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Curiosità

L’uomo per i gatti? E’ solo un micio più grande

I gatti vedono l’uomo come un micio più grande. Tranquilli non è un’altra stranezza senza fondamenta ma è il risultato di una vera e propria ricerca

Gatto Justin BieberA dirlo è il biologo John Bradshaw che ha scritto il libro “Cat sense” in cui espone i risultati della sua particolare ricerca e spiega cosa accade nella mente dei gatti quando interagiscono con gli esseri umani.

Lo studio, lungo 30 anni, parte dalla considerazione che i gatti, a differenza dei cani, sono animali selvatici e mai ammaestrati e dunque interagiscono con le persone facendo perno sui comportamenti sociali che fanno parte della propria natura. Ecco che con gli uomini i gatti si comportano come se entrassero in relazione con un felino più grosso che fa da sostituto alla madre, questo spiega la motivazione per cui i gatti fanno le fusa e si strofinano amorevolmente alle gambe del padrone.

Il tenere poi la coda alzata diventa simbolo del saluto ma soprattutto dell’affetto che i gatti provano verso i propri simili, l’alzare la coda all’uomo è il palese esempio che nel cervello dei gatti i “bipedi implume” sono considerati come dei felini più grandi che desiderano proteggerli come una madre.

Il consiglio che dà il biologo è che i rapporti con il micio dura più a lungo se è il gatto ad avvicinarsi per primo: “La cosa migliore è aspettare che metta la coda in su prima di interagire con lui”.

 

 

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Curiosità

Vuoi dimostrare affetto al tuo gatto? Non coccolarlo

Non c’è niente di più bello che tornare a casa, dopo un’intensa giornata di lavoro, mettersi sul divano con il proprio gatto sul grembo e accarezzare il suo morbido pelo.

Ma mentre per molte persone accarezzare il proprio gatto è un modo per rilassarsi e scaricare le tensioni, per il felino pare che le coccole producano l’effetto contrario.

La ricerca dimostra che i gatti si stressano quando vengono coccolati. Difficile da credere, ma purtroppo è così!

Secondo gli esperti del comportamento animale presso la Lincoln University, i gatti odiano le carezze, e solo alcuni sono disposti a tollerarle. Dopo aver esaminato i felini, i ricercatori consigli gatto cervello attivohanno scoperto che questi hanno rilasciato ormoni legati allo stress e all’ansia, dopo essere stati accarezzati dai loro padroni.

Il professor Daniel Mills dell’università ha dichiarato: “i nostri dati suggeriscono che i gatti che cercano di sopportare, piuttosto che amare o detestare le coccole, sembrano essere quelli più stressati”. I risultati, pubblicati sulla rivista Physiology & Behavior, hanno analizzato il comportamento e lo stato emotivo dei gatti che vivono con gli esseri umani.

In conclusione? Se amate il vostro gatto, lasciatelo da solo.

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Gossip

Ian Somerhalder e Nina Dobrev: continua il mistero del gatto

Calateci nuovamente nelle vesti delle investigatrici private, continuiamo ad occuparci della love story, finita o no questo ancora non lo sappiamo, tra Ian Somerhalder e Nina Dobrev, i due protagonisti di The Vampire Diaries che continuano a tenerci sulle spine non confermano o smentendo la loro presunta rottura.

C’è chi pensa che siano semplicemente distanti a causa degli impegni lavorativi, c’è chi crede che tra i due sia davvero finita; ma da che parte sta la verità? Ian Somerhader e Nina Dobrev stanno ancora insieme o si sono lasciati? In attesa delle parole esplicite dei diretti interressati a riguardo, continuiamo ad cercare prove e indizi.

gatto ian SomerhalderQualcuna di voi ricorderà sicuramente il caso del gatto Moke, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. Praticamente abbiamo notato il fatto che Nina Dobrev ha postato una foto scattata al gatto di Ian e ci siamo chieste come fosse possibile, nel caso che i due si fossero veramente lasciati, che l’attore avesse lasciato il suo amatissimo gatto a quella che sarebbe diventata la sua ex compagna.

Ecco che ora spunta un’altra novità e precisamente un’altra foto! Ian ha pubblicato su Twitter una foto di Moke, accompagnata dalla frase:

“In honor of #PetsAtWork day, look who is in the recycling basket in my office…”

Ian e Nina si sono visti tranquillamente e noi non lo sappiamo? Oppure si tratta di una foto vecchia? A voi le conclusioni!

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Gossip

Justin Bieber presenta su Instagram la sua nuova modella

Ancora non sappiamo se è per colpa della solitudine e della lontananza da Selena Gomez, o per ripulire un po’ l’immagine da cattivo ragazzo che si è creato intorno, fatto sta che la star canadese Justin Bieber ha presentato su Instagram la sua nuova modella, seduta sul sedile della sua auto, che è niente popò di meno che: un cucciolo di gatto persiano!

Detto addio alla scimmietta Mally, sequestrata al cantante in Germania e mai più ripresa, Justin Bieber ci prova di nuovo e decidendo di prendere con sé un altro animale da compagnia, questa volta opta per una piccola gattina persiana.

Jus pochi giorni fa’ ha presentato il suo nuovo acquisto alle milione di fan su Instagram, tramite tre scatti, che riprendono Gatto Justin Biebertutti la micetta sul sedile dell’auto del cantante. Accanto alla prima foto si legge solo il comemnto di Justin, “Hey”, nella seconda, invece Bieber scrive, “This chick thinks she’s a model” (questa pollastra si crede una modella), nella terza poi “Time to die” (ci auguriamo che Jus sui riferisse semplicemente allo sguardo assassino del gatto).

Inutile dirvi quanti like hanno raccolto le immagini, in media circa 800 mila a foto. Le beliebers, infatti, sono letteralmente impazzite per la dolcezza mostrata da Jus.

Beh, dobbiamo dire che il gatto piace anche a noi!

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Da DNA a donna

Pet therapy per ex ragazze

Venticinque anni come onesta “gattara”, e sono bastati solo cinque miseri minuti per trasformarmi in “apprendista_canista”. Ci si abitua a tutto, ai minuscoli chihuaua delle starlettes, ai commissari Rex, alle leziose (e quasi immorali) minicollezioni di cappottini e accessori Pet friendly.

E ci si abitua pure a chi – stufo di “sussurrare ai cavalli” – comincia addirittura a “sussurrare ai cani” (chi non ha mai sentito parlare di Dog Whisperer, trasmissione di psicologia canina in onda su un famoso network e consigliata addirittura dai migliori veterinari, tra cui il mio?). Però, e la buona notizia è questa, non si avrà mai una giusta percezione del “Mondo Cane” (con buona pace di Mike Patton e del titolo della sua ultima raccolta) fino a quando un giorno non te ne depositano uno, con o senza fiocco, direttamente sullo stuoino di casa. E così fu.

Lola è arrivata espressa da Napoli, quest’estate, come conseguenza della focosa passione di un’amica che, avendo da  poco perso il suo Arturo oggi funge da ” stallo” per cagnolini in cerca di padroni di casa. Stallo? Prima nuova parola del Gergo della Lobby Canide (mooolto esclusivo, e da lasciar cadere con il contagocce qua e là in una qualsivoglia conversazione, se si vuole fare effetto). Dicasi “stallo”, e i finisseur ora forse mi correggeranno, l’ospitalità offerta ad un quadrupede di passaggio in una città diversa da quella di provenienza (di solito da un canile) verso la sua nuova vita. Avete presente i tanti annunci che compaiono sui social network? Ed ecco anche le adozioni animaliste godono del successo di Facebook, ed è cosa buona.

Il mio fu un momento di debolezza e stordimento estivo davanti ad un cappuccino mattiniero: “Vuoi un cane?” “Sì, perché no?” Tutte le migliori decisioni le ho prese così, in un lampo. Afferrate senza ripensamenti e senza avere una pallidissima idea del meccanismo che stavo innescando. E anche ora non sapevo certo che nel mio “Sì, lo voglio” era implicito un fatidico “Apriti Sesamo” sociale, oltre che antropologico. E Lola fu. E fu sera e fu mattina. E l’Antico Testamento non aveva tutti i torti: prima che il cane potesse giacere accanto al gatto ce ne sarebbe voluto di tempo. Almeno fino al 2012 direi.

Così il Signor K., gatto paciosissimo, dall’attitudine quasi zen oserei dire, proveniente da un “gattile” lui pure (tutti selvatici in famiglia), non mostrava di gradire la nuova presenza. Ogni risveglio pareva una puntata di National Geographic. E la mia vita, in casa e fuori, ma soprattutto la mia attitudine cominciarono lentamente a cambiare.