Categorie
Arte e Cultura

Donna Tartt ritorna in libreria con Il Cardellino

Arriva in libreria la prossima settimana il terzo romanzo di Donna Tartt. Dopo due decenni dal primo, folgorante esordio e a unidici anni dal suo seconod romanzo, la Tartt torna in libreria con “The Goldfinch” (Il cardellino), frutto di un faticoso e laborioso lavoro di riscrittura che la scrittrice americana ha portato avanti nell’isolamento.

La scrittrice è infatti nota per non amare i riflettori, odia farsi intervistare e fotografare e preferisce che siano i suoi romanzi a parlare per lei; questo atteggiamento le è valso, nel corso degli anni, un alone di mistero e di esclusiva pari a quello che circonda, ancora oggi, personaggi del calibro di J.D. Salinger e Thomas Pynchon.

I numeri di questo terso romanzo di Donna Tartt sono: 800 (le pagine) e un milione (la tiratura iniziale). Ecco la trama del romanzo che trovate già su Amazon in versione originale: Theo Decker, un ragazzino di New York che resta miracolosamente illeso in una esplosione al Metropolitan Museum of Art di New York Donna Tartt ritorna in libreria con Il Cardellinoin cui muore sua madre. Dopo aver evitato l’orfanotrofio scappando e vivendo nelle strade, Theo trovera’ consolazione solo grazie ad un piccolo e misterioso quadro, Il Cardellino per l’appunto, del pittore fiammingo Carel Fabritius, rimasto nelle sue mani proprio nell’esplosione.

Le prime recensioni sono a dir poco eccezionali, e pare anche che l’illustre Stephen King abbia considerato il romanzo dickensiano, nella migliore accezione del termine. Sembra infatti che la prima parte del romanzo sia davvero assimilabile alle storie di Dickens, un “accumulo gotico di strati narrativi”.

La Tartt ha esordito a 28 anni con “Dio di Illusioni”, un vero e proprio caso editoriale degli anni Novanta, tradotto in 24 lingue. Nel 2002 è arrivato “Il piccolo Amico” e ora per inaugurare i suoi 50, Donna Tartt fa ai suoi lettori un nuovo regalo, un romanzo che si preannuncia straordinario.

 

Categorie
Arte e Cultura

In edicola I Am Malala, l’autobiografia di Malala Yousafzai

Malala Yousafzai non ha ancora smesso di far parlare di sé e anzi, ad appena 16 anni si prepara a diventare una delle scrittrici più lette al mondo.

E’ infatti probabile che la sua autobiografia, in edicola da ieri 8 ottobre, diventi presto un best seller, e i motivi sono molteplici: prima di tutto perché la sua storia ha già fatto il giro del mondo, poi perché Malala ha solo 16 anni, eppure ha coraggio e forza da vendere, poi perché rivela al mondo intero che per essere dei veri eroi, come lo è lei agli occhi del mondo, si può essere anche una ragazzina normale interessata alla moda e alle serie tv.i'm Malala

Il libro si intitola “I Am Malala” (“Sono Malala”), e la giovane pakistana l’ha scritto insieme alla giornalista britannica Christina Lamb. Nel libro, la storia della sua vita e dei suoi sogni, si raccontano le passioni di Malala: Masterchef, Ugly Betty e Angelina Jolie, ma anche la passione per le acconciature e per i vestiti, niente di straordinario per una 16enne. Se non fosse che Malala, lo scorso 9 ottobre, venne ferita alla testa dai talebani, perché con il suo blog, voleva portare alla luce la condizione che le donne e i bambini vivevano i Pakistan.

Nel suo libro, la Yousafzai racconta che la sua terra, il posto dove è stata ferita, la valle dello Swat, è il posto più bello del mondo, nonostante la continua, perpetua occupazione da parte di eserciti, stranieri e militari. Da Alessandro Magno a Winston Churchill e poi ancora dopo l’11 settembre, la sua terra è sempre stata occupata e sanguinante. Il libro racconta anche questo, l’arrivo degli eserciti, quello che lei riesce a ricordare.

Lei si considera credente e praticante, ma allo stesso tempo è contraria al modo di trattare le donne della propria religione: una mente aperto in un mondo chiuso, e così è dovuta scappare, prima per sopravvivere alle ferite alla testa, poi per poter continuare a vivere e a studiare, nel Regno Unito, dove per ora rimane. Ma il suo vero sogno è quello di tornare in Pakistan e dedicarsi alla politica, nella maniera costruttiva e (allora) inconsapevole che ha cominciato ad affrontare da quando aveva 11 anni.