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Arte e Cultura

Susanna Tamaro: Ogni angelo è tremendo è il nuovo romanzo biografico

Susanna Tamaro torna in libreria, e lo fa con coscienza e in punta di piedi, con un nuovo romanzo, “Ogni angelo è tremendo”, una biografia, sincera e schietta, uno libro in cui la scrittrice triestina riversa tutta la sua vita in un fiume di parole, con lucidità e sincerità.

Racconta della sua nascita (“Sono nata in uno dei giorni con meno luce dell’anno, nel cuore più profondo della notte. Soffiava una bora fortissima. Bora scura, con neve e con ghiaccio” così recita l’incipit del libro), della sua famiglia incapace di amare, della sua vita a Trieste nel terrore della bora, del suo trasferimento a Roma per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia.

L’autrice, che con “Va dove ti porta il cuore” ha realizzato un romanzo capace di imprimersi nella storia della letteratura contemporanea, vendendo 15 milioni di copie, ha così realizzato un libro in cui non nasconde né fragilità né paure.

Né tanto meno la Tamaro si nasconde susanna tamaro Ogni angelo è tremendodietro buonismo e condiscendenza; all’inizio del libro infatti molto spazio è dedicato alla sua avversione per le scuole di scrittura.

Queste istituzioni, secondo la scrittrice, pur essendo utili a formare gli aspiranti romanzieri, sono soggette in maniera inconfutabile e ossessiva alle logiche moderne del mondo editoriale, che con poco coraggio punta alla realizzazione di grandi incassi senza più avere il coraggio del nuovo e del vero.

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Cucina

Vip e Cucina: da Mario Lopez a Gwyneth Paltrow le ricette vanno il libreria

Sembrerebbe proprio che il campo dell’editoria abbia ricoperto uno storico format dalle uova d’oro, considerato la mole di pubblicazioni che da un po’ di tempo a questa parte intasano gli scaffali di tutte le librerie del mondo.

Stiamo parlando di Vip ai fornelli, ovvero personaggi famosi che si cimentano con le proprie ricette. In principio furono Ugo Tonazzi e Aldo Fabrizi, ma anche Liz Taylor.

Oggi la formula sembra riscoperta. Infatti, molti sono i vip dietro ai fornerlli, specialmente negli USA. Da Eva Longori a Gwyneth Paltrow, passando per Sheryl Crow a Oprah Winfrey, ma non si tratta solo di un caso al femminile, se prendiamo in considerazione gli esempi di Mario Lopez, l’idolo delle giovanissime di MTV, o il veterano Gerard Depardieu, senza dimenticare che anche la pubblicità ha riscoperto il potenziale del Testimonial per le sue campagne culinarie, vedi su tutto Antonio Banderas che fa (tristemente) la felicità di molti telespettatori con i suoi spot Mulino Bianco.

Ma il vero fermento è in campo editoriale. Ecco quattro esempi si successo editoriale ai fornelli. Partiamo da quello della bella Gwyneth Paltrow, che sta spopolando in America con il suo libro My Father’s Daughter, edito nel Bel Paese da Salani Libri con il titolo Ricette dalla mia cucina. Il libro racconta del ricettario della bella attrice, corredato di aneddoti della sua vita privata assieme al padre.

Il libro ha avuto una buona accoglienza. Altro vip famoso che si racconta dietro ai fornelli è una storica e nota forchetta, si tratta di Gerard Depardieu e il suo My Cookbook (Conrnan Octopus ltd), ovvero ulteriore testimonianza (come se servisse) di quanto l’attore ami la buona cucina. Infatti, Depardieu è anche un noto produttore di capperi, vino e olio.

Dietro ai fornelli/penna è finita anche libro ricette Gwyneth Paltrowla cantante Sheryl Crow che ha pubblicato il suo ricettario If it’s make you healthy. A differenza degli altri però quello della Crow è un contenitore di consigli per mangiare bene e in modo salutare. L’artista è affiancata dal suo chef personale, Chuck White, che la supporta nel fornire 150 ricette sane e leggere.

Rappresentante italiano di editoria e cucina è invece il libro di Serena Autieri, intitolato Un pizzico di sale (Kovalsky) che riunisce in sé un ricettario di consigli e racconti della soubrette italiana, dall’infanzia vissuta a Napoli, baluardo della cucina italiana, fino ad arrivare ai primi successi. Non mancano anche racconti privati su amori e famiglia. Il libro include anche consigli pratici su gusto e salute, tramandati da generazioni dalla nonna Lina e dalla mamma Rosa.

Insomma, è proprio un periodo d’oro per i vip e la cucina in campo editoriale e considerato l’avvicinarsi del periodo natalizio, non si sa mai cosa puoi trovare sotto l’albero, magari il libro di cucina di Eva Longoria?

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Musica & Spettacolo

Pippa Middleton. Per la sorella di Kate primo libro in uscita

Ha conquistato la scena in uno degli eventi storici del Regno Unito: il matrimonio tra Kate Middleton e il Principe William, l’attuale Duchessa e Duca di Cambridge; sto parlando di Pippa Middleton.

La damigella, nonché sorella, della sposa ci ha messo pochissimo a diventare celebre; le è bastato un semplice vestito, firmato Alexander McQueen, che ha evidenziato le sue sinuose curve, ed ecco che il suo lato b è diventato uno dei fondoschiena più famosi e apprezzati del mondo.

Pippa, però, dopo il debutto alle nozze, ha deciso di sfruttare in altro modo questo trampolino di lancio, e al posto di usare il suo corpo per fare successo, non ci crederete, ma ha scritto un libro.

Il libro si intitola Celebrate ed è un manuale su come organizzare party ed eventi, che uscirà in Gran Bretagna il prossimo 25 pippa middletonottobre. La Middleton ha deciso di sfruttare le sue esperienze lavorative all’interno dell’azienda di famiglia, la quale vende gadget per l’intrattenimento, per fare carriera; è, però, perfettamente consapevole di quanto sia importante il suo essere la sorella della Duchessa di Cambridge, e infatti nell’introduzione (riportata in anteprima dal Mail on Sundey) scrive “E’ sorprendente diventare famosa in tutto il mondo prima dei 30 anni grazie a tua sorella, a tuo cognato e al tuo fondoschiena. Forse un giorno riuscirò a capire come sia successo. Certamente ho avuto opportunità che molti possono solo sognare” aggiungendo di sapere perfettamente che molte persone compreranno il libro solo per curiosità.

Il manuale avrà un costo di 30 euro; speriamo sia all’altezza del suo lato b.

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Cucina

American bakery, il nuovo libro di ricette di Laurel Evans

Cookies, muffins, crumble, banana bread, cinnamon rolls. Di cosa si tratta? Sono solo alcuni dei nomi che troverete elencati in “American Bakery” (Edizioni Gribaudo), il nuovo libro di cucina di Laurel Evans, la food blogger più famosa d’America che sarà presente stasera a Milano, a via Tortona 34, per presentare il suo libro e per presiedere una sessione di showcooking con assaggio di dolci.

La Evans non è nuova all’editoria, avendo già pubblicato due libri di successo “Buon appetito America” e “La cucina Tex Mex”, ma come ben si sa, è difficile resistere ai dolci, soprattutto se si tratta di dolci tipici… americani.

La traduzione esatta di “bakery” infatti è “forno”, “panificio”, per cui sappiamo già dall’inizio che il libro di ricette ci racconterà di dolci fatti in casa, che sanno di farina e dell’amore della mamma, e qualche volta di bruciato, ma sono quelli che fanno bene al cuore.

La stessa autrice, che prova con le sue mani ogni ricetta che propone, afferma che questo è il miglior libro che abbia mai scritto ad oggi. Lauren è cresciuta in Texas ed ha lasciato la famiglia a diciassette anni per girare l’America e conoscere il suo paese.

Questi viaggi di gioventù l’hanno American bakery libro ricette Laurel Evanssicuramente aiutata a mettere insieme le 10 pagine del suo libro, corredato non solo di deliziose ricette ma anche di foto curate dalla food stylist Luisa Girola e fotografate da Emilio Scoti, il marito della Laurel, uomo decisamente fortunato.

Le ricette sono un viaggio nel nuovo continente, percorrono tutto il suo territorio lungo la Route 66 di kerouachiana memoria, passando dal Grand Canyon per arrivare alle natie pianure texane, fino alla coste oceaniche e alla confusione piena di luci e colori delle grandi Metropoli nordamericane.

Un percorso geografico e culinario che prende per la gola il lettore, spingendolo a diventare artefice della propria cucina!

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Da DNA a donna

Grace Kelly, a 30 anni dalla morte una biografia ne racconta la vita

A trent’anni dalla sua scomparsa, la principessa Grace riesce ancora ad affascinare con la sua bellezza e la sua eleganza, in lei il grande regista ed amatore di belle donne, Alfred Hitchcock, vide un modello da avere a tutti i costi nei suoi film, mentre il Principe Ranieri vide in lei la donna che gli sarebbe piaciuto avere accanto, come sposa e madre dei suoi figli.

Grace Kelly biografia libro 2012 30 anniGrace Kelly continua ad incantare, ed è questo che deve aver pensato Andrea Carlo Cappi, che ha scritto il libro La Principessa di ghiaccio, in cui ricostruisce la vita artistica prima e sentimentale poi della bellissima attrice premio Oscar. Da questo libro sarà tratto un film con Nicole Kidman chiamata ad interpretare la Kelly e Jean Dujardin (The Artist) che potrebbe interpretare Ranieri.

Ma Cappi, nella sua biografia, non parla solo della luce, perché il punto focale del libro sono le curiosità, i piccoli segreti, i dettagli scomodi che si celarono dietro l’incontro che fece sognare milioni di persone. Si racconta che il Principe la vide per la prima volta sulla copertina di Time, che titolava la foto “gli uomini preferiscono le signore”, in contrapposizione con la bella Marilyn e il suo film.

Da quella foto Ranieri decise di incontrarla e, quasi subito, di farne la sua principessa. Lei abbandonò, non senza rimorsi, la carriera d’attrice, e divenne principessa, moglie e amorevole madre fino alla sua tragica e prematura fine. Ora un libro ce ne racconta i segreti, mentre la sua bellezza e il suo stile vivranno in eterno.

 

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Arte e Cultura

L’altra faccia della Terra di Monica Triglia, presentato il libro inchiesta

Si è tenuta a Vico Equense, vicino Sorrento, (NA) la presentazione de L’altra faccia della Terra, il libro inchiesta scritto da Monica Triglia, giornalista caporedattore di Donna Moderna e donna curiosa di scoprire alcuni aspetti del lavoro delle donne e degli uomini di Medici senza frontiere, associazione nata nel 1971.

l'altra faccia della terra Proprio con questo impulso è cominciato il suo viaggio, durato sei mesi, che l’ha portata in Pakistan, ad Haiti, in Guatemala, a Lampedusa, in Malawi alla ricerca dei presidi di Medici senza frontiere e alla scoperta di queste donne che lasciano la loro vita, compromettendo i propri rapporti sociali e personali, e si dedicano alla cura del prossimo.

Durante il viaggio, e a mano a mano che gli incontri si susseguivano, la Triglia è però venuta in contatto con un’altra parte di quella realtà: le donne del posto, donne alle quali viene negata la dignità, che vengono vendute da bambine in Paesi in cui uno stupro subito dai tre anni in su si può anche mettere in conto e può passare sotto silenzio.

Quelle donne che ogni giorno vanno al presidio medico a farsi curare le ferite inflitte loro da mariti violenti, e ogni giorno tornano a casa, dove la storia si ripete. Tutto questo ha fatto cambiare direzione a Monica, che ha allargato le sue pagine abbracciando anche storie di donne che vivono ogni giorno l’umiliazione raccontando con un linguaggio piano e essenziale,  senza mai cadere nel facile pietismo e senza cercare di toccare corde intime: i racconti e le storie reali di queste donne vere sono già abbastanza crudi e sofferti senza il bisogno di retorica aggiunta.

E’ stata un’esperienza straordinaria – ha raccontato Monica Triglia – emozionante e faticosa, che ha un po’ stravolto la mia vita. Quando ho finito di scrivere il libro volevo dimenticare tutto, volevo partire per una vacanza lussuosa negli Stati Uniti, ma sono storie che non si possono dimenticare”. Con entusiasmo e grande gratitudine negli occhi, la giornalista (che non vuole essere chiamata scrittrice) ha raccontato la sua esperienza e ha dato al suo libro un titolo che sta ad indicare quanto queste donne siano lontane da noi, ma quanto facciano parte della nostra stessa Terra, e quanto le storie così drammatiche raccontate in questo libro, siano vicine anche e purtroppo alla nostra cultura.

Un proverbio orientale dice che le donne sono l’altra metà del cielo, Monica Triglia è scesa sulla terra e ne ha raccontato l’altra metà, una metà complessa e sofferente, che va conosciuta e raccontata e anche se non può essere salvata, può essere sostenuta. Il libro è in edicola edito da Mondadori per la collana Strade Blu.

 

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Da DNA a donna

Scrapbooking: ritagli creativi per ricordi indelebili

Lo scrapbooking, questo sconosciuto! Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Nasce come metodo molto particolare per personalizzare i propri album fotografici: affinché la memoria di eventi o situazioni speciali non si perda nel tempo piuttosto si ricordi con parole, colori, stoffe, immagini e briciole di vita.

scrapbooking dogE’ in voga in America già da diversi anni ma sta evolvendosi anche in Europa riscontrando molto successo nel mondo dei creativi, sia analogici che digitali. La tecnica nasce nel 1800 in America e già l’origine del termine ci dice tutto: scrapbooking è formato dal verbo “to scrap” che significa “strappare”, e dalla parola “book” che vuol dire “libro”. Ritagli, strappi, brandelli, pezzetti di ogni tipo di carta o stoffa, se assemblati in un certo modo, possono risultare vere e proprie opere d’arte.

Tantissimi sono i materiali utilizzati per lo scrapbooking, da quelli specifici per questo hobby (presenti in qualsiasi cartoleria), a tutto ciò che abbiamo in casa e che non usiamo più.

Si inizia sempre con la base di cartoncino, da scegliere in diversi spessori, colori e formati; si passa poi alla creazione vera e propria con i ritagli di carta, da quella classica per impacchettare i regali, alla carta delle riviste patinate, ma anche carta velina, crespa, dei depliant pubblicitari, fotografie, stampe… e più le forbici sono dentellate, più estroso sarà il risultato.

E’ il momento di sbizzarrirsi con le decorazioni, scrapbookingsemplicemente con pennarelli e tempere, o più particolari incollando (con colla o biadesivo) tutto quello che vi capita sotto mano: tappi, bottoni, spillette, nastrini, pizzi, ciondoli, perline, fiori secchi o finti, ritagli di stoffe e persino porporina e brillantini vari.

Scrapbooking digitale – Siete attratte dalla fotografia e non ve la cavate tanto male con Photoshop (o PhotoImpact, o PaintShopPro…)? Allora lo scrap digitale è l’Hobby che fa per voi… senza peraltro dovervi sporcare le mani con la colla. In questo caso la creatività non ha limiti, si risparmia un sacco di tempo (quello del ritaglio) ed ogni forma può essere spostata e riutilizzata tantissime volte, cambiando con un clic colore, forma e dimensione. Sul web lo scrapbooking impazza e gli appassionati sono tantissimi, lo si vede dai tanti blog e siti dedicati che affollano la rete.

La Pasqua è appena passata, ma avrete sicuramente il compleanno di qualche amico alle porte: cosa aspettate a confezionare un bigliettino d’auguri fatto con le vostre mani con la tecnica dello scrapbooking?

 

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Gossip

Kristen Stewart si reinventa scrittrice. Porterà Robert Pattinson nei suoi libri?

Sappiamo da tempo che alla coppia Robsten piacciono i libri, ma di una vena d’autore non ci aveva mai parlato nessuno.

Kristen Stewart pare sia già al lavoro per il suo primo romanzo: «Kristen ha cominciato scrivendo racconti. Mentre faceva le riprese stava lavorando al suo primo romanzo e l’ha quasi finito. Vuole disperatamente diventare una scrittrice».

Kristen Stewart scrittrice libro Robert PattinsonE’ vero che la madre di Kristen è pur sempre una sceneggiatrice, ma da qui a vendere libri con il proprio nome c’è n’è di strada da fare. Nonostante la ricerca di una casa editrice per la pubblicazione non abbia ancora avuto successo, Kristen continua a scrivere tra un red carpet e l’altro. Dopo la premiazione ai Kid’s Choice Awards, dove ha vinto il premio di miglior attrice, la Stewart si è ritirata come sempre a vita privata e probabilmente ha continuato a scrivere il suo romanzo.

Effettivamente, noi fans, non capivamo come mai tutta questa privacy e tutto quest’odio per i party. Avendo scoperto il suo rapporto con la penna, capiamo diversi atteggiamenti di chiusura e riservatezza che la rendono quasi una persona timida. Probabilmente è solo voglia di evadere da ciò che la circonda e buttarsi nella fantasia delle sue storie.

Non è ancora chiaro quale sia il suo genere preferito, tutti parlano di romanzi in generale, ma potrebbe sorprenderci con un giallo o un fantasy. Di sicuro i personaggi da lei interpretati in “Biancaneve e il cacciatore”, “On the road” e la saga dei vampiri, hanno tutte le caratteristiche per ispirare generi letterari fiabeschi e romantici.

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Interviste

Mariafrancesca Garritano: fra danza, successo e femminilità

Quest’oggi a ridosso delle festività natalizie, per tutte le lettrici di PinkDNA, un’intervista speciale. Abbiamo l’onore di poter ospitare le parole di Mariafrancesca Garritano, conosciuta anche come Mary Garret. Mariafrancesca nata in Calabria, si trasferisce a Milano per seguire la sua passione: la danza. E come leggeremo dalle sue parole, non senza sacrifici e impegno raggiunge il suo obiettivo, di diventare “ballerina solista” e dunque protagonista in uno dei più famosi teatri del mondo come quello “Alla Scala” di Milano. Inoltre, con il suo libro “La verità, vi prego, sulla danza”  ha svelato tutte le insidie di un mondo così affascinante e coinvolgente, com’è quello della danza.

Mariafrancesca GarritanoMariafrancesca Garritano e la danza, quando è nato questo rapporto?
È nato da piccolissima, mia mamma mi portò in una scuola di danza a 3 anni, per gioco e per fare compagnia ad un’amichetta; col tempo l’amichetta si ritirò ed io decisi di restare! A 3 anni si gioca solo con la musica e con la completa libertà del corpo, non si può fare danza, ma la passione vera non tardò ad arrivare.

Perché Mary Garret?
Perché sin da piccola mi chiamavano tutti Mary (Mariafrancesca tutto attaccato è troppo lungo!) e dal momento che lo usai come nickname sul Web, ho pensato che andasse bene con il titolo del libro che ho scritto, che era di per sé già molto lungo!

Con il tuo libro sembri aver scoperchiato una pentola, che molto spesso si faceva finta di non vedere. Perché tanta ipocrisia nel mondo della danza?
Con il libro ho solo messo il mio la verità sulla danza vi pregopunto di vista a disposizione di chi fosse disposto, come me, a fare alcune riflessioni. Le reazioni sono molteplici perché non tutti abbiamo lo stesso vissuto. Perché, poi, si faccia fatica a parlare di cose per cui va di mezzo la salute delle persone, questo non lo comprendo ancora. Parlare di un disturbo fisico o mentale, qualunque esso sia, dà solo la possibilità di crescere, confrontarsi, sentirsi meno soli e accettarsi, che credo sia la cosa fondamentale per la sopravvivenza di una società.

Il segreto che ti ha portato a tagliare così tanti prestigiosi traguardi?
Posso dire di non avere dei segreti nascosti: ho sempre pensato che bisognasse credere fermamente in ciò che si fa, anche per passione, come la danza, nel mio caso. L’ho vissuta sempre come un mezzo per diventare una persona migliore, attraverso il quale hai la possibilità di metterti in gioco, di scoprire le tue debolezze, i tuoi pregi, il culto della buona salute, l’importanza dei gesti e, soprattutto, dei rapporti umani. Si entra in contatto con tante persone e si conoscono tutte intimamente, perché prevale il linguaggio del corpo e, se lo si conosce studiandolo e osservandolo, si può imparare molto da ciò che comunica. La danza è un’arte muta, ma sa parlare benissimo. Credo che in scena alla fine portiamo solo noi stessi e se ci dà la possibilità di farlo, chi ti guarda, percepisce sempre quello che tu ti porti dentro.

Un consiglio alle mamme e uno alle figlie?
Io sono l’ultima persona, forse, che può dare consigli: posso solo dire di non perdere mai il contatto con loro stesse e la propria dignità di esseri umani, in quanto donne, adulte o bambine che siano, la propria intima femminilità è la risposta a tutti i quesiti della vita. Non c’è nulla di più importante. La danza è solo un bagaglio da portare dietro come un comodo trolley, non come un pesante zaino sulle spalle!

Quanto è importante oggi il talento e quanto la grinta per avere successo?
Il successo non so se si  può misurare sulla quantità di volte in cui si va in TV, su un palco o sui giornali; credo che il vero successo, nella vita, sia viverla intensamente e secondo la Mariafrancesca Garritano danzapropria natura. Il talento, lo dico anche nel libro, può essere anche quello di avere il coraggio di vivere la propria vita nella sua normalità, anzi credo proprio che sia questo il risultato maggiore che si possa raggiungere. La società ci impone dei canoni, le scelte che fanno per noi, a volte, costringono implicitamente ad accettare questi canoni come esempi di talento, bellezza, successo… E ci dimentichiamo del valore reale di ogni singolo. Alla fine siamo ciò che facciamo, ma a volte non sappiamo nemmeno se ciò che facciamo è veramente ciò che vorremmo e dovremmo essere! Bisogna ricominciare a chiedersi queste cose prima di valutare il talento o il successo raggiunto, e per farlo ci vuole tanta forza di volontà. La grinta è un elemento fondamentale per mantenere vivo questo stato di cose, secondo me!

Cosa significa per te essere diventata una “ballerina solista”?
Significa tante cose: aver raggiunto un piccolo–grande obiettivo attraverso anni di duro lavoro, significa avere grandi responsabilità, professionali e umane, significa che ne è valsa la pena e che si può sempre migliorare, significa andare avanti sempre sulla stessa strada.

Quanto è importante avere dei buoni maestri in questo mondo?
È fondamentale. Credo sia la cosa principale. Un Bravo Maestro non si fa sfuggire nulla, ed una macchina sofisticata come quellaMariafrancesca Garritano danza intervista del corpo e della mente di un danzatore, ha bisogno solo ed esclusivamente di chi la sappia  “assemblare” “riparare” “perfezionare” “incentivare” in una parola: curare. Non si può fare questo da soli. Finché si è in attività, c’è sempre bisogno di qualcuno che ti segua e a cui affidarsi completamente.

E parlando di Mariafrancesca Garritano donna, a cosa non rinunceresti nella tua vita e nel tuo essere donna?
Se Dio vorrà, alla maternità, per quanto l’attività che svolgo non sempre si sposa perfettamente con questo desiderio, in una perfetta età biologica.

Infine, secondo te, qual è la prima arma per conquistare un uomo?
Perché ce n’è una?! Pensavo bastasse essere se stessi, nei rapporti, e il resto se deve arrivare… arriva!

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Arte e Cultura

Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa: un viaggio nell’adolescenza femminile

È da poco sugli scaffali delle migliori librerie, ma è già un best sellers. Alessandro D’Avenia, scrittore palermitano, racconta la storia di una teenager spaesata dopo l’allontanamento del padre, suo punto di riferimento fino ad allora. Un viaggio nelle difficoltà dell’adolescenza con dolori e amori raccontati nello stile di Omero che accompagna “l’odissea” della protagonista alla ricerca del padre.

Cose che nessuno sa Alessandro D'AveniaI miei giovani lettori si troveranno spiazzati: è un libro dallo stile molto diverso dal precedente, più meditativo, cambia la voce narrante”. Ecco le parole dell’autore che aveva in cantiere un libro sugli avventurieri del ‘500, ma la passione per i suoi alunni e per le tematiche che affronta nel suo ruolo di insegnante lo hanno spinto verso la stesura di questo romanzo.

Come il primo libro dedicato ai ragazzi, anche l’ultimo sfida ad una lettura impegnativa e crede nella possibilità del riscatto dei giovani facilmente dimenticati dalla società. La Mondadori che ha dato subito fiducia a “Cose che nessuno sa”, visto il successo di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, ha attirato una fascia d’età che raramente si avvicina alla carta stampata e alle librerie. E allora è proprio vero ciò che dice l’autore: “I ragazzi vogliono sapere per cosa giocarsi la vita. Non ne possono più di qualunquismo, di cinismo. Se non trovano nessuno che additi mete alte, se non trovano maestri come quelli che ho incontrato sul mio cammino, si accontentano di cellulari, videogiochi, Facebook e poco di più!”.

Sarebbe bello per tutti gli alunni avere un professore come D’Avenia, che si mette in gioco divertendosi a far interpretare la lettura di Omero assegnando le parti come in teatro: “i ragazzi all’inizio vorrebbero lanciarsi dalla finestra, alla fine dell’anno ringraziano”.