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Sport

Miccoli pentito e in lacrime: chiedo scusa alla città di Palermo

Bufera su Fabrizio Miccoli, l’attaccante del Palermo (in scadenza) e che oggi compie 34 anni. Un compleanno che difficilmente dimenticherà dal momento che arriva all’indomani di 5 ore sotto torchio della Procura di Palermo, dove è stato chiamato per rispondere alle accuse di estorsione e accesso abusivo a sistema informatico.

Miccoli_PalermoA dare il via ai sospetti sono state le intercettazioni nelle quali l’attaccante parlava di Falcone in termini offensivi (ha definito il magistrato ucciso dalla mafia “fango”). Una persona nuova è quella che si è presentata davanti ai microfoni per la conferenza stampa post interrogatorio, almeno così confessa Fabrizio, visibilmente provato e commosso per la bufera che lo ha travolto, ma allo stesso tempo sereno, dice lui, perché ha detto tutto ciò che aveva da dire e adesso vuole pensare alla famiglia e ai figli, facendo il suo lavoro e onorando il modo in cui i suoi genitori lo hanno cresciuto “in un contesto di valori”.

Ci sono foto di Miccoli con figli di boss palermitani, ma il calciatore nega tutto, dicendo che in sei anni al Palermo ha frequentato poco la vita mondana, dedicandosi molto invece al calcio. Per quello che invece riguarda l’offesa verbale alla memoria del magistrato simbolo di coraggio e giustizia a Palermo e in tutta Italia, Miccoli ha chiesto scusa alla città e ha affermato la sua stima per la figura di Giovanni, stima e riconoscenza che ha dimostrato, nelle sue parole, anche partecipando in maniera molto sentita alla partita di beneficenza organizzata per il ventennale della morte di Falcone e Borsellino. “Chiedo scusa a Palermo, alla mia famiglia, per tutto quello che ho fatto.

Questo l’ultimo messaggio di un uomo che sembra fortemente provato dalla vicenda che sta attraversando, che potrebbe segnarlo per sempre ma che potrebbe anche, dopo quello che è sembrato il peggio, essere un nuovo inizio per la vita e la carriera di Fabrizio Miccoli.

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Cinema

Courmayeur Noir Film Festival 2012: Noi e la mafia

Il Monte Bianco si tinge di Noir. Oggi inizia la Kermesse dedicata al giallo e al brivido, la quale sarà ospitata a Courmayeur per la sua XXII edizione dal 10 al 16 dicembre. Quest’anno, però, al mistero e al lato oscuro dell’uomo si aggiunge il tema della criminalità organizzata e più in particolare della mafia.

Il tema scelto per quest’anno, infatti, è Noi e la mafia, e vedrà il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, chiamato a testimoniare dell’oscura realtà che affligge l’italia.

Il Courmayeur Noir in Festival è un appuntamento imperdibile a livello internazionale, si aprirà con una giornata dedicata alla proiezione  di Hitchcock, il film di Sacha Gervasi, con Scarlett Johansonn ed Anthony Hopkins, sulla vita del maestro del thriller e la nascita di Psyco.

Courmayeur-Noir-in-Festival-2012-Un inizio improntato sui maestri del genere noir e che continuerà seguendo un programma in cui si affiancheranno cinema e letteratura, con incontri di autori come John Grisham, John Le Carré, Don Winslow, Francesco Zampaglione, Michal Connelly e tanti altri.

Alle dieci pellicole in gara per il Leone Nero si aggiungono le proiezioni speciali dei film rivelazione del momento, tra cui l’anteprima italiana dell’ultimo film d’animazione di Tim Burton, Frankenweenie; e alla visione di alcune scene del film ancora in fase di realizzazione di Gabiele Salvatores, intitolato Educazione siberiana, tratto dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin.

Mentre il premio Raymond Chandler è stato assegnato alla rivelazione del thriller statunitense don Winslow, l’autore di Le Belve e Il potere del cane.

Quest’anno, quindi, al cinema d’autore e alla letteratura si aggiungono i documentari e i piccolo MiniNoir dedicati al cinema di mafia, e ai risvolti della scura realtà della criminalità organizzata.

Sul Black carpet sfilerà anche Carolina Crescentini, scelta come madrina del Festival Noir di Courmayeur, il quale  si concluderà il 16 dicembre.

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Musica & Spettacolo

Ex concorrente del Grande Fratello indagata per mafia

In dodici edizioni ne abbiamo visti passare tanti di concorrenti nella casa del Grande Fratello, ma sono sicura che ricorderete Rosa Stagnitti, concorrente che aveva partecipato alla quinta edizione del reality insieme al marito Alfio Dessì.

A causa sua, per l’ennesima volta, l’immagine della Calabria viene macchiata da quello che è considerato il “cancro” di questa splendida regione.

La donna calabrese, originaria di Taurianova (nel reggino), da ieri è indagata per favoreggiamento alla ‘ndrangheta;  lo ha scoperto ieri, quando si è presentata nel tribunale di Palmi per deporre in difesa di Antonino Pesce (ritenuto capoclan) nel processo della cosca Pesce di Rosarno.

La donna è accusata di favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose nei confronti di presunti affiliati alla cosca sopra citata.

Non appena  in tribunale la Stagnitti si è seduta al banco dei testimoni, il pm della Dda di Reggio Calabria, Alessandra Cerreti, ha informato il tribunale che la donna è iscritta nel registro degli indagati.

Per Rosa, che è stata colta alla sprovvista, è stato subito nominato un avvocato d’ufficio con il quale si è consultata decidendo di avvalersi della facoltà di non rispondere.