Categorie
Lavoro

Istat: torna a diminuire il numero degli occupati

Brutte notizie per il mercato del lavoro. In base alle elaborazioni mensili fornite dall’Istat, è diminuito il numero di occupati nel mese di Maggio.

Un dato in controtendenza con quanto accaduto ad aprile, quando sia il tasso di occupazione che quello di disoccupazione avevano mostrato segnali incoraggianti, facendo sperare ad un’inversione di tendenza.
Ed invece l’Istat segnala un pericoloso passo indietro. L’approvazione del Jobs Act e le agevolazioni fiscali per le nuove assunzioni a tempo indeterminato previste all’interno della Legge di Stabilità hanno creato una grande aspettativa nel governo.
Attese che fino adesso sono state in parte smentite. È ancora troppo presto per valutare l’impatto della riforma del mercato del lavoro.
Certamente, però, dopo tre mesi dall’approvazione dei primi decreti attuativi del Jobs Act, ci si aspettava di essere più avanti nel processo di abbattimento del tasso di disoccupazione.
In base, invece, ai dati forniti dall’Istat il numero degli occupati è addirittura diminuito nell’ultimo mese.

Categorie
Lavoro

Le donne non vogliono lavorare con altre donne

Ci sono alcune donne che proprio non ci riescono ad essere accomodanti e gentili con le proprie colleghe, ci sono delle donne che molto spesso mandano a quel paese la solidarietà femminile mostrandosi ostili ed inopportune

552939-due-donne-wrestling-braccio-al-lavoro-su-scrivania-su-sfondo-biancoMolte non riescono a fare rete e tendono a mantenere buoni rapporti solo con le figure maschili che militano sul posto di lavoro. Ma perchè mai alcune donne non riescono a lavorare con altre donne? Ce lo spiegano due recenti e fresche ricerche. Entrambe mostrano che una buona percentuale di donna desidera ancora avere un capo uomo e lavorare con colleghi piuttosto che con colleghe. Questo accade perchè nella donna è sempre forte l’ambizione, la volontà di primeggiare ed esserlo diventa difficile nel momento in cui lavori fianco a fianco con altre donne che hanno le stesse priorità e che tendono a buttarti, a loro volta, fuori strada.

Ritornando ai risultati specifici possiamo dire che il primo studio è stato condotto su 2000 donne del Pew di Washington ed è emerso che il 77% afferma di lavorare armoniosamente sia con uomini che con donne, il 5% preferisce avere a che fare esclusivamente con donne mentre il 18% esprime il desiderio di voler lavorare solo con uomini. Dati simili emergono anche dalla seconda ricerca della Gallup in cui solo il 23% delle intervistate ha risposto di preferire una donna come capo.

 

Categorie
Lavoro

Italia: solo il 26% dei posti di comando in aziende è occupato da donne

Ancora dati negativi e poco lusinghieri per la donna nel mondo del lavoro. Le donne manager in Italia occupano solo il 26% delle posizioni disponibili nelle aziende importanti. A rivelare la percentuale è un’indagine condotta dal DAS, che, all’interno del Gruppo Generali, si occupa di analizzare e monitorare la panoramica europea della presenza femminile all’interno dei livelli organizzativi e gestionali di un’azienda o di una società.

La percentuale di un quarto circa sul totale di posizioni di responsabilità e comando è un fatto di incapacità da parte delle donne, o un problema culturale e storico?donne al comando

Da quello che viene messo in evidenza dall’analisi del panorama Europeo, purtroppo sembrerebbe un problema culturale; l’Italia è quintultima in questa classifica, in cui fanno peggio solo Grecia, Repubblica di Macedonia, Lussemburgo e Cipro. C’è da andare a nascondersi in un quale oscuro anfratto, non c’è che dire!

A far meglio sono invece la Gran Bretagna e, inaspettatamente, la Lettonia, che vanta il 46% di dirigenti donne, indicatore del fatto che le donne al comando (purché competenti) possono essere una realtà importante e produttiva per un Paese allo sbando che, come il nostro, ha bisogno di radicali cambiamenti.

Tutti i Paesi Europei infatti si attestano intorno ad una media del 33% in merito alle donne impiegate in posizioni di potere, percentuale ben superiore al nostro 26%! Per ora purtroppo non si può fare altro he denunciare questo gap, aspettando e sperando che le cose cambino.

Categorie
Bellezza & Salute

Il lavoro notturno fa male

Lavorare di notte crea danni a volte anche persistenti. Si tratta di un’affermazione che sentiamo spesso e che trova ora conferma in uno studio dell’Università inglese di Surrey.

Lo studio, pubblicato su Pnas, afferma che il lavoro notturo, il jet lag e tutto ciò che altera il ciclo sonno-veglia manda in tilt il 97% del nostro Dna che è abituato ad lavoro_notturnoattivarsi e disattivarsi in precise ore del giorno e della notte. Se dunque si dorme di giorno e si lavora di notte, il nostro orologio biologico  non riesce più a scandire il ritmo naturale del nostro corpo; ecco che diviene impossibile regolare gli ormoni, la temperatura corporea, l’umore, le capacità atletiche e le funzioni celebrali.

L’esperimento è stato svolto su 22 volontari che, per alcuni giorni, hanno vissuto 28 ore in una zona chiusa con la sola luce artificiale. I ricercatori hanno poi prelevato i loro campioni di sangue dimostrando che, durante l’interruzione dei tempi del sonno, nell’organismo si realizza una riduzione di sei volte il numero dei geni utili al ritmo circadiano. «È veramente un “crono-caos” – afferma Derk-Jan Dijk, uno degli autori -. È come vivere in una casa in cui ogni stanza ha un orologio posizionato su un’ora diversa».

La ricerca ha dunque dimostrato che restare svegli di notte provoca un disordine dei geni che, invece, hanno la necessità di organizzarsi grazie ai ritmi sonno-veglia. Alterare il naturale ritmo circadiano danneggia le attività del cuore, i tessuti del corpo, del cervello e dei reni.

 

Categorie
Bellezza & Salute

L’orario migliore per bere il caffè? Metà mattinata!

Per essere concentrati e rendere di più nello studio, per essere ben svegli durante le ore di lavoro, per caricare le batterie del nostro organismo che, spesso e volentieri, hanno breve durata ci buttiamo a capofitto sul caffè; tazze, moche, tazzine e distributori sono i nostri compagni di viaggio e a volte, complice l’assuefazione o il semplice desiderio di staccare la spina per qualche minuto, superiamo le dosi giornaliere di caffeina consigliate.

Secondo un’ultima ricerca pare che ci sia un orario ben preciso in cui prendere il caffè ed “assorbire”, così, tutte le sue proprietà. A sostenerlo è Steven Miller, tazzina-di-caffe_h_partbneuroscienziato della Uniformed Services University of the Health Sciences nel Maryland, secondo cui l’ora fatidica della tazzina di caffè è compresa tra le 9,30 e le 11,30; qualche ora dopo essersi svegliati dunque.

In questo lasso di tempo, infatti, nel nostro organismo i livelli di cortisolo, meglio noto come ormone dello stress, si abbassano e questo ci permette di assorbire tutte le proprietà presenti nella caffeina. Al momento del risveglio, spiega il neuroscienziato, c’è un picco di questi ormoni nel nostro sangue e ciò ci rende svegli, carichi, attivi e dunque se ingeriamo in questo momento il caffè tutti i suoi effetti vengono completamente vanificati o, ancora peggio, ci inducono all’assuefazione costringendoci, con il passare del tempo, a desiderare un caffè sempre più forte per ottenere effetti visibili sul nostro organismo.

Gli altri orari meno indicati per godere la pausa caffè sono il dopo pranzo e la fascia oraria compresa tra le 17,30 e le 18,30.

Anche bere il caffè è diventato un lusso da godere poche volte al giorno.

Categorie
Bellezza & Salute

Giornata stressante? Dopo il lavoro, attività fisica e una bella dormita!

Secondo un nuovo studio, l’esercizio fisico dopo il lavoro e un buon riposo notturno sono i due modi migliori, per prepararsi ad una giornata stressante. I ricercatori hanno dichiarato che la combinazione di un allenamento fisico e una bella dormita è la chiave, per evitare l’esaurimento emotivo o il bornout lavorativo.

Perciò, secondo il parere degli esperti, i lavoratori non dovrebbero poltrire sul divano, dopo il lavoro, ma andare a correre, fare nuoto o andare in bicicletta e poi fare una bella dormita, più lunga del solito.

La dott.essa Inga Nagel, dell’Università di Costanza, in Germania, ha dichiarato:

il nostro studio indica la possibilità di influenzare, positivamente, le risorse personali di un individuo nella vita quotidiana. Se, ad esempio, un dipendente affronta una giornata stressante o importante al lavoro, il dipendente dovrebbe impegnarsi, consapevolmente, in attività benefiche il giorno prima. I risultati del sports donne benessere salute forma fisica dieta prova costumenostro studio suggeriscono che i lavoratori dovrebbero fare attività fisica e dormire, più del solito, se devono affrontare una giornata stressante di lavoro”.

I ricercatori, i cui risultati sono pubblicati online sulla rivista Applied Psychology: Health and Well-Being, hanno spiegato che l’esercizio fisico ha effetti benefici sull’umore, ma consuma energia e richiede tempi di recupero. Pertanto, la combinazione di attività fisica e di un buon sonno è in grado di offrire energia ad una persona, in maniera efficace.

Lo studio ha coinvolto 144 lavoratori, con età compresa tra i 22 e i 64 anni; i partecipanti hanno compilato un diario, per cinque giorni consecutivi, riguardo gli effetti dell’esercizio fisico e del sonno sul lavoro.

Categorie
Lavoro

Sondaggio OCSE: in Italia le donne lavorano 11 ore più degli uomini, ogni settimana

Secondo un recente sondaggio dell’OCSE , pare che le donne lavorino più ore alla settimana, rispetto agli uomini. Se al tempo trascorso in un ufficio, si aggiunge il tempo speso per le faccende domestiche, le donne lavorano, all’incirca, quattro ore in più rispetto agli uomini, in una regolare settimana.

La differenza più grande è stata trovata in Italia, dove le donne lavoravano 11 ore più degli uomini, dentro e fuori casa.

In 16 Paesi in via di sviluppo, le donne, in media, passano il 18 per cento di tempo in più, per attività domestiche, come la cucina e la cura dei bambini. Ma, anche se il divario tra i sessi sul posto di lavoro si è ridimensionato, gli uomini passano il 30 per cento in più, sul posto di lavoro, dedicandosi, principalmente, ad un lavoro retribuito. L’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha esaminato 28 paesi dell’OCSE , e ha scoperto che in 22 di essi, le donne finiscono per lavorare più ore rispetto agli uomini, in una determinata settimana.

Negli Stati Uniti, gli uomini e le donne affrontano lo stesso numero di ore di lavoro, ma le donne risultano più occupate nelle faccende domestiche. Nel Regno Unito, in media, le donne lavorano donne-e-lavorodue ore in più rispetto agli uomini in una settimana, e ciò succede anche in Cina e in Messico.

Nel nostro Paese, che ha il più grande squilibrio, le donne affrontano, in media, 22 ore di lavoro retribuito, e 35 ore di lavoro domestico gratuito alla settimana.

Tuttavia, ci sono sei Paesi, che sfidano la “tendenza”: gli uomini hanno dimostrato di occuparsi delle faccende domestiche e di lavorare di più, rispetto alle donne.

Questi sono il Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia.

Categorie
Lavoro

Lavoro: l’ISTAT rivede le stime PIL a -1,8. L’economia non cresce

Recessione: ecco lo stato attuale dell’economia italiana che decresce dell’1,8%, secondo le stime dell’Istat con cui concorda il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. La ripresa? Nell’anno prossimo e sarà al massimo dell’1%.

L’ISTAT vede la ripresa del prossimo anno allo 0,7% per il prodotto interno lordo dell’Italia, mentre stima che quest’anno perderemo quasi il 2% del PIL. Stime con cui in parte concordano i ministri di economia e lavoro Saccomanni e Giovannini, che però vedono un clima più favorevole per il prossimo anno con il PIL che crescerà di oltre l’1%, in quello che per molti sarà l’anno della ripresa economica.

Intanto, il Paese continua ad impoverirsi e diminuiscono i posti di lavoro per tanti che lavoravano in piccole imprese artigiane, o nelle poche grandi realtà italiane, depresse innanzitutto dalla crisi e poi dal regime fiscale più pesante d’Europa. Una crescita dell’1% dopo questi anni di crisi sarebbe solo un flebile segnale di ripresa, che in tanti accoglieranno favorevolmente, ma che dimostra che ancora il nostro Paese è impantanato per tanti motivi nelle sabbie mobili della crisi.

Categorie
Lavoro

Comunicazione, media e pubblicità: creatività contro la crisi!

Viviamo in un mondo sempre di più caratterizzato dalla comunicazione. Siti web, social network, media tradizionali: questi sono tutti strumenti ormai alla base di un sistema lavorativo che, nonostante la crisi, necessita fortemente di figure professionali e capaci.

La comunicazione è infatti uno degli aspetti fondamentali per le aziende, tanto per le PMI quanto per le imprese di grandi dimensioni. L’immagine di un marchio deve essere veicolata nel modo corretto se si vuole che quel brand resti ben impresso nella memoria degli utenti. E al tempo stesso la comunicazione legata a quel marchio deve essere tale da impressionare positivamente il pubblico, lasciando con sé un’esperienza e un’emozione positiva.

Proprio per questo la richiesta di abili e preparati comunicatori non accenna a diminuire e scegliere un percorso di studi in questo senso può fare la differenza, specie in un mondo lavorativo sempre più selettivo.

Ci sono però dei punti fermi da tenere bene a mente. Una semplice laurea in Comunicazione non dà certo le competenze necessarie a farsi valere nella folla dei neolaureati che sgomita per donne computer tecnologia stereotipiun posto di lavoro. È fondamentale scegliere un percorso che specializzi e dia le risorse conoscitive appropriate per fare breccia su mercato. Ne è un esempio il corso di laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità della IULM.

Un esperto della comunicazione che vuole trovarsi un passo avanti rispetto alla media, non può non gestire con padronanza i canali dei nuovi media, tanto quanto quelli più classici. Se poi ci si vuole affermare come Web Advertiser, Web Marketing Manager, Community Manager, addetto alla comunicazione online ecc, è fondamentale ampliare i propri orizzonti più specificatamente verso il Web e i social media.

Insomma, vi state chiedendo quale sia la ricetta giusta per combattere la crisi? È sufficiente mettere in campo tanta forza di volontà, la propria capacità di distinguersi dalla massa e tanta… tanta creatività!

 

Categorie
Lavoro

New Domesticity: lavoro da casa per combattere la crisi!

Non c’è nulla da fare! Se fino a poco tempo fa la sveglia suonava all’alba e tutti eravamo in preda al panico,  nel destreggiarci tra una colazione rapida, cosa indossare per andare a lavorare, il traffico e il ritardo, ora le abitudini della maggior parte dei lavoratori, si sono drasticamente evolute ed ottimizzate.

Sono in parecchi ormai a lavorare da casa, dinanzi ad un computer; mamme che, avendo poco tempo da dedicare alla famiglia, escogitano la soluzione adeguata per poter occuparsi della casa senza tralasciare la propria carriera.

New Domesticity è la nuovissima tendenza partita dagli USA: lavorare da casa, si può, ottenendo gli stessi risultati dati dalle ore abitualmente svolte in ufficio.

Il tutto è partito proprio da un articolo redatto da Lisa Miller e pubblicato sul New York Magazine, il quale delinea alla perfezione gli obiettivi e i risultati raggiunti da donne che lavorano da casa, ottimizzando i tempi e avendo più attenzione da dedicare ai propri figli e al coniuge. new domesticity

Lisa Miller descrive così la nuova casalinga americana: colta, creativa, benestante e femminista.

Il nuovo fenomeno sta dilagando anche in Italia e, in un periodo in cui trovare un impiego è davvero difficile, inventare un escamotage per potersi occupare della propria famiglia e avere più tempo libero, senza dover rinunciare al lavoro, è davvero un’ottima soluzione per combattere la crisi!