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Curiosità

In topless a New York, il fotoprogetto di Jordan Matter

Il corpo della donna come capolavoro di Dio e come teatro delle più tremende crudeltà; il corpo della donna come veicolo per la vita e come oggetto da nascondere e merce da vendere

jordan-matterIl corpo della donna, per il mistero che porta insito nella sua ineffabile presenza e capacità di dare la vita, ha sempre generato le più alte lodi e le più basse violenze e nonostante secoli di Storia, di errori e di maledizioni, ancora adesso è importante che si ricordi al mondo la bellezza, l’utilità e anche la sacralità (in senso spirituale, non per forza religioso del termine) di questo corpo sempre esposto, brutalizzato e strumentalizzato.

Il fotografo Jordan Matter ne ha fatto un progetto lungo sei anni con il titolo “Uncovered: Woman in Word and Image”. Per 72 mesi infatti Matter ha fotografato per le strade di New York, circa 80 donne volontarie (per altrettanti scatti) in topless allo scopo di valutare, soppesare, analizzare e anche solo mostrare lo sfruttamento dell’immagine del corpo della donna nella quotidianità. Le 80 foto sono ora diventate un libro, che raccoglie il fotoprogetto messo al servizio di una causa umanitaria, la Somaly Mam foundation, associazione senza scopo di lucro che cerca di combattere contro la tratta delle schiave sessuali e contribuisce alla riabilitazione di quelle anime che riescono a scampare al terribile destino al quale sembravano destinate dai loro aguzzini. Il 10% del profitto derivante dalla vendita del fotoprogetto di Jordan Matter, sarà devoluto proprio a questa organizzazione.

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Arte e Cultura

Madri e figlie: Morrione racconta l’universo femminile

Picasso le dipingeva smembrandone il corpo e ri-assemblandolo nelle sue visioni cubiste. Helmut Newton le fotografava nude, nella loro vulnerabilità e bellezza. Il corpo della donna e la sua essenza è sempre stato oggetto misterioso di ricerca artistica.

madri-e-figlieAnche il fotografo Gabriele Morrione ha scelto un suo modo per indagare l’universo femminile, attraverso un occhio privato e domestico e la rappresentazione di un rapporto antico, primordiale, conflittuale e misterioso. I soggetti scelti da Morrione per la sua ricerca sull’identità femminile sono le madri e le figlie, immortalate in scatti in bianco e nero esposti dal 18 gennaio presso lo Spazio espositivo Cerere a Roma

I ritratti di famiglia comprendono ottanta madri e novantanove figlie, tutte in pose molto naturali, serene e intime, collezionate nell’arco di diversi anni e messe insieme per una mostra che al di là delle immagini, nasconde un mondo complesso e vario, composito nella sua insondabile essenza. Dalla sindrome di Elettra in poi tutte le madri del mondo hanno dovuto fare i conti con una figlia particolare, e viceversa, tutte le figlie devono in qualche modo differenziarsi, distaccarsi e rendersi autonome dalla figura più devastante e ingombrante nella vita di qualsiasi donna: la propria madre. Le fotografie di Gabriele Morrione mostrano questo: dall’attaccamento infantile, all’affetto maturo, passando per il conflitto adolescenziale che rappresenta la fase di distacco naturale e necessaria per la formazione di un’indole autonoma in ogni giovane donna.

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Arte e Cultura

Esserelei. Torna il concorso fotografico al femminile

Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna il concorso “Esserelei. Istantanee dal mondo delle donne”, un contest fotografico on-line in cui i soggetti delle foto sono esclusivamente donne.

La foto più votata della scorsa edizione
La foto più votata della scorsa edizione

Il concorso è promosso dalla presidenza del consiglio provinciale di Siena, in collaborazione con il consiglio regionale della Toscana nell’ambito della Festa della Toscana, e quest’anno avrà come soggetto “Donne e Lavoro”. La partecipazione al concorso non prevede distinzione di sesso, di nazionalità, d’età, né alcuna quota di iscrizione ed è possibile partecipare dal 15 gennaio al 15 febbraio 2014.

Accendendo al sito www.esserelei.it è possibile scaricare il form per l’iscrizione al concorso e caricare la propria fotografia con la quale si intende partecipare. A partire dal 16 febbraio le immagini saranno disponibili on line e sottoposte al giudizio del pubblico fino al 5 marzo. La cerimonia di premiazione, che incoronerà il vincitore eletto da un’apposita giuria, si svolgerà l’8 marzo, in occasione della Festa della donna.

Lo scopo del concorso, al di là del mero espediente ludico, è quello di portare la rivoluzione nel mondo femminile anche attraverso l’arte e gli occhi diversi con cui tante persone vedono lo stesso tema relativo al gentil sesso. Grande sostenitore della portata rivoluzionaria del progetto è il presidente del consiglio provinciale di Siena, Riccardo Burresi, il quale ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è mettere al centro del dibattito politico e sociale, il tema delle pari opportunità e del lavoro”.

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Arte e Cultura

Izis: il Poeta della Fotografia in mostra a Firenze

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia, sito a Firenze, il 7 settembre, darà il via alla nuova stagione di mostre. Le prime esposizioni daranno spazio ad Izis Bidermanas, uno tra i più illustri fotografi del XX secolo che va a completare il corollario dei Fotografi Umanisti. “La fotocamera di Izis è una scatola magica…”, questo è l’incipit di ciò che Jacques Prévert pensava del suo caro amico fotografo.

Un “venditore ambulante di immagini” che si trasferisce a Parigi per poi essere assunto, dopo un lungo periodo difficile, in un laboratorio d’arte.

Qui inizia a prendere forma il suo sogno: scattando dei celebri ritratti ai partigiani impegnati nella Resistenza; da Gina Lollobrigida ad Orson Welles, sono molti i celebri volti ad essere stati immortalati dallo scatto fulmineo di un genio della fotografia.

izis

Desiderio di libertà, rivoluzione, poesia sono alla base delle opere di Izis; le sue immagini sono impregnate di un crudo realismo tanto da raccontare scorci di vita umana.

La mostra allestita al Mnaf, metterà a disposizione anche il Museo Tattile, offrendo così la possibilità ai non vedenti, di poter ugualmente prendere parte all’esposizione, toccando le immagini grazie ai supporti Braille.

Il Poeta della Fotografia sarà in mostra a Firenze fino al 6 Gennaio 2014.

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Arte e Cultura

Doisneau in mostra a Roma con più di duecento scatti

Tante di noi sicuramente saranno rimaste incantate davanti allo scatto Bacio all’Hôtel de Ville, solo uno dei tanti capolavori di Robert Doisneau. E allora come perdere l’occasione di vedere la foto dal vivo?

Fino al 3 febbraio, sarà infatti possibile ammirare più di 200 scatti del fotografo al Palazzo delle Esposizioni a Roma. La mostra, il cui titolo è Paris en Liberté, è stata organizzata in occasione dei 100 anni dalla nascita dell’artista, grazie alla collaborazione tra l’Azienda Speciale Palaexpo, l’Atelieur Doisneau e la Fondazione dei Fratelli Alinari con il patrocinio della Ville de Paris e Roma Capitale.

Sino al 26 ottobre il costo del biglietto sarà di 7 euro per quanto riguarda quello intero, e 5.50 per il ridotto; dal 27 ottobre sino al 3 febbraio sarà invece 12.50 l’intero e 10 il ridotto. La mostra sarà aperta tutti i giorni, tranne il lunedì, e rispetterà l’orario 10:00 – 20:00 dal martedì al giovedì, e 10:00 – 22:30 dal venerdì alla domenica.

Dopo il 3 febbraio le immagini lasceranno poi Roma per raggiungere Milano.

Quale migliore occasione allora per passare qualche giorno nella capitale? Magari un fine settimana romantico, per rimanere in tema … visto che Doisneau ha dedicato la maggior parte dei suoi scatti e del suo talento proprio all’Amore.

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Arte e Cultura

Parigi ospita la prima mostra dedicata a Helmut Newton

A Parigi la prima retrospettiva dedicata ad Helmut Newton, a otto anni dalla scomparsa. Il famoso fotografo berlinese viene messo in mostra, dai suoi primi scatti di moda, pubblicati su periodici e riviste che già contenevano la trasgressione e l’anticonformismo che l’hanno reso celebre, fino ai nudi femminili che ne hanno fatto la popolarità.

Curatore della mostra è Jerome Neutres che si è avvalso del prezioso contributo di June Browne, moglie dell’artista scomparso nel 2004. Ospita l’allestimento il Grand Palais a partire dal 17 giugno prossimo e le foto esposte saranno oltre 250 tra le quali si potranno ammirare anche alcuni scatti inediti inseriti nella mostra allo scopo di raccontare con le immagini il processo creativo che ha spinto Newton a realizzare poi i suoi grandi nudi.

Nell’ambito della mostra una sala intera è infatti dedicata agli scatti di inizio carriera di Helmut, pubblicati su vari periodici nel periodo che va dal 1964 fino al 1969; sono questi scatti per così dire giovanili che mostrano al pubblico come ha iniziato a prendere forma e come si è poi sviluppato lo stile tutto personale di Newton. Tutto il percorso è strutturato in ordine cronologico in modo tale da addentrarci nel processo creativo e arrivare poi, nel finale della mostra, ai grandi nudi femminili dell’artista, che secondo il curatore Neutres rappresentano donne “allo stesso tempo dominatrici e seduttrici”.

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Arte e Cultura

Auguri Louis Daguerre, il padre della moderna fotografia compie 224 anni

Facebook ha rivoluzionato il modo di concepire la comunicazione. Milioni di giovani e meno giovani adesso vanno in giro con le loro macchinette fotografiche a fermare ogni momento, ogni uscita in discoteca, ogni vacanza alla moda, posando mille volte per lo stesso scatto, perché “questa potrebbe essere un’ottima immagine del profilo”.

Louis DaguerreE di conseguenza, quando la foto è venuta male, la frase che va per la maggiore non è più “non farla vedere in giro” ma “non mi taggare!”. Una rivoluzione, quindi, che deve ringraziare altre menti e altri tempi, e non si fa riferimento solo a Mark Zuckerberg,  ma ai progenitori delle moderne tecniche di ‘scrivere con la luce’, ovvero di fotografare. Ricorre infatti oggi il compleanno di Louis Daguerre, scopritore del processo fotografico tramite dagherrotipo,  ovvero un progenitore della nostra facile e leggerissima fotografia.

L’artista e chimico francese, nel 1839 rese pubblica la sua invenzione, la dagherrotipia, che gli fruttò una pensione vitalizia! Per ottenere un
dagherrotipo sono necessarie una lastra di rame, argento liquido, vapori di iodio, mercurio a 60° e una buona dose di tempo e pazienza.

Ovvio che la tecnica sia stata abbandonata, ma da quell’impulso nacquero poi le varie evoluzioni che hanno portato oggi alla fotocamera e alle tante immagini del profilo più o meno adolescenziali. Grazie Monsieur Daguerre  e buon compleanno!

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Interviste

Intervista a Giovanna Griffo

Abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre pagine una succulenta intervista a Giovanna Griffo, nota fotografa “romana”, che con il suo sito Max Artis ha praticamente rivoluzionato il mondo del Web dedicato alla fotografia in Italia. La sua passione per la fotografia come arte, e la sua capacità di far conoscere gli strumenti per rendere ogni scatto un qualcosa di unico, la rendono una delle fotografe più conosciute e stimate nel paronama nazionale e non solo.

Giovanna Griffo Autoritratto
Lo splendido sorriso di Giovanna in un autoritratto.

Giovanna Griffo, cos’è la fotografia?
La fotografia per me è una grandissima, immensa, devastante, sconfinata espressione della sensibilità, dell’amore per il mondo e la vita, della voglia di “sentire”, della capacità di emozionarci anche di fronte alle piccole cose della vita, di fermarci un attimo a guardare quei gesti sui quali nessuno si sofferma, sulla luce che nessuno si accorge ci accarezza, sulle forme che molti sottovalutano in quanti modi si sanno trasformare, sul guizzo di un istante che è vivo ed è reale solo in quel preciso istante temporale e che dopo un secondo già non esiste più. Amo la fotografia, sì l’amo. Amo quella sensazione che ti brucia dentro la testa per giorni magari, perchè hai un’idea che vuole venire al mondo, ma non puoi manipolarla prima, non puoi fare dei tentativi, non puoi accompagnarla per mano. Te la devi tenere in testa, fino alla fine, la devi coccolare molto tempo, le devi dare attenzioni, devi farla prima crescere dentro di te, e poi, nell’arco di un millesimo di secondo magari, darle la vita. La fotografia è diversa da tutte le altre forme d’arte creativa. In tutte le altre forme il processo è più lento, meno impulsivo, più metodico, più strutturato, ma nella fotografia… ci vuole una frazione di secondo per portarla alla vita, un tempo brevissimo per far nascere un’idea che chissà da quanto tempo custodivi nella testa. Ed è qui che nascono le tensioni, le frustrazioni, le fissazioni” perché quelle idee, quei desideri che vorresti portare nel mondo, stanno troppo bene dentro la nostra testa, e più ci rimangono e più diventano ingombranti, e più magari ci affezioniamo ad essi, e non vogliamo più lasciarli, ma far sì che continuino a crescere. E così accade, a volte, che dentro lo spazio di un click, si sprigionino tensioni, e dolori, e gioia, e sentimenti enormi, ci sentiamo più sereni, più sollevati perchè ora possiamo finalmente condividerli con qualcuno, guardarli ogni volta che lo desideriamo, e non aver più paura che possano svanire dimenticati proprio dalla mente che li ha generati. Niente come l’immagine è più sintetica e densa di messaggi che arrivano dritti come un fulmine, attraverso l’occhio di chi guarda, nella testa e nel cuore. Però per riuscire a far questo è necessaria una dote, rara, quanto preziosa: essere specchio del mondo e rendere il mondo specchio di noi stessi. Se ci riusciamo,  il mondo entra dentro di noi e ne fuoriesce ancora più ricco, più completo, più vero anche, e non c’è più distinzione fra vedere e sentire, il mondo parla attraverso te e tu parli attraverso il mondo”.

Come ha cambiato la tua vita l’incontro con questa grande passione?
L’incontro con questa grande passione è avvenuto quando ero ancora molto piccola e mi divertivo a seguire mio padre all’interno della camera oscura. Da allora sono stati piantati dei semini che non hanno mai smesso di germogliare e fiorire, rendendo la mia vita incredibilmente ricca, intensa e stimolante. La fotografia ti fa scoprire di essere in grado di vedere oltre il visibile, e di avere la capacità di vedere di più con un occhio solo invece che con due! La fotografia mi ha dato e continua a dare tanto alla mia vita, mi permette di conoscere il mondo e le persone, di scoprirlo e di viverlo in un modo infinitamente più vero ed intenso.

Donne e fotografia, connubio sempre più forte. Perché?

Secondo me le donne hanno una marcia in più come fotografe e non lo dico solo per fare una banale questione sessista. La donna ha da sempre, per retaggio culturale, una maggiore empatia verso il mondo e le persone, ed una capacità di relazionarsi più spontanea e naturale. Certamente non mi piace fare generalizzazioni, ci sono sempre le eccezioni a tutto, ma nella maggioranza dei casi le donne hanno una maggiore spiccata sensibilità che permette loro di entrare subito in sintonia con il soggetto della loro fotografia, creando una relazione speciale in tempi davvero rapidissimi. Basti pensare alla fotografia di ritratti familiari o di bambini che vede un numero sempre maggiore di donne fotografe che in questo particolare settore riescono ad esprimersi davvero con eccellenza e capacità.

Quando la fotografia diventa arte?
E’ indubbio che la fotografia sia un hobby popolare, un mestiere, un’attività commerciale per molti, una professione per alcuni, uno strumento per la scienza e, forse, una scienza essa stessa. Una volta si discuteva se fosse anche un’arte, ma credo che oggi il dibattito sia chiuso. L’uso dell’apparecchio fotografico non impedisce al fotografo di essere considerato un artista, proprio come l’uso della macchina da scrivere non squalifica il poeta o lo scrittore. Tuttavia la macchina fotografica, o la macchina da scrivere, non fanno l’artista: sono soltanto strumenti.

Riguardo poi la presunta oggettività della fotografia, vorrei citare Neil Leifer: “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha.”

Non dimentichiamo che la fotografia è solo una parcellizzazione di ciò che stiamo osservando, un rettangolo bidimensionale all’interno del quale confluiscono le idee, la sensibilità, la cultura e la visione del fotografo. Nel momento stesso in cui il fotografo mette l’occhio nel mirino si compiono delle scelte: cosa viene incluso nel fotogramma e cosa no, cosa viene enfatizzato e cosa nascosto, e questo processo continua anche dopo, lungo il processo creativo di sviluppo e stampa dell’immagine. E’ quindi impossibile che la fotografia possa essere una documentazione oggettiva. E si può anche fare arte con la fotografia, perché l’artista è colui che è in grado di scorgere l’ordine nel caos, la bellezza nella banalità, mostrando il mondo in un modo in cui non era mai stato visto prima.

La foto preferita di Giovanna Griffo
Ecco lo scatto preferito di Giovanna Griffo. Splendido vero?

Qual è il tuo scatto preferito e perché? 
Penso che lo scatto preferito sia sempre l’ultimo che si riesce a cogliere, perché ogni volta si fotografa si scopre di avere la capacità di “vedere” un pochino di più. Ad ogni modo ho scelto questo ritratto che ho fatto al mio nipotino di 6 mesi. E’ sempre molto difficile fotografare i bambini piccoli perché sicuramente non si mettono in posa, ma è proprio questa sfida che permette di cogliere in loro delle espressioni così incredibilmente vere ed emozionanti che quando riesce a coglierne una ti sembra di avere avuto le chiavi del loro magico mondo.

Ti senti più autrice o protagonista delle immagini che scatti?
Direi entrambe le cose! Perché è vero che ne sono l’autore nel senso che sono colei che le crea e le concepisce, ma sicuramente anche protagonista perché le fotografie parlano moltissimo di noi, anche se non compariamo fisicamente all’interno dell’immagine. Si può leggere tanto del carattere, della cultura e della sensibilità di una persona semplicemente osservando una sua fotografia.

Un consiglio per una donna che vuole avvicinarsi alla fotografia.
Il mio consiglio è: osare e avere coraggio e determinazione! Le donne in fotografia sono molto poche, è un mondo a grandissima maggioranza maschile e questo potrebbe in qualche modo intimidire. Io penso che invece sia un elemento di vantaggio: essere donna nel mondo della fotografia significa distinguersi ed offrire un punto di vista diverso dall’universo monopolizzato dalle figure maschili, e questo potrebbe essere un grande valore aggiunto per chi cerca nella fotografia  “qualcosa in più”.

Maxartis.it è il tuo grande “figlio”, qual è la soddisfazione maggiore?
La soddisfazione maggiore di questo grande “figlio” è vedere come nonostante abbia solo 6 anni non va alle elementari, ma è già all’università! E’ diventato un punto di riferimento nazionale per chi cerca un sito davvero didattico dove poter imparare molto in modo gratuito. Una palestra efficacissima basata sul confronto onesto e costruttivo che ha fatto emergere moltissimi fotografi talentuosi. Quando riesci a trasmettere del vero valore, e senti che quello che fai è utile, quale soddisfazione maggiore?

Le foto è bello guardarle stampate o sul Web?
Il Web è uno strumento eccezionale per poter vedere e scoprire migliaia di fotografie ed autori bravissimi. E’ stata una vera rivoluzione che ha permesso a tanti di emergere e di crescere, ma se vogliamo parlare della sensazione di poter guardare una foto sul web o stampata, non c’è assolutamente confronto. La foto a monitor è una fruizione veloce, immediata, ma non di qualità. Purtroppo la visualizzazione dipende dal dispositivo usato e la foto potrebbe apparire drammaticamente diversa da dispositivo a dispositivo, nel bene e nel male. La stampa è l’unica verità. Rappresenta la vera natura della fotografia, il completamente del suo processo creativo che parte dal clic, proseguendo per lo sviluppo, per poi finalizzarsi nella stampa. Privarsene significa perdere una parte di ciò che la fotografia potrebbe esprimere.

E parlando di Giovanna Griffo donna, a cosa non rinunceresti nella tua vita e nel tuo essere donna?
Non rinuncerei mai alla fotografia! Si può essere donne, senza perdere in femminilità  anche in tenuta da fotografo, basta avere un valido assistente che si accolli tutta l’attrezzatura, e allora anche scattare con tacco 12 può essere facile! La mia fotografa preferita del passato, Margaret Burke White, non si presentava mai senza i suoi guanti rossi in tinta con scarpe e stola, una vera diva degli anni 30.