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Curiosità

I fumatori sono più pigri e demotivati

Non solo chi fuma ha un alito cattivo e può incorrere in problemi respiratori, infarti, ictus e vari disturbi, ma è anche più pigro

fumatore-sigarettaRicercatori brasiliani hanno scoperto che i fumatori sono meno attivi fisicamente e mancano di motivazione, rispetto a chi non fuma. Hanno anche dimostrato che le persone, che hanno tale dipendenza, hanno più probabilità di soffrire di ansia e depressione.

Gli scienziati presso l’Università di Londrina, Brasile, dichiarano che la loro ricerca sia la prima a confermare la reale pigrizia dei fumatori. Hanno studiato 60 fumatori e 50 non fumatori, chiedendo loro di munirsi di un contapassi, per un minimo di 12 ore al giorno, per sei giorni. I risultati hanno rivelato che i fumatori camminavano di meno quotidianamente e la loro funzione polmonore era ridotta – ossia avevano difficoltà nel praticare esercizi fisici. Quando ai volontari è stato chiesto di valutare la qualità del loro stile di vita, i fumatori hanno riferito di sentirsi spesso stanchi e di essere demotivati nel cambiare le loro abitudini.

La dottoressa Karina Furlanetto ha dichiarato: “per quanto ci risulta, questo è il primo studio, che dimostra una riduzione del livello obiettivo di attività fisica nella vita quotidiana degli adulti fumatori rispetto ai non fumatori. Oltre a presentare la funzione polmore, la capacità nell’allenarsi, la qualità della vita più ridotta e sintomi di ansia e depressione, i fumatori camminano di meno rispetto ai non fumatori”.

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Bellezza & Salute

Integratori dannosi per i fumatori?

I ricercatori temono che la vitamina E ed altri integratori possano incrementare il rischio di tumore al polmone. Hanno scoperto che le pillole antiossidanti comuni potrebbero accelerare, piuttosto che prevenire, la crescita e la diffusione di tumori

en-giGli esperimenti sono stati eseguiti sui topi, ma i ricercatori svedesi credono che possano avere lo stesso risultato sugli esseri umani. Cancer Research UK ha, recentemente, affermato che dovremmo cercare di assumere tutte le vitamine, di cui abbiamo bisogno, attraverso una sana alimentazione, senza ricorrere agli integratori. Gli antiossidanti, come le vitamine A, C ed E hanno la funzione di proteggere da una serie di malattie, compreso il cancro. Tuttavia, studi recenti hanno suggerito che, in alcuni casi, gli integratori possono alimentare la malattia.

Quando i ricercatori dell’università di Gothenburg hanno somministrato la vitamina E ai topi, nei primissimi stadi del tumore al polmone, la malattia si è diffusa più rapidamente e gli animali sono morti due volte più velocemente. Esperimenti su cellule umane hanno confermato il risultato. Un secondo antiossidante, un farmaco usato per il trattamento di malattie polmonari legate al fumo, ha avuto un effetto simile.

Si pensa che la vitamina E e gli altri antiossidanti migliorino la salute, eliminando le molecole nocive, note come radicali liberi, che sono talmente instabili e altamente reattivi che, nei tessuti animali, possono danneggiare le cellule. Ma si pensa che, se il tumore ha già iniziato a svilupparsi, gli antiossidanti possono effettivamente alimentare la malattia, spegnendo le difese naturali del corpo.

I ricercatori credono, comunque, che ci sia bisogno di ulteriori prove, che attestino gli effetti collaterali delle vitamine nella diffusione di altri tumori.

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Costume & Società

Una nuova speranza per i fumatori incalliti: impulsi elettromagnetici nel cervello

Secondo i risultati di una nuova ricerca, i fumatori incalliti potrebbero dire addio al vizio della sigaretta, grazie a degli impulsi elettromagnetici nel cervello.

Uno studio israeliano ha scoperto che l’esposizione ripetuta ad una stimolazione elettromagnetica, ad alta frequenza, sul tessuto cerebrale, aiuta le persone a smettere di fumare, fino a sei mesi dopo il trattamento.

I fumatori avevano già provato una serie di trattamenti, dai cerotti alla psicoterapia, alimentando le speranze che la stimolazione cerebrale poteva essere una valida alternativa, per coloro che non erano, ancora, riusciti a liberarsi dal vizio.

Durante il meeting annuale della Society for Neuroscience a San Diego, Abraham Zangen, della Ben Gurion University, ha dichiarato che più della metà dei fumatori, sottoposti agli impulsi magnetici ad alta frequenza, ha smesso di fumare.

Il dottor Zangen ha dichiarato: “La nostra ricerca ci mostra che si può, effettivamente, essere in grado di annullare alcune delle modifiche cerebrali, causate dal fumo cronico. Sappiamo smettere-di-fumareche molti fumatori vogliono smettere o limitare, e questo potrebbe aiutare a porre un limite, nella prima causa di morti evitabili”.

L’ équipe del dottor Zangen ha reclutato 115 fumatori incalliti, di età compresa tra 21 e 70 anni, che avevano intenzione di smettere, ma che non erano riusciti nonostante due precedenti tentativi. I ricercatori hanno poi suddiviso i fumatori in tre gruppi: il primo è stato sottoposto ad una ripetuta stimolazione magnetica transcranica ad alta frequenza, il secondo gruppo ad una stimolazione a bassa frequenza, e il terzo gruppo ad un trattamento placebo per 13 giorni.

La stimolazione magnetica transcranica ad alta frequenza è una tecnica non invasiva, che utilizza campi magnetici, per stimolare grandi aree di neuroni nel cervello.

I ricercatori si sono concentrati sulla stimolazione della corteccia prefrontale e dell’insula, che sono le due aree del cervello associate alla dipendenza da nicotina.

I risultati sono stati sorprendenti! Quasi la metà – il 44 per cento – dei fumatori, che si sono sottoposti agli impulsi elettromagnetici, ha smesso di fumare, subito dopo i 13 giorni, e il 33 per cento ha continuato a non fumare anche sei mesi più tardi.