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Anche per Emma Marrone è stata una liberazione?

Oggi, 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, la ricorrenza che ci ricorda che non siamo sempre stati un Paese libero. La liberazione dal regime nazi-fascista è stato un momento di difficile lettura (ma che non ammette revisionismi o teorie “dei vinti”), in cui i sentimenti si scontravano anche all’interno delle singole persone. Nessuno sapeva realmente verso stavamo andando, mentre tutti sapevano cosa era appena finito. Credo che questo duplice stato d’animo in questo momento, facendo un parallelo, possa descrivere quello di Emma Marrone.

Di sicuro, dopo un primo momento di scoramento e sconforto, che può essere sintetizzato dal suo “sto di merda”, che riteniamo naturale, adesso speriamo che in lei ci sia già quella fiammella della ragione, che consente di vedere e vivere le cose in maniera diversa. Sarà che sono un’inguaribile ottimista, ma al peggio non c’è mai fine. E quindi, meglio che Belen e Stefano abbiano fatto saltare il banco adesso e non più tardi, dopo un matrimonio con figli annessi, che avrebbe comportato ben altre sofferenze e conseguenze.

La rottura di un rapporto è una delle cose più difficile da vivere, soprattutto, se causata da un tradimento palese e mediatico com’è stato quello di Stefano Di Martino. Ma guardando indietro, crediamo che il senso di liberazioni superi il rimorso e la sofferenza, d’altronde chi vorrebbe vivere con affianco un uomo, che anziché fare il ballerino professionista, sfrutta il suo talento per creare feeling con la sua compagna di ballo e poi portarsela a letto?

Certo, anche Belen Rodriguez non ci fa un bella figura in tutta questa storia, per una notte di “sano sesso” si poteva anche optare per un adone non “accasato”, anziché con il fidanzato della vincitrice di Sanremo. Sembra quasi che la bella argentina abbia imparato l’arte dal suo ex Fabrizio Corona e non abbia perso tempo ad applicarla, per creare attorno a se l’ennesimo caso mediatico, che ha suscitato non poco clamore.

Alla fine, seppur con un baule di vestiti da passare a ritirare a casa di Emma, visto che l’interessata ha smentito di avergli dato fuoco “essendo una convinta ecologista”, quello messo peggio è Stefano Di Martino che ha perso la fidanzata, è stato snobbato dall’amante che l’ha usato come si farebbe con un proteggi slip, è in pessimi rapporti con Maria De Filippi… e tutte le donne d’Italia sanno che di lui non si potranno mai fidare, anche se come ben sappiamo, l’amore è cieco e rende ogni donna tanto presuntuosa da credere di poter redimere anche il peggiore dei fedifraghi.

AGGIORNAMENTO ORE 14.34  — VIDEO Stefano Di Martino e Belen Rodriguez insieme —

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Da DNA a donna

Donne di Liberazione, protagoniste di un cambiamento possibile!

25 aprile, Festa della Liberazione. Certamente un anniversario e un appuntamento che rievocano unità, solidarietà, appartenenza. Come non pensare al protagonismo di tante donne di quegli anni di guerra, in prima fila contro la dittatura o accanto a uomini di altrettanto valore.

Tuttavia non è di loro che intendo parlare o su una figura in particolare.

donne liberazione 25 aprileLa domanda e la riflessione si riferisce alle donne di oggi: sono donne di liberazione? Sono ancora protagoniste di un cambiamento possibile in questo tempo di crisi, valoriale prima ancora che politico e finanziario?

Penso proprio di sì. E, anche in questo caso, per non far torto a nessuna tra loro, evito di richiamare una qualsiasi figura.

Il pensiero però corre a diverse donne e, in particolare, a donne investite in mansioni chiave per un cambiamento possibile.

La donna madre: mai come oggi l’essere mamma ha assunto un ruolo fondamentale nell’educazione delle generazioni future, nel fare famiglia, nel porre le basi per la costruzione di una società e di un con-vivere più solidale, ponendo al centro la persona quale artefice della propria storia e del proprio divenire.

La donna coraggio, capace di ribellarsi e sovvertire la dominanza maschile mafiosa, ‘ndranghetista, fatta di prevaricazione e violenza.

La donna politica, desiderosa di costruire una Città più a misura della persona, anche in questo caso, capace di ribellarsi a un potere prevalentemente in mano all’uomo.

La donna manager, più attenta alle dinamiche relazionali, consapevole che un buon clima organizzativo favorisce migliore produttività e benessere aziendale.

Tutto il resto è poca cosa, di poco spessore, tendente piuttosto a proporre un modello privo di significati autentici, decisamente contrari alle innumerevoli qualità dell’“altra parte del cielo”!

Mi auguro che questo anniversario, oltre ai suoi contenuti storici, politici, forte della testimonianza delle donne di allora, sia anche di riscatto delle donne di oggi per un cambiamento che non può attendere ancora.

perces