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Insonnia? La cura migliore è la ginnastica

In molti nella società odierna soffrono di insonnia; la vita frenetica, le preoccupazioni, lo stress dovuto al lavoro, il dover occuparsi della famiglia e della casa a volte alterano il sonno e la percezione della stanchezza.

C’è chi cucina per stancare ancora di più il corpo e costringerlo a ricercare il letto e chi, invece, non resiste all’attività h24 e decide di ripiegare su sonniferi o ansiolitici.

Secondo ultime ricerche pare, però, che non sia necessario ricorrere a metodi così drastici ma basta optare per l’attività fisica che, contemporaneamente, gratifica il corpo e insonniaconcilia il sonno. La palestra è dunque considerata la cura migliore per combattere l’insonnia.

A sostenerlo sono i ricercatori della Northwestern University di Chicago (Stati Uniti) secondo cui il training permette di stancare il corpo in maniera adeguata spingendolo verso le braccia di Morfeo. Il movimento deve però essere intenso e costante affinché l’attività celebrate di chi soffre d’insonnia possa, pian piano, “addormentarsi”.

Pertanto i ricercatori consigliano di svolgere ginnastica 3 volte alla settimana per almeno quattro mesi, tutte le sessioni possono essere anche di soli 45 minuti. Ricordate però che tra un esercizio e l’altro bisogna prendersi qualche minuto di pausa da dedicare ad esercizi di stretching e rilassamento.

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Soffri di insonnia? Spegni il telefono cellulare e andrà meglio!

Secondo una nuova ricerca, stare al telefono spesso e inviare costantemente sms potrebbe privare i giovani adulti delle giuste ore di sonno e aumentare il rischio di insonnia. I ricercatori sospettano che le ragioni di questo legame potrebbero essere l’ansia di rispondere, immediatamente, ai messaggi, l’abitudine di dormire con il telefono vicino e di essere svegliati da avvisi da sms in arrivo.

Il nuovo studio della professoressa di psicologia Karla Murdock, presso la Washington and Lee University, ha rilevato che messaggiare, frequentemente,significa avere una maggiore vulnerabilità psicologica allo stress interpersonale.

In un articolo, sull’ultimo numero di Psychology of Popular Media Culture, la professoressa Murdock ha riferito che mandare sms, costantemente e giornalmente,ha portato gli studenti del primo anno dell’Università ad avere problemi di sonno.

Lo studio è stato condotto su giovani studenti universitari e ha esaminato i collegamenti tra lo stress interpersonale, il comportamento durante la comunicazione via sms, e tre indicatori di salute: sovraffaticamento, problemi di sonno e il benessere emotivo. Per valutare la qualità del sonno degli studenti,chiamare gratis telefono app smartphone la professoressa Murdock ha usato i punteggi dell’ Indice di Qualità del Sonno di Pittsburgh, con piccole modifiche. Lo strumento, ampiamente utilizzato, misura i molteplici aspetti della qualità del sonno, come la durata del sonno, la quantità di tempo necessario per addormentarsi, la quantità di tempo effettivamente trascorso dormendo, disturbi notturni e la sonnolenza diurna.

Karla Murdock suggerisce che il linguaggio abbreviato, che si usa comunemente negli sms, difetta nella capacità di fornire un certo tipo di nuance, che è importante nel discutere questioni delicate. Inoltre, la comunicazione tramite sms non riesce ad offrire segnali non verbali critici, che sarebbero parte di una conversazione faccia a faccia. I risultati dello studio hanno suggerito che più evelato è il numero giornalliero di sms inviati, più sono manifesti problemi di sonno nell’individuo.

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Insonnia: la luna piena fa dormire male? Sembra proprio di si!

Luna piena è nemica dei sonni tranquilli. Sembra che una vecchia credenza popolare, secondo cui i cicli lunari potrebbero influenzare il sonno, abbia trovato un riscontro nel risultato di una ricerca scientifica. I risultati dello studio in questione sono stati pubblicati sulla rivista Current Biology dai ricercatori dell’università svizzera di Basilea.

Stando ai risultati raggiunti dai ricercatori, il ciclo lunare influenzerebbe il sonno anche quando il soggetto non vede la Luna e non è a conoscenza delle fase lunare in corso.

Christian Cajochen, professore e ricercatore svizzero coordinatore dello studio, conferma che anche senza sapere in che fase lunare si ci trova, l’uomo, in media, dorme peggio durante la fase sonno dieta dormire bene megliodi luna piena rispetto a qualsiasi altro momento nell’arco del mese, che corrisponde grosso modo al ciclo lunare completo.

La cosa interessante di questo studio è che il fascino della Luna piena, nel corso della storia, ha dato origine a numerosissime credenze e leggende, non ultima quella del Lupo Mannaro, che con questi risultati scientificamente riconosciuti sembrano trovare una giustificazione e una verifica.

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Insonnia: come contrastarla e dormire meglio con 5 semplici consigli

Dormire poco può rendere la vita una miseria e quel che è peggio, l’insonnia persistente può aumentare il rischio di malattie, come: diabete, depressione, pressione alta ed ictus. Una ricerca condotta dall’università della Columbia suggerisce che ogni ora di sonno perso potrebbe costare un punto del Quoziente intellettivo.

Il dottor Colin Espie, professore di psicologia clinica e direttore di University of Glasgow Sleep Centre, propone dei consigli per combattere l’insonnia, per evitare l’assunzione di pillole e medicinali. Il dottore parla di “igiene del sonno”, che comporta delle attività da fare, prima di andare a letto e l’attenzione allo spazio fisico, dove si dorme.

Di seguito, alcune indicazioni, su cui stare attenti:

1. Luce: una stanza buia è importante per dormire meglio. Bisogna evitare “la luce blu”, due ore prima di andare a letto. La ricerca del Lighting Research Centre all’Istituto Politecnico Rensselaer a New York suggerisce che la luce dei computer portatili, tablet e schermi di smartphones incita a pensare che è giorno e mantiene la persona vigile e perfettamente sveglia.

2. Alimentazione, bevande, esercizio: qualsiasi insonnia come combatterla dormire bene consigli ricercacosa che stimola il sistema – come la caffeina, alcol, cioccolato, tabacco, un pasto pesante ed esercizio fisico strenuante –  può portare insonnia. Alimenti difficili da digerire devono essere evitati; i carboidrati possono stimolare la serotonina, che aiuta a dormire. Venti minuti di esercizio fisico aiutano a dormire, ma mai farlo prima di andare a letto.

3. Evitare il pisolino pomeridiano: secondo una ricerca al University of Texas Southwestern Medical Centre, il “debito del sonno” è “ricompensato” dall’abitudine di andare a letto nelle ore normali, piuttosto che in momenti diversi della giornata. Bisogna “risparmiare” il sonno per la notte: i pisolini sono raccomandati solo se si è davvero esausti.

4. Andare a dormire quando si è davvero stanchi:  alcune persone si mettono a letto prima, perché temono di non dormire abbastanza. In questo modo, il sonno diventa frastagliato. Dormire poco è spesso sinonimo di buona qualità del sonno.

5. Quando si è a letto, non pensare al domani: pensare a cosa è successo oggi, cosa succederà domani, cosa ci aspetta nel futuro – è un grande ostacolo per il sonno. Perciò bisogna cercare di rilassare la mente.

 

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Cambiare la dieta può aiutare a dormire meglio?

Noi siamo quello che mangiamo, e recentemente i ricercatori stanno affermando che la nostra dieta influenza il nostro modo di dormire.

Uno studio, pubblicato su Appetite, ha individuato delle differenze nella dieta di persone, che hanno dormito per sette/otto ore a notte, comparandoli a chi ha sonnecchiato per cinque ore. Il dormire poco è associato alla pressione alta, al controllo povero del glucosio (che aumenta il rischio di diabete) e all’obesità.

Lo studio in Appetite ha analizzato dei dati dall’Indagine National Health and Nutrition Examination. I ricercatori hanno preso in considerazione anche altri fattori, quali l’obesità, l’attività fisica e il consumo di cibo, trovando queste differenze nella dieta. Essi hanno scoperto che quelli che dormivano normalmente per sette o otto ore avevano una dieta svariata.

Quelli che dormivano di meno (meno di cinque ore) bevevano poca acqua, erano carenti di vitamina C e avevano meno selenio (che si trova nelle noccioline, carne e frutti di mare), ma mangiavano abbondanti quantità di verdure verdi. Il sonno lungo è associato ai carboidrati, alcol e poca colina (che si trova in uova e carne grassa).

I ricercatori hanno concluso che sia quelli, che sonno dieta dormire bene megliodormono di più di  nove ore, e sia quelli che dormono poco sono influenzati dalla loro dieta, che sia variata o no. Resta comunque incerto sapere come la  dieta posso aiutare a dormire.

Uno studio tedesco presentato all’incontro annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior, ha mostrato che dopo solo una notte di cattivo riposo, i volontari erano meno energici ma più affamati. I ricercatori hanno affermato che nei volontari erano aumentati i livelli di un ormone che controlla l’appetito.

Così mentre nessuno sa quali cibi possono svegliarti alle 5 di mattina, il consiglio è che bisogna comunque avere una dieta bilanciata e andare a letto ad un’ora ragionevole.

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Ritorno all’ora solare: ecco come evitare i disturbi del sonno

Questo fine settimana, precisamente nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, tornerà l’ora solare, la quale porterà tutti gli orologi italiani indietro di un’ora.

Tutti, quindi, saremo molto felici di poter dormire un po’ di più in occasione del cambio; ma a qualcuno, invece, potrà portare disturbi del sonno (in particolare ai bambini).

A dirlo non è una persona qualunque, ma  Alberto Bergamin, leader mondiale del riposo, il quale ha affermato  «Questo passaggio di solito è salutato con gioia dagli adulti, in quanto si dormirà un’ora in più. Attenzione però, perché non mancherà qualche disagio, visto che l’organismo si deve risintonizzare sui ritmi biologici giusti. Ad avere problemi saranno soprattutto i bambini, che sono molto abitudinari negli orari dei pasti e del sonno e hanno minori capacità di adattamento».

Secondo quanto stimato dagli esperti, sarà un bimbo su due a subire il passaggio all’ora legale attraverso disturbi del sonno, e di conseguenza subiranno anche le relative famiglie; ma il cambio dei ritmi non risparmierà nemmeno gli adulti.

I disagi saranno presenti solo nelle prime due o tre settimane dopo il cambio, ma è comunque utile avere dei piccoli accorgimenti perdisturbi sonno riuscire ad affrontare al meglio la situazione e non rischiare di avere un calo fisico a causa del sonno perso.

Innanzitutto, è consigliabile cenare circa mezz’ora prima del solito orario, in modo da anticipare anche il momento in cui ci si mette a letto.

E’ poi utile tenere un’alimentazione ricca di pasta, riso e pane, accompagnata da formaggi e latte caldo, evitando invece (ovviamente) tutte le bevande con caffeina e spezie come pepe e paprika; da non trascurare l’ambiente in cui si dorme: è bene eliminare tutte le fonti di disturbo (come computer e televisore) e non riscaldare troppo la stanza; infine, ma non per importanza, fate attenzione al vostro letto, in quanto troppo spesso vengono trascurate l’importanza del cuscino e del materasso su cui si dorme.

Sarebbe cosa buona e giusta seguire parte di questi consigli durante tutto l’anno, ma iniziate a collaudarli questo fine settimana; ne scoprirete i benefici.

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Da DNA a donna

Bambini: una buonanotte sempre più breve

L’insonnia è un problema dilagante per uomini e donne super impegnati: tra lavoro, hobby e scadenze, ci si dimentica spesso di dormire o, quando lo si fa, succede per poche ore e con scarsa qualità.

Se questa è una condizione spiacevole ma tutto sommato conosciuta, è invece molto più preoccupante la constatazione che d’insonnia non soffrono solo gli adulti ma sempre più anche i bambini. Non ci credete?

Cari mamme e papà, sappiate che i vostri cuccioli dormono in media 73 minuti in meno del tempo consigliato da pediatri ed esperti dell’infanzia. I neonati e i bambini dormono infatti 9-10 ore invece delle ben 16 consigliate, quindi forse vi tocca far stancare per bene i vostri figli cosicché crollino presto la sera e dormano sonni sereni.

E se in passato l’insonnia era attribuita alla lucina sul comodino e alla lettura prima di andare a letto, ora gli imputati numero uno sono la TV, internet e i cellulari.

Pare infatti che i più colpiti dall’insonnia siano i ragazzi nella fase di preadolescenza, troppo impegnati a costruirsi reti di amicizie e relazioni extrafamiliari. Gli strumenti indispensabili per socializzare oggi sono appunto internet e il cellulare, e la smania di scrivere sms, di aspettare e fare chiamate, si somma a quella di conoscenza che, con il web, è diventata veloce ma anche inesauribile.

C’è poco da fare: se i ritmi di vita si sono accelerati, anche il riposo si sacrifica un po’ pur di stare al passo con le tante cose da fare. Viene da chiedersi, però, se sia bene cominciare a stressarti sin dalla tenera età. Se la risposta è positiva beh, stiamo messi un po’ maluccio, non vi pare?