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Serie TV

I protagonisti di Breaking Bad in versione Simpson (video)

L’ultimo episodio della serie televisiva statunitense, ideata da Vince Ghilligan, è stato trasmesso settimana scorsa e molti fan dovranno ancora riprendersi per l’addio ad uno degli show televisivi più intensi ed amati di tutti i tempi.

Proprio per il suo successo, l’artista belga Adrien Noterdaem ha voluto omaggiare “Breaking Bad”, ritraendo i personaggi principali della serie, in versione Simpson, così come ha fatto con i protagonisti di “Game of Thrones”.

Il noto illustratore ha trasformato i coniugi Walter e Skyler White, Hank Schrader, Saul Goodman e gli altri personaggi della serie, nei veri e propri abitanti “gialli” di Springsfield, conservando breaking badi connotati, che li contraddistinguevano nella loro serie.

Nel caso del personaggio di Walter White, Adrien Noterdaem ha voluto rappresentarlo con un grembiule verde, come i fan lo ricorderanno nel primo episodio della prima stagione, quando decide di preparare, per la prima volta, metanfetamina nel suo camper. Skyler White appare come un’elegante donna d’affari e suo figlio Walter “Flynn” viene disegnato con le sue immancabili stampelle.

Saul Goodman viene ritratto in una delle sue usuali pose da avvocato maneggione, famoso per il suo slogan “Conviene chiamare Saul”, che sarà il titolo dello spin-off di “Breaking Bad”, una nuova serie AMC, incentrata sull’avvocato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=oZ2eMY2yYoE

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Cinema

Noi Siamo Infinito: recensione del film tratto dall’omonimo romanzo

Charlie è un ragazzino problematico, con un passato doloroso e un presente di solitudine. Passa le sue giornate a parlare solo con i membri della sua famiglia ed a scrivere lettere al suo migliore amico, aspettando il ritorno a scuola.

Contrariamente alle sue aspettative, nella nuova scuola Charlie troverà in un piccolo gruppo di amici, e soprattutto in Sam e Patrick, delle persone simili a lui, dei ragazzi che come lui non hanno paura di non vivere seguendo le regole, facendolo allo stesso tempo in maniera misurata, assaporando ogni momento del loro essere adolescenti.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo con il titolo italiano Noi Siamo Infinito, racconta uno spaccato diverso sul mondo dei giovani. Da parecchio tempo non si vedeva una un occhio così equilibrato sul mondo dei giovani, sulla loro sofferenza e la loro inadeguatezza ad affrontare il mondo, dietro alla patina di onnipotenza che invece questi ostentano in pubblico.

Brutale e delicatissimo, il film si dipana con cadenze perfette, lasciando spazio non solo a momenti di grande ilarità ed espressione di libertà, ma anche a momenti drammatici, in cui il protagonista manifesta il suo disagio e il suo vissuto drammatico, senza mai scadere nel racconto pesantissimo e retorico di una adolescenza difficile. Nota di merito va ai giovani protagonisti, che sono riusciti con naturalezza a rappresentare i tre prototipi diversi di persone a confronto.

Logan Lerman, già visto in Percy Jackson e gli noi siamo infinito recensione film cinemaDei dell’Olimpo, è un Charlie tenerissimo, perfetto, romantico e timido, ma anche tormentato e sofferente, il suo viso d’angelo lo rende anche più tenero e ci fa pregustare per lui un futuro roseo nel mondo del cinema.

Patrick è invece interpretato da Ezra Miller, il giovane attore già visto nel disturbante e magnifico …E ora parliamo di Kevin; Miller mostra con grande efficacia la trepidante diversità del suo personaggio, il profondo disagio che vive e allo stesso tempo una maturità fuori dal comune nell’affrontare la sua vita consapevole delle sue scelte.

Stella indiscussa è però Emma Watson: bella oltre ogni aspettativa Emma è una perfetta Sam, la ragazza dei sogni, quella che entra nei sogni del protagonista per non uscirne più, la migliore amica che sceglie i ragazzi sbagliati, che svende se stessa pur mantenendo un profondo rispetto per il suo corpo, la sua dignità e le sue scelte.

Tutto questo è troppo per degli adolescenti? Eppure Noi Siamo Infinito ha una sincerità e una freschezza che disarmano, che non ti aspetti, e che faranno fare un lungo cammino alle giovani stelline che ne punteggiano le inquadrature.

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Cinema

Eva Green sarà Ava Lord in Sin City: A Dame to Kill For

La bellissima Eva Green entrerà a far parte del cast di Sin City: A Dame to Kill For nel ruolo di Ava Lord.

La recente notizia è stata confermata dal regista stesso del film, Robert Rodriguez, che si dice estasiato dalla presenza della bellissima Eva nel cast del suo film. Sappiamo che questo secondo viaggio nella città del peccato è stato un film che sin dalla fase di pre-produzione ha avuto i suoi problemi, arrivando con fatica ad un punto in cui però sembra essere sul punto decisivo di inizio riprese.

Infatti Eva Green non è la sola attrice arruolata: con lei figurano anche Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Jeremy Piven e Juno Temple che si andrano ad aggiungere al cast ‘tradizionale’ già visto in Sin City formato da Mickey Rourke, Bruce Willis, Jessica Alba e Rosario Dawson.

Il personaggio di Ava Lord è così descritto da Frank Miller, autore della graphic novel da cui è tratto il film e co-regista insieme a Rodriguez: “il sogno più glorioso di ogni uomo che diviene realtà, ma allo stesso tempo anche il suo peggiore incubo“.

Non sembra dunque casuale la scelta di Eva Green, Eva Greennel cast di Sin City 2 Ava Lordattrice straordinariamente bella e altrettanto talentuosa, che non faticherà certo ad essere irresistibile né tantomeno ad apparire spietata e terribile.

Dopotutto già nel primo film del franchise abbiamo fatto la conoscenza con molte belle donne, e per Rodriguez e Miller sembra essere davvero un vezzo circondarsi di attrici che sembrano venire fuori da un… disegno!

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Cinema

Downton Abbey: una serie al femminile in un mondo al maschile

Il palinsesto di Rete 4 per questo dicembre è stato decisamente bizzarro. Nell’Italia di donne-veline, raccomandate in politica, donne-oggetto, la decisione di mandare in onda tutte le domeniche sera in prima serata Downton Abbey è apparsa decisamente un raggio di sole in una giornata uggiosa. Un segno di speranza che qualcosa, anche sulla televisione italiana (da sempre la più restia ad affidare meriti a donne che non siano la Simonona nazionale o la De Filippi) stia cambiando.

Downton AbbeyDietro alla facciata prettamente tradizionalista di questa miniserie inglese che tende da un lato a glorificare le divisioni di classe dell’età edoardiana e a dipingere con tratti delicati l’aristocrazia del periodo, la serie è una vera e propria apologia non tanto del rigido passato dell’Inghilterra di inizio Novecento, quanto piuttosto dell’evoluzione in termini di consapevolezza, diritti e ambizioni della figura femminile.

La storia si consuma tutta all’interno della dimora signorile del conte e della contessa di Grantham nell’immaginaria Downton Abbey, che, non avendo avuto figli maschi, hanno come unico erede un cugino lontano, Matthew. Al di là degli intrighi di corte, delle relazioni affettive e lavorative che si instaurano tra le camere della villa e nel sottoscala tra la servitù, la serie racconta un’Inghilterra piena di cambiamenti. Non lasciatevi confondere dai due ruoli maschili, quello di Robert Crawley, Conte di Grantham e Matthew Crawley, le vere protagoniste di questa fiction sono le donne.

Chi più restia chi meno, tutte pronte a Downton Abbey gruppoprendere in mano la propria vita: c’è Lady Sybil (la figlia minore) attratta dalla politica e dal movimento delle suffragette, che da fine Ottocento aleggia nell’atmosfera inglese. Lady Mary, la maggiore, che subisce il fascino di un ambasciatore turco e cede alla tentazione, in contrasto con le rigide regole morali imposte alle donne di allora. Allo stesso modo la complottista Lady Edith, che dovrà aspettare la seconda stagione prima di capire di voler essere qualcuno e non una bambola di corte, da vestire e addobbare per le feste. Anche nei volti più maturi, quello di Maggie Smith (l’ex Professoressa Minerva McGranitt nella fortunata saga di Harry Potter, che interpreta qui Violet, la Contessa Madre di Grantham) e Elizabeth McGovern (ovvero Cora, la Contessa di Grantham) la convinzione che il ruolo della donna sia diverso rispetto a quello fino a quei tempi ritenuto normale prende piede.

Sullo sfondo l’Inghilterra vive le sue tragedie, dall’affondamento del Titanic allo scoppio della prima guerra mondiale. E proprio quest’ultima a cambiare definitivamente l’idea del gentil sesso vigente: un’idea, che ogni tanto, faremo bene a ricordare, anche nell’Italia del 21esimo secolo, quella in cui le donne avranno anche la possibilità di scegliere, ma non sempre quella scelta è poi davvero libera.

Oltre a una sceneggiatura degna di nota, a una ricostruzione degli ambienti elegante, raffinata e fedele a quella di un tempo, Downton Abbey (la cui ultima puntata della prima stagione andrà in onda domenica 1 gennaio) è anche tutto questo: una serie al femminile in un mondo a quei tempi ancora fortemente maschile. Quale miglior auspicio per il 2012?