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Lavoro: l’ISTAT rivede le stime PIL a -1,8. L’economia non cresce

Recessione: ecco lo stato attuale dell’economia italiana che decresce dell’1,8%, secondo le stime dell’Istat con cui concorda il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. La ripresa? Nell’anno prossimo e sarà al massimo dell’1%.

L’ISTAT vede la ripresa del prossimo anno allo 0,7% per il prodotto interno lordo dell’Italia, mentre stima che quest’anno perderemo quasi il 2% del PIL. Stime con cui in parte concordano i ministri di economia e lavoro Saccomanni e Giovannini, che però vedono un clima più favorevole per il prossimo anno con il PIL che crescerà di oltre l’1%, in quello che per molti sarà l’anno della ripresa economica.

Intanto, il Paese continua ad impoverirsi e diminuiscono i posti di lavoro per tanti che lavoravano in piccole imprese artigiane, o nelle poche grandi realtà italiane, depresse innanzitutto dalla crisi e poi dal regime fiscale più pesante d’Europa. Una crescita dell’1% dopo questi anni di crisi sarebbe solo un flebile segnale di ripresa, che in tanti accoglieranno favorevolmente, ma che dimostra che ancora il nostro Paese è impantanato per tanti motivi nelle sabbie mobili della crisi.

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Disoccupazione: i lavori dimenticati a cui i giovani non aspirano

Sebbene la crisi economica incalzi nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa, facendo terra bruciata ai tanti giovani e meno giovani in cerca di un’attività lavorativa che dia sostentamento (in questo periodo non si può chiedere di più, purtroppo), ci sono ancora dei mestieri con molti posti vacanti, in parte dimenticati, che non attraggono i tanti disoccupati italiani.

Sto parlando di una buona parte di lavori da svolgere manualmente, per i quali sussiste un altissimo livello d’offerta ma non c’è domanda in quanto richiedono specifiche professionalità ed in parte sono attività sacrificanti.Lavori disponibili

Sarti, falegnami, panettieri, operai specializzati… tutte professioni che nessuno cerca ma che offrirebbero tanto. I giovani, in Italia, mirano a terminare gli studi, ad una laurea e, ultimamente, anche a master e a specializzazioni post laurea, visto che non riescono a trovare lavoro nei settori per cui hanno studiato, continuando a fare gli studenti aspettando tempi migliori e aspirando al lavoro della loro vita.

lavoro specializzato disponibileNaturalmente non è tutto oro quello che luccica, poiché la strada degli studi, molto spesso gli si ritorce contro ed è più complicata di quanto sembra. Da un’indagine svolta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sono emersi dati alquanto significativi: molti giovani non cercano lavoro, e se lo cercano non hanno possibilità di accedervi perché privi di un percorso formativo ad hoc.

totale inoccupati in italiaAlcuni esempi di attività sono quelle dei baristi, macellai, camerieri, installatori di infissi, falegnami, pasticceri, panettieri, tutte professioni dure, molto spesso con turni lavorativi spalmati per tutto il giorno (fino a tarda notte e prestissimo al mattino), ma che potrebbero portare elevati ricavi, nonostante la strada impervia.

Altri lavori con sostanziosi posti vacanti ma che richiedono un preciso percorso formativo sono quelli eseguiti dai tecnici informatici, dagli operai specializzati e dagli infermieri. Di questi ultimi, soltanto nel 2012, c’è stata una richiesta di ben 22.000 nuove unità, ma il numero chiuso previsto dalle università (16.000 complessivi alla triennale) non facilita la copertura di questi posti.

I posti di lavoro, che nessuno cerca e nessuno vuole, dunque, in Italia ci sono, e ammontano a circa 150.000. Questo dato dovrebbe farci riflettere.