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Pressione alta? L’ipertensione dipende da una proteina: l’uromodulina

Una scoperta scientifica fondamentale per combattere l’ipertensione e i danni ai reni, che questa patologia provoca in età avanzata. Tutta colpa di una proteina già nota, ma mai collegata ai problemi di pressione alta: l’uromodulona.

SanRaffaele_MilanoA fare la scoperta il gruppo di Luca Rampoldi, dell’Istituto Telethon Dulbecco che ha sede all’Istituto San Raffaele di Milano, in collaborazione con Olivier Devuyst, dell’università di Zurigo, Paolo Manunta, dell’Università San Raffaele, e Maria Pia Rastaldi del Policlinico di Milano. Questa proteina è la causa di ipertensione in molte persone e da studi effettuati è responsabile delle patologie renali cui si va incontro quando si soffre di pressione alta.

La soluzione al problema potrebbe risiere nella semplice somministrazione di un diuretico, che eliminerebbe l’assorbimento della proteina cattiva, aumentando gli effetti dei farmaci che combattono l’ipertensione arteriosa.

 

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Pressione alta? Prendere il sole per 20 minuti riduce il rischio di attacchi cardiaci e ictus

Gli scienziati affermano che la luce solare potrebbe abbassare la pressione ed essere un modo efficace, per prevenire attacchi cardiaci e ictus cerebrali. Gli stessi dichiarano che i benefici salutari dei raggi solari superano di gran lunga i rischi per il cancro alla pelle.

I ricercatori dell’università di Edinburgo hanno scoperto che quando la pelle viene esposta al sole per solo 20 minuti, i vasi sanguigni rilasciano un’importante sostanza chimica chiamata ossido nitrico. Quest’ultimo agisce, abbassando la pressione, e riducendo il rischio di attacchi cardiaci, ictus o trombo.

Il Dr. Richard Weller, docente di dermatologia, ha puntualizzato che gli ictus e gli attacchi cardiaci sono più pericolosi e causano più decessi, rispetto al cancro della pelle. La sua equipe ha esaminato la pressione di 24 volontari, che si sono sottoposti a lampade abbronzanti, nel giro di due sessioni di 20 minuti sole rimedio pressione altal’una. Nella prima sessione, i volontari si sono esposti ai raggi UV e ai raggi infrarossi. Ma, nella seconda sessione, i ricercatori hanno bloccato i raggi UV, esponendo i partecipanti solo ai raggi infrarossi.

La pressione dei volontari si è abbassata dopo la prima sessione, e non dopo la seconda. Dunque, i raggi ultravioletti sono stati i responsabili degli effetti benefici.

Il Dr. Weller ha affermato che l’esposizione al sole non è da definire una “cura” e che è troppo presto per dire ai pazienti di prendere più sole. Il dibattito sui benefici e danni del sole è ancora aperto.

 

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Raggi UV: il sole come cura alla pressione alta?

Dopo campagne informative, allarmismi, precauzioni contro gli “orribili salubri raggi solari” ecco che dall’Università di Edimburgo arriva una notizia che incuriosisce parecchio: i raggi UV porterebbero benefici al corpo e in particolare alla pressione sanguigna.

A dirla tutta questi benefici sarebbero di molto superiori rispetto ai rischi di tumori alla pelle in cui si può incorrere prolungando la nostra esposizione al sole! Abbassato il rischio di infarto o ictus per chi resta esposto al sole diverso tempo quindi, ma come è possibile se da diversi decenni ad oggi ci hanno sempre detto tutti che il sole fa male?

Uno studio, pubblicato sull’International abbronzaturaInvestigative Dermatology e basato su 24 volontari, ha rilevato che l’esposizione ai semplici raggi UV abbassa la pressione sanguigna, facendola diventare stazionaria. I partecipanti all’esperimento in una prima fase, in cui erano stesi su lettini abbronzanti, si sono solo abbronzati, appunto.

In una seconda fase invece hanno registrato una diminuzione della pressione, proprio nel momento in cui la luce dei lettini era semplicemente costituita da raggi UV. Contro tutte le previsioni e le tradizionali precauzioni quindi, i raggi UV attivano la produzione di un composto “salva-cuore”, l’ossido di azoto, che previene infarti e ictus!

 

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Pressione alta? Il succo di barbabietole può aiutare ad abbassarla

Avere una pressione sanguigna regolare è uno dei primi sintomi di benessere ma, si sa, la vita stressante della generazione 2.0 ci spinge spesso a superare i nostri limiti, sia in termini di forze fisiche che mentali.

E se l’organismo di molte persone reagisce a queste situazioni con mancanza di energie e fiacchezza, dovute soprattutto al caldo, qualche altro soggetto sfortunato soffre invece di pressione alta.

Questa situazione, anche se non può essere considerata una vera e propria patologia, è un disturbo con cui convivono sempre più persone. Ma dalla ricerca sembra essere arrivato un rimedio, efficace e naturale, per riportare la pressione a livelli accettabili. La ricerca, coordinata dalla London medical school pressione alta barbabietole soluzionedi Londra, ha rilevato che basta bere un bicchiere di succo di due barbabietole al giorno per abbassare la pressione sanguigna.

In genere, dopo una visita specialistica, il rimedio prescritto è una compressa, atta ad abbassare la pressione. Se invece la ricerca dovesse poi essere convalidata dalle analisi di laboratorio, si potrebbe ovviare l’assunzione di medicinali con un rimedio naturale sicuramente più facilmente tollerato dal corpo.

La ricerca è stata infatti effettuata su un piccolo campione di soggetti, ma speriamo che questa scoperta possa essere poi ufficializzata.