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GP Australia 2013: Vettel è ancora il leader, male Alonso e Massa

Chiudono nelle prime due posizioni, del Gran Premio di Australia di Formula 1 del 2013, Sebastian Vettel e Mark Webber, cioé i due piloti RedBull che dimostrano ancora una volta di avere una macchina velocissima e capace di dominare anche questo campionato, visto che gli avversari sono quasi a mezzo secondo. Il gap la Ferrari con Fernando Alonso e Felipe Massa lo accumula soprattutto nel terzo settore del circuito, quello finale dove la Rossa di Maranello non sembra avere una buona trazione, o almeno non all’altezza di quella di RedBull e Mercedes.

Mc_Laren_AustraliaMolto bene i due della Mercedes, soprattutto, nella prima sessione di prove libere dove sono stati vicinissimi alle RedBull, Hamilton e Rosberg ci mettono molto con la loro guida “sportiva”, tanto da finire le prove uno contro le barriere (senza conseguenze), l’altro parcheggiato a bordo pista per un problema elettronico (a quanto è possibile intuire).

Ottimo primo giorno di prove libere per le due Lotus che si sono contraddistinte ancora una volta per l’assetto molto equilibrato e la delicatezza sulle gomme. Così sia Raikkonen che Grosjean sono sempre stati a ridosso delle prime posizioni, anche se staccati di oltre mezzo secondo con le gomme super soft.

Male le due McLaren che non sembrano riuscire a trovare la strada giusta per dare trazione alla macchina sfruttando le gomme, così sia Button che Perez restano fuori dalla top ten. Vedremo domani con le prime prove ufficiali se ci saranno variazioni o se le tendenze di quest’oggi verranno confermate.

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Sport

Formula1: Sauber prima scuderia al femminile

Peter Sauber, fondatore dell’omonima scuderia, lascia la presidenza del team di F1 nel giorno del suo 69° compleanno.
Lo aveva già annunciato che prima di compiere 70 anni avrebbe ceduto il suo posto di comando, ma nessuno si aspettava che il testimone sarebbe passato ad una donna!
Si chiama Monisha Kaltenborn, 41 anni, di origine indiana, ma naturalizzata austriaca e domenica scorsa ha ricevuto il “volante” della Sauber presso l’autodromo di Mokpo dove sarà disputato il Gran Premio della Corea del Sud.
E’ la prima donna a capo di una scuderia di F1, e Monisha ne è fierissima.
“La Formula 1 non era lo scopo della mia vita – sorride la team principal -. Avevo cinque o sei progetti, e quello che ho realizzato non era neanche il più interessante. Ma ora sono orgogliosa di essere qui: il mio obbiettivo è migliorare i nostri risultati fino a competere con i top team, che però hanno più risorse”.
Monisha è più motivata che mai, e spera di riuscire a coinvolgere un numero sempre maggiore di donne nei piani alti della F1 anche perché, bisogna ammetterlo, con tutti i bei piloti che ci sono in giro non potrebbe esserci ambiente di lavoro migliore!
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Cinema

Festival di Cannes 2012: tutti i vincitori della 65esima edizione

Si è concluso ieri sera il 65esimo Festival di Cannes in seguito alla cerimonia di premiazione che ha visto trionfare ancora una volta Michael Hanake.

La giuria del concorso ha fatto la sua sfilata trionfale sul palco della sala Lumiere presentata dalla raggiante Berenice Bejo, madrina del Festival, insieme a Nanni Moretti, presidente di giuria di quest’anno: Andrea Arnold, Ewan McGregor, Hiam Abbass, Emmanuelle Devos, Jean-Paul Gaultier, Diane Kruger (e il suo vestito!), Raoul Peck, Alexander Payne hanno preso posto sul palco in attesa di veder proclamare i vincitori.

festival cannes palma oro amour Michael HanekeLe aspettative che volevano trionfatore del festival Wes Anderson con Moonrise Kingdom si sono infrante contro la super potenza di Hanake che a Cannes ha una corsia preferenziale senza precedenti, e con lui anche Garrone e Loach. Ma andiamo con ordine. Per il miglior cortometraggio è stato premiato il lavoro di L. Rezan con Sessiz-De-Deng (Silent). Mentre Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin ha portato a casa la Camera D’or per il miglior esordio, premio assegnato al miglior film delle tre sezioni principali del festival: Quinzaine des Réalisateurs, La Semaine Internationale de la Critique e La Selezione Ufficiale – Concorso.

Doppio premio per Christian Mungiu e il suo Beyond the Hills: miglior sceneggiatura e exequo per le sue attrici, premiate per la migliore interpretazione femminile, Cristina Flutur e Cosmina Stratan. Il premio al miglior attore è andato invece a Mads Mikkelsen per sua interpretazione in Jagten di Thomas Vinterberg, già regista del leggendario Festen. Il premio per la regia è stato portato a casa dal messicano Carlos Reygadas per Post Tenebras Lux.

Ecco invece i tre vincitori dei premi importanti, che come detto, sono vecchie conoscenze di Cannes. Michael Hanake ha vinto la Palma d’Oro per il miglior film, con il suo acclamatissimo Amour, e la sala ha dimostrato di apprezzare l’assegnazione con una calorosa standing ovation. Il Premio della Giuria è andato a Ken Loach, altro amico del festival, che pur cambiando registro e passando dal cinema “impegnato” alla commedia, resta sempre un preferito della croisette.

Il Gran Premio, che ha suscitato qualche fischio e molte critiche, è stato assegnato invece all’italiano Matteo Garrone, per Reality, premio che si aggiunge all’altro assegnatogli nel 2008 per Gomorra. Le critiche erano state causate soprattutto dal fatto che il presidente di giuria, connazionale di Garrone, sarebbe stato indotto a premiare il film solo per portare un premio in Italia.

E così questa mattina la stampa francese si è scatenata sputando acido e frecciate al più non posso. Resta il fatto che Matteo gongola con il suo premio tra e mani, e noi italiani siamo un po’ più felici per le sorti del nostro cinema.

Ricapitolando:

Palma d’Oro per il miglior film: Amour di Michael Haneke

Gran Premio: Reality di Matteo Garrone

Premio della Giuria: The Angels’ Share di Ken Loach