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Curiosità

In topless a New York, il fotoprogetto di Jordan Matter

Il corpo della donna come capolavoro di Dio e come teatro delle più tremende crudeltà; il corpo della donna come veicolo per la vita e come oggetto da nascondere e merce da vendere

jordan-matterIl corpo della donna, per il mistero che porta insito nella sua ineffabile presenza e capacità di dare la vita, ha sempre generato le più alte lodi e le più basse violenze e nonostante secoli di Storia, di errori e di maledizioni, ancora adesso è importante che si ricordi al mondo la bellezza, l’utilità e anche la sacralità (in senso spirituale, non per forza religioso del termine) di questo corpo sempre esposto, brutalizzato e strumentalizzato.

Il fotografo Jordan Matter ne ha fatto un progetto lungo sei anni con il titolo “Uncovered: Woman in Word and Image”. Per 72 mesi infatti Matter ha fotografato per le strade di New York, circa 80 donne volontarie (per altrettanti scatti) in topless allo scopo di valutare, soppesare, analizzare e anche solo mostrare lo sfruttamento dell’immagine del corpo della donna nella quotidianità. Le 80 foto sono ora diventate un libro, che raccoglie il fotoprogetto messo al servizio di una causa umanitaria, la Somaly Mam foundation, associazione senza scopo di lucro che cerca di combattere contro la tratta delle schiave sessuali e contribuisce alla riabilitazione di quelle anime che riescono a scampare al terribile destino al quale sembravano destinate dai loro aguzzini. Il 10% del profitto derivante dalla vendita del fotoprogetto di Jordan Matter, sarà devoluto proprio a questa organizzazione.

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Curiosità

100 foto storiche ricolorate, ecco il progetto Colorized History

Un collettivo di professionisti del pantone ha dato inizio al progetto Colorized History, una colorata (è proprio il caso di dirlo) iniziativa che consiste nel colorare vecchie immagini d’archivio. Il numeroso team di restauratori ha deciso di approcciarsi alle immagini storiche che hanno segnato in qualche modo la storia contemporanea e di ricolorarle, con una pazienza certosina e una conoscenza di Photoshop fuori da comune.

E’ grazie a questa iniziativa che ci può adesso capitare di imbatterci nell’ultima foto per la quale posarono insieme i tre fratelli Kennedy (il 29 ottobre 1963), oppure di vedere il leggendario bacio di festeggiamento tra un’infermiera e un marinaio a Time Square per la fine della Seconda Guerra Mondiale restituito ai colori vivaci che quel momento di festeggiamento richiede.

Ma ancora: uno degli assassini di Lincoln e Lincoln stesso nel più celebre dei suoi ritratti; Clint Eastwood e Steve McQueen nei loro giorni di giovani leoni; Audrey Hepburn e Julie Andrews di nuovo messe a confronto, meravigliose come sempre, nell’eterna lotta tra la mora e la bionda; le succinte e discinte Marilyn Monroe e Ava ricofotoGardner in storici ritratti. Ma non solo star del cinema: il miliziano spagnolo immortalato da Capa, Neil Armstrong, il Re di Svezia e Norvegia (1880), militari che partono per il fronte nel ’39 e tantissimi altri scatti, privati e pubblici.

A tutti loro è stato dato di nuovo colora e vita, un viaggio apparentemente ozioso nella fotografia storica che però ci ha restituito nuove emozioni a confronto con immagini che pensavamo di avere assimilato.

Tutte le foto qui, mentre di seguito un video tutorial, pubblicato dal danese Mads Zuzahin Madsen, uno dei restauratori coinvolti nel progetto, in cui ci viene spiegato come si ricolora una fotografia:

httpv://www.youtube.com/watch?v=yVf60pGsi9Q

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Lavoro

Lavoro nei Call Center: il Ministero sostiene l’attività ispettiva

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lo scorso 2 aprile, ha emanato una circolare importante per accompagnare l’attuazione di recenti, rilevanti novità normative, fornendo chiarimenti operativi fondamentali. In particolare ha precisato i limiti di applicabilità del lavoro a progetto nel settore dei call-center, limiti prevalentemente legati alla introduzione di corrispettivi minimi per i lavoratori impegnati in tale settore.

Nello specifico, con Circolare n.14 del 02 aprile 2013, il Ministero chiarisce che il compenso dei suddetti lavoratori non potrà essere inferiore, a parità di tempo della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali, applicati a figure analoghe, per competenza ed esperienza, al collaboratore a progetto.

Ministero sostiene l'attività ispettivaIl Ministero ha affrontato il problema delle attività di vendita diretta di beni e di servizi. Mentre le figure degli agenti e rappresentanti sono in qualche modo tutelate dal Codice Civile in primis ed in altre fonti normative, ai lavoratori operanti nel settore dei call center si applica per lo più la prassi amministrativa. Per questo motivo la circolare ha innanzitutto definito le diverse attività outbound come quelle “nell’ambito delle quali il compito assegnato al collaboratore è quello di rendersi attivo nel contattare, per un arco di tempo predeterminato, l’utenza di un prodotto o servizio riconducibile ad un singolo committente“, rispetto a quanto avviene nell’inbound, in cui “l’operatore non gestisce (…) la propria attività, né può in alcun modo pianificarla giacché la stessa consiste prevalentemente nel rispondere alle chiamate dell’utenza, limitandosi a mettere a disposizione del datore di lavoro le proprie energie psicofisiche per un dato periodo di tempo“.

Così il Ministero ha chiesto al personale ispettivo di “verificare l’esistenza di postazioni di lavoro attrezzate con appositi dispositivi che consentano al collaboratore di autodeterminare il ritmo di lavoro“. Da ciò si evince che il collaboratore può essere considerato autonomo a condizione che possa “unilateralmente e discrezionalmente determinare (…) la quantità di prestazione da eseguire e la collocazione temporale della stessa”, deve quindi poter decidere, nel rispetto delle forme concordate di coordinamento, a) se eseguire la prestazione ed in quali giorni; b) a che ora iniziare ed a che ora terminare la prestazione giornaliera; c) se e per quanto tempo sospendere la prestazione giornaliera.

Non c’è ancora una specifica contrattazione collettiva, ovvero alle attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center outbound, ma in attesa della sua determinazione, la tipologia contrattuale applicabile nel frattempo è quella relativa alle retribuzioni minime previste dai rapporti di collaborazione, ferma restando la natura autonoma: “in assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore, a parità di estensione temporale dell’attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto”.