi e quindi il Dna virale non si costruisce, mettendo il virus in stand by. In questo modo la forma per così dire standard del virus, quella più comune non riesce ad infettare le cellule. Gli studi futuri quindi si concentreranno sui metodi, laddove fossero possibili, che consentono di aumentare il livello di SAMHD1 nelle cellule in cui è assente.

«I virus sono molto bravi a eludere le nostre difese immunitarie. – conclude Landau titolare dello studio -Possono evolvere rapidamente, e hanno sviluppato diverse modalità per aggirare i nostri sistemi di difesa. È una sorta di guerra evolutiva che, purtroppo, di solito viene vinta dai virus. Vogliamo capire come il nemico combatte in modo da batterlo in astuzia».

La ricerca è stata pubblicata su Nature Immunology dagli scienziati del new York University Langone Medical Center e si annuncia una delle più importante degli ultimi anni per arrivare alla vittoria su una malattia che, nonostante sia passata in secondo piano rispetto ad altre patologie maggiormente di ‘moda’, resta ad oggi uno dei mali più grandi che si abbatte contro l’essere umano.