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Sara Tommasi

Sara Tommasi rivela: disturbo bipolare dell’umore e della personalità

Torniamo a parlare ancora una volta di Sara Tommasi, sulla quale ultimamente, e precisamente dal momento del suo ricovero in clinica, circolano ben poche notizie. Finalmente la showgirl ha rilasciato un’intervista, in cui ha spiegato ai fan  qual è la sua attuale situazione, sia a livello medico che lavorativo.

Tutti continuiamo a chiederci come sta Sara Tommasi e a cercare notizie sulla porno attrice, che ormai da settimane è scomparsa dal web; ecco che finalmente arriva un’intervista audio di Sara, rilasciata a Tommaso De Angelis per Canale 25. sara tommasi twitter account fakeSara, che dalla voce sembra stare un po’ meglio, non smette di pensare al lavoro e la prima cosa che fa, appena l’intervista si apre, è comunicare che è single, che ha cambiato managemant e che chiunque volesse contattare il suo nuovo manager il suo nome è Fabrizio Chinaglia.

Poi si passa ai problemi psichiatrici e Sara afferma:

“Gli psichiatri hanno riscontrato un lieve disturbi bipolare e un possibile disturbo della personalità, perciò il dottore dove sono ricoverata qui in clinica sostiene bipolarità, come sostiene anche il dottor Sforza, dottore dove mi mandò il signor Paolo Berlusconi ma staremo a veder, perché Cancrini, che è il medico della comunità San Miro, dove dovrei andare a astare per 6 mesi circa, sostiene invece solamente un disturbo della personalità”

Che questa sia la volta buona? Eccovi intanto qui di seguito l’intervista:

httpv://www.youtube.com/watch?v=bxskqNMvC_s

 

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Bellezza & Salute

Sei sovrappeso? Chi aumenta di peso cambia la propria personalità

Sulla base dei dati che giungono da parte del National Institutes of Health (NIH), un nuovo studio ha scoperto un legame tra aumento di peso e cambiamento di personalità.

L’autrice dello studio, Angelina Sutin, della Florida State University College of Medicine ha dichiarato: “sappiamo benissimo come la personalità contribuisca all’aumento di peso. Quello che non sappiamo è se i cambiamenti significativi di peso possono influire sui tratti della personalità. Il peso può essere una questione emotiva. Abbiamo pensato che l’aumento di peso può condurre ad una modifica del sistema psicologico”.

Lo studio è stato, recentemente, pubblicato sulla rivista Psychological Science; i ricercatori hanno esaminato 1900 persone, trovando un nesso tra un minimo aumento del 10 % del peso corporeo e un aumento di impulsività, rispetto a chi ha registrato il minimo cambiamento di peso. I dati sono stati in grado di dimostrare un rapporto di causa-effetto diretto, rivelando un legame tra la fisiologia di una persona e il comportamento.

I ricercatori hanno anche scoperto un aumento di prudenza tra coloro che avevano guadagnato peso, e una maggiore propensione a riflettere più a lungo sulle loro decisioni. Perciò,dieta-sovrappeso l’aumento di peso potrebbe essere un fattore di ansia, che circonda le persone in sovrappeso nelle situazioni alimentari e sociali. I risultati suggeriscono che coloro che aumentano di peso sono più consapevoli del loro processo decisionale, ma che hanno difficoltà a resistere alle tentazioni.

I ricercatori hanno affermato: “L’incapacità di controllare le proprie voglie può innescare un circolo vizioso, che indebolisce l’auto-controllo. Così, gli individui che aumentano di peso possono avere un aumentato rischio di aumento di peso aggiuntivo, attraverso i cambiamenti nella loro personalità”.

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Da DNA a donna

Scrivo come sono: carta e penna rivelatori di personalità!

L’utilizzo del computer per la scrittura, sia professionale che privata, ci ha disabituati alla penna. Penna e tastiera non sono semplicemente due strumenti diversi per scrivere, essi sono come delle porte che si aprono su due mondi diversi. Proviamo a riflettere un po’ su queste diverse modalità di scrittura, in particolare sull’utilizzo della penna. Quest’ultimo è caratterizzato principalmente da quattro elementi: ampiezza del gesto, velocità del gesto, tipo di penna, tipo di carta.

Vediamo il primo elemento: l’ampiezza del gesto.

Penna e fogli di carta scrittura a mano

Lo scorrere della penna sul foglio implica lo spostamento della mano e una leggera apertura del braccio. Ci si sposta nello spazio all’interno del foglio, ci si allarga, il movimento della mano è più o meno rotondo a secondo della propria grafia. La scrittura a mano è rivelatrice.

Per esempio, l’occupazione del foglio rivela aspetti della nostra personalità. Possiamo occupare la parte alta o bassa del foglio, avere margini diversi, magari un margine ampio a sinistra e un margine inesistente a destra o altre possibili combinazioni. E poi abbiamo la dimensione della scrittura, che può essere piccola o piccolissima, media o grande; anche questi sono elementi che rivelano chi siamo, o meglio, come siamo.

Tutti questi elementi e molti altri vengono studiati dalla grafologia, una vera e propria scienza che studia il segno grafico della scrittura.

Vediamo il secondo elemento: la velocità del gesto.

Si dice velocità, anche se per la scrittura a mano questa velocità rispetto alla velocità di digitazione su una tastiera è considerata lentezza. Diciamo allora che la scrittura a mano è lenta, essa lascia il tempo per pensare e anche per sbagliare e se si cancella si vede (a meno di fare prima una brutta copia e poi ricopiare in bella). Le varie grafie si differenziano anche per la velocità; c’è chi scrive più velocemente, perdendo magari la definizione di alcune lettere o saltandole del tutto, e leggerle a volte implica uno sforzo interpretativo e una decodificazione a volte impossibile (pensate a certe grafie dei medici, tanto per fare un esempio).

Altre grafie, invece, sono più lente, le personalità nella scritturalettere sono tutte ben riconoscibili, sono più tonde rispetto a quelle veloci, ecc. Tutte queste particolarità rivelano, ancora una volta, la nostra personalità e sono studiate e misurate dalla grafologia.

Quindi vedete che scrivere a mano, cioè utilizzare la penna anziché la tastiera, non è cosa da poco, perché utilizzare la penna significa utilizzare maggiormente il corpo e il corpo, più delle idee, è rivelatore.

Una persona che leggerà una nostra lettera scritta a mano saprà di noi molte più cose, rispetto al caso in cui la lettera sia stata redatta su Word e poi stampata. In quest’ultimo caso leggerebbe ciò che sono le nostre idee, il nostro pensiero, avrebbe elementi per valutare il nostro lessico e la nostra prosa, la nostra capacità di scrittura, la nostra capacità di sintesi e di chiarezza di espressione, ecc. Ma nel primo caso, nel caso ricevesse lo stesso testo, a livello di contento, ma scritto a mano e non stampato, allora, oltre agli elementi precedenti, avrebbe molti altri elementi per capire la personalità dell’autore, senza necessariamente essere un esperto grafologo.

Ma vediamo il terzo elemento dell’utilizzo della penna, che è la scelta della penna stessa.

personalità e scritturaNon tutte le penne sono uguali. Questa affermazione sembra una banalità, ma non lo è. Per esempio, per quale motivo alcune persone sono affezionate all’inchiostro blu e altre all’inchiostro nero? Ci sarà un motivo. Al di là del rosso, che ci ricorda troppo le correzioni della maestra, ma, per esempio, il verde, che pure esiste come inchiostro, come mai non viene molto utilizzato?

Ma utilizzando la penna non solo scegliamo il colore dell’inchiostro, ma anche il tipo di penna: stilografica, a sfera o il tratto-pen o altri tipi di punte di ultimissima generazione. Inoltre, possiamo scegliere anche la grandezza della punta, sottile, media, grossa. Possiamo addirittura scegliere di scrivere a matita; ci sono infatti persone che non usano quasi mai la penna per scrivere appunti o messaggi o altro, ma solo la matita. Ci sarà un motivo.

Infine, il quarto elemento: il tipo di carta.

Ognuna di noi è appassionata a un tipo particolare di carta, è così. Possiamo scegliere una carta più sottile o più spessa, possiamo utilizzare la carta bianca semplice, quella per ufficio, o usare una carta più pregiata. E perché non dei fogli colorati, un verde, un azzurro o un rosa tenue, dipende. Oppure, per lettere di una certa importanza, possiamo scegliere carte veramente pregiate, magari filigranate o con particolari fregi a lato, ecc.

Insomma, come vedete il mondo della scrittura a mano è un mondo completamente diverso dalla scrittura digitale. Un mondo che, purtroppo, abbiamo perso per strada e che invece, a mio parere, andrebbe ripreso e riscoperto o scoperto totalmente da parte dei giovanissimi che sono nati con in mano una tastiera prima ancora della penna.

Con questo post spero di avere suscitato in voi un po’ di nostalgia per la penna e la carta, questo perché nel prossimo vorrei parlavi di “lettere d’amore” e cosa c’è di meglio di una lettera d’amore scritta a mano?