Categorie
Bellezza & Salute

Crampi muscolari: alcuni rimedi naturali per prevenirli

I crampi sono comuni quando si pratica attività fisica, ma pochi sanno davvero quale sia la vera causa. Lo afferma Peter Hartley, istruttore di fitness alllo Sport Central Northumbria University. Prima di iniziare un allenamento, Hartley raccomanda di fare stretching dinamico, che prepara i muscoli alle attività che si stanno per fare.

È consigliabile compiere dei cerchi con le spalle, il movimento rotatorio con le braccia, gli squat e gli affondi: “lo scopo è quello di riscaldare la temperatura corporea e preparare il corpo all’allenamento”.

Un altro rimedio è bere tanta acqua: un’indagine recente del The Natural Hydration Council ha scoperto che l’80% delle persone dimentica di bere acqua, prima di fare attività fisica e il 60% non pensa che sia una priorità essenziale.

La nutrizionista Emma Derbyshire, consulente del Council, ha dichiarato: “quando non si ha abbastanza liquido nel corpo, ci può essere un accumulo di elettroliti (Sali), che provoca crampi”. Bisogna controllare l’urina (dovrebbe essere del colore giallo paglierino), bere piccole e frequenti quantità d’acqua durante la giornata e la notte, avere una bottiglia d’acqua vicino al letto.

Oltre l’acqua, sono importanti le vitamine B1 e i crampi attività fisica rimediminerali. Le vitamine B hanno un importante ruolo, nel processo in cui gli impulsi nervosi vengono trasmessi; bassi livelli di vitamina possono causare i crampi. La vitamina B si può trovare in molti alimenti, come il grano, noccioline e semi.

Se si hanno i crampi molto spesso, sia durante l’attività fisica che durante la notte, ciò potrebbe essere dovuto alla mancanza di minerali, quali calcio, potassio e magnesio. I prodotti caseari sono ricchi di calcio, mentre il magnesio si trova nelle verdure, nei cereali integrali e frutta; infine, il potassio si trova maggiormente nelle banane e avocado.

Categorie
Bellezza & Salute

Training autogeno: piccoli gesti quotidiani che ci fanno star bene

Nella vita di tutti i giorni ci capita spesso di fare i conti con stanchezza, stress, preoccupazioni e ad un certo punto diventa indispensabile concederci un momento tutto per noi, nel quale mente e corpo possono trarre giovamento rilassandosi. Non molti sanno che facilmente tutti possiamo darci la possibilità di rilassarci, rigenerarci, acquisendo un metodo di grande utilità, usato in psicoterapia: il training autogeno.

Il training autogeno (allenamento che si genera da sé), è un metodo pratico che consiste in una serie di esercizi, da svolgere mentalmente in maniera costante ed autonoma, grazie ai quali è possibile godere di un pieno rilassamento fisico e psichico.

Il metodo è indicato per tutte quelle persone che hanno la necessità e la voglia di acquisire una migliore armonia psico-fisica, per ridurre l’aggressività, migliorare la propria efficienza, per acquisire una maggiore serenità ed un distacco dai problemi, per tutti coloro i quali soffrono di disturbi d’ansia, fobie, disturbi psicosomatici (gastrite, colon irritabile, dismenorrea, tachicardia, ecc.), disturbi della sessualità, disturbi del sonno, in gravidanza, eccetera. Non esistono disturbi che non possono trarne beneficio.

Piccole frasi, ripetute mentalmente, suscitano sensazioni fisiche che permettono di raggiungere uno stato di distensione nelle seguenti parti:

• Muscolitraining autogeno

• Vasi sanguigni

• Cuore

• Respirazione

• Organi addominali

• Capo

Gli esercizi si eseguono in un ambiente accogliente, lontano da stimoli sonori e visivi, con la possibilità di regolare la luce e con un abbigliamento comodo.

Per apprendere il training autogeno bisogna rivolgersi necessariamente ad uno psicologo addestrato all’utilizzo di questa particolare tecnica. Compito del terapeuta è illustrare il metodo alla persona che eseguirà gli esercizi a casa, in piena autonomia, supervisionare di volta in volta il lavoro del paziente e favorire l’elaborazione del vissuto che emerge durante l’esecuzione degli esercizi.

Concludo l’articolo con una massima utile a favorire spunti di riflessione: “Quando non si trova riposo in se stessi, inutile cercarlo altrove”.