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La Corte Costituzionale respinto il legittimo impedimento per Berlusconi, Gasparri vuole lasciare, lui dice: “Restiamo”

La decisione della Corte Costituzionale, che ha respinto il conflitto di attribuzione sollevato dai difensori di Silvio Berlusconi, all’epoca dei fatti Presidente del Consiglio dei Ministri, nei confronti del tribunale di Milano nell’ambito del processo Mediaset, per leggittimo impedimento, processo nel quale, lo ricordiamo, Silvio Berlusconi è stato condannato per frode fiscale a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici.

Silvio_Berlusconi_RabbiaNelle ore precedenti alla decisione, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl) aveva addirittura considerato possibile “le dimissioni di tutti i parlamentari del Pdl” in caso d’interdizione di Berlusconi. Dopo la comunicazione ufficiale della Corte di Cassazione, subito la risposta durissima del partito: “Ci rechiamo immediatamente da Berlusconi. La decisione travolge ogni principio di leale collaborazione e sancisce la subalternità della politica all’ordine giudiziario”.

Una mossa di lealtà che il Cavaliere ha invece giocato a suo favore, confermando il suo sostegno al Governo in carica e recitando alla perfezione la parte dell’uomo di Stato, quale dice di essere: “Questo tentativo di eliminarmi dalla vita politica che dura ormai da vent’anni, e che non è mai riuscito attraverso il sistema democratico perché sono sempre stato legittimato dal voto popolare, non potrà in nessun modo indebolire o fiaccare il mio impegno politico per un Italia più giusta e più libera”.

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Piazza Affari festeggia la chiusura della procedura d’infrazione

La Borsa di Milano euforica alla notizia del ritiro della procedura d’infrazione per deficit eccessivo dell’Europa all’Italia. Ma Enrico Letta frena: benefici solo nel 2014.

breaking_news_pinkArriva l’indiscrezione che il 29 maggio nel corso del vertice europeo verrà ritirato il procedimento per deficit eccessivo da parte dell’Unione Europea verso il nostro Paese, e subito si scatenano i mercati finanziari che sembrano tornare a credere nell’Italia. Piazza Affari è in terreno positivo dalla tarda mattinata e la chiusura probabilmente si attesterà tra un +1% o +1,5%.

Ma è il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, a frenare gli entusiasmi di tutti. In quanto i reali benefici di questa notizia si potranno avere solo nel 2014, momento in cui l’Italia potrà investire qualche miliardo di euro in infrastrutture e riforme per rilanciare il Paese. Dunque, scarse possibilità che l’IVA non arrivi al 22%, come dovrebbe accadere a luglio, oppure, che l’IMU venga effettivamente cancellata.

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Programmi TV

Domenica Live: Barbara d’Urso apre la tribuna politica su Canale 5

Domenica Live è la nuova tribuna politica? Evidentemente per Barbara D’Urso e i suoi autori sì, poiché dopo la discussa intervista a Berlusconi, dopo l’elezione di ieri dei presidenti di Camera e Senato, anche oggi lo studio del programma domenicale di Canale 5 si tramuta in un’arena politica, con esponenti di tutti gli schieramenti politici e come tema di discussione: “Debutto difficile per il nuovo Parlamento“.

Domenica_Live_BarbaraDUrsoIn studio gli ospiti che rappresentano molte delle forze presenti in Parlamento, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle, con cui già Barbara D’Urso qualche settimana fa ha avuto qualche problema. La trasmissione più che un momento di approfondimento, rappresenta al meglio il clima di “caciara” in cui si vuole portare il Paese, con scontri durissimi e parole su parole, che non consentono di comprendere nulla, se non di percepire una drammatica e sterile voglia di far prevalere la propria parte. A questo punto ci chiediamo, ma Domenica Live e Barbara D’Urso si possono ancora annoverare tra i programmi “leggeri” della TV della Domenica? O forse stanno diventando un’arma da usare nell’agone politico attuale? A voi lettori l’ardua sentenza…

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Cinema

Il video Luciana Littizzetto scatenata: “Berlusconi ha rotto le balle”

E’ una reazione di pancia quella di Luciana Littizzetto, uno sfogo forse covato per anni da lei come da milioni di italiani, che davanti all’ennesimo atto della comica berlusconiana non ce la fanno più a vedere un Paese in ginocchio nelle mani di pochi e incoscienti comici politicanti. Così, nel suo consueto intervento a Che Tempo Che Fa, prima ci gira un po’ attorno e poi lasciando di stucco anche Fabio Fazio (questa volta per davvero) la spara nuda e cruda: “Berlusconi ti rendi conto che c’hai rotto il c…” e dopo un attimo di panico applausi a scena aperta per la comica torinese.

Dopo pochi minuti il video era già tormentone e sui social non si parlava che di lei, così come ancora oggi dove tra blog, siti, quotidiani, Twitter e Facebook in tanti si confrontano sulla Littizzetto e sulle sue parole; i pochi di destra rimasti convinti della propria posizione e del loro intimo berlusconismo attaccano la coppia di Che tempo che fa, dicendo che sono di parte e non rispettano la par condicio. Dall’altra parte, la maggioranza del Web, si schiera compatta con Lucianina, come la chiama carinamente Fazio, sottolineando che con quello sfogo sincero ha interpretato al meglio il disgusto e il pensiero di tanti italiani, forse la maggioranza.

Ancora non si hanno risposte ufficiali da parte degli organi del PDL, forse presi da questioni più serie come gestire gli effetti della crisi di governo che hanno generato, visto che lo spread vola oltre quota 360 e la Borsa di Milano sta colando a picco

 

Ecco il video integrale di Luciana Littizzetto che si scaglia contro Berlusconi durante la puntata di Che tempo che fa:

httpv://youtu.be/0odmoOIF0NI

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Lavoro

Riforma del lavoro: tra Governo e sindacati è quasi rottura

Anche l’incontro di stamane tra Elsa Fornero e i rappresentanti delle maggiori sigle sindacali sembra non aver portato al raggiungimento di un’intesa per quanto riguarda l’ormai “mitologica” riforma del mercato del lavoro. Sembra, infatti, che quell’accordo vicino fino a qualche giorno fa, persino per stessa ammissione di Susanna Camusso, segretario della CGIL, durante la sua apparizione in TV su La7  sia nelle ultime ore letteralmente sfumata.

Riforma del lavoroCosì, si moltiplicano gli appelli al dialogo su tutti i fronti, ma sembra che Emma Marcegaglia, ormai agli ultimi giorni del suo mandato come Presidente di Confindustria, in primis e a seguire i sindacati non abbiano proprio intenzione di deporre le armi davanti all’apporto di modifiche all’articolo 18. Infatti, i motivi di scontro principali per cui è intervenuto prima il Presidente del Consiglio Mario Monti e poi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, definendo “Il 2012 un anno difficile”, sono tutti legati alle tutele in merito di licenziamento e agli ammortizzatori sociali, di cui al momento sembra non ci siano le coperture finanziare, almeno pari a quelle richieste dalle tre sigle sindacali: CGIL, CISL e UIL.

Nel pomeriggio il confronto fra Governo e parti sociali è ripreso, ma alla speranza di Monti che questo sia l’incontro decisivo si contrappongono le informazioni che trapelano dai vertici CGIL che parlano di rottura vicina, il che farebbe saltare il tavolo, anche se il Governo sembra intenzionato a tirare avanti per la sua strada anche senza il “sì” dei sindacati.

Vedremo se le trattative di questa sera porteranno finalmente ad un accordo o metteranno la parola fine a quella che sembra, ormai, una telenovela che non si fa di certo mancare i colpi di scena. Quello che è certo, è che da questi incontri dipende il destino di milioni di lavoratori e lavoratrici italiani, oltre che dei giovani che al mondo del lavoro ultimamente non si riescono nemmeno ad affacciare.