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Gossip

Nicole Minetti: Berlusconi la snobba e lei fa progetti con Cipriani

La nostra cara Nicole Minetti è una donna tutta d’un pezzo a cui non manca il fiuto per gli affari e, anche se Berlusconi su questo forse si è ricreduto, la consigliera regionale della Lombardia continua a dimostrarlo.

Anche se il cavaliere Silvio Berlusconi non ha coinvolto la sua “discepola” nella sua nuova discesa in campo, dopo aver tenuto l’ex igienista dentale sotto la sua ala protettiva per anni, Nicole non si abbatte, ma, anzi ha le idee ben chiare su come fare carriera; soprattutto con il suo nuovo fidanzato Giuseppe Cipriani, l’imprenditore americano, di 20 anni più grande di lei, proprietario di alcuni dei più importanti ristoranti delle capitali di mezzo mondo.

La coppia, solo pochi giorni fa è stata avvistata sotto il caldo sole di Ibiza, dove ha deciso di concedersi una rilassante vacanza lontano nicole minettidal gelo che sta colpendo l’Italia. I due, che si sono conosciuti a New York (dove Cipriani lavora) durante una vacanza  della Minetti, sono apparsi molto affiatati e pare, inoltre, che stiano pensando già a dei progetti insieme.

A quanto pare, infatti, il viaggio ad Ibiza non sarebbe stata solo una semplice vacanza romantica, ma i due sarebbero andati a valutare la situazione, perché vorrebbero aprire insieme un nuovo ristorante; magari anche non per forza ad Ibiza, visto che lì l’imprenditore possiede già l’Ibizero.

Come reagirebbero gli italiani nel perdere uno dei loro personaggi più chiacchierati?

 

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Lavoro

Il Crowdfunding per finanziare privatamente progetti attraverso la Rete

Sei un musicista e vorresti incidere un cd? O fai parte di una compagnia teatrale che vorrebbe mettere in piedi uno spettacolo? O siete un’associazione che vuole organizzare un evento? Insomma, avete delle idee belle, interessanti e utili, ma non avete i fondi per realizzarle?

Crowdfunding per finanziare privatamente i vostri progetti Oggi potete affidarvi al cosiddetto crowdfunding. Questo è un sistema per ricercare fondi attraverso la rete. Nei Paesi anglosassoni è già abbondantemente utilizzato, in Italia sta prendendo piede lentamente, ma sempre più persone vi ricorrono. Certo occorre venirne a conoscenza, occorre far girare la notizia, ma chissà perché certe notizie circolano poco… io qui, cerco di colmare un poco questo deficit. Ma vediamo in dettaglio di cosa di tratta e come funziona.

Praticamente, questo sistema permette di far conoscere ai frequentatori della rete il proprio progetto e chiedere un contributo in cambio di un omaggio relativo al progetto.

Le piattaforme dedicate  a questi servizi prevedono che colui che si iscrive (gratuitamente) descriva il progetto per il quale cerca fondi, deve cioè essere qualcosa di concreto, un evento, un prodotto, un servizio, non una generica raccolta fondi per l’associazione X.

Lo starter (colui che vuole avviare un progetto, cioè voi) deve fissare un budget minimo per la raccolta fondi che serve per la realizzazione del progetto e deve stabilire una data di scadenza della raccolta.

Il progetto verrà prima valutato dagli amministratori della piattaforma e se ritenuto idoneo verrà messo online e così inizia la raccolta.

A questo punto sarà compito vostro pubblicizzare il vostro progetto e segnalare la possibilità di offrire un contributo attraverso l’utilizzo della piattaforma che avete scelto. Ovviamente, più diffondete la notizia, più fondi raccogliete. La piattaforma vi fa da “contenitore” e “gestore”, ma spetta a voi farvi promotori di voi stessi.

È un sistema comodo, anche perché, facciamo un esempio… se un vostro conoscente o un vostro amico in Facebook o altri contatti che potete avere in rete, sanno del vostro progetto e vorrebbero contribuire, come farebbero ad inviarvi denaro? Dovreste dargli le coordinate bancarie o aprire un conto su Paypal o utilizzare altri sistemi di pagamento, ma raramente si danno le coordinate bancarie e poi per donare 5 o 10 euro uno non sta lì a fare un bonifico. Ecco… queste piattaforme permettono di versare un contributo, anche basso, con un sistema rapido e sicuro, sia per chi versa, che per chi beneficia.

Le piattaforme italiane più conosciute nell’ambito del crowdfunding sono BoomStarter e Eppela. Queste si differenziano in alcuni aspetti, ma fondamentalmente il sistema è lo stesso. Vi invito a visitarle e chissà mai che queste possano essere uno strumento utile per molti creativi e persone di “buona volontà”.

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Da DNA a donna

Working Capital Accelerator: dai voce al tuo ingegno e vinci 25000 euro

Il periodo in cui viviamo è caratterizzato da una “piaga” denominata crisi. Ogni giorno sentiamo abusare di questo termine nei TG, sulla carta stampata e anche all’interno delle varie trasmissioni televisive. Ma questa crisi sarà veramente un punto a sfavore per tutti?

A noi piace rispondere con una frase di Albert Einstein: “[…] La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato'[…]”.

E allora è proprio nella crisi che dobbiamo trovare quella scintilla di creatività e di ingegno che ci porti ad uscire fuori dalla massa e a far vedere quanto davvero valiamo.

Come fare? Partecipando a Working Capital Accelerator: un sistema capace di favorire la creazione di partnership e network, volti a sviluppare startup e a consentirne l’internazionalizzazione (in primo luogo attraverso la collaborazione conThe Kauffman Fellows Program). Per essere più precisi potremmo definire Working Capital di Telecom Italia come un acceleratore d’impresa che ha la finalità di investire in quelle che sono le migliori startup italiane del settore digital.

Bene direte voi, ma cosa ci si guadagna all’atto pratico? Working Capital Accelerator mette a disposizione ben 20 grant da 25000 euro per progetti di ricerca e di pre-incubazione d’impresa, della durata di 12 mesi e che riguardino i settori:  Internet, green e digital.

Quindi basta avere un’idea innovativa, condita con creatività ed ingegno, ed il gioco è fatto. Ovviamente le possibilità a disposizione sono differenti. Si può pensare di realizzare una start up; oppure un’app ancora mai creata; o ancora un progetto di ricerca nei campi indicati.

 

 

 

Partecipare è davvero semplice e non costa nulla. È sufficiente registrarsi al sito di Working Capital (http://www.workingcapital.telecomitalia.it/), scaricare il kit per proporre l’idea e poi caricare il progetto dettagliato del grant di ricerca. Attenzione, il limite entro cui inviare i progetti è il 30 settembre 2012. Sebbene tempo ce ne sia parecchio, il nostro consiglio è cominciare da subito a redigere il progetto di ricerca (o progetti di altri tipi) e non attendere l’ultimo minuto.

Le start up selezionate dal team di valutazione di Working Capital dovranno poi presentare il progetto d’impresa a uno dei 6 barcamp previsti per il 2012 e che copriranno l’intero stivale. Proprio in pieno stile barcamp, ogni giorno (nel pomeriggio) ci sarà un faccia a faccia con advisor, vc e mentor per discutere i progetti presentati. Un momento quindi non solo dedicato all’esposizione, ma anche al confronto e alla crescita professionale.

È bene ricordare che la partecipazione è aperta a tutti: sia alle persone con un business plan e sia a gruppi già formati di neo-imprenditori o startup già esistenti. Anche i progetti presentati nel 2011 saranno considerati e trattati come quelli pervenuti per l’anno in corso. Non c’è quindi bisogno di inviare nuovamente i plan, a meno che non si abbia apportato qualche modifica al progetto.

Per chi volesse maggiori informazioni è possibile consultare la fanpage dedicata all’iniziativa e raggiungibile all’indirizzo: https://www.facebook.com/WorkingCapital.

Insomma questo Working Capital Accelerator è un’iniziativa davvero interessante, che rappresenta un’occasione da non perdere. Perché? Beh ecco i motivi: la partecipazione è gratuita, il processo di registrazione è semplice e veloce, si può vincere un grant di ricerca da 25000 euro e si deve solo dare voce alla scintilla del nostro ingegno.

Finalmente un modo per uscire dalla crisi dimostrando quanto si vale, mettendo in campo qualità e inventiva. Cosa aspettate allora ad iscrivervi? Mostrate all’Italia cosa sapete fare e stupite tutti gli advisor, vc e mentor presenti ai barcamp.

Per chi avesse ancora dei dubbi, a dare valore all’iniziativa firmata Working Capital troviamo i numeri delle iniziative supportate nei 3 anni passati: 59 progetti di ricerca, sostenuti attraverso contratti di ricerca e il tutoring di TILAB (il centro di ricerca del Gruppo Telecom Italia); 13 progetti di impresa, supportati attraverso contratti di incubazione; e 36 startup in fase iniziale, sostenute con slot di pre-incubazione.

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