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Da DNA a donna

Made to Measure, il profumo per uomo di Gucci

È tempo di nuovi profumi, di fragranze alternative ed autunnali, di nuove note profumate sulla pelle perché anche il nostro odore “artificiale” ha bisogno di innovazione e costante sperimentazione.

Questo, oggi, vale per le donne quanto per gli uomini che, da qualche tempo, tengono particolarmente alla cura del proprio corpo, tutti vogliono apparire costantemente al top per la propria lei o per le casuali ed inaspettate “prede”.

Bisogna tenersi sempre pronti perché nella vita non si sa mai e l’attimo va sempre colto.

Ecco dunque arrivare i nuovi profumi uomo dai sapori autunnali, in cima alla lista c’è sicuramente il “Made to Measure” di Gucci, una fragranza esotica con delle sfumature di cuoio speziato in sottofondo, un richiamo delicato al mondo orientale che abbraccia la pelle inebriando chiunque si avvicini.

Un profumo creato su misura per uomini che amano Gucci Made to Measure imporre la propria presenza e la propria fisicità, uomini che amano essere ancora tali senza però rinunciare alla cura di sé stessi, dei piccoli dettagli che rendono ineguagliabili e speciali agli occhi delle amate donne.

Gucci, per questa nuova collezione, ha deciso di stupire con una nuova ed intrigante confezione; un flacone-scultura di vetro pesante sormontato da un tappo rifinito a mano e realizzato in metallo dorato spazzolato, basta guardarlo con attenzione ed ecco notare in rilievo l’iconico morsetto della nota maison.

Uomini ecco il profumo che stavate aspettando.

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Moda

Da Prada a Gucci: il grande ritorno dello stiletto a punta!

Rimanendo sull’onda dei grandi ritorni, parliamo ora di un trend riportato alla ribalta già dalle collezioni degli scorsi anni e riproposto da molti brand sulle passerelle per la primavera-estate 2013.

La décolleté a punta stretta, si riconferma un must irrinunciabile, adatto soprattutto a soddisfare le necessità delle donne austere ed eleganti.

Anche questa volta un ritorno al passato, piacevole o meno in base alle aspettative di ogni ragazza, pronta ad aprire le scarpiere, rispolverando le calzature che ormai avevamo accantonato in un angolino.

Dallo stiletto anni ’50, allo stivale o al classico boot, purché la punta rotonda, che eravamo ormai abituate a sfoggiare, si appuntisca irreparabilmente diventando affusolata ed aggraziata; la nuova tendenza condiziona anche lo star system, costringendo le celebrità ad optare per la calzatura affusolata che caratterizza un look chic e bon ton.

Già nelle collezioni 2012, Prada aveva proposto lo stiletto nelle nuances pastello; idea ripresa da molti altri brand quali Louboutine e Louis Vuitton.

Molti marchi ideano collezioni borchiate e scarpe tacchi stiletto a punta Prada Guccimodelli glitter, alcuni optano per le versioni più tradizionali e classiche mentre altri, come Salvatore Ferragamo, annunciano l’arrivo di calzature particolari, munite di fascia elastica che accarezzi dolcemente la caviglia.

La tendenza non pare essere di passaggio; stando alle ultime voci che circolano tra le fashion addicted, molti marchi stanno pensando a collezioni, per le stagioni più fredde, che mirino ad accentuare l’attenzione proprio sulla décolleté dal mood sensuale ed affusolato.

Rassegniamoci dunque, accogliendo di buon grado il grande ritorno dello stiletto a punta!

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Moda

Gucci e Green Carpet Challenge per una nuova collezione di borse ecosostenibili

Ultimo progetto, proposto da Frida Giannini, direttore creativo della maison Gucci, è stato presentato il 4 marzo a Parigi e riguarda la creazione di una nuova collezione di borse ecosostenibili in collaborazione con Green Carpet Challange.

Si tratta delle prime borse al mondo certificate con pelle dell’Amazzonia non proveniente dalla deforestazione. Un progetto eco-sostenibile che intende soddisfare la moderna clientela dell’imponente casa di moda.

Tutto nasce dal Mato Grosso, nel Brasile Occidentale, dove si mira a sviluppare una produzione animale e i suoi derivati senza danneggiare l’ecosistema, allevandoli nel modo più naturale possibile e mirando alla salvaguardia ambientale. La fondatrice di Green Carpet Challange, Livia Firth, afferma che il progetto di Gcc nato tre anni fa, ha portato a grandi risultati, creando un forte impatto, non più solo con il red carpet, ma per la prima volta realizzando un vero e proprio brand in collaborazione con Gucci.

La stessa Frida Giannini, molto entusiasta di questa collaborazione ha affermato che la maison, attraverso le attività umanitarie ed eco-sostenibili, diventi sinonimo non solo di Made in Italy, ma anche del Made with Integrity, attirando l’attenzione nei confronti dell’ambiente e sull’importante tema della deforestazione.

Le borse di pelle sono realizzate in tre Gucci Green Carpet Challenge nuova collezione borse ecosostenibilimodelli diversi: Hobo, New Jackie e Tote che include il modello con manico superiore e tracolla estraibile, caratterizzate dalla superficie semi opaca con aspetto irregolare e prodotte interamente in pelle naturale di vitello originaria per l’appunto del Brasile. La particolarità delle borse viene riprodotta anche all’interno, nella fodera in cotone biologico che riveste interamente ogni modello.

L’estrema attenzione la si nota anche dagli intrecci, dalle cinture a mano accostate a nappe in bambù, frange di pelle ed elementi metallici in oro anticato. Il tutto contraddistinto dall’etichetta unica e originale “Gucci for Green Carpet Challange” ed accompagnate dal “passaporto” Gcc in cui sono registrati provenienza e materiali, relativi all’origine e tracciabilità di ogni borsa.

Contemporaneamente al lancio della nuova linea Gucci effettuerà una donazione di cinquantamila euro alla National Wildlife Foundation per la promozione della pelle anti-deforestazione del Brasile.

La linea Gucci Green Carpet Challenge Haandbag Collection sarà disponibile da marzo 2013 presso una selezione di negozi Gucci in tutto il mondo e sul sito www.gucci.com per Europa e Stati Uniti.

Artigianalità e design: perché la via ecologia alla produzione è possibile.

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Moda

Al via la settimana della moda a Milano 20-26 febbraio 2013

Al via la settimana della moda! Tacchi, stole, giacche e via con le sfilate, da oggi fino al 26 febbraio Milano si tinge di moda! In pole position oggi parte Paola Frani, seguita a ruota dalla prima novità dell’anno: la collezione Mila Schon, non più curata da Bianca Gervasio ma da un team di giovani designer internazionali che sicuramente daranno un volto nuovo al popolare marchio.

Inutile dirlo però, i nomi più attesi sono quelli davvero grandi, a partire con Gucci e Alberta Ferretti che sfileranno oggi, fino a Fendi e Prada previsti giovedì 21, Versace venerdì 22, Bottega Veneta e Jil Sander sabato 23, Emporio Armani e Dolce&Gabbana domenica 24 e lunedì 26 chiude in bellezza Giorgio Armani.

settimana-della-moda-di-milano2E quest’anno le sfilate non concluderanno gli eventi legati alla moda, perché Donatella Versace ha promosso, alla fine della settimana, un incontro trai big della moda italiana (Gucci, Dolce e Gabbana, Prada e Giorgio Armani) “per capire insieme come restituire alla settimana della moda milanese quell’entusiasmo di un tempo”. Un incontro che potrebbe riguardare l’Italia anche in senso più ampio, in modo da ridare lustro ad una delle eccellenze per cui è noto il nostro Paese nel Mondo intero: l’alta moda.

Intanto il fitto calendario si dipanerà tra big, nuove scoperte, premiazioni, presentazioni su prenotazione e la sfilata, al Castello Sforzesco, dedicata a Francesca Liberatore e Mauro Gasperi due giovani promesse che faranno vedere il loro lavoro in occasione di N.U.De.- New Upcoming Designers.

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Moda

Charlotte Casiraghi: testimonial dell’iconico mocassino Gucci

I mocassini hanno origini remote, realizzati dai pellerossa nell’antichità con un pezzo di pelle morbida che avvolgeva e fasciava il piede; oggi risultano essere un intramontabile cult, riconosciuti come calzatura unisex per antonomasia.

Comodi, versatili, realizzati con il tacco, oppure sportivi, eleganti e classici, sono spesso rivisitati dalla creatività d’innumerevoli stilisti.

Un esempio è quello che vede protagonista Frida Giannini, direttore creativo di Gucci e la sua reinterpretazione dell’iconico mocassino con il famoso “morsetto” lanciato dalla maison negli anni Cinquanta. La campagna prende spunto dal morso in ottone che Guccio Gucci adoperò sulle borse e che poi fu riprodotto come dettaglio sui classici mocassini Gucci del 1953. Un dettaglio essenziale che lo rese celebre nella storia della moda, indossato da moltissime star in tutto il mondo come Sophia Loren e Jodie Foster.

A celebrare il morsetto è una delle icone più moderne e amate: Charlotte Casiraghi che ripropone il modello come simbolo di modernità, riflettendo il profondo legame del brad con l’equitazione, passione condivisa con la Casiraghi. Il servizio fotografico è stato scattato da Inez Van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, interamente in bianco e nero, sinonimo di essenzialità e semplicità in un’atmosfera naturale, ma ricca di dettagli, in cui traspare la grande eleganza , bellezza e indipendenza  di Charlotte; una vera e propria amazzone glam, nipote dell’indimenticabile Grace Kelly.

Il nuovo mocassino Gucci è rivisitato in chiave pop, Charlotte Casiraghi gucci mocassini modella testimonial pubblicità 2013con una costruzione tubulare e l’utilizzo di tecniche molto particolari che lo rendono delicato, flessibile e privo di soletta interna. Tuttavia ciò che lo rende realmente unico è l’utilizzo di una gamma cromatica molto accesa che varia da un rosso barocco ad un azzurro polvere, da un arancio ad un cipria, fino ad arrivare all’intramontabile tonalità del bianco o del nero.

Un orientamento chiaro e deciso che ben si adatta con le scelte delle recenti passerelle. I nuovi modelli fanno parte della Cruise 2013 e richiamano il celebre tessuto Flora, la pelle, il pitone con il morsetto nella variante dell’ottone o nickel.

Il messaggio è chiaro: rinnovare un classico e adattarlo alla cultura del presente, in una felice sintesi stilistica in cui il mocassino risulta essere capo universale che non può mancare nella scarpiera di ogni donna.

Idapaola Moscaritolo

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Charlotte Casiraghi nuovo volto Gucci

E’ stata la prima non appartenente alla famiglia reale inglese ad entrare, nel 2008, nella classifica di Forbes dei 20 reali più ambiti. Nel 2006 era già stata classificata da Vanity Fair come una delle donne più eleganti del pianeta. Ama l’equitazione e pur non avendo nessun titolo nobiliare è quarta nella linea di successione al trono di un piccolo ma famoso e ricco principato europeo. Stiamo parlando di Charlotte Casiraghi.

Se la sua bellezza e la sua eleganza innata non dovessero bastare a far parlare di lei, ricordiamo che nelle sue vene scorre il sangue di nonna Grace, ovvero la Grace Kelly che stregò prima il cinema e poi il cuore del principe Ranieri III. Sua madre Carolina e la zia Stéphanie hanno ereditato i tratta di mamma Grace, ma sembra che la bellezza e l’eleganza della principessa di Monaco che fece sognare il mondo siano tutti per lei, Charlotte, che ora si affaccia anche al mondo della moda.

Gucci l’ha voluta infatti come testimonial della sua ultima campagna pubblicitaria, in cui la bella “principessina” compare in compagnia di cavalli, sua grande passione e sport che pratica con regolarità e discreti risultati. A seguire ecco il video promozionale.

Ricordiamo che Charlotte raccoglie un testimone importante come volto di Gucci: prima di lei era stata infatti scelta la bellissima, e bravissima, attrice Rachel Weisz.

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Un giro fra le vetrine: ecco come i grandi marchi di moda ci seducono sotto Natale

Girare per il centro delle città è fantastico quando ci sono mille decorazioni natalizie appese dappertutto; guardare le vetrine, poi, lo è ancor di più!

moschino vetrinaNon so dalle vostre parti, ma nella mia città, il 24 mattina tutti si incontrano per un caffè e per scambiarsi gli auguri, il traffico è a dir poco paralizzato ed è difficile divincolarsi tra la gente che cammina. Nonostante questo, nessuno rinuncia alla passeggiata natalizia!

Personalmente adoro guardare le vetrine agghindate con simboli natalizi o strani personaggi… la più bella di tutte è quella del monomarca Luis Vuitton che ha un grande elefante a righe colorate con una borsa appesa alla proboscide. Il soggetto circense varia poi da città a città: può essere un manichino sulla corda o un giocoliere sulla tavola rossa. Purtroppo però, al Sud non è consuetudine chiamare un’artista o un visual merchandiser per l’allestimento delle vetrine e, quindi, mi accontento di girare un po’ sul Web alla ricerca di effetti speciali.

A Milano, il grande magazzino La Rinascente, ha coinvolto l’artista Anthony Ausgang che ha riprodotto dei maxi personaggi dei cartoons all’interno delle vetrine. Guardando la foto rimarrete a bocca aperta! Per non parlare della comunicazione visiva della galleria Lafayette a Parigi, dove tutto ha il tema del Natale Rock’n Roll e quindi spuntano, dai pacchi regalo, bambole con strumenti musicali.

Da Harrods, invece, non occorre entrare per capire cosa puoi cartoons vetrinatrovarci il giorno di Natale: il palazzo è tutto illuminato e le vetrine sono uno scintillio continuo da mattina a sera. Miu Miu si rifà allo stile classico racchiudendo nelle sue vetrine parti di regge principesche; mentre al Printemps Hussman, vetrina di Chanel, cade la neve su Parigi e su Karl Lagerfeld rappresentato con tante miniature rockettare. Gucci predilige l’optical, Samsonite un albero stilizzato da palline appese al soffitto a diversa altezza e Bottega Veneta ha riprodotto le sue borse in cera come candele decorative.

Moschino, infine, ha sorpreso i suoi clienti realizzando grandi manichini abbigliati con gonne molto lunghe, in modo da creare delle nicchie per presepe e albero e, all’interno del negozio, ha collocato due grandi pacchi regali che fanno da abito a due manichini… davvero un’idea geniale!

A Barcellona è stato addirittura indetto un concorso per la vetrina più bella, con in palio un viaggio ad Anversa, meta del design contemporaneo.

Se avessi un negozio?! Il mio albero di Natale sarebbe addobbato per ogni livello con simboli caratteristici dei 5 continenti!

E voi invece… come lo decorereste?

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Moda

Moda: tra ecosostenibilità e tecnologia

Nel 2011, Era di grande fervore tecnologico, stupisce vedere i nomi delle maison che producono “al naturale”: Gucci, Gap, Levi’s e Love Nature. Tutti con lo stesso obiettivo: ridurre l’inquinamento! Nascono così diverse creazioni come il jeans Levi’s Water<Less™ che richiede pochissima acqua per la tintura e il finissaggio del capo; il bikini ottenuto dalla lavorazione del mais e la t-shirt in cotone riciclato, colorata grazie ad un concentrato di frutta fresca.

Che cosa spinge a produrre in modo ecosostenibile? Immagine, risparmio o semplicemente moda?

Sicuramente la riduzione dei prezzi in fase di lavorazione, il miglioramento delle condizioni di lavoro e l’eliminazione della fase di smaltimento dei rifiuti. E’ proprio quest’ultimo aspetto ad ispirare l’etichetta della moda verde detta durable ovvero durevole poichè il futuro della sostenibilità si baserà su prodotti a lungo termine.

Sarà un modello di riferimento con cui imprese, politica, ma soprattutto ricercatori attivi nel campo della tecnologia dovranno fare i conti se vorranno mettere in commercio i nuovi sistemi di e-textiles e body sensors.

In Italia si chiamano “computer indossabili” e sono la novità nel campo della moda e della medicina. In particolare dalla Georgia nasce un prototipo di chip integrato nei capi d’abbigliamento per conoscere la tolleranza del tessuto. Stessa tecnologia e-fibers, con strisce sottili e circuiti integrati è stata utilizzata da Christoph Zysset e i suoi colleghi per valutare la lavorabilità, la stabilità meccanica e la capacità di stiro del tessuto.

La vera rivoluzione, però  è quella di Richard Devaul che ha messo a punto i memory glasses, occhiali ad impulsi visivi che funzionano come una sorta di reminder senza richiedere l’intervento da parte di chi li indossa al di là del primo input: cercare di ricordare! Il sistema è studiato per tutti gli utenti ma si evidenziano alcune applicazioni per disturbi psichici.

Possiamo affermare che la frontiera dei wearable computer si colloca in una prospettiva di intelligence augmentation che già nel 1962 studiava come estendere le abilità mentali dell’uomo pensando a prototipi meccanici dotati di autonomia “decisionale”. Esempio banale è l’interfaccia vocale di Google sugli smartphone.

Lo studio dei prototipi non mette confini alle loro applicazioni: s’inventa qualcosa non per rispondere a un’esigenza attuale, ma per creare novità che altri poi svilupperanno magari proprio nel settore moda.